Come delle porte o archi temporali (con segni quasi fantascientifici), le sculture organiche di Itto Kuetani sono a Roma, in tre siti archeologici monumentali e spettacolari come le opere dell’artista giapponese.
“Il sogno del bianco e le pietre del passato“, mette in atto un esperimento ormai avviato da tempo, di inserire opere contemporanee in luoghi archeologici, in un dialogo tra presente e passato particolarmente interessante. Nel caso specifico, l’esperimento è bellissimo, perché i marmi di Kuetani nascondono un lato sensuale, con segni che si riallaciano al passato e tratti che anticipano il futuro, incredibili e inquietanti.
Le sculture sono state inserite nelle sedi di Villa dei Quintili, del Mausoleo di Cecilia Metella e del Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo.
La prima delle tre sedi che ho visitato è Villa dei Quintili, la più estesa residenza del suburbio romano che si trova al V miglio della Via Appia Antica, appartenuta ai fratelli Quintili e riportata alla luce da scavi recenti avviati nel 1998. Difficile trovare un luogo più bello di questo, spettacolare in qualsiasi stagione e ora del giorno, per poter ospitare le opere monumentali di Kuetani. Lo spazio è imponente ma lo sono anche le sette sculture, che non si fanno sommergere dall’ampiezza della villa e dalle rovine, testimonianza del suo passato. Al contrario, deve essere stata una sfida per Kuetani, abituato ad altri contesti. Le opere possono essere intese, a seconda dei punti di vista e delle sensazioni, come archi moderni che dialogano con quelli passati (sistemati secondo una certa prospettiva che rende visibile il parallelismo) o come porte di congiunzione spazio-temporale (si entra dalla porta del passato per entrare nel futuro). Le restanti immagini scattate a Villa dei Quintili le trovate qui.
Il sogno del bianco e le pietre del passato - Itto Kuetani - Villa dei Quintili di Roma





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