
C’è chi assume e chi licenzia, nel mondo dell’arte, anche agli stessi, altissimi livelli. Per un Damien Hirst che fa fuori metà del suo parco collaboratori inglesi, c’è un Jeff Koons che ne ha al soldo 120.
Ecco come Jeff parla della mole della sua industria personale all’Art Newspaper:
“Prima facevo da me tutte le mie sculture, tutti i miei dipinti, ma se lo facessi ancora oggi la cosa limiterebbe di molto il numero di progetti in cui potrei essere coinvolto. Seguo i miei interessi in una maniera che mi sembra profonda […]. Mi sento completamente libero di fare tutto quello che voglio. […] Se non fosse così sarebbe una perdita di energie.”
Koons sarà in mostra alla Serpentine Gallery di Londra fino al 13 settembre, con una colossale selezione della sua serie su Braccio di Ferro.

Dal 22 maggio al 9 agosto 2009, la Fondazione “Louis Vuitton pour la Crèation” sarà presente al Museo dell’arte di Honk Kong con una mostra che combina la documentazione del processo creativo della casa e l’intensa attività di promozione artistica - rinforzata dall’arrivo di Marc Jacobs nel ‘97 - con installazioni e opere d’arte collezionate negli anni dalla Fondazione.
Fra le opere esposte spiccano i nomi di: Jean-Michel Basquiat, Paul Chan, Cao Fei, Yang Fudong, Gilbert and George, Dominique Gonzalez-Foerster, Andreas Gursky, Pierre Huyghe, Jeff Koons, Bertrand Lavier, Christian Marclay and Richard Prince. Ma in un’ottica di apertura e dialogo internazionale, la mostra vedrà la partecipazione di giovani artisti emergenti che vivono e lavorano a Hong Kong, fra cui: Nadim Abbas, Lee Kit, Leung Chi Wo, Pak Sheung Chuen, Tsang Kin Wah, Adrian Wong e Doris Wong.
La mostra è infatti una delle iniziative in calendario per il French May Arts Festival, il più grande evento artistico-culturale che la Francia organizza in Asia.
È ufficiale: il Lacma di Los Angeles sponsorizzerà il prossimo ambiziosissimo progetto dell’artista americano Jeff Koons. Si tratta di un’enorme gru alla quale sarà appesa una locomotiva a vapore modello Baldwin 2900 del 1943.
Non una riproduzione, ma un originale e anche funzionante. La locomotiva, infatti non rimarrà “solo” appesa, ma funzionerà a pieno ritmo con tanto di ruote che girano, fischi e sbuffi di vapore.
I costi? Tra progetto e realizzazione un totale di 25 milioni di dollari, dei quali 2,5 solo per i calcoli di fattibilità.
Saranno necessari quattro anni tra calcoli e costruzione prima che il museo possa esporre la propria creatura milionaria.

Se l’asta tenutasi da Sotheby’s il 5 febbraio scorso aveva fatto ben sperare gli addetti ai lavori su un effetto mite della crisi economica sul mercato dell’arte, la vendita tenutasi da Christie’s l’11 e il 12 febbraio ha decisamente frenato l’ottimismo.
La vendita serale è stata a dir poco fulminea: 31 lotti battuti in soli 36 minuti con un incasso di 8.392.750 sterline inglese, la cifra più bassa totalizzata da Christie’s negli ultimi cinque anni. Due delle opere di maggiore importanza sono rimaste invendute: si tratta di Man in Blue IV di Francis Bacon, e di una tela di Mark Rothko Green, Blue, Green on Blue, stimato tra i 2,5 e i 3,5 milioni di sterline.
Il fatto che i compratori abbiano snobbato due maestri del genere mette in discussione la tendenza a preferire nomi consolidati a fenomeni modaioli, rimescolando le carte in tavola nei trend di mercato. Tra gli invenduti anche artisti amatissimi come Robert Indiana, Richard Prince e Anish Kapoor.
Bene Jeff Koons, comprato da Mr. Gagosian sempre pronto a mantenere alte le quotazioni dei suoi artisti. Buoni risultati anche per artisti italiani “classici” come Alberto Burri, la cui Combustione Plastica è stata la seconda opera più pagata (825.000 sterline inglesi) dell’asta.
Il management di Christie’s parla di acquisti “più disciplinati” e di situazione non preoccupante. Pare però che il mercato dell’arte non sia definibile in questo particolare momento storico. Solo il tempo e le prossime aste sapranno svelare di più.
Continua a leggere: Sottotono l'asta d'arte contemporanea di Christie's

Nonostante la crisi, o forse grazie all’instabilità del mercato azionario, l’arte contemporanea risponde bene e si riconferma uno degli investimenti preferiti dai ricchi.
Ne è la prova l’asta londinese di Sotheby’s del 5 febbraio, che ha visto star della serata il dipinto “Concetto spaziale“, opera del 1961 di Lucio Fontana. Stimata tra i 5 e i 7 milioni, è stata venduta per 4.409.250 sterline. Un valore inferiore che regge comunque il mercato e stabilisce un nuovo record d’asta per un dipinto della serie delle Venezie, e rappresenta la quarta cifra più alta pagata ad un’asta per un dipinto di Fontana (il record spetta a “Concetto spaziale - La fine di Dio“, opera venduta nel febbraio 2008). Il dipinto non era mai comparso in un’asta prima d’ora ed è rimasto nascosto al pubblico per più di 50 anni. La sfida ha visto coinvolti tre compratori, e alla fine la vendita è andata ad un estimatore europeo.
Sorte fortunata anche per “Stacked”, opera di Jeff Koons del 1988 venduta per quasi 2 milioni e trecento mila sterline (stima d’asta 2.2/3.2) e per “Troisdorf”, dipinto del 1985 di Gerhard Richter. Quest’ultima opera ha addirittura superato le stime, 1.5/2.0, essendo stata venduta per £2.113.250. Bene come sempre Warhol, con un auto-ritratto in tre parti del 1986 e anche lo scultore di origini indiane Anish Kapoor.
Con soli due lotti invenduti su 27, quest’asta rappresenta uno dei migliori risultati mai raggiunti nel periodo di febbraio per l’arte contemporanea, con un totale di vendita di £17.879.250.

La finale. L’inarrestabile Banksy ha sconfitto agevolmente prima Jeff Koons e poi Damien Hirst. Sarà lui l’Artista del 2008? Il creativo che ha maggiormente influenzato gusti, tendenze e mode artistiche dell’anno appena conclusosi? A fronteggiarlo Arnaldo Pomodoro, un’istituzione dell’arte italiana. Lo scultore ha avuto la meglio, nell’ordine, su Lucian Freud e su Mimmo Paladino.
Quanto a Pomodoro, ricordiamo la grande opera di promozione dell’attività di giovani artisti svolta dalla sua Fondazione; la mostra a Orta San Giulio (Novara) e, nel pieno della crisi dei mercati, i notevoli risultati ottenuti dalle sue opere nelle aste londinesi di ottobre.
Riguardo a Banksy, oltre al record da lui battutto a febbraio per un’opera di street art, venduta da Sotheby’s per 1.870.000 dollari, ricordiamo il discusso scoop di luglio del giornale The Mail On Sunday, sulla sua identità. Altri eventi importanti: la mostra delle sue opere organizzata dalla Andipa Gallery e tenutasi a Londra tra febbraio e marzo e la richiesta rivoltagli da George Michael di dipingergli le mura di casa per 2 milioni di sterline. Sempre nel marzo di quest’anno è stata diffusa la notizia che l’Artista avrebbe registrato il proprio nome. Ad ottobre, una sua curiosa mostra newyorkese di animatronics. Adesso tocca a voi decidere: Pomodoro o Banksy?

Il vincitore del confronto fra Hirst e Cattelan sfiderà, nella prima semifinale per il titolo di “Artista del 2008″, il vincitore del confronto tra Koons e Banksy. L’artista che la spunterà nella partita tra Paladino e Prince se la vedrà, invece, con il vincitore del confronto che ha inizio oggi, tra Arnaldo Pomodoro e Lucian Freud.
Per quanto riguarda Pomodoro, a parte la grande opera di promozione dell’attività di giovani artisti svolta dalla Fondazione, da ricordare la mostra delle sue opere monumentali a Orta San Giulio, Novara. Nel pieno della crisi dei mercati finanziario e artistico, le opere di Pomodoro hanno ottenuto notevoli risultati nelle aste londinesi di ottobre.
A marzo alcune opere di Freud sono state esposte a Maastricht, al Tefaf, il salone internazionale dell’arte e dell’antiquariato. Il 13 maggio, da Christie’s, il suo quadro “Benefits Supervisor Sleeping” è stato venduto per oltre 21 milioni di euro, battendo il record di prezzo di vendita per un artista vivente. Un ragguardevole risultato è stato raggiunto da un’altra sua opera nell’asta londinese d’inizio estate. Nella lista degli uomini d’arte più potenti del 2008 di ArtReview figura al sessantaseiesimo posto.

Mentre Damien Hirst e Maurizio Cattelan competono in un match dall’esito più che mai incerto, ecco un secondo confronto tra due colossi dell’arte contemporanea: Jeff Koons e Banksy.
Il primo, dopo essere stato denunciato, nel marzo di quest’anno, dalla ex moglie Ilona Staller per il mancato pagamento degli alimenti del figlio Ludwig, a luglio ha battuto un nuovo record: la sua opera “Balloon Flower (Magenta)” è stata venduta, da Christie’s, per più di 25 milioni di dollari. Sempre in estate hanno fatto il giro del mondo le foto di “Guilty“, lo yacht di lusso dell’industriale e collezionista d’arte Dakis Joannou, la cui decorazione è stata curata proprio da Koons. Infine, a settembre ha suscitato grande interesse la discussa esposizione delle sue opere a Versailles.
Di Banksy, invece, oltre al record battutto a febbraio, per un’opera di street art, “Keep It Spotless” (firmata anche da Hirst), venduta da Sotheby’s per 1.870.000 dollari, non può non ricordarsi il discusso scoop del giornale The Mail On Sunday, che a luglio di quest’anno avrebbe scoperto e svelato la vera identità dell’Artista. Da segnalare, inoltre, la mostra delle sue opere organizzata dalla Andipa Gallery e tenutasi a Londra tra febbraio e marzo, la più grande esposizione commerciale mai organizzata finora e la richiesta rivolta a Banksy da George Michael di dipingergli le mura di casa per 2 milioni di sterline. Sempre nel marzo di quest’anno è stata diffusa la notizia che l’Artista avrebbe registrato il proprio nome. Ad ottobre, infine, una sua curiosa mostra newyorkese di animatronics.

Domani viene ufficialmente annunciata “The Power 100” ovvero la lista dei 100 nomi più potenti dell’arte secondo la rivista ArtReview, che compila la classifica da sette anni.
Il Telegraph ne anticipa i risultati che vedono Damien Hirst (sesto nel 2007) dominare su Larry Gagosian (2), Kathy Halbreich (3) e Sir Nicholas Serota (4). Questo come risultato dei lavori svolti e del prestigio accumulato negli ultimi 12 mesi, che per Hirst vuol dire la mossa coraggiosa intrapresa con Sotheby’s, seguita da una strepitosa vendita.
Come in tutte le classifiche c’è chi sale e chi scende, ma mentre i nomi ai vertici sono spesso gli stessi, quelli a metà classifica verificano nuove entrate, come i russi Roman Abramovich & Daria Zhukova (54). Assenti nel 2007, nella classifica 2008 sono stati inclusi anche gli italiani Maurizio Cattelan (68), Massimiliano Gioni (78) e Miuccia Prada (87). E finalmente arriva Banksy (63). Al numero 100 compare il nome di Thomas Kinkade, artista americano definito kitsch, che opera in modo seriale, lontano dai luoghi sofisticati delle gallerie e delle case d’asta. I suoi quadri, molto popolari tra le gente comune, sono vendutissimi nei grandi magazzini e attraverso il canale televisivo QVC. Kinkade e il suo modo di fare e vendere arte potrebbe essere il nuovo?
Per chi vuole divertirsi a vedere chi c’è nel 2008 (e fare un confronto con chi c’era nel 2007), la classifica è dopo il continua.
Continua a leggere: The Power 100. Damien Hirst primo nella classifica di ArtReview 2008
Della mostra di Koons alla Reggia di Versailles (aperta fino a dicembre) si è parlato tanto, anche su artsblog. Ecco adesso un paio di video trovati su Youtube. Nel primo si può apprezzare il commento di un entuasiasta Jeff, per il quale la manifestazione è un sogno che si realizza.
Il secondo, amatoriale, offre la prospettiva di un divertito visitatore e consente di apprezzare da vicino l’effetto prodotto dall’insolito accostamento tra lo “spazio espositivo” e le appariscenti opere in mostra.