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Tutti gli articoli con tag jeff koons

Venezia: Ca’ Corner riapre grazie alla Fondazione Prada

pubblicato da Barbara

Ieri a Venezia Germano Celant ha riaperto il bellissimo palazzo, esempio principe di barocco veneziano datato 1728, Ca’Corner della Regina. Il progetto, nato grazie alla collaborazione tra Fondazione Prada e la Fondazione Musei Civici di Venezia è un nuovo tassello nel sistema culturale della città e nel panorama internazionale, che nei prossimi sei più sei anni, darà vita a un’attenta programmazione artistica.

Miuccia & Co. hanno accettato la sfida del recupero di questo palazzo slanciato su tre livelli, accollandosi l’onere del restauro nel rispetto della sua storia e installando al suo interno per esempio, l’opera di Jeff Koons “Fait d’Hiver” .

Ma sono presenti anche Carsten Höller, i film di Todd Solondz, i video di Nathalie Djurberg e i progetti di Rem Koolhaas per la nuova sede della Fondazione Prada a Milano, che aprirà nel 2013. La mostra rimarrà aperta fino al 2 ottobre 2011.

Foto | Exibart

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La BMW decorata da Jeff Koons correrà davvero alla 24 ore di Le Mans

pubblicato da Giovanni De Stefano

Vi ricordate della BMW che Jeff Koons decorò per il BMW Art Program? Non resterà solo un’opera d’arte, ma si sporcherà e gareggerà alla prossima 24 ore di Le Mans, a giugno.

La BMW M3 GT2 bianca (la diciassettesima del progetto, ad essere decorata da un artista di fama mondiale) si sta scaldando i muscoli in uno showroom di New York, ma ben presto comincerà le prove e, nonostante la necessaria spocchia da vedette di cui farà mostra, siamo sicuri che darà del filo da torcere alle più agguerrite rivali, che non vantano una livrea raffinata come la sua.

Il 1° giugno l’auto sarà presentata al pubblico da Koons, al Centre Pompidou di Parigi. Non è la prima volta che una BMW dell’Art Program corre davvero una gara, ma è probabilmente la volta in cui le caratteristiche tecniche della vettura sono più competitive in assoluto.

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Jeff Koons è anche un grande collezionista d'arte

pubblicato da Giovanni De Stefano



Pare proprio che Jeff Koons stia per inaugurare una nuova carriera: quella di collezionista d’arte altrui. E pare anche che la cosa gli riesca proprio bene, almeno a giudicare da alcune sue recenti acquisizioni.

Il suo appartamento di Manhattan trabocca di pittura di maestri del passato e del presente, attentamente combinati fra di loro e con la carta da parati color rosa salmone. I soggetti religiosi di un fiammingo come Quentin Massys va a braccetto con un Fragonard profano (anche se l’atteggiamento della bellissima donna in questione, che allatta al seno, potrebbe essere facilmente frainteso per sacro).

Non mancano nomi da far girare la testa, in caso di uno degli artisti contemporanei più apprezzati dal mercato: Manet, Courbet, Poussin. Proprio il Courbet è uno dei massimi orgogli di Koons: rappresenta una vacca che guarda verso lo spettatore. Jeff non riesce a vederci un tocco di postmodernismo ante litteram: il dolore del mammifero che va al macello, magari per qualche grande catena di ristorazione. Génie oblige, non c’è che dire.

Foto | New York Times

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Jeff Koons dipingerà un'automobile per il BMW Art Program

pubblicato da Giovanni De Stefano


E’ una tradizione BMW che dura dal 1975 quella rappresentata dal progetto Art Car, giunta quest’anno alla sua trentacinquesima edizione. Si assegna periodicamente a un artista di fama mondiale il compito di decorare un’automobile a modo suo, dando libero sfogo alla sua creatività. E i risultati sono stati spesso sorprendenti.

Questa volta la scelta è caduta su Jeff Koons. O, meglio, è stato Koons a scegliere BMW, visto che sono anni che è un appassionato del marchio bavarese e, in più, dal 2003 attendeva di poterne decorare una all’interno dell’Art car Program. Il primo artista a partecipare al programma fu Alexander Calder, ma anche Roy Lichtenstein e Andy Warhol hanno dato il loro contributo.

L’ultimo esempio di BMW Art Car era stato firmato nel 2007 da Olafur Eliasson.

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Takashi Murakami in mostra alla Reggia di Versailles

pubblicato da Giovanni De Stefano


Dopo la mostra dedicata a Jeff Koons, sarà il giapponese Takashi Murakami a ricevere l’onore di essere esposto alla Reggia di Versailles.

E’ la sua prima importante retrospettiva francese e le sue opere - coloratissime, e contrastanti con l’arredamento e l’architettura della Reggia più o meno come certe scelte di costumi alla Sofia Coppola in Marie Antoinette - saranno presentate in ben 15 stanze. Fra cui non mancano quelle del re e della regina e il famosissimo salone degli specchi.

La mostra sarà una delle tante attrazioni della zona di Parigi dal 12 settembre al 12 dicembre 2010.

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Jeff Koons e Damien Hirst si stanno svalutando

pubblicato da Giovanni De Stefano


Stanno crollando a picco le quotazioni di due artisti contemporanei che fino a poco tempo fa erano sulla cresta dell’onda: Jeff Koons e Damien Hirst. Nel corso del 2009 le loro opere si sono svalutate fino a un 50%.

Il mercato dei collezionisti multimilionari ha mostrato di essersi spostato, nel corso del lungo 2009 dell’arte, più verso certezze moderne che sperimentazioni contemporanee. Dunque via libera agli investimenti nel Decò, nella pittura antica e anche nell’arte orientale (cinese in particolare).

Evidentemente, almeno nel caso di Hirst, non deve aver aiutato a risollevare la sua sorte il completo fallimento di critica della sua ultima mostra di Londra.

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Barock al Madre di Napoli

pubblicato da Lorenzo Mazza


Inaugura il 13 dicembre a Napoli Barock - Arte, Scienza, Fede e Tecnologia nell’Età Contemporanea. La mostra, a cura di Eduardo Cicelyn e Mario Codognato cerca di far emergere quei tratti barocchi all’interno della cultura contemporanea, “dimostrando come e attraverso quali artisti contemporanei siano oggi nuovamente funzionanti e riconoscibili i temi caratteristici della cultura seicentesca barocca”.

Un lungo filo rosso che unisce il diciasettesimo secolo al presente. Il sensazionalismo è la matrice creativa, un’esperienza estetica che mira continuamente a colpire i sensi attraverso la figura retorica e l’eccesso. Immagini forti, violente, sensuali, che escono persino da loro stesse, non si contengono.

Barock sarà visitabile fino al 5 aprile 2010. Un progetto espositivo esuberante e coinvolgente in cui si vedrà anche Heaven di Damien Hirst, il grande squalo tigre immerso nella formaldeide. Questa la lista degli artisti del ‘barocco contemporaneo‘ invitati: Adel Abdessemed, Micol Assaël, Matthew Barney, Domenico Bianchi, Bianco - Valente, Antonio Biasiucci, Keren Cytter, Mircea Cantor, Maurizio Cattelan, Jake & Dinos Chapman, Claire Fontaine, Lara Favaretto, Gilbert & George, Douglas Gordon, Mona Hatoum, Damien Hirst, Anish Kapoor, Jeff Koons, Jannis Kounellis, Shirin Neshat, Carsten Nicolai, ORLAN, Philippe Parreno, Giulia Piscitelli, Michal Rovner, Cindy Sherman, Jeff Wall, Sislej Xhafa.

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Jeff Koons prova a fare il curatore di mostre

pubblicato da Giovanni De Stefano


Jeff Koons ha deciso di tentare una nuova strada nel mondo dell’arte contemporanea, avendole del resto provate tutte, e sempre con successo: quella di curatore di mostre.

Il suo primo tentativo sarà quello di ridare lustro, con una mostra al New Museum, alla vastissima collezione del magnate greco Dakis Joannou.

Nella collezione del greco a New York più alla moda del momento non mancano: Maurizio Cattelan, Urs Fischer, Robert Gober, Chris Ofili, Charles Ray e Kiki Smith. E, ça va sans dire, diversi Jeff Koons, fra cui anche alcuni molto controversi, come “Michael Jackson and the bubbles” o stravaganti, come “L’asino”.

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L'arte di Xavier Veilhan prende d'assalto Versailles

pubblicato da Alessandro

Veihan

Da domani fino a metà dicembre, le opere dell’artista francese Xavier Veilhan saranno in mostra nei giardini e nei cortili del Palazzo di Re Sole. Nel primo cortile, i visitatori si troveranno faccia a faccia con una lunga carrozza futuristica a sei cavalli, che intende evocare la fuga da Parigi della famiglia reale, in seguito alla rivoluzione del 1789.

Un’altra sorprendente creazione di Veihan è la gigantesca statua dell’astronauta Yury Gagarin, che potrà essere ammirata insieme ad altre stupefacenti opere, come Mobile, una pioggia di sfere blu appese al soffito, e Light Machine, un migliaio di lampadine che creano l’immagine dell’artista ripreso nell’atto di tuffarsi nel lago del castello.

Versailles non è nuova a simili incursioni. Tempo addietro, come molti ricorderanno, anche Jeff Koons si era lanciato in un’invasione analoga.

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Una statua d'oro di Michael Jackson e dello scimpanzè Bubbles al Museo d'arte contemporanea di Berlino

pubblicato da Alessandro

Paul McCarthy, Michael Jackson and Bubbles

Al Museo d’arte contemporanea di Berlino è possibile ammirare questa scultura di Paul McCarthy che rappresenta Michael Jackson con la scimmietta Bubbles. Si narra che nel 1985 Michael salvò da una clinica medica lo scimpanzè Bubbles e lo portò a Neverland. L’animale divenne per Jackson un amico inseparabile fino a quando fu allontanato per paura che potesse attaccare il figlio del cantante, Prince Michael II.

L’opera in questione, tuttavia, non è la prima che McCarthy ha dedicato al re del pop. Ce n’è un’altra, risalente al 2002, dal titolo “Michael Jackson Fucked Up (Big Head)“, che, a sua volta, reinterpreta in modo ironico la celebre opera di Jeff Koons del 1998 “Michael Jackson and Bubbles“, una scultura d’oro raffigurante ancora una volta il cantante e la scimmietta Bubbles.

La nuova versione del soggetto proposta da McCarthy sembrerebbe assumere diversi significati. Rimane l’ironia e la critica di fondo, ma l’opera acquista anche un’ambigua valenza celebrativa.

Michael Jackson e Bubbles

Paul McCarthy, Michael Jackson and BubblesPaul McCarthy, Michael Jackson and BubblesPaul McCarthy, Michael Jackson and Bubbles

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