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Tutti gli articoli con tag impressionismo

Torna in Francia un Degas rubato

pubblicato da Lorenzo Mazza

Torna in Francia un Degas rubato

Torna in Francia dopo 37 anni Des Blanchisseuses Souffrant Dents (Le lavandaie soffrono di mal di denti), un dipinto di Edgar Degas del 1870, che era stato rubato da un museo in Normandia nel lontano 1973. Lo scorso ottobre, dopo un lungo periodo di dimenticanza, il quadro aveva fatto la sua ricomparsa nel catalogo di Sotheby’s.

Pur trattandosi di un lavoro di poche decine di centimetri (valore che oscilla tra i 200 e i 300mila euro), i francesi ci tenevano a recuperarlo, data la relativa scarsità di dipinti di Degas oltralpe. “Ai tempi in cui il maestro impressionista lavorava, la sua pittura era forse considerata troppo moderna”, ha dichiarato Francois Rivasseau, ambasciatore francese negli Stati Uniti. “Così troverete più Degas negli Stati Uniti che da noi“.

L’attuale proprietario, che dice di aver ereditato il quadro dal padre e di aver agito in ‘buona fede’, rischierebbe fino a 20 anni di carcere secondo la legge americana, ma verrà processato in Francia.

Torna in Francia un Degas rubato
Torna in Francia un Degas rubato

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Ci vorranno più di 30 milioni per l'autoritratto di Manet

pubblicato da Lorenzo Mazza


Nella grande asta del 22 giugno 2010 dedicata agli impressionisti e ai maestri dell’arte moderna di Londra, Sotheby’s metterà in venditarà un capolavoro di Edouard Manet: Autoritratto con tavolozza, il cui valore è stimato tra i 25mila e i 35 mila euro.

Si tratta sicuramente dell’autoritratto più grande di Manet, ma anche uno dei più grandi autoritratti molto nella storia dell’arte“, dichiara Charles Moffett di Sotheby’s. Dipinto nel 1878, ben rappresenta lo stile e l’audacia del maestro francese. Di autoritratti ce n’è solo un altro, al Bridgestone Museum of Artdi Tokyo.

Al di là delle prevedibili impennate di prezzo che il quadro farà in asta, questo dipinto, sobrio ed elegante è un invito ad entrare nell’animo dell’artista. Ricco di profusioni e sottili rimandi ai capolavori narcisistici dei maestri che l’hanno preceduto, come Velasquez e Rembrandt.

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Monet e la costa della Normandia

pubblicato da Lorenzo Mazza


La National Gallery del Canada ha appena acquisito uno dei grandi capolavori di Claude Monet. Si tratta di ‘Rock Needle Seen through the Porte d’Aval, Étretat”, un olio su tela del 1886, arrivato a Ottawa grazie alla generosità del filantropo Marjorie Bronfman.

Si tratta di una veduta sulla costa delle Normandia, dai tratti di luce e colore molto innovativi per il tempo. Prima di Monet grandi artisti come Delacroix, Corot e Courbet, avevano immortalato il paesaggio selvaggio di Étretat.

In questo caso Monet aveva adottato un punto di vista estremamente audace, accessibile solo con la bassa marea. Dopo questa esperienza Monet tornò più volte in Normandia e sperimentò l’uso del colore mescolato con le rocce calcaree ricche di gesso. L’importanza dei paesaggi marini nella sua produzione si nota nella sua auto-identificazione di artista marino.

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Utopia Matters: dalle Confraternite al Bauhaus

pubblicato da Lorenzo Mazza


Inaugura sabato primo maggio Utopia Matters: dalle Confraternite al Bahaus, a cura di Vivien Greene. 70 le opere in mostra, tra dipinti, sculture, disegni, oggetti di design, fotografie e stampe, per analizzare i passaggi utopici nella storia dell’arte moderna e contemporanea.

Si parte quindi dalle confraternite ottocentesche per arrivare alle avanguardie storiche. Documenti ed opere poco conosciute ma dall’indubbio valore artistico. L’esperienza dei Primitifs francesi, i Nazareni tedeschi, i Preraffaelliti inglesi, William Morris e l’Arts and Crafts, la Cornish Colony americana, il Neo-Impressionismo francese, il De Stijl olandese, il Bauhaus tedesco e il Costruttivismo russo…. e l’esperienza di Monte Verità ad Arona in Svizzera? Spero in cuor mio che non se la siano dimenticati…

La mostra sarà visitabile fino al 25 luglio ed è stata resa possibile grazie ad importanti prestiti provenienti da tutto il mondo.

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Incidente domestico a New York: feriti (nell'orgoglio) 4 impressionisti

pubblicato da Giovanni De Stefano


Se pensate che siano rari incidenti come quello accaduto la settimana scorsa alla signora caduta su un Picasso, be’, a quanto pare vi sbagliate. Capita anche molto di peggio. Un gustosissimo articolo del New York Times di oggi ci racconta come sono andate le cose in un lussuoso appartamento newyorkese. Dove, se non a New York, del resto, poteva accadere qualcosa del genere?

Una ricca e affiatata coppia di Manhattan arriva colma di scatoloni dalla sua dimora agli Hamptons. Gli scatoloni non contengono cianfrusaglie, ma dipinti impressionisti. La riservatezza loro e del loro assicuratore ci impediscono di sapere di quali impressionisti stiamo parlando, ma sicuramente sono Impressionisti, altrimenti non ne parlerebbe il Times (forse, noi provinciali ne parleremmo lo stesso, ma è un’altra storia).

I due disfano quasi tutti i contenitori tranne qualcuno, per cui lasciano disposizioni alla storica cameriera, loro fedele aiuto domestico da più di 10 anni. “Puoi finire tu, con gli scatoloni, Maggie?” - avrà detto la signora, col suo accento East Coast. Maggia ha finito col gettarli tutti e 4 nell’immondizia, gli scatoloni rimasti, ma la famiglia se n’è accorta solo il giorno dopo. Ancora nessuna traccia dei 4 snobissimi dipinti francesi, né notizie ultieriori del destino (probabilmente niente affatto fabouleux) della povera domestica.

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La Kunsthaus di Zurigo celebra Picasso

pubblicato da Lorenzo Mazza


La Kunsthaus di Zurigo, dove Picasso ebbe la sua prima apparizione in un museo nel 1932, festeggia il suo centenario con uno speciale programma che celebra l’artista spagnolo. Si parte il 12 febbraio con la collezione dell’industriale Emil Buehrle di Zurigo e, passando per uno spettacolo che segna il 150 ° anniversario della nascita di Carl Moser, architetto del palazzo Jugendstil’s, si arriva alla mostra di Picasso nell’ottobre 2010.

La Buehrle è una delle collezioni private di arte europea più importanti, circa 180 dipinti e sculture tra cui alcune delle opere impressioniste più belle del mondo. Nel febbraio 2008 alcuni banditi mascherati rubarono alcuni Cézanne, Degas, Monet e Van Gogh, per un valore di circa 160 milioni di dollari, una delle più grandi rapine di oggetti d’arte mai realizzata. Solo due delle quattro opere sono state recuperate.

Dal 15 ottobre 2010 al 30 gennaio 2011 il piatto forte alla Kunsthaus sono le 70 opere della Mostra originale di Picasso del 1932, prima retrospettiva che attraversa i primi tre decenni della sua carriera, dai suoi periodi blu e rosa al cubismo e al rapporto con Georges Bracque, afino l suo periodo classico.

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Maurice Prendergast e Venezia, al Guggenheim

pubblicato da Elisa

Maurice Prendergast a Venezia

Il 10 ottobre presso il Guggenheim di Venezia aprirà per la prima volta in Italia un’importante retrospettiva su Maurice Prendergast (1858-1924), postimpressionista americano non molto noto al pubblico italiano, tra i primi che oltreoceano si ispirarono al lavoro di Paul Cézanne.

Prendergast nel 1898 e nel 1911 venne in Italia, si recò a Venezia e ne rimase conquistato: la mostra è un omaggio alle opere che il pittore dedicò alla città. Saranno esposti 60 tra olii e acquerelli, che ritraggono scene quotidiane della vita lagunare: gente che passeggia tra calli e ponti, vedute della laguna e dei canali con le gondole, momenti di vita sociale nei campi della città, tutto in chiave impressionista.

Da grande amante della città di Venezia, trovo molto belli i quadri di Prendergast. Sono allegri, intimi e credo rendano l’idea dell’atmosfera veneziana, a volte malinconica, ma molto colorata! Per gli interessati alla mostra, segnaliamo due conferenze a ingresso libero che si terranno il 14 e il 28 ottobre alle ore 19, presso l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti. La mostra rimarrà aperta fino al 3 gennaio 2010, per poi migrare al Museum of Fine Arts di Houston, Texas.

Maurice Prendergast a Venezia
Maurice Prendergast a VeneziaMaurice Prendergast a VeneziaMaurice Prendergast a Venezia

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Degas contemporaneo

pubblicato da Lorenzo Mazza


Eccoci ancora a parlare di FreakingNews e dei suoi utenti smanettoni che si divertono a celebrare i grandi maestri della pittura con fotomontaggi ironici, surreali e divertenti.

Alcune settimane fa il celebre artista francese Edgar Degas compiva 175 anni. Considerato uno dei padri fondatori dell’impressionismo, Degas amava parlare di se stesso come di un pittore realista. Cominciò a dipingere prestissimo ed abbandonò a 21 anni gli studi di Legge, a cui il padre l’aveva destinato, per recarsi in Italia e studiare i capolavori di Michelangelo, Raffaello e Tiziano.

Gustatevi quindi – senza prenderla troppo sul serio – la galleria seguente che presenta alcuni dei celebri dipinti di Degas modificati, nei quali si presentano personaggi, buchi e persino un grande brand del fast food…

Edgar Degas photoshopped
Edgar Degas photoshoppedEdgar Degas photoshoppedEdgar Degas photoshopped

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Saper vedere i movimenti artistici, di Giorgina Bertolino

pubblicato da Alessandro

Bertolino, Saper vedere i movimenti artistici

E’ uscito, nella collana “Saper vedere” della Mondadori Electa, un bel libro di Giorgina Bertolino, dal titolo Saper vedere i movimenti artistici. Gruppi e tendenze dall’impressionismo a oggi (384 pagine, illustrato, 20 euro).

Il titolo è già sufficientemente esplicativo: si riscostruisce la più recente storia dell’arte, dall’ottecento fino ai giorni nostri, adottando quale punto di vista privilegiato i movimenti, le correnti, i gruppi di artisti che hanno condiviso uno stesso indirizzo estetico e/o una tecnica comune (si pensi, ad esempio, ai macchiaioli o agli stessi impressionisti).

I membri del movimento spesso elaborano un manifesto teorico che ne fissa le convinzioni e gli intenti fondamentali, si riuniscono in un determinato luogo (che a volte diventa leggendario) o fondano una rivista. In qualche caso è la stessa critica che identifica il movimento ed è questo un fenomeno particolarmente interessante. Le influenze degli osservatori e dei teorici, di coloro che “vedono” appunto il movimento (a volte prima degli stessi artisti che ne fanno parte) sono state molto più importanti di quanto si sia spesso evidenziato, anche se oggi forse un maggiore condizionamento - ma è questa un’ipotesi da verificare - viene esercitato, anche in tale ambito, dai media e dalla pubblicità.

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Dipingere la luce. A Palazzo Strozzi mostra sull'impressionismo

pubblicato da margherita

Ponte ad Hampton Court - 1874 - Alfred Sisley - Wallraf-Richartz-Museum & Fondation Corboud, Colonia/Cologne

In un periodo in cui in Italia si sta celebrando con Giovanni Fattori la pittura dell’Ottocento, è arrivata a Palazzo Strozzi di Firenze, “Impressionismo. Dipingere la luce. Le Tecniche nascoste di Monet, Renoir e Van Gogh“, una mostra diversa che si concentra sull’analisi delle tecniche pittoriche di impressionisti e postimpressionisti, svelando i segreti dei più celebri dipinti del movimento.

La mostra interattiva offre al pubblico l’occasione non solo di osservare i 60 dipinti che provengono dalla collezione dal Wallraf-Richartz-Museum & Fondation Corboud di Colonia, ma anche di diventare esperto e indagare l’originalità delle opere in mostra, attraverso l’utilizzo di microscopi ad alta potenza, sotto luce infrarossa e ultravioletta. Invitandolo inoltre a porsi, per ogni lavoro, delle domande (spontaneità dell’opera, compiutezza dell’opera, reale esecuzione all’aria aperta).

Gli impressionisti furono rivoluzionari non solo per lo stile pittorico introdotto, fatto di pennellate sicure e rapide ma anche per la tecnica adottata. Grazie alle innovazioni e alle ricerche compiute, gli artisti cominciarono a dipingere all’aperto, usufruendo di una libertà senza precedenti. Da qui l’interesse per la luce e gli effetti sulla pittura, con conseguenze di maggiori difficoltà per gli esperti per individuarne l’autenticità, la spontaneità, rimanendo spesso delle opere enigmatiche o di difficile attribuzione. I critici si sono trovati spesso in disaccordo con quanto affermato dagli artisti. A questo proposito, il percorso culmina nella scoperta che un dipinto appartenente alla collezione tedesca, a lungo ritenuto un Monet, è in realtà un falso dello stesso periodo.

La mostra si può visitare fino al 28 settembre.

Impressionismo: dipingere la luce - Palazzo Strozzi - Firenze
Il mare a Saint Palais -1892 - Armande Guillaumin - Wallraf-Richartz-Museum & Fondation Corboud, Colonia/ Cologne Bambina fra le rose - 1881 - Berthe Morisot - Wallraf-Richartz-Museum & Fondation Corboud, Colonia/ CologneFattoria a Bazincourt - 1884 - Camille Pisarro - Wallraf-Richartz-Museum & Fondation Corboud, Colonia/ Cologne

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