ISEA ha confermato le mie aspettavive iniziali: è prima di tutto un meeting.
Quelle che vedete sono alcune foto scattate durante i panel di discussione. Nel seminterrato delle Sabanci Tower, in piccole stanze anonime con tavoli bianchi e proiettore, c’era il cuore dell’evento: persone da tutto il mondo - ricercatori, artisti, accademici - hanno presentato progetti, opere e ricerche sui più svariati temi, accomunati dall’uso delle nuove tecnologie e dal desiderio di costruire un terreno cndiviso fra arte e scienza per ridefinire i confini e il senso dell’arte contemporanea. Sottoponendosi al giudizio dei pari. Molta attenzione, domande, risposte, dibattiti per otto giorni consecutivi non stop.
Al di là della mostra, dell’aspetto espositivo, dei problemi di connessione, di una certa dispersione nell’organizzazione delle location, si può dire che ISEA è tutta lì, in quelle stanze, in quei panel e nelle relazioni che ne scaturiranno. La prossima edizione dell’evento si svolgerà ad Albuquerque, in New Mexico, ancora più lontano (per me naturalmente). Non so se ci potrò essere l’anno prossimo, ma ne seguirò sicuramente gli sviluppi almeno a distanza e sono felice di esserci stata.

Il problema della connessione si è risolto solo al mio rientro ieri sera: ho proceduto come un rporter d’altri tempi, prendendo appunti su carta, usando la penna e un cellulare per scattare delle foto, e non mi è dispiaciuto. Eccomi dunque qui a ripercorrere questi giorni di ISEA 2011 insieme a voi. Ripartiamo dalla mostra UNCONTAINABLE, la mia meta dell’ultimo giorno.
Siamo alla Cumhuriyet Art Gallery, a Taksim Square, uno dei quartieri più centrali vivi e soprattutto raggiungibili della capitale (anche dal mio albergo: ci metto infatti una decina di minuti di autobus stracolmi di gente). La galleria è un ampio spazio suddiviso da archi bassi e morbidi e pareti bianche, ideale per esporre. L’ingresso all’esposizione è gratuito e Uncontenable fa parte del programma di eventi paralleli della Biennale in corso - che purtroppo non ho avuto il tempo materiale di visitare. Il concept, ideato dal direttore artistico Lanfranco Aceti, insieme a Özden Şahin, pone l’acento sull’intersezione fra arte, scienza e tecnologia nel tentativo di mostrare la complessità delle interazioni sociali contemporanee e il ruolo giocato dalla tecnologia nel ridefinire il concetto di estetica. “Contenere l’incontenibile” è una contraddizione positiva che attraversa tutta la mostra, perchè la natura di questi lavori tende costantemente ad uscire gallerie, musei, confini nazionali, per parlare di come la vita quotidiana tecnologicamente mediata degli esseri umani, il nostro modo di relazionarci col mondo (inclusi altri esseri umani, luoghi, spazi, oggetti e altre specie) sia sogetto ad una mutazione/ridefinizione perenne.
Ma parlimo delle sorprese che mi ha riservato questa mostra. Innanzitutto ho visto dal vivo opere diverse opere di cui vi avevo parlato in passato sul blog, ed è stata un’emozione. La più gradita senz’altro “One Hundred and Eight”, istallazione interattiva di Nils Voelker. La parete di buste di plastica che respirano è bella, delicata e incisiva proprio come la immaginavo, incluso il suo aspetto strettamente “acustico”: il suono ambientale che che ne risulta è rilassante e organico. La seconda sono gli Scènocosme, deliziosa coppia di artisti francesi composta da Gregory Lasserre e Anais met den Ancxtche che ho intervistato circa un anno fa: erano presenti con ben due installazioni, Akusmaflore e Light Contact. Ho dunque avuto il piacere di passeggiare in mezzo alle loro piante rampicanti rese sensibili interattive dai sensori che al nostro tocco emettono suoni differenti, ma sono rimasta più colpita da Light Contact. Molto essenziale nell’aspetto istallativo, una sfera di metallo su cui è puntata una luce invita ad essere toccata: facendolo non succede niente, si è dunque spinti a leggere le istruzioni, per scoprire che abbiamo bisogno di un compagno al fine di chiudere un circuito elettrico. E così, al nostro respiro e al contatto dei corpi di due o più performer involontari, l’ambiente reagisce: sopra di noi una struttura in telo bianco molto si illumina di colori differenti e produce suoni di volta in volta differenti. L’aspetto esperienziale dell’opera è riuscitissimo, come quello sociale: l’jnstallazione invita realmente gli indvidui a interagire. La terza è “Paul“, il Robot ritrattista, ve lo ricordate? Anche lui presente a ISEA, si è esibito nelle sue performance da techno-artista munito del suo braccio meccanico: purtroppo non l’ho visto in azione, ma ho conosciuto il suo creatore, Patrick Tresset, che, potere della rete, appena mi ha visto mi ha ringraziato per l’articolo…
Uncontanable - ISEA 2011, Istanbul







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ISEA è l’acronimo di Inter-Society for the Electronic Art.
In sostanza si tratta della più rilevante e vasta associazione non profit di livello mondiale ad occuparsi dell’evoluzione dell’arte digitale e elettronica. Fondata nel 1990 in Olanda, ISEA porta avanti un discorso interdisciplinare che connette individui e organizzazioni differenti per ambito di ricerca, provenienza e approcci, mettendo in relazione arte, scienza e tecnologia. Dal 2009 il suo headquarter si è spostato a Brighton (UK), grazie ad una partnership con l’Università, sotto la direzione ddella prof. Sue Gollifer.
La principale attività dell’associazione consiste nell’organizzazione di un simposio annuale, che a rotazione si svolge in diverse città del globo. Il simposio è giunto alla sua diciassettesima edizione e quest’anno si svolgerà a Istanbul fra il 14 e il 21 settembre. 8 giorni difficili da descrivere perche vi si svolgono una quantità impressionante di lecture, presentazioni, tavole rotonde, incluse installazioni, mostre e performance. Vi si incontrano artisti, accademici, curatori e il valore di questo evento, prima che per il “publico”, è innanzi tutto per chi vi partecipa come relatore/artista/accademico/organizzatore: la possibilità condividere il proprio lavoro ed essere “riconosciuto” da una comunità internazionale, entrandovi in relazione.
Quest’anno ci sarò anche io: dal 18 settembre in poi aspettatevi notizie fresche da Istanbul.