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Speciale Banksy Vs Bristol Museum [Atto 5 - EXIT]

pubblicato da penelope.di.pixel


E dunque ci siamo arrivati: il viaggio questa volta è finito sul serio. E più che di un reportage si è trattato di una vera e propria visita virtuale all’interno di un universo simbolico, figurativo, plastico, surreale, iperreale, capace di non sottrarsi mai alla critica. Per quanto mi riguarda superando le mie aspettative iniziali, che erano comunque buone.

Chiude il percorso un’installazione dedicata ai druidi contemporanei delle metropoli: le celebri Stone Edge di pietra, i monoliti creati dalle antiche popolazioni che abitavano il suolo inglese, vengono qui riproposte sotto forma di bagni pubblici modulari (due verticali e uno orizzontale) dentro un piccolo giardino. Purtroppo non è stata fotografata, ma ricordo un bambino che le riconosce mentre il padre annuisce sorridendo.

Esco. Mi guardo intorno e la fila è ancora lunghissima, esattamente come quando sono entrata. Su Banksy i pareri sono discordanti, ci sono critici che lo considerano un artista sopravvalutato, ma per me quel lungo serpentone composto di vecchi, bambini, teenager, mamme, intellettuali stretti insieme sotto la pioggia (piove di nuovo come all’ingresso) è il documento nitido che qualcosa è successo dentro quel museo.

Alzando gli occhi sul museo prima di andare via c’è un’ultima sorpresa: un Ronald MacDonald a grandezza naturale triste e ubriaco è appollaiato su un cornicione con accanto una bottiglia di vino (o birra)…

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Speciale Banksy Vs Bristol Museum [Atto 4, scena 4 - I Quadri]

pubblicato da penelope.di.pixel

BanKsy e i quadri

Questo è l’ultimo atto di disseminazione che analizzeremo. L’ho lasciato per ultimo perché i quadri sono distribuiti un po’ in tutte le stanze ed era difficile classificarli, così li ho raggruppati insieme. anche qui si scoprono dettagli fuori fuori posto, insoliti su tele del passato più o meno recenti, a volte difficili da individuare, a volte molto evidenti

Facendo una carrellata veloce, incontriamo paesaggi bucolici inglesi del ‘7-800 con automobili moderne (dentro, ad esempio, una coppia di amanti sorpresi); cartelli pubblicitari della EasyJet (compagnia aerea low cost che serve abitualmente gli abitanti di Bristol) o invasi dagli ufo. Madonne con bambino che ascoltano l’iPod (questa veramente deliziosa); contadine con il mitra in spalla e il filo spinato a proteggere i campi o ancora la celebre bracciante negra la cui sagoma si stacca dalla tela appoggiandosi sulla cornice nell’atto di fumare una sigaretta (”adesso sono in pausa…”, ci sta dicendo la donna); uno dei suoi topi intenti a cancellare un quadro di Hirst, proposto come una collaborazione dei due artisti; la tela, anch’essa ormai celebre, dove appare il comando di Windows, una stoccata alla riproducibilità dell’opera d’arte al tempo del digitale.

Infine una piccola cosa che non vi ho detto. Ogni opera viene proposta con una didascalia (autore + breve spiegazione). Banksy si firma come “local artist”. Se di lui non sappiamo niente, sappiamo che le prime tracce della sua street art sono iniziate a Bristol.

E questo è alla fine l’unico indizio che lascia trasparire della sua identità.

I quadri di Banksy
I quadri di BanksyI quadri di BanksyI quadri di BanksyI quadri di Banksy

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Speciale Banksy Vs Bristol Museum [Atto 4, sena 3 - Le ceramiche e l'argenteria della Regina]

pubblicato da penelope.di.pixel


Anche quest’area è stata difficile da esplorare. Primo non mi sarei mai avventurata nel mondo delle ceramiche inglesi, benché noto per le fini fatture e i servizi da tè. Tanto meno fra piatti, calici, vassoi e ninnoli d’argento che ho in odio ancor più dei primi. Secondo poi, orientarsi in mezzo al proliferare di vetrine e statuette di ogni genere è stato decisamente più complicato che scovare il graffito preistorico…

Fatto sta che alla fine, dopo una ventina di minuti e quasi sul punto di desistere (gli operatori del museo si astengono dal fornire informazioni sulla disseminazione delle opere ed è giusto così: stiamo giocando), abbiamo finalmente rinvenuto una graziosa ballerinetta di porcellana bianca e grigio chiara munita di maschera a ossigeno e relativo giubbotto militare.

Ma la scoperta più bella si rinviene in mezzo alle argenterie della nobiltà vittoriana. Una valigetta di cuoio nera piena di banconote posta dentro una teca di vetro, attira subito l’attenzione: cosa c’entra? Ci si mette poco a notare il dettaglio: sulle banconote al posto della regina c’è stampato il volto della principessa Dayana. Lady D, proprio lei che con la sua bellezza, gli scandali, la fama, il divorzio e infine la morte tragica è entrata nei cuori degli inglesi (e non solo), sfidando l’autorità e le regole del palazzo. E Banksy, con un meraviglioso sberleffo, le dà il posto che idealmente si è conquistata: quello della Regina…

Prossimo (e ultimo) appuntamento con questo lungo speciale: “I Quadri”.

Banksy, le ceramiche inglesi e l’argenteria della Regina
Banksy, le ceramiche inglesi e l'argenteria della ReginaBanksy, le ceramiche inglesi e l'argenteria della ReginaBanksy, le ceramiche inglesi e l'argenteria della Regina

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