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Tutti gli articoli con tag inghilterra

"Bellezza, morale e voluttà nell'Inghilterra di Oscar Wilde"

pubblicato da Sara R.


Era la seconda metà del diciannovesimo secolo. L’Inghilterra “fioriva economicamente” nella “manna industriale”, esattamente allo stesso ritmo con il quale si avvelenavano irrimediabilmente le sue risorse naturali e sociali. Sotto il “regno monumentale” della Regina Vittoria, il paese vede crescere esponenzialmente la sua potenza coloniale e commerciale, diventando in breve tempo, un modello di successo da imitare in tutto il mondo. I fumi neri dei macchinari coprono il Tamigi e anche il colorito degli abitanti ne risente. Ma proprio all’acme di questa “nuova era di prosperità” c’è un gruppo di artisti che decide di staccarsi dalla “spirale avvolgente del progresso” per dedicarsi ad un “lavoro di una bellezza moralizzatrice”, personaggi come Dante Gabriel Rossetti, Edward Burne-Jones, William Morris, James McNeill Whistler, o Aubrey Beardsley.

E’ proprio alle loro opere che il Museo d’Orsay di Parigi dedica la mostra “Bellezza, morale e voluttà nell’Inghilterra di Oscar Wilde”, un percorso visitabile fino al 15 gennaio, che rasenta lo storico, per ricostruirne non solo la dimensione temporale, ma soprattutto quell’atmosfera rarefatta che fa da sfondo a gran parte delle tele per ritrovarsi intatta negli arredi, nelle fotografie, nei gioielli e negli abiti magnifici. In una passeggiata lenta che si sofferma sulle figure femminili, e sullo scorrere placido delle loro giornate, in quel godimento della natura e della maternità che ne delimita non solo la dimensione fattuale, ma anche quella più strettamente sensuale.

Video da NouveauParisIDF

Via | madmoizelle.com


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MuMo, il Museo mobile dei bambini!

pubblicato da Sara R.

MuMo, il Museo mobile dei bambini!

Si chiama MuMo ed è un museo mobile dedicato ai piccoli amanti dell’arte. Costituito da un camion che può essere facilmente trasportato sotto forma di container anche in nave, e sormontato, una volta “ancorato nel luogo di sosta” grazie ad un ingegnoso sistema idraulico, dalla scultura monumentale dello statunitense Paul Mc Carthy. Si sposterà infatti su 8000 km per raggiungere un pubblico di 11.500 persone comprese nella fascia di età dai 6 ai 12 anni.

Sessanta le scuole che hanno accolto l’iniziativa, promossa da importanti sponsor tra i quali il ministero della cultura francese e l’UNESCO, facend0 partecipare i loro allievi all’originale “museo ambulante” che è partito alla fine di ottobre di quest’anno e prolungherà il suo “pellegrinaggio” fino a giugno del 2012, passando dall’Inghilterra alla Francia all’Africa settentrionale e occidentale (Cameroun, Costa d’Avorio, Benin e Senegal), ma promette di raggiungere il mondo intero. L’idea che ha dato origine al progetto è nata nel 2010 dalla convinzione che l’arte sia “uno strumento di apertura e di condivisione capace di abbattere le frontiere e trasformare la nostra visione delle cose”.

A questo scopo dopo ogni visita al MuMo, i giovani apprendisti sono invitati a trasferire l’esperienza vissuta attraverso il disegno (alcuni dei quali sono riportati in un’apposita sezione del sito) o esprimendo un piccolo commento. Venti artisti celebri (tra i quali l’italiano Maurizio Cattelan e l’americano James Turrell), hanno deciso di apportare il proprio contributo legato alla tematica sociale del “Vivere insieme” proprio per accentuare la capacità di “risveglio” legata alla potenza del linguaggio artistico. Come si suol dire: piccole teppe crescono, e imparano ad affinare il loro gusto estetico!

Via | musee-mobile.fr

MuMo, il Museo mobile dei bambini!
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Tristano di Robilant: otto sculture in vetro a Venezia

pubblicato da Lorenzo Mazza


Inaugura questo venerdì 9 aprile la mostra Tristano di Robilant: otto sculture in vetro, al Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume di Palazzo Mocenigo. Otto sculture in vetro che l’artista londinese di origini veneziane ha realizzato sull’isola di Murano, pensate appositamente per il primo piano del museo.

Artigianato, arti applicate, scultura, il lavoro di Tristano di Robilant rende omaggio alla città di Venezia. Lo fa anche attraverso l’uso dei colori: l’ ambra, il rosso dogale, la purezza cristallina del vetro, che richiama l’acqua, si materializzano negli otto pezzi in mostra. Agosto, Ambra, Bisanzio, Bragadin, 1600, Proust a Venezia, Sisifo, Snow.

Robilant, nato a Londra nel 1964 e residente tra Roma e l’Inghilterra, si è fatto conoscere per la piena sinuosità delle forme che progetta e per il magistrale uso del vetro.

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Mehdi Saeedi, graphic design dall'Iran

pubblicato da Lorenzo Mazza


Mehdi Saeedi è un graphic designer iraniano che ha studiato anche in Inghilterra. Dal 1998 ha aperto il suo studio a Teheran che opera a fianco di alcuni dei più importanti centri culturali iraniani. La sua arte è conosciuta in tutto il mondo e tiene insieme innovazione e tradizione.

La storia del manoscritto iraniano e della calligrafia persiana si fondono nei suoi artwork, che con sottile delicatezza adempiono al fine di promuovere eventi e prodotti. Un interessante esempio di arte applicata, che trova la sua originalità nella nobiltà grafica degli script calligrafici persiani.

Mehdi Saeedi
Mehdi SaeediMehdi SaeediMehdi SaeediMehdi Saeedi

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Nuova mostra per la Milton Keynes Gallery

pubblicato da Lorenzo Mazza


La Milton Keynes Gallery di Londra ospita una mostra curata da Lost & Found, un gruppo di giovani artisti, designer, scrittori e musicisti. Graham Hudson (nella foto qui sopra una sua opera) e The Centre of Attention sono stati invitati a rovesciare le classiche dinamiche artistiche e ad utilizzare la galleria come un sito di produzione oltre che di esposizione di oggetti. Attraverso la modalità dell’officina aperta i visitatori potranno entrare in contatto con le varie fasi creative nello sviluppo del progetto e assister nella realizzazione di una mostra dinamica, in continua evoluzione.

Nella Cube Gallery, The Centre of Attention (Pierre Coinde e Gary O’Dwyer) presenterà un’installazione dal titolo Gemeinschaft und Gesellschaft (Comunità e società), del 2007. L’installazione si compone di oggetti abitudinari, di uso quotidiano. I visitatori sono invitati ad esprimere il proprio giudizio a livello artistico o a fare una dichiarazione per apportare modifiche al lavoro (come l’aggiunta, lo spostamento, la modifica o la combinazione di elementi).

Nella Middle Gallery, The Centre of Attention metterà in mostra i curatori di Lost & Found all’interno dell’ambiente formale di un ufficio. Graham Hudson, artista famoso per le sue sculture e costruzioni di assemblaggio, sarà poi in residenza nella Long Gallery dal 23 novembre al 1 dicembre. Sarà all’opera nella costruzione di ‘A considerable extension in time and an insignificant extension in space‘ (’una notevole estensione nel tempo e un’estensione insignificante nello spazio’), realizzata attorno a un quadro multi-livello con pancali e ponteggi, con monitor TV, lettori di dischi, nastri di illuminazione e altri oggetti dal dietro le quinte della Galleria.

Arte relazionale, arte interattiva, residenze….questo succede a Londra alla Milton Keynes Gallery a partire dal 27 novembre e fino al 3 gennaio 2010.

The Centre of Attention Graham Hudson

The Centre of Attention   Graham HudsonThe Centre of Attention   Graham HudsonThe Centre of Attention   Graham Hudson

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London Sculpture Week, quinta edizione a spasso nel tempo.

pubblicato da Barbara

London sculpture week

Dal 13 al 20 giugno Londra sarà impegnata nella London Sculpture week, che nella sua quinta edizione vedrà la partecipazione di nove importanti gallerie della città, situate in prevalenza nei quartieri di Mayfair e St.James.

L’evento è succulento per gli appassionati del settore, che orbitando da un’esposizione all’altra si lasceranno affascinare da opere medievali in pietra legno e terracotta e sculture in marmo risalenti al 2600 a.C. ritrovate nelle mitiche isole Cicladi. Un’ escursione nei secoli che contempla anche Madonne lignee tardogotiche e via fino ad arrivare al moderno e al contemporaneo, sia inglese che europeo.

La galleria Rossi&Rossi è forse quella che andrei a vedere per prima, specializzata in India e Himalaya, oltre che in arte asiatica contemporanea, presenta tra gli altri un Buddha tibetano in bronzo del quattordicesimo secolo.

London sculpture week

London sculpture weekLondon sculpture weekLondon sculpture week

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Passage to India. Dall'Inghilterra il punto sulla nuova arte indiana

pubblicato da Barbara

Bharti Kher The Skin Speaks a Language Not Its Own, 2006 Copyright: Bharti Kher, 2008

Nell’ultimo anno è stato tutto un florilegio di mostre dedicate all’India qui a Milano, e all’estero la tendenza galoppa. Porta il nome Passage to India, come il romanzo di E.M.Forster, questa mostra sull’arte contemporanea indiana allo spazio Initial Access di Wolverhampton, proprio nel cuore dell’inghilterra. Sembra quasi una specie di termometro per misurare il mood della situazione attuale, attraverso i lavori dei 12 giovani artisti indiani rappresentanti della nuova generazione creativa di un paese sempre più diretto verso centro del mondo.

Pur nella loro contemporaneità, i riferimenti alla tradizione sono il leitmotiv della mostra, dipinti e sculture in cui abbondano animali-icona e riferimenti alle divinità indù, come le enormi teste dai colori shocking o la statua ricoperta di nero mistico intenta a specchiarsi. Poi ci si trovano grandi alberi finemente decorati e immancabili foglie miniaturizzate, in qualche modo mi ricorda molto la mostra all’ Hangar Bicocca dell’autunno scorso.

Initial Access è uno spazio espositivo che ospita per la quarta volta parte della immensa Frank Cohen Collection, una delle maggiori in Gran Bretagna. Le opere esposte sono gli ultimi acquisti della collezione, frutto di oltre due anni viaggi e ricerche in tutto il paese. E così, la meditativa new art from India si sta chiaramente affermando dopo l’egemonia dell’arte cinese negli ultimi anni.

Jagpannath Panda God and Goat, 2007 Copyright: Frank Cohen, 2008Ravinder Reddy Blue painted Head, Gilded Head, Red painted Head, all 2007 Copyright: Initial Access, 2008T.V. Santhosh Counting Down, 2008 Copyright: T.V. Santhosh, 2008

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Guerra in Iraq e monumenti ai caduti. Steve McQueen progetta i francobolli dei soldati

pubblicato da margherita

Queen and Country - A project by Steve McQueen

Non che si faccia più un grande uso dei francobolli, dato che email, sms, msn e resto hanno sostituito la corrispondenza postale di un tempo, ma il progetto di sostituire i francobolli normali con quelli delle immagini dei soldati caduti nella guerra in Iraq rimane bello e originale.

L’ha progettato l’artista inglese Steve McQueen, vincitore del Turner Prize nel 1999, che con “Queen and Country” vuole dare visibilità ai caduti in Inghilterra e al fattore guerra.

Ma non è un progetto pacifista o pro guerra, come potrebbe sembrare ad una rapida visione, è un progetto d’arte per riflettere sui contrastanti sentimenti che questa provoca nelle persone. Che la si consideri una cosa sbagliata o giusta, la guerra c’è, e il principio è quello di far riflettere sull’evento. E’ anche l’occasione per creare un monumento ai caduti, completamente diverso rispetto alle tradizionali sculture erette per onorare i morti per la patria costruite nella storia.

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Matt Dixon, mostri digitali buffi e meno buffi

pubblicato da contemporanea

digital art, matt dixon, the machinePur non essendo io una grande amante della digital art, in questo caso allo stato puro, non ho potuto fare a meno di sorridere divertita di fronte ai lavori di Matt Dixon, apprezzandone ovviamente le indubbie capacità tecniche. Nel suo portfolio, infatti, accanto a mostri inferociti e a bestioni con le fauci spalancate, si incontrano orchi che innaffiano fiorellini, guerrieri armati fino ai denti con borsettine dalla fibbia a cuoricino, zombie terrificanti con bottiglia di ketchup a portata di mano.

Matt Dixon è inglese e ha poco più di trent’anni. Quasi totalmente autodidatta ha cominciato a dedicarsi alla digital art da adolescente con un Commodore 64 e ora lavora solo ed esclusivamente in digitale. Decisiva sarebbe stata la telefonata ricevuta da un amico (è lui stesso a raccontarlo nelle note personali del sito), che gli avrebbe dato l’opportunità di muovere i primi passi nel mondo dell’industria dei videogame.

Notizie più dettagliate sulla sua formazione e sul suo lavoro potete trovarle online nell’intervista comparsa su 3dtotal.

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The Turner Prize: A Retrospective 1984 - 2006

pubblicato da Manuel

Turner Prize Exhibition, 1984, featuring work by (left to right) Gilbert & George, Richard Deacon, Richard Long and Malcolm Morley

Quest’anno doppio Turner Prize. Il premio di arte contemporanea più famoso d’Inghilterra si sdoppia nelle sedi della Tate; mentre a Liverpool si attende il Turner Prize 2007 ( dal 19 Ottobre 2007 al 13 Gennaio 2008), a Londra dal 2 Ottobre al 6 Gennaio alla Tate Britain è in mostra una retrospettiva sul Turner Prize dal 1984 al 2006.

L’intento è quello di esplorare la storia dell’arte britannica degli ultimi ventidue anni attraverso una selezione cronologica dei lavori chiave che parteciparono al premio. Tra gli artisti in mostra ci sono Malcolm Morley, Richard Deacon, Rachel Whiteread, Douglas Gordon, Wolfgang Tillmans e Tomma Abts, la vincitrice della scorsa edizione. I lavori in esposizione includono Gilbert & George - Drunk with God - del 1983, Antony Gormley - Testing a World View - del 1993, Damien Hirst - Mother and Child Divided - del 1993, Martin Creed - Work # 227: The lights going on and off - del 2001 e Simon Starling - Shedboatshed (Mobile Architecture No 2) - del 2005.

La retrospettiva è anche occasione d’indagine sull’arte inglese e sul premio stesso e sulla percezione che l’informazione, il mondo dell’arte e la gente hanno del premio e degli artisti che hanno partecipato.

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