
La Fondazione Galleria Civica di Trento presenta la prima personale dell’artista polacco classe 1973 Robert Kuśmirowski. L’artista unisce, sul piano concettuale, i suoi pensieri sulla nostra esperienza della realtà e della storia, al ruolo della memoria e dell’immaginazione. Si parte da un accurato lavoro di documentazione, all’interno del quale assume grande importanza il ruolo dei sensi sui documenti di origine. Ne nascono stimoli, attraversamenti, che l’artista presenta al pubblico ricomponendo luoghi ibridi, che corrispondono al punto di incontro tra l’autentico e la copia.
Due disegni (immagini digitali di antiche stampe) e due installazioni: P.A.P.O.P. (2010), un lavoro realizzato in Belgio, di cui è esposta una versione sostanzialmente modificata, la replica di un grande computer analogico degli anni ‘60; Cosmorama (2010), una nuova installazione espressamente concepita per la Fondazione: una scatola delle meraviglie che porta il pubblico in un viaggio nel tempo e nello spazio.
Una sorta di terra di mezzo, incastrata tra verosimiglianza e reinvenzione, i cui abitanti sono persi in un tempo che comunque ci appartiene, perché fa parte parte della memoria collettiva. A livello pratico, Kuśmirowski costruisce tutti gli elementi che formano le sue opere con le mani nude e poi li assembla con altri oggetti di diversa natura e origine. In ogni opera l’artista lascia alcune tracce del suo lavoro, che rivelano la finzione su cui il suo fmeccanismo si basa. Ne esce una realtà, che si fonda anche e soprattutto su meccanismi fantastici ed esplora le potenzialità dei processi di demistificazione dell’arte.
[Nella foto, Robert Kusmirowski, Bunker, 2009. The Curve, photo: Alistair Ramsay. Courtesy Barbican Art Gallery]
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Sono apparse fuori dal Palazzo del Congresso della Colombia, a Bogotà, centinaia di formiche giganti. Per la precisione sono 1.300, piazzate dall’artista Rafael Gomezbarros sulle colonne e le pareti esterne di questo edificio classicheggiante.
Le formiche, realizzate in vetroresina colorata di nero e marrone, sono lunghe 95 centimetri e vogliono rappresentare i movimenti di migrazione umana. Non un lavoro squisitamente politico, ma che da un lato affronta a livello sociale il fenomeno degli spostamenti e dall’altro cerca di porre attenzione sul valore dei monumenti.
Le formiche infatti, dopo aver ‘rosicchiato’ il Palazzo dei Congressi fino al 26 marzo, si sposteranno sul monumento degli eroi (Los Heroes) sempre a Bogotà e nei prossimi mesi raggiungeranno Argentina, Messico, Chile, Stati Uniti, Canada, Spagna e Germania. Il sogno dell’artista 37enne è di invadere con i suoi insetti la Puerta de Alcala a Madrid. Come potete vedere nella galleria qui sotto, le formiche hanno comunque già girato molto: gallerie, installazioni e facciate di edifici pubblici.
Le formiche di Rafael Gomezbarros




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Ne abbiamo già parlato diverse volte di Spencer Tunick, fotografo e videomaker americano capace di sorprendere con le sue gigantesche installazioni umane.
Adesso Tunick torna in Australia e fa spogliare la bellezza di duemila persone davanti alla Sidney Opera House. In concomitanza con il carnevale, i primi di marzo, creerà una nuova scultura fatta di corpi nudi. Niente di pornografico ma l’idea, come dice lui: ‘Mi piace lavorare con il corpo umano in un modo che non sia sessuale, e che presupponga uno spazio pubblico. Aiuta a rompere molte barriere nella nostra societa”.

Arrivarono a Milano già nel 2007, per We make money not art, alla Galleria Patricia Armocida. Oggi il duo di street artist gemelli brasiliani Os Gemeos torna a far visita all’Italia Lunedi 25 Gennaio alle 18:30 per una nuova personale in galleria.
Otavio e Gustavo Pandolfo (1974, São Paulo, Brasile), sono stati i pionieri del writing brasiliano a partire dalla seconda metà degli anni ‘80. La loro azione per le strade di São Paulo continua, ma si accompagna ad un’attività espositiva che li ha portati in musei e gallerie di tutto il mondo.
Nos braços de anjo um (Tra le braccia di un angelo) è il titolo scelto per l’appuntamento milanese in cui verranno presentate grandi tele, sculture, oggetti musicali, installazioni meccaniche e interattive relizzate appositamente per gli ambienti della galleria.

La millenaria cultura cinese mescolata con il pensiero concettuale occidentale. Questo in estrema sintesi è il lavoro di Cai Guo-Qiang. Nato nel 1957 a Quanzhou City, nella provincia cinese di Fujian, è figlio di un professore di storia e di una pittrice.
Tra il 1986 e il 1995 ha vissuto in Giappone, dove ha potuto conoscere ed utilizzare la polvere da sparo all’interno dei suoi disegni e condurre i suoi esperimenti con gli esplosivi. La creazione di ‘eventi esplosivi’ su larga scala si è concretizzata poi con la serie Projects for Extraterrestrials. Dal 1995 si è trasferito a New York e il suo stile ha cominciato ad appropriarsi di una grande varietà di simboli, tradizioni e materiali, come il Feng Shui, la medicina cinese, draghi, montagne russe, aquiloni, barche, computer, animali vivi, e distributori automatici.
Cai vinse il Leone d’Oro alla 48ma Biennale di Venezia nel 1999. La sua ultima mostra ‘Hanging out at the museum’ è in corso fino al 21 febbraio 2010 al Fine Arts Museum di Taipei e presenta installazioni luminose, disegni esplosivi, ponti e draghi. L’installazione visivamente più potente è sicuramente ‘Head on‘ che consiste in 99 repliche a grandezza naturale di lupi intenti a saltare contro un muro di vetro, formando uno spettacolare arco nell’aria.

Solitamente si fa di tutto per nascondere gli antiestetici lunghi cavi di lampade ed oggetti elettrici in genere.
Maisie Maud Broadhead ha invece pensato di trasformare l’annosa questione in un processo creativo che trasforma il cavo in un tratto in grado di disegnare su una parete in un modo esteticamente davvero originale e piacevole.
E’ nata così la serie Cable Drawings, installazioni realizzate con cavi elettrici e elementi di fissaggio; della serie fa parte anche lo scenografico Fireplace Frame che vedete in foto.
Via | todayandtomorrow.net

In occasione della quarta edizione dal titolo Being Public di GLOW – International Forum of Light in Art and Architecture (Forum Internationale della Luce nell’Arte e nell’Architettura) in corso di svolgimento a Eindhoven, Armsrock ha realizzato una splendida pittura con le luci intervenendo su alcuni muri.
Armsrock è uno street artist di base in Germania (Bremen), molto valido, che possiede una grande abilità nel disegno e realizza dei bellissimi lavori col marker. Si interessa alla gente comune, cerca in qualche modo di raccontarne le storie cogliendo alcuni tratti, alcune espressioni. Questi volti raccolti per strada diventano personaggi su cui l’artista lavora per far emergere dei sentimenti, delle sensazioni.
Questo materiale viene poi restituito alla strada e ritorna a farne parte, come nel caso di queste installazioni realizzate con luce artificiale per le vie del centro della città olandese.
Il Cans Festival 2008 organizzato da Banksy è stato un grande meeting di stencil artist nella da tutto il mondo. Alcuni tra i più bravi esponenti di questa/o tecnica/stile si sono incontrati nella galleria dei treni Waterloo di Leake Street, nel Sud Est di Londra. Una location piena di fascino che era stata una vecchia stazione dei taxi ha accolto tre giorni di stencil ed installazioni.
Un bel video con la colonna sonora di Goin’ Underground dei Jam ci rende testimonianza di quell’evento. Se guardate bene ci sono anche alcuni italiani tra gli ospiti di Banksy ed altri volti noti ai lettori di Artsblog. Non perdetevi anche la galleria di immagini, oltre ai pezzi sulle pareti ci sono delle divertentissime installazione con le automobili. Chissà se Banksy ha intenzione di ripetere questa bella storia…

Torna in scena il Festival della Creatività a Firenze e lo fa con un programma di eventi fittissimo. Si parte con un pre-Festival dedicato alle arti visive, con dibattiti, work in progress, art workshop e performance urbane. Una sorta di anteprima che prende spunto dal festival Fringe, che per tre anni consecutivi è passato da Firenze.
Città Future – Future City è il tema di questa edizione del Festival della Creatività, quattro giorni dal 15 al 18 ottobre tra workshop, incontri e laboratori. La città quale ragnatela di relazioni che ricombinandosi generano energia creativa. Installazioni, conferenze, eventi serali e street performance fino al 14 ottobre, data della Fringe Night, che vedrà tornare a Firenze Bugo, Marco Passarani e Matteo Chini.
La serata si apre al Museo Marino Marini dalle 19.30 alle 20.30 con le videoinstallazioni curate da Matteo Chini che renderanno memoria delle edizioni passate del Fringe. La festa continua alle 22 al Teatro della Pergola con lo spettacolo concerto di Bugo e a seguire il dj set di Marco Passarani fino all’una.
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Al via in Toscana Il Lucca Film Festival 2009, giunto alla quinta edizione. Si svolgerà dal 17 al 23 ottobre al Teatro San Girolamo e al Cinema Centrale
A fianco delle sezioni retrospettive e in concorso, che danno molto spazio alla videaorte, ai film di animazione e alla sperimentazione, il festival è costruito come momento d’incontro tra pubblico ed operatori.
Lou Castel (I pugni in tasca, Francesco d’Assisi, Requiescant) sarà presente a Lucca giovedi 22 e venerdi 23 alle 21. Poi il videoartista Robert Cahen, pioniere dell’interconnessione tra cinema, musica e fotografia, da sempre legato creativamente a questa parte della Toscana.
La rassegna di Lucca oltre a dedicare al maestro francese una completa retrospettiva (21-22-23 ottobre), promuove Passaggi Videoinstallazioni 1979-2008, una grande mostra a San Micheletto, negli spazi della Fondazione Ragghianti (la zona è la stessa del Luc.c.a).La mostra, curata da Sandra Lischi dell’Università di Pisa, aprirà i battenti il 23 ottobre alle 17,30 e resterà aperta fino al 10 gennaio 2010. Robert Cahen incontrerà il pubblico mercoledi 21 ottobre alle ore 21.00.