
In agosto vi avevamo parlato del bellissimo pezzo che Blu ha realizzato in occasione di Fame Festival 09. A Grotaglie tutto è pronto per la grande inaugurazione di sabato 19 settembre alle 19 con dj set di Congorock e Populous.
Un festival tutt’altro che marginale, che riunisce alcune delle più interessanti voci della street art a livello europeo. Erica il Cane (Ita), Judith Supine (Usa), David Ellis (Usa), Word to Mother (Uk), Sam3 (Spain), Blu (Italy), Jr (France), Vhils (Portugal), Conor Harrington (Ireland), Lucy Mclauchlan (Uk), Mark Jenkins (Usa), Dolk (Norway), Clio (Italy), Slinkachu (Uk), Dem (Italy), Will Barras (Uk), Tuono Pettinato (Italy), Paper Resistance (Italy).
Tutti gli amanti della “nuova scena” quindi sono avvisati, tanto più che è previsto un ultimo scampolo di estate con aumento delle temperature e Grottaglie è a due passi dal mare. L’organizzazione è a cura di Studio Cromie, ringraziamo Luigi Mauri di UrbanPainting per le preziose informazioni. Nella galleria potete gustarvi un po’ di lavori realizzati per l’edizione dello scorso anno.

Dall’8 al 10 Maggio Viareggio ospita ‘Kunstwollen – L’intenzione dell’arte’, a cura di Gaia Querci, un’eccezionale mostra che raccoglie i lavori di ventun giovani artisti. A fianco di una nutrita schiera di autori che vivono in Toscana, la rassegna si apre fin da subito al contributo di artisti internazionali. Tra gli ospiti BridA / Tom Kerševan, Sendi Mango, Jurij Pavlica, collettivo sloveno che lavora nel solco del dialogo tra le discipline; Francesca Banchelli artista visiva di base a Londra; Manuel Perna, pittore urbano dell’Happenstudio di Berlino.
Poi il gruppo di video performer italo-spagnoli de La Comida, le affascinanti sculture di Carlo Galli e Lorenzo Vignoli, l’installazione di Alessandro Battisti, il reading-performance di Lorenzo Mazza e Massimo Pasca, un focus sulla videoarte dell’est Europa e molto altro.
Un nuovo spazio per l’arte contemporanea si affaccia nel ‘sonnacchioso’ panorama culturale della Toscana settentrionale. Si chiama Laboratorio 21 ed apre i battenti a Viareggio il prossimo 8 maggio. Si tratta di un luogo multifunzionale, un’officina creativa specializzata nelle arti plastiche e scenografiche, che all’occasione si trasforma in una sede espositiva versatile ed accogliente. A fare gli onori di casa il giovane maestro scultore Carlo Galli, che qui intende dar avvio ad una piattaforma di ricerca fatta di esposizioni e laboratori artistici.
Per l’apertura la curatrice Gaia Querci ha proposto un percorso dal titolo “Kunstwollen – L’intenzione dell’arte”. Il termine kunstwollen, letteralmente “il volere dell’arte” fu introdotto dal critico d’arte austriaco Alios Riegl. Definisce una tendenza verso l’espressione creativa che si manifesta in un deteminato assetto spaziotemporale. Più a fondo fa riferimento alla volontà, la consapevolezza che scatena l’energia creativa di ogni artista. Se vogliamo interessa anche quel filtro che permette al pubblico di percepire il segno dell’artista.

Ieri ha aperto ufficialmente i battenti la settimana del design a Milano. La Triennale di Cadorna, in Viale Alemagna 6, ha ospitato alcuni eventi del fuorisalone, come l’inaugurazione di “Mezzoterra Mezzomare – I Mediterranei, sedie Love Difference” di Michelangelo Pistoletto. Si tratta di un progetto che il maestro ha realizzato insieme a Juan E. Sandoval e Alias.
‘Love Difference – Ama le differenze’ è una piattaforma di Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, che promuove il dialogo interculturale attraverso operazioni di arte, design e gastronomia. Dopo i tavoli specchianti a forma di Mar Mediterrano, ecco una serie di sedie che disegnano i confini fra acqua e mare. Ognuna porta impresso un tratto di costa. Sono sedie di legno, modello laleggera, che disegnano il Mar Mediterraneo, il Mar Baltico, il Mar Rosso, il Mar Nero, il Mare del Sud della Cina e il Mar dei Caraibi.
Ciascun gruppo di sedie descrive un possibile mare, un tavolo che non c’è, ma che si ricostituisce ugni volta che le sedie vengono riposizionate. Insomma sedie che portano impresso un pezzo di geografia e nelle parole degli artisti “raccontano a loro volta di incontri di civiltà, di crescita nel rispetto delle diversità, di voglia di sedersi attorno a un tavolo per guardarsi e scoprire quanto uguali e quanto diversi siamo”.

I romani hanno potuto guardare da vicino i multiformi aspetti della sua ricerca, grazie a una interessante mostra ospitata presso le Scuderie del Quirinale. I questi giorni però dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava si parla molto e male, a proposito della travagliata (e poi cancellata) inaugurazione del ponte veneziano sul Canal Grande che è stato appena battezzato con il nome di “Ponte della Costituzione”, come annuncia il sindaco di Venezia Massimo Cacciari.
Pochi giorni ancora per avere l’agibilità e nessuna cerimonia pubblica (per l’inaugurazione era atteso il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano) per un’infrastruttura che, al di là delle polemiche, è frutto di un audace progetto, una vera e propria “scultura architettonica”, che getta il quarto porte sul principale canale della città lagunare, collegando Piazzale Roma alla stazione ferroviaria di Santa Lucia.
I tempi di realizzazione dell’opera hanno il sapore delle antiche fabbriche di monumentali edifici, se si considera che l’incarico è stato assegnato a Calatrava dal Comune nel 1997. Dopo polemiche sulla stabilità della struttura (e mancanza di accesso per disabili) e una cospicua lievitazione dei costi di realizzazione, l’opera in acciaio e vetro è pronta per diventare parte della città, dimostrando la vitalità architettonica, che si rinnova nei secoli e non è ferma ai fasti della corte dei Dogi, di una delle città più incantevoli del mondo.
Il ponte di Santiago Calatrava sul Canal Grande a Venezia



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Ieri sera bellissima inaugurazione da Curti & Gambuzzi, con 30 nuovi lavori di Enzo Cucchi che raccontano la mostra “Solo l’artista italiano è malinconico”.
Si parla di piccoli formati che vanno dal 18 x 24 al 30 x 40, con tematiche diverse ma tanti comuni denominatori, ove l’artista e i temi a lui cari sono perfettamente riconoscibili.
Colpisce la ricchezza delle opere, mai banali bensì intense e allo stesso tempo piacevoli, forti e pittoricamente curatissime.
Nel guardarle si prova la sensazione che l’artista abbia trovato grande piacere nel dipingerle, ispiratissimo nell’interpretare in modo differente, in ogni singola opera, gli elementi sempre ricorrenti, i teschi, i cani, le mucche, le orecchie, le tele, il pittore.
Molto bello anche l’allestimento con le opere incastonate in grandi pannelli di legno.
Difficile trovare difetti a una mostra come poche, dove ogni singola tela è di alto livello e dove chi vuole acquistare si trova quasi nell’imbarazzo della scelta, al cospetto di una produzione veramente interessantissima.
Sono pochi gli artisti come Enzo Cucchi, e non solo all’interno della Transavanguardia, capaci di esprimere il meglio, non solo con i grandi formati ma anche con piccole tele, e questa mostra da Curti & Gambuzzi ne è una grande riprova.

La nascita di un museo è cosa buona e giusta e ci fa sentire tutti migliori. Il miracolo di un nuovo museo accade a Barletta, in Puglia, dove finalmente rinasce la pinacoteca che raccoglie un cospicuo nucleo di lavori (e anche di capolavori) di Giuseppe De Nittis, l’impressionista parigino originario della città pugliese.
E non stiamo parlando di una raccolta provinciale, ma di un museo di rilievo internazionale, costituito da un importante nucleo di opere del pittore che sua moglie ha donato alla città dopo la morte dell’artista. Il museo viene ospitato nella struttura barocca del Palazzo della Marra, che si affaccia sul mare e fresco di restauro.
La pinacoteca inaugurerà domani e per celebrare l’apertura viene allestita fino al 15 luglio la mostra “Zandomeneghi De Nittis Renoir. I pittori della felicità“, prodotta e organizzata da Arthemisia e curata da Tulliola Sparagni ed Emanuela Angiuli.