Sebastian Reiser. Austriaco classe 1986. Venticinque anni e non li dimostra, a tratti per fortuna invece si! Le sue foto hanno titoli a volte romantici, altre provocatori, altre ancora inaspettati. Quel che è certo è che sono lì ferme, come degli oggetti pronti a svelare un universo di piccole realtà presenti, che però sfuggono alle pupille, anche a quelle attente, per confondersi nei tratti di un paesaggio che ci è diventato - ahimè - troppo familiare e che solo uno “spaesamento volontario esterno” può farci vedere con occhi nuovi.
Il suo blog raccoglie foto di viaggi e reportage di ogni genere, passa dalla descrizione per immagini delle “peregrinazioni di un giovane alla ricerca di sé”, nel prosieguo della migliore delle tradizioni degli spostamenti formativi da Grand Tour (nella sua versione moderna e democratizzata), che naturalmente vedono l’Europa centrale come protagonista, all’analisi rappresentativa dei protagonisti che quegli stessi luoghi li animano abitualmente. Dall’Austria nativa all’Italia dalla Francia alla Svizzera, dalla Croazia alla Slovenia. Le foto di Sebastian Reiser abitano con la loro franchezza e sono abitate, con quella stessa sincerità che ne fa degli scorci che sembrano emergere dal passato e che in realtà non sono altro che i nostri stessi ritratti, ripresi e reinterpretati in un alone mitico.
Via | sebastianreiser.com
43,18 milioni di euro è la cifra da capogito battutta all’asta da Francois de Ricqles, direttore di Christie’s a Parigi, per una scultura di Amedeo Modigliani. La testa scolpita fra il 1910 e il 1912 dall’artista livornese ha raggiunto il record assoluto di vendita all’asta per un italiano e il record assoluto dni una vendita d’opere d’arte in terra di Francia.
Come ormai capita sempre più spesso, il pezzo è stato comprato per vie telefoniche da un acquirente anonimo. Si tratta sicuramente di una scultura eccellente dal punto di vista stilistico, che raffigura una testa allungata alta 65 cm, con occhi a mandorla e capelli fluenti, e ricorda di dipinti dell’artista.
Fino ad oggi la scultura di Modigliani era parte della collezione privata di Gaston Levy, fondatore della catena francese di supermercati Monoprix morto nel 1977. Evidentemente gli eredi, a corto di liquidità, hanno ben pensato di far fruttare il pezzo di Modigliani… e chissà che con il ricavato possano darsi alle ’spese pazze’ nell’ambito dell’arte e creare un’intera nuova collezione.

Secondo una ricerca pubblicata dal magazine inglese The Art Newspaper sono i giapponesi i più accaniti visitatori di mostre d’arte. Nella speciale classifica di mostre d’arte più importanti del mondo nel 2009, la mostra Ashura, al Museo Nazionale di Tokyo, che presentava una delle più celebri statue buddiste del Paese e altri autentici tesori del tempio Kohfukuji, è risultata la prima della lista.
Una sorprendente media di 15.960 persone al giorno, 946.172 in totale, che situano la mostra al Museo Nazionale di Tokyo davanti a quella al Nara National Museum, la “61a Mostra annuale dei Tesori di Shoso-in”, che ha totalizzato 14.965 presenze giornaliere. Terza e quarta posizione occupata sempre da mostre in Giappone “Tesori delle collezioni imperiali” al Museo Nazionale di Tokyo (9.473 presenze giornaliere) e e “La pittura del 17 ° secolo del Louvre” al Museo Nazionale di Arte Occidentalw (9.267 presenze giornaliere).
In quinta posizione finalmente ci si sposta in Francia dove il Musée Quai Branly con la “2 ° Biennale Photoquai” ha richiamato 7.868 persone al giorno, seguita da quella al Grand Palais “Picasso ei maestri” (7.270) e “Kandinsky” al Centre Pompidou (6.553). Di seguito tiene ancora New York nelle prime quindici posizioni mentre l’Italia è fanalino di coda con Beato Angelico: l’alba del Rinascimento, al 95° posto.
Ma ci sarà da fidarsi di questi dati? Di sicuro fotografano una tendenza: l’incapacità che abbiamo nel Belpaese di diffondere una ‘cultura per l’arte’ e la grande consapevolezza e serietà dei giapponesi nell’apprezzare il loro e l’altrui patrimonio artistico.

Collezionista, gallerista, storica dell’arte, lo scorso 24 gennaio si è spenta a Milano Claudia Gian Ferrari. Lascia un’importante collezione, 44 opere sono destinate al FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano e altre 58 al MAXXI di Roma.
A Milano, dove la Gian Ferrari ha costruito il suo Studio di Consulenza per il ‘900 Italiano e l’Arte Contemporanea, la gallerista non è mai andata d’accordo con le istituzioni museali. Ha affidato così al Fai il suo patrimonio legato al primonovecento, in gran parte ereditato dal padre Ettore Gian Ferrari, che l’allestirà a Villa Necchi Campiglio, in corso di restauro secondo il progetto originario degli anni ‘30 dell’architetto Piero Portaluppi. L’amante morta di Arturo Martini, il Ritratto di Alfredo Casella e Oreste ed Elettra di De Chirico, La famiglia del pastore di Sironi e due Nature Morte di Morandi, solo per fare qualche nome di questa parte della collezione.
Il resto è appunto destinato al Maxxi e crediamo che anche il nuovo consulente per le acquisizioni Vittorio Sgarbi non abbia avuto niente da ridire. Marcel Duchamp, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Patrik Tuttofuoco, Charles Avery, Gabriele Basilico, Mattew Barney, Stefano Arienti, Christian Boltansky, Bruna Esposito, Tony Cragg, Lara Favaretto, Anselm Kiefer, Pier Paolo Calzolari, Ettore Spalletti, Pedro Cabrita Reis, Marlene Dumas, Urs Luthi, Vic Muniz, Wolfgang Tillmans, Chen Zhen e molti altri.
Dunque, per quanto riguarda il Maxxi aspettiamo soltanto che questi capolavori, già inclusi nei cataloghi del museo, vengano inclusi in qualche mostra, mentre per il Fai dovremo attendere la fine del restauro della sede. Un ringraziamento da parte di tutta la cultura italiana va all’intera famiglia Gian Ferrari.

Roma incontrerà per la prima volta lo straordinario lavoro del fotografo visionario Thomas Barbèy, che da venerdì 4 Dicembre esporrà alla Morris Casini Foundation. Thomas Barbey è un artista poliedrico. Nato in Connecticut nel 1957 si è poi spostato in Svizzera. Ha cominciato a disegnare seriamente all’età di tredici anni. Dopo aver frequentato per alcuni anni l’Università, ha lasciato per darsi alla musica e si è spostato per quindici anni in Italia, dove alcuni suoi pezzi hanno scalato le classifiche.
Ha cominciato a far foto quasi per hobby, ma ben presto ha capito di poterci guadagnare da vivere come fotografo di moda.Dal 1995 è tornato con sua moglie in America dove lavora nell’ambito della fotografia commerciale e dove, in qualità d’artista ha sviluppato un linguaggio eccezionale.
Fotomontaggi e fotocollages realizzati con le tecniche della fotografia tradizionale, senza l’ausilio del computer.Un bianco e nero pieno di profondità e una tecnica di stampa e di composizione davvero minuziose. Ne escono visioni surreali di spazio che compenetrano altri spazi, aperture sorprendenti e vie di fuga magiche. L’inaugurazione è prevista per venerdì 4 Dicembre dalle 18:30 alle 23:00 alla presenza di Thomas Barbey e di una selezione speciale di 15 delle sue opere.
Inaugura giovedì 10 dicembre alle 18 allo lo Shenker Culture Club di Bologna ubicato in Via Indipendenza 67/2, Futursiro - Cromatismi musicali. Un percorso espositivo originale e unico, alla scoperta di Umberto Spironello in arte Siro, pittore e musicista.
Umberto Spironello naque a La Spezia nel 1909 e quest’anno si festeggia il centenario della sua nascita e del movimento Futurista, al quale aderì appena maggiorenne, firmando numerose operazioin di arte applicata quali manifesti e cartellonistica pubblicitaria.
L’evento allo Shenker sarà dunque l’occasione per riscoprire una figura davvero simenticata all’interno del parnorama del futurismo italiano. Si tratterà di una doppia celebrazione, perché sarà ricordata anche Ada Finelli, cantante lirica e moglie di Siro. Attraverso un concerto dedicatole, in cui si esibirà il tenore Renato Bartolini e il pianista Dragan Babic.
La mostra sarà liberamente visitabile fino al 26 febbraio 2010.
In Italia non è molto praticato l’esperienza delle residenze artistiche. All’estero invece sono molti i centri che dannò ospitalità ad artisti più o meno giovani con il principale intento di lasciarli lavorare a contatto con il luogo e con il territorio.
La Fondazione Claudio Buziol di Perarolo di Cadore presenta una serie di cinque residenze che si svolgeranno tra novembre 2009 e marzo 2010. Ogni residenza durerà circa un mese e al termine ci sarà una mostra rappresentativa e una fanzine, una sorta di giornale di bordo di ogni esperienza, stampato con l’aiuto della curatrice Daniela Zangrando dalla Fondazione stessa. Alberto Tadiello, Nico Vascellari, Diego Marcon, Andrea Galvani, Christian Frosi si susseguiranno senza sosta creando una sorta di staffetta artistica
L’appuntamento è per ogni terzo sabato del mese, a partire dal 21 novembre alle 16:30, giorno in cui si inaugura la residenza di Alberto Tadiello. Ecco il calendario completo degli artisti partecipanti: Alberto Tadiello (21.11 – 19.12.2009), Nico Vascellari (19.12.2009 – 16.01.2010), Diego Marcon (16.01 – 20.02.2010), Andrea Galvani (20.02 – 20.03.2010), Christian Frosi (20.03 – 17.04.2010).
L’iniziativa dà voce alla missione della Fondazione Buziol di dare spazio ai giovani artisti e si inserisce all’interno di Perarolo09 nellʼambito della programmazione FCB Viral.
Vi avevamo parlato Freedom Day / Berlin Milano 1989 – 2009? Oggi sul cavalcavia Bussa, sopra la Stazione Garibaldi a Milano, verrà inaugurata l’opera di Fehlstelle, l’installazione di due grandi torrette di vedetta, del tutto e per tutto simili quelle che sorvegliavano l’area circostante il muro.
Su un intero lato di una torretta, lo street artist italiano Orticanoodles realizzarà oggi un live painting a partire dalla ore 19:00. L’evento si protrarrà per i prossimi giorni, il tempo che sarà necessario a Ortica per completare la sua realizzazione su una superficie di 4×7.
Se siete in zona non dimenticate di fare un salto…il cavalcavia Bussa è una zona pedonale che unisce zona Garibaldi al quartiere Isola. Vedere Orticanoodles all’opera poi è sempre una spettacolo!

Si comincia a parlare della prossima edizione del Festival di Arte Contemporanea di Faenza e lo si fa a Milano alla Fondazione Pomodoro venerdì 23 ottobre 2009 alle ore 17.30. Giunto alla sua terza edizioneil festival romagnolo andrà in scena non più ad aprile ma dal 21 al 23 maggio 2010 con Opere/ Works.
Un’edizione in cui si raccontano le opere, perché c’è quantomai bisogno di tornare a mettere ial centro il discorso sull’arte. Nelle parole di Angela Vettese: “si può pensare che parlare delle azioni, delle opere, delle persone dell’arte sia obsoleto. Si può pensare che le opere possano parlare da sole. Le opere che non sono state dimenticate hanno avuto qualcuno che ha parlato di loro, qualcuno che le ha indicate […]”
La presentazione all Fondazione Pomodoro in via Solari (tram 14) a Milano è anche l’occasione per inaugurare il nuovo ciclo Ctalks, incontri in Italia e all’estero per presentare il festival di Faenza. Angela Vettese e Carlos Basualdo, membri della direzione scientifica insieme a Pier Luigi Sacco (nella foto con Elio a Faenza) saranno presenti all’incontro. Aspettando maggio, si preannuncia un progetto speciale che la Fondazione Pomodoro e il festival preparano per Milano.

La Terra di Francesco, questo il nome della campagna nazionale di raccolta fondi lanciata dal Fai - Fondo Ambiente Italiano, per salvare l’immenso patrimonio storico, naturalistico ed architettonico del territorio in cui è vissuto San Francesco. Nel 2008 il gruppo Intesa San Paolo ha donato al Fai gli edifici presenti nel bosco lungo il versante nord del colle di Assisi. Per gli interventi di recupero e di restauro conservativo c’è bisogno di 2,5 milioni di euro. Si può donare due euro inviando un SMS al 48548.
A questo fine nasce la campagna ideata da Oliviero Toscani. Il progetto mira a restituire all’intera area la propria identità. Si partirà con un censimento delle specie di alberi, poi una mappatura dei sentieri e dei muretti a secco per arrivare – una volta reperiti i fondi necessari – a restaurare il complesso monastico della prima comunità francescana.
Nella campagna è stato coinvolto anche Michelangelo Pistoletto, che installerà, nella radura del bosco il Terzo Paradiso, un’opera concepita come “passaggio a un nuovo livello di civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la sopravvivenza”.
C’è tempo fino al 25 ottobre per donare 2 euro al 48548 e far sì che questo incredibile patrimonio possa tornare ad essere visitato da tutti.