
Qualche tempo fa vi avevamo parlato della coppia di stencil artist austro-francesi, Jana e JS. I due si sono incontrati come coinquilini di un appartamento a Madrid. Da allora hanno vissuto e lavorato insieme a Parigi e poi in Austria, appena fuori Salisburgo.
Jana e Js sono pronti per la prima mostra in Austria, a Vienna, allo spazio Inoperable. Dopo molto tempo passato quasi esclusivamente a produrre interventi in strada, i due si sono dimostrati entusiasti di confrontarsi con lo spazio di una galleria. Approfondendo le dinamiche della visione e dello sguardo che popolano i loro lavori hanno cominciato a scattare foto a persone che scattavano foto ai loro stencil per strada che spesso rappresentano proprio Jana und Js intenti a fotografare.
Una sorta di grande tautologia se vogliamo, ma la mostra non si ferma qui. i due hanno preparato una nuova forma di Urban Favelas, che comprende una serie di edifici incastrati uno sull’altro a creare un’opera in tre dimensioni. La mostra da Inoperable parte questo sabato 16 gennaio.

Jana & Js sono una coppia di stencil artist (pochoiristes) davvero molto bravi. Lei ha 24 anni ed è austriaca, lui 28 ed è francese. Lavorano insieme dal 2006 e fanno parte del collettivo WCA, con l’Artiste-ouvrier (l’Artista Lavoratore), 6lex e Marybel. Dopo aver vissuto a Madrid e Parigi, i due ora vivono a Salisburgo, in Austria.
La loro ricerca si muove alla scoperta delle dinamiche dello sguardo nell’ambiente urbano. In genere scelgono lo stesso edificio. Molto spesso i loro disegni rappresentano soggetti (giovani ragazze e ragazzi) intenti a fotografare, a scrutare. Persone colte nell’atto di “sporzionare” la realtà, selezionandola attraverso l’obbiettivo della macchina fotografica, spesso vecchi apparecchi vintage che aumentano la resa scenografica degli stencil.
Pur con la precisione che la tecnica dello stencil permette, i soggetti rappresentati sono a volte resi con colori sbiaditi, come a dare una patina di vintage alle loro esistenze. Sguardi che si incrociano attraverso l’occhio della camera inquadrando dei cambiamenti nello spazio urbano in un gioco di specchi e mise en abîme. Ritratti di esistenze dipinte sui muri e già incorniciate nel bordo di una Polaroid che si guardano nella loro immobilità e chiamano i passanti, gridando quasi aiuto o emettendo una richiesta d’attenzione.