Prenderà il via dal 17 aprile al 26 giugno 2010 a Pontedera (vicino Pisa), una mostra che celebra due grandi personalità della scena culturale italiana degli ultimi 50 anni, Dario Fo e Franca Rame. Il percorso si snoda attraverso tre sedi espositive. Il Centro per l’Arte Otello Cirri ospiterà i primi lavori da pittore del Premio Nobel, autoritratti e ritratti a matita o olio. Poi i bozzetti scenogafici dei primi progetti teatrali, gli arazzi e le famose marionette della Compagnia Marionettistica Famiglia Rame.
La Fondazione Museo Piaggio (che ospita il relativo archivio d’impresa) presenta gli arazzi su tela, le fotografie di scena, i manifesti e le locandine degli spettacoli teatrali e un’apposita sala video, dove sarà possibile vedere, su appuntamento, tutta la documentazione video dell’opera dei due artisti.
Infine il Centrum Sete So’is Sete Luas, che ogni anno si organizza l’omonimo festival di musiche dal mondo, raccoglie il fulcro della mostra. Le scene originali di alcuni spettacoli, i burattini e i costumi di scena, nonché tutta la produzione pittorica del Dario Fo più contemporaneo, dagli anni ‘80 ad oggi. Conclude l’allestimento una sezione dedicata ai ritratti di Franca Rame, imprescindibile compagnia di vita e d’arte.

Apre ufficialmente oggi venerdì 5 marzo a Castel Sant’Elmo, Novecento a Napoli (1910 / 1980) – Per un Museo in progress. Pittura, scultura e sperimentazioni grafiche, vanno a comporre il nuovo Museo con 170 opere realizzate da 90 artisti napoletani e alcuni forestieri.
Opere provenienti dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, dal Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, donazioni e opere in comodato. L’allestimento è curato da Angela Tecce e Nicola Spinosa e si snoda attraverso diverse sezioni: la Secessione dei ventitré (1909); il primo Futurismo a Napoli (1910-1914); il movimento dei Circumvisionisti e il secondo Futurismo (1920 - 1930); il secondo dopoguerra (1948-1958); il Gruppo Sud; il Neorealismo, il gruppo M.A.C.; l’Informale e il Gruppo ’58.
Una sezione a parte è dedicata agli anni Settanta, con le sperimentazioni della poesia visiva e i suoi risvolti sociali. L’ultima parte dell’allestimento si confronta invece con la contemporaneità più prossima, a partire dai segni lasciati negli anni ‘80. Tra gli artisti in mostra ricordiamo: Enrico Baj, Tommaso Marinetti, Giovanni Brancacci, Edoardo Pansini (nella foto), Edgardo Curcio, Edoardo Giordano (Buchicco) e davvero molti altri. Artisti maggiori e minori, ma soltanto nella fama, che non hanno nulla da invidiare per poetica e stile ai grandi maestri del ‘900. Un Museo che dà nuova linfa alla città di Napoli e finalmente spazio a tante voci che rischiavano di essere dimenticate.
Foto in galleria di Luciano Pedicini, via Civita

Alzi la mano e lasci un commento chi di voi conosce i Cuochivolanti… Si tratta di uno strampalato gruppo di chef che promette di trasformare la vostra sala da pranzo nel ristorante più esclusivo della città.
Dall’11 al 14 marzo questa allegra banda organizza Play with Food - La scena del cibo, quattro giorni di arte, musica, performance, cibo e spettacoli, al Circolo dei Lettori di Torino. Un piccolo festival ricco di eventi, che si inserisce all’interno del Programma di Torino European Youth Capital 2010.
To play, giocare col cibo (proprio come si impedisce di fare ai bambini) e recitare, mettere in scena il cibo, nei suoi infiniti significati, fisiologici, comunitari, politici. Si passa quindi dai video-banchetti di Stefania Bonatelli, alla performance gastro-fotografica di Ivan Fantini e Valentina Bianchi. Poi la cucina sonora di Enrico Ascoli, i cibi viaggianti di Elena Pugliese e molto altro. Il programma dettagliato lo trovate a questo indirizzo.
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Torna a Milano un festival unico nel suo genere in Italia. Uovo Performing Arts Festival 2010 è lieto di presentare le espressioni più curiose e innovative delle arti performative. L’attenzione è rivolta verso quegli artisti interdisciplinari e indisciplinati.
Uovo è quindi un progetto dentro alle discipline ma senza disciplina, un festival itinerante che va in scena dal 18 al 21 marzo in varie location di Milano (Teatro dell’Arte, Teatro Franco Parenti, la Triennale). Il concetto di performing arts spazia dall’arte, alla moda, al design e alla cultura del clubbing, che questa rassegna include e coinvolge, tenendo coome principale filo conduttore quello dell’ironia e della freschezza.
Si parte giovedì 18 marzo al teatro dell’Arte. Alle 19 e alle 21 Linda Fregni Nagler (I/SE) con Conscious/Unconscious - video loop e alle 21 con Gob Squad (D/GB), Super Night Shot (Italian premiere). Per il palinsesto completo potete seguire questo link di Facebook creato dagli organizzatori o aspettare che il programma definitivo appaia sul sito ufficiale. Esiste anche un videoblog dove vengono pubblicate anteprime degli artisti partecipanti.
photo Giuseppe Chico/Barbara Matijevic
by Julien Correc
Uovo Performing Arts Festival 2010




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Col tempo le montagne prospicenti Carrara sono decisamente diminuite nel volume, ma non nella bellezza. Dall’epoca romana artisti, scultori, architetti sono venuti qui a reperirei blocchi di marmo più pregiati. Poi Donatello, Michelangelo, Giambologna, Bernini e Canova e molti altri.
Presentata in questi giorni, la XIV Biennale Internazionale di Scultura di Carrara si svolgerà nella città toscana dal 26 giugno al 31 ottobre. Quest’anno la mostra nata nel 1957 è a cura di Fabio Cavallucci, ex direttore della Galleria Civica di Trento, coordinatore di Manifesta e promotore di importanti progetti nazionali ed internazionali. La sua personalità può dare un respiro di ampio raggio a questa Biennale.
Il programma quest’anno comprende una selezione storica - Leonardo Bistolfi, Arturo Martini e Fausto Melotti - che aprirà la strada ad opere contemporanee. Autori come Antony Gormley, Cai Guo-Qiang, Damian Ortega, Daniel Knorr e molti altri, chiamati per lo più a proporre opere site-specific a Carrara.
Eccoci all’ultimo lavoro in video realizzato dall’artista spagnolo Sam3. Si tratta di un’animazione in stop-motion realizzata con la ceramica, che Sam3 ha definito un earth poem. Il progetto è stato realizzato nella periferia nei dintorni di Murcia e prende il nome di Nadadores, i nuotatori. Non solo ceramica ma anche argilla, in un processo continuo che sgretola, frammenta e ricompone.

Forse il 27 maggio, sebbene sia ancora primavera, si sentirà già aria d’estate. Comunque vada l’importante è che a Roma apre il Maxxi, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, il primo museo pubblico nazionale dedicato alla creatività del nostro tempo, progettato da Zaha Hadid. 27, 28, 29 maggio, tre giorni per inaugurare subito in grande stile: 5 gli appuntamenti espositivi in programma.
Spazio, un percorso attraverso le collezioni di Arte e di Architettura del Maxxi, che presenta 80 opere tra cui Boetti, Kentridge, Penone, Vezzoli, in un dialogo con progetti pensati appositamente per la mostra da dieci architetti e studi di architettura internazionali. Poi Gino De Domiciis. L’immortale, una delle più grandi retrospettive sull’artista, sua cura di Achille Bonito Oliva.
Ancora Kutlug Ataman. Mesopotamian Dramaturgies, 8 video che ripercorrono il rapporto tra Oriente e Occidente; Luigi Moretti Architetto. Dal razionalismo all’informale ed infine Geografie Italiane, una gigantesca installazione video che occupa una parete di 40 metri, a cura di Maristella Casciato, Pippo Ciorra e Margherita Guccione, realizzata da Studio Azzurro. Delle singole mostre avremo modo di parlarvi più dettagliatamente nei prossimi mesi.
[Nella foto Aurora di Mario Airò, Collezione Maxxi]

Se state a Roma forse vi sarà capitato di imbattervi nei suoi lavori per strada. Poster, sticker, stencil ed il protagonista è sempre lui, il celebre bambino volto testimonial della Kinder, che con il suo sorrisone ha accompagnato molti momenti dolci e felici nelle vite dei bambini nati negli anni’80.
Nel 1981, in Russia è nato anche Uno. Primogenito di una famiglia di antichi tipografi moscoviti di origine italiana, all’età di 14 anni si è trasferito in Germania con la famiglia e partecipando ad un provino per una pubblicità, ha conosciuto Günter Euringer, il volto delle barrette Kinder. Folgorato da quella visione Uno si è appassionato al situazionismo e si è dedicato alla street art, riproponendo in maniera quasi ossessiva il personaggio del bambino kinder.
Un’iconografia ripetitiva che non veicola nessun particolare messaggio, ma parla dell’effimero, dell’invasione del nonsense nel panorama urbano, sotto forma di un personaggio già carico di significato, ma non per questo meno capace di assumersi una serie di stati d’animo e di comunicare il proprio stupore, il proprio delirio, il proprio sconcerto di fronte a situazioni paradossali e stravaganti. Uno è lì, si occupa di “ogni cosa che abbia a che fare con la carta e la sua manipolazione, con la strada e l’effimero, con il perenne e incessante bisogno di vagare di notte bruciati dal fuoco”.

Oggi sconfiniamo nel cinema per parlare di un’iniziativa coollegata all’ultimo capolavoro di Quentin Tarantino. Inglourious Basterds - The Lost Art of the Film ha raccolto un selezionato gruppo di artisti (David Choe, Sam Flores, Estevan Oriol, Grotesk, Jeremy Fish, Patrick Martinez, Alex Pardee, Dora Drimalas, Munk One, N8 Van Dyke, Rene Alamanza, Morning Breath e Skinner Davis), invitando ciascuno a creare un proprio poster che offrisse uno spunto personale, una propria visione sul film candidato al prossimo Premio Oscar.
Le stampe (giclée prints) sono state prodotte in sei copie, autografate dagli artisti e dallo stesso Tarantino. Verranno vendute in un’asta pubblica a favore del lavoro della Croce Rossa Internazionale ad Haiti, giovedì 18 febbraio nel pomeriggio alla Upper Playground Art Gallery in Downtown Los Angeles. Il formato è quello classico dei ‘cinemini’, i poster pubblicitari per i film.

In dicembre Blu è stato in Sudamerica e ha relizzato nuovi impressionanti lavori. Nel suo sito ci racconta che è arrivato in Argentina via mare e deve aver provato alcune delle sensazioni che provavano i moltissimi immigrati italiani giunti qui ad inizio secolo.
Affascinato dai colori del quartiere povero di La Boca, a Buenos Aires, ha realizzato diversi dipinti per una nuova animazione. A veder dalle foto questo lavoro in preparazione raffigura un uomo collassato, con una città che come una pianta infestante, gli cresce sul viso. Il pezzo poi si evolve econ l’ingresso di un mostro…ma per adesso non sappiamo cosa sia effettivamente rimasto sui muri della capitale argentina e dovremo aspettare ancora un po’ prima che sia pronto il nuovo video di questa wall painting animation.