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Javier De Cea, riciclando la strada

pubblicato da Lorenzo Mazza


Gli orizzonti di Artsblog sono sempre aperti e come sapete ogni tanto ci piace buttare uno sguardo un po’ più in là, oltre i confini dei patri lidi. Due settimane fa mi era capitato di vedere alla Florence Art Factory l’artista cileno Javier De Cea.

Il suo lavoro mi è sembrato subito interessante perché porta all’interno dei confini della pittura la tecnica dell’assemblaggio e della ricombinazione di materiali raccolti per strada. L’universo urbano dell’advertising, della street art, della grafica, prendono nuova forma nelle sue tele e nelle sue performances. Sono riuscito a intervistarlo nel mentre si trovava a Madrid, preparando una nuova mostra per Alicante.

* In che modo ti sei avvicinato all’arte le prime volte, da bambino?

Ho iniziato a dipingere all’età di 16 anni, normalmente, a scuola. A quell’epoca in Chile nella mia scuola gli studenti potevano scegliere tra diversi indirizzi, umanista, matematico, scientifico e artistico. La mia scelta è stata artistico. Comunque ho sempre disegnato, mi divertivo a creare fumetti, riviste, cose del genere.

Javier De Cea
Javier De CeaJavier De CeaJavier De CeaJavier De Cea

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Urban Dance di Javier De Cea

pubblicato da Lorenzo Mazza


Un bell’evento dedicato alla sperimentazione nel campo delle arti visive e della performance andrà in scena venerdì 13 Novembre alle 22 alla Florence Art Factory in Via Righi 30 all’Osmannoro (Sesto Fiorentino). Javier De Cea è un artista nato in Cile che lavora a Barcellona, il suo approccio è pluridisciplinare e conduce una ricerca al confine tra storia e sociologia, praticata raccogliendo materiale nelle strade e riproponendolo modificato attraverso adesivi, bombolette e pennarelli.

Il suo è un intervento chirurgico sul reticolo urbano, archeologico sulla memoria collettiva metropolitana. De Cea assembla stencil, sticker e opere di altri artisti nella maggior parte dei casi sconosciuti, attraverso un processo di alterazione e sovrapposizione pittorica. Ne risulta un’operazione estremamente creativa che modifica lo spazio tramite le sue composizioni.

Un processo di sintesi impazzita la sua, quasi un Almanacco della Strada che ne ripropone attraverso la pittura una visione parziale e personale, ma comunque fatta per rimanere. Una visione intima e solitaria, che ripropone voci, strati di memoria e di street art che lentamente la città seppellisce. Nello spazio della FAF Javier De Cea lavorerà come su una grande tela, intervenendo con rotoli e rotoli di nastro adesivo in una performance che prende il nome di Urban dance perché esplora attraverso le dinamiche del gesto nello spazio concetti come il tempo, la memoria e la velocità.

L’evento è prodotto dal progetto Maciste (che verrà presentato nella serata) e prosegue alle 23 con Love Him!, set del turntablist nostrano di base a Parigi Økapi.

Javier De Cea
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