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La cucina fotosintetica di Jonathon Keats al Cracker Art Museum di Sacramento

pubblicato da penelope.di.pixel

jonathon keats

Arriva dalla Califoria il primo ristorante completamente dedicato alla cucina fotosintetica. Il suo creatore è l’artista concettuale Jonathon Keats, che forse qualcuno di voi ricorderà per un’altro singolare esperimento: la Banca dell’Antimateria, che ho recensito qualche tempo fa.

Ma capiamo meglio la nuova avventura di Keats, che questa volta di presenta nei panni di chef. Il ristorante fotosintetico è stato inaugurato il 16 aprile scorso presso il Crocker Art Museum di Sacramento, che per l’occasione ha messo a disposizione i suoi rigogliosi giardini. Per secoli le piante sono state (e continuano ad essere) la base della nostra alimentazione, oltre che di ogni catena alimentare. Ma non solo: le piante, se ci riflettete un attimo, provvedono al loro sostentamento in modo completamente autonomo servendosi di un unico elemento, la luce. La cucina fotosintetica parte da questo spunto: imparare l’arte culinaria delle piante per arivare a costruire una vera e propria dieta… a base di fotoni.

Nasce così il primo ristorante fotosintetico: il menù ci presenta una serie di piatti realizzati filtrando e mixando la luce del sole, come vedete nelle foto gentilmente inviteci dall’artista. Keats, che per il progetto ha lungamente studiato botanica e fisiologia delle piante presso US Department of Agriculture la Siberian Academy of Sciences, non è nuovo a questo tipo di provocazioni: nel passato ha ad esempio prodotto pornografia per piante da appartamento proiettando sulle loro foglie video di impollinazioni all’Armand Hammer Museum. Il tutto nello sforzo di condividere aspetti della cultura umana con alre specie con l’obiettivo di spingerci a riflettere e a mettere in questione i nostri stessi valori.

Chiudiamo l’articolo con due notizie. La prima è che per chi fosse interessato Keats ha creato un libro di ricette fotosintetiche in modo ch l suo ristorante sia riproducibile e possa arrivare “alle masse”, metre lavora alacremente all’ambizioso progetto di una vera catena di ristoranti, in cerca di partner e sponsorizzazioni: ci riuscirà?. La seconda è che nel frattempo la cucina fotosintetica arriverà in Italia a Mestre, al centro PaRDeS, proprio quest’estate: magari sarà l’ocasione per mttere alla prova il mnu e intervistare questo singolare artista.

Il ristorante fotosintetico di Jonathon Keats
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Da San Francisco, la prima Banca dell'Antimeteria

pubblicato da penelope.di.pixel

bank of antimatter

Jonathon Keats, artista concettuale e critico, vive e lavora a San Francisco ed è lì che fra pochi giorni inaugurerà la prima “Banca dell’Antimateria“.

Nell’anno della cristi finanziaria internazionale che ha fatto collassare gli indici di borsa in tutto il mondo, la Banca dell’Antimateria crea una “mirror economy” con l’obiettivo di bilanciare un sistema economico (il nostro) basato sul perseguimento esclusivo del benessere materiale. Da qui l’idea di usare l’antimateria come principale indicatore di questa nuova economia. Come spiega Keats, “Il mio piano è di equilibrare il materialismo attraverso la scienza moderna, sfruttando il potenziale economico dell’antimateria che è l’opposto fisico di ogni cosa fatta di atomi, dai condomini ai jet privati“. La banca servirà da hub per promuovere la creazione infrastrutture antimateriche che illustrino al pubblico gli investimenti e le opportunità da cogliere. Ma come ogni banca, anche la Banca dell’Antimateria stamperà il suo denaro: “I soldi sono il fondamento di ogni economia” spiega ancora Keats, “e la Banca dell’Antimateria non fa eccezione“. Anti-soldi da 10.000 a 1.000.000 positroni sono già pronti grazie alle riserve di antimateria accumulate nella banca. Ma al contatto con la materia gli anti-soldi si annullano: per questo verranno continuamente prodotti in loco…

Meraviglioso immaginare l’aperura di questo surreale sportello intento a produrre denaro positronico che si autodistrugge nel bel mezzo di una galleria. Perchè la banca dell’Antimateria vedrà la luce il 12 novembre prossimo presso la Modernism Gallery di San Francisco. Ultima curiosità. A quanto leggiamo sul sito, il progetto è inoltre appoggiato da un finanziamento privato svizzero. Mi chiedo: e se fosse vero?

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