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Tutti gli articoli con tag installazioni

Torino si illumina d'arte con le 'Luci d'artista 2010'

pubblicato da Lorenzo Mazza


Da domani mercoledì 3 novembre a Torino tornano le Luci d’artista. La rassegna, giunta alla dodicesima edizione, si arricchisce con quattro nuove opere. Ressorts et Tortillons di Cie Leblanc nei giardini di Piazza Carlo Felice, Cristallizzazione Sospesa di Carlo Bernardini, nella corte di Palazzo Bertalazone, My Noon, di Tobias Rehberger in Piazza Castello e Bwindi Light Masks di Richi Ferrero nel cortile di Palazzo Chiablese.

Installazioni luminose che si vanno ad aggiungere a quelle di Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, Daniel Buren, Joseph Kosuth, Rebecca Horn, Mario Molinari e molti altri. Un totale di 21 luci d’artista che disegnano un percorso unico e affascinante per le strade dell’oscura Torino. Un cammino fatto di luci, colori, parole, opere in dialogo con gli edifici, le persone ed i luoghi che le ospitano.

Se siete a Torino dunque, fino al 31 gennaio lo spettacolo è assicurato.

Le fotografie sono di proprietà del Comune di Torino.

Torino si illumina d’arte con le ‘Luci d’artista 2010′
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'Processing' - BridA alla Traffic Gallery di Bergamo

pubblicato da Lorenzo Mazza



Dopo la personale dello stencil artist romano Lucamaleonte, alla Traffic Gallery di Bergamo si cambia radicalmente direzione, tecnica, stile ed universo culturale di riferimento. In mostra da mercoledì 29 settembre 2010 Processing, personale del collettivo artistico sloveno BridA / Tom Kerševan, Sendi Mango, Jurij Pavlica a cura di Claudia Bernareggi.

Il gruppo, formatosi nel 1996 a Venezia, presenterà alcuni ‘upgrade’ dei progetti su cui ha lavorato negli ultimi anni. BridA infatti attraversa la creatività artistica prendendo in prestito l’attitudine e gli strumenti del metodo scientifico di analisi ed elaborazione dei dati. Un approccio in cui ogni opera non è mai conclusa in se stessa, ma per mezzo della sua struttura modulare può essere integrata e aggiornata (’upgradata’) proprio come un software, a seconda delle situazioni espositive e di interazione che si prospettano.

Tra arte e scienza, BridA parte dall’oggettività (di una parte) del processo creativo. A Bergamo fino al 29 novembre 2010, sarà possibile vedere tre installazioni, Modux 3.4, Do It Yourself, Trackeds 1.0, e tre video, Nanopill, Nanoplot e Nanobug, insieme alla produzione delle Printed Circuit Boards, che utilizzano i materiali delle schede madre dei calcolatori.

BridA
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Transient, la videoarte sulle cabine dei taxi di New York

pubblicato da Lorenzo Mazza


Si è concluso in questi giorni a New York il progetto Transient, dell’artista di origini iraniane Amir Baradaran. All’interno di circa 6.300 taxi sono state piazzate delle micro video installazioni di 40 secondi, che sono state viste da quasi un milione e mezzo di persone.

Un’idea sicuramente interessante che, utilizzando la tecnologia contro se stessa, richiama nuova attenzione in uno spazio ‘distratto’, quello della cabina di un taxi, dove i confini umani sono labili e nascosti. Come potete vedere dalle foto in galleria, le installazioni si compongono di scatti fotografici che riportano ad una meta-situazione. L’idea si Baradaran è infatti di “creare uno spazio di introspezione“.

Un’indagine che va oltre la godibilità estetica e rompe il muro dell’identità stimolando riflessione nei confronti di una categoria di lavoratori e, più in generale, di quelle minoranze che compongono il sostrato culturale della Grande Mela.

Transient, la videoarte sulle cabine dei taxi di New York
Transient, la videoarte sulle cabine dei taxi di New YorkTransient, la videoarte sulle cabine dei taxi di New YorkTransient, la videoarte sulle cabine dei taxi di New YorkTransient, la videoarte sulle cabine dei taxi di New York

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Firenze Park(ing) Day 2010

pubblicato da Lorenzo Mazza


Ritorna, per il secondo anno consecutivo, il Firenze Park(ing) Day. Si tratta di un progetto internazionale, nato nel 2005 a San Francisco da un’idea di Rebar, collettivo interdisciplinare tra arte, design e attivismo.

L’idea è semplice, il tessuto urbano è saturo di asfalto e automobili. Il verde pubblico è spesso un luogo utopico e allora…che fare? Trasformare un posteggio auto a pagamento in un piccolo parco pubblico temporaneo. Il parchimetro lo si paga e quindi si affitta a tutti gli effetti uno spazio, ma non per lasciarci un ammasso di ferro e gomma. Lo spazio lo si abita, lo si vive, ciascuno con diverse modalità.

Proprio l’aggettivo ‘ciascuno’ risulta appropriato, perché le iscrizioni sono aperte a tutti e ciascuno si può organizzar in maniera autonoma, ricordando di registrarsi al sito del progetto per poter essere inserito nella lista dei ‘parcheggiatori’ ed avere maggiore visibilità. Non solo arte, ma anche guerrilla gardening, progetti di sostenibilità civica e sociale e quant’altro possa aggregare, comunicare. Un’idea che trova le sue radici nelle T.a.z., le Zone Temporaneamente Autonome di Hakim Bey.

Per quest’anno il Park(ing) Day si svolgerà il 17 settembre, in contemporanea in oltre 100 città del mondo, durante l’European Mobility Week indetta dalla Comunità Europea.

Firenze Park(ing) Day 2009
Firenze Park(ing) Day 2009Firenze Park(ing) Day 2009Firenze Park(ing) Day 2009Firenze Park(ing) Day 2009

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Le dicotomie di Sebastian Errazuriz

pubblicato da penelope.di.pixel


Sebastian Errazuriz (classe ‘77) è un giovane artista e designer di origine cilena, che vie e lavora a New York.

Nel suo lavoro il tema più presente è un continuo richiamo alla mortalità, che diventa un invito sottile rivolto a chi guarda le sue opere: mettere in questione la propria routine quotidiana. Oggetti, sculture, installazioni pubbliche, capi d’abigliamento sono tutte dominate da una dicotomia evidente che diventa ossessiva, ricondotta quasi sempre alla coppia vita/morte, organico/inorganico, o da metafore direttamente religiose.

Così, una sedia porta un aureola al neon, una lampada poggia su un corpo di oca, su un casco portato da un uomo in completo da ufficio campeggia una rivoltella, a ricordarci come normali impiegati deflegrino in follia suicidandosi o perpetrando stragi ne posti di lavoro. E non solo in America…

Le dicotomie di Sebastian Errazuriz

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Neozoon Collective: le pellicce che riprendono vita

pubblicato da cesare

Neozoon collective è un collettivo di artisti e street-artisti che risiedono tra Berlino e Parigi e sposano le provocazioni artistiche alla causa animalista di cui sono sostenitori, come si evince piuttosto chiaramente dalla prima pagina del loro sito.

Dopo aver realizzato diversi interventi in strada (soprattutto curiosi stencils di pellicce animali di cui trovate alcuni esempi sul loro sito) i Neozoon hanno ottenuto il permesso dello Zoo di Munster a realizzare questa provocatoria installazione mobile che vedete nel video, in cui fanno indossare alcune pelliccie a degli automi semoventi che - a un primo colpo d’occhio hanno tutta l’aria di essere dei veri e propri animali.

La pelliccia che ritorna a vivere praticamente, esplicitando quindi il suo giungere a “cosa” morta e inerte da ciò che morto e inerte non era. Magari non è grandissima arte, ma è sicuramente una delle installazioni più efficaci e dirette al cuore del proprio messaggio che mi sia capitato di vedere di recente.

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Robert Kuśmirowski alla Galleria Civica di Trento

pubblicato da Lorenzo Mazza


La Fondazione Galleria Civica di Trento presenta la prima personale dell’artista polacco classe 1973 Robert Kuśmirowski. L’artista unisce, sul piano concettuale, i suoi pensieri sulla nostra esperienza della realtà e della storia, al ruolo della memoria e dell’immaginazione. Si parte da un accurato lavoro di documentazione, all’interno del quale assume grande importanza il ruolo dei sensi sui documenti di origine. Ne nascono stimoli, attraversamenti, che l’artista presenta al pubblico ricomponendo luoghi ibridi, che corrispondono al punto di incontro tra l’autentico e la copia.

Due disegni (immagini digitali di antiche stampe) e due installazioni: P.A.P.O.P. (2010), un lavoro realizzato in Belgio, di cui è esposta una versione sostanzialmente modificata, la replica di un grande computer analogico degli anni ‘60; Cosmorama (2010), una nuova installazione espressamente concepita per la Fondazione: una scatola delle meraviglie che porta il pubblico in un viaggio nel tempo e nello spazio.

Una sorta di terra di mezzo, incastrata tra verosimiglianza e reinvenzione, i cui abitanti sono persi in un tempo che comunque ci appartiene, perché fa parte parte della memoria collettiva. A livello pratico, Kuśmirowski costruisce tutti gli elementi che formano le sue opere con le mani nude e poi li assembla con altri oggetti di diversa natura e origine. In ogni opera l’artista lascia alcune tracce del suo lavoro, che rivelano la finzione su cui il suo fmeccanismo si basa. Ne esce una realtà, che si fonda anche e soprattutto su meccanismi fantastici ed esplora le potenzialità dei processi di demistificazione dell’arte.

[Nella foto, Robert Kusmirowski, Bunker, 2009. The Curve, photo: Alistair Ramsay. Courtesy Barbican Art Gallery]

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Le formiche giganti di Rafael Gomezbarros

pubblicato da Lorenzo Mazza


Sono apparse fuori dal Palazzo del Congresso della Colombia, a Bogotà, centinaia di formiche giganti. Per la precisione sono 1.300, piazzate dall’artista Rafael Gomezbarros sulle colonne e le pareti esterne di questo edificio classicheggiante.

Le formiche, realizzate in vetroresina colorata di nero e marrone, sono lunghe 95 centimetri e vogliono rappresentare i movimenti di migrazione umana. Non un lavoro squisitamente politico, ma che da un lato affronta a livello sociale il fenomeno degli spostamenti e dall’altro cerca di porre attenzione sul valore dei monumenti.

Le formiche infatti, dopo aver ‘rosicchiato’ il Palazzo dei Congressi fino al 26 marzo, si sposteranno sul monumento degli eroi (Los Heroes) sempre a Bogotà e nei prossimi mesi raggiungeranno Argentina, Messico, Chile, Stati Uniti, Canada, Spagna e Germania. Il sogno dell’artista 37enne è di invadere con i suoi insetti la Puerta de Alcala a Madrid. Come potete vedere nella galleria qui sotto, le formiche hanno comunque già girato molto: gallerie, installazioni e facciate di edifici pubblici.

Le formiche di Rafael Gomezbarros
Le formiche di Rafael GomezbarrosLe formiche di Rafael GomezbarrosLe formiche di Rafael GomezbarrosLe formiche di Rafael Gomezbarros

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Tutti nudi per Spencer Tunick a Sidney

pubblicato da Lorenzo Mazza


Ne abbiamo già parlato diverse volte di Spencer Tunick, fotografo e videomaker americano capace di sorprendere con le sue gigantesche installazioni umane.

Adesso Tunick torna in Australia e fa spogliare la bellezza di duemila persone davanti alla Sidney Opera House. In concomitanza con il carnevale, i primi di marzo, creerà una nuova scultura fatta di corpi nudi. Niente di pornografico ma l’idea, come dice lui: ‘Mi piace lavorare con il corpo umano in un modo che non sia sessuale, e che presupponga uno spazio pubblico. Aiuta a rompere molte barriere nella nostra societa”.

Spencer Tunick
Spencer TunickSpencer TunickSpencer Tunick

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Os Gemeos tornano a Milano

pubblicato da Lorenzo Mazza


Arrivarono a Milano già nel 2007, per We make money not art, alla Galleria Patricia Armocida. Oggi il duo di street artist gemelli brasiliani Os Gemeos torna a far visita all’Italia Lunedi 25 Gennaio alle 18:30 per una nuova personale in galleria.

Otavio e Gustavo Pandolfo (1974, São Paulo, Brasile), sono stati i pionieri del writing brasiliano a partire dalla seconda metà degli anni ‘80. La loro azione per le strade di São Paulo continua, ma si accompagna ad un’attività espositiva che li ha portati in musei e gallerie di tutto il mondo.

Nos braços de anjo um
(Tra le braccia di un angelo) è il titolo scelto per l’appuntamento milanese in cui verranno presentate grandi tele, sculture, oggetti musicali, installazioni meccaniche e interattive relizzate appositamente per gli ambienti della galleria.

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