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Tutti gli articoli con tag land art

Levitated Mass, un sasso di 340 tonnellate per le vie d'America

pubblicato da Lorenzo Mazza

Nei giorni scorsi un enorme masso di 340 tonnellate è partito attraverso l’America. Partito da Riverside su un veicolo mosso da 196 ruote lungo alcune centinaia di metri, sta viaggiando durante la notte su strade statali, per evitare il rischio di crolli sui ponti autostradali. Alla velocità massima di 20-30 km/h, seguito da oltre sessanta persone, il sasso impiegherà undici giorni per raggiungere il LACMA di Los Angeles.

‘The Rock’ non è un semplice sasso, ma ciò che starà sospeso al centro dell’opera che l’artista Michael Heizer ha intitolato Levitated Mass. L’operazione, che Hazier progetta fin dagli anni sessanta, è forse il più grande spostamento di una roccia dai tempi degli antichi egizi.

Il costo totale dell’operazione si aggirerà attorno ai 10 milioni di dollari. Saranno entusiasti forse gli appassionati di arte preistorica e megalitica. Gli altri, prima di gridare allo scandalo, aspettino almeno il prossimo 10 marzo per vedere l’opera installata a Los Angeles.

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The Patient Gardener, un progetto da qui a 60 anni

pubblicato da Barbara

The Patient Gardener costruire con la crescita di un albero

Il gruppo di architetti Visiondivision, nato in Svezia nel 2005 e attivo soprattutto in Olanda e Sudamerica, è una delle entità di design più rilevanti in Europa e progetta qualsiasi aspetto inerente all’architettura. The Patient Gardener è il loro progetto più recente e prevede la realizzazione di un luogo per studiare molto particolare.

L’idea è il risultato di un workshop di una settimana dal titolo Miaw2, che si è tenuto al Politecnico di Milano; il workshop è stato un momento di analisi del concetto di green design, teoria del riciclo e consapevolezza riguardo alle problematiche dell’ecologia. Così ha preso forma il progetto di un luogo di pace da costruire con molta pazienza, con l’aiuto dell’ambiente, intervenendo solo dove serve e in maniera non invasiva per creare una situazione “sostenibile” a livello ambientale.

La pazienza viene intesa come l’attitudine maggiormente rilevante in questo caso, perchè attraverso di essa si eviteranno sprechi di materiale e inutili trasporti; mentre orientando la crescita naturale di alberi di ciliegio giapponese (attraverso varie tipologie di intervento sulla direzione dei rami), per esempio, avremo nell’arco di 60 anni una strepitosa struttura naturale creata dalle piante stesse. Ci saranno le scale per salire e gli intrecci al piano superiore per non rischiare di cadere di sotto, il luogo perfetto per studiare o ricaricarsi prima di una session importante. Ma poi in aprile, quando si verifica l’Hanami, la fioritura, lo spettacolo sarà proprio di tutti.

The Patient Gardener costruire con la crescita di un alberoThe Patient Gardener costruire con la crescita di un alberoThe Patient Gardener costruire con la crescita di un alberoThe Patient Gardener costruire con la crescita di un alberoThe Patient Gardener costruire con la crescita di un albero

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Gli eco graffiti di Hanksy sulle spiagge di Brighton

pubblicato da Barbara


C’è qualcuno che da tempo usa i graffiti per mandare messaggi ecologici; si tratta di Hanksy. Una street artist, tra le altre cose, che negli ultimi anni ci ha lasciato esempi di creatività on the street con i suoi messaggi sulle spiagge sporche e tenute male e dipingendo moduli di mattoncini stradali con succo di barbabietola.

Ma ci sono pure la scritta fuori dal pub realizzata con muschio e i lettering nella neve prodotti con acqua calda salata. Un articolo del Times elogia le sue opere, che di solito non durano che pochi giorni, dato il materiale con cui vengono realizzate e definisce questa cosiddetta eco art come sottocategoria di land-art: un movimento che prima del medium con cui è realizzato, colpisce (o dovrebbe colpire) per il messaggio che manda.

Hanksy è lo pseudonimo di Chloe Hanks, e tutti i materiali che usa per le sue creazioni sono biodegradabili al 100%; scritte nello sporco cittadino, messaggi provocatori di pura transizione, tutto ha una durata effimera. E l’unica testimonianza che rimane alla fine è la foto.

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Le sculture subacquee di Jason deCaires Taylor

pubblicato da Barbara

Jason deCaires Taylor statue subacquee

Dopo un’infanza passata in giro per l’Europa e l’Asia (in particolare le coste della Malaysia), Jason deCaires Taylor ha sviluppato la passione per le esplorazioni marine. Tanto che per anni è stato scuba di professione e si è specializzato in conservazione e naturalismo subacqueo. Ma è stato anche street-artist e si è laureato al London Institute of Arts in scultura e ceramica.

Il suo progetto artistico comprende una serie di installazioni in cemento nei fondali dei Caraibi, come a ricreare un reef, una barriera corallina, fatta però di statue di umana somiglianza con tanto di complementi d’arredo e riproduzioni di cibi.

E’ un progetto ambizioso che mira ad avvicinare le persone alla delicatezza di questi ambienti sempre più minacciati, e infatti di lui hanno parlato innumerevoli articoli nella stampa estera e fior di documentari tra cui quelli di BBC, CNN e Discovery Channel. Ora è anche il direttore del Museo Subacuático de Arte (MUSA) a Cancun, Messico.

Jason deCaires Taylor statue subacqueeJason deCaires Taylor statue subacqueeJason deCaires Taylor statue subacqueeJason deCaires Taylor statue subacqueeJason deCaires Taylor statue subacqueeJason deCaires Taylor statue subacquee

Immagini | MUSA

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Se ne va Dennis Oppenheim

pubblicato da Lorenzo Mazza

Se ne è andato sabato sera all’età di 72 anni, Dennis Oppenheim, artista eclettico nato a Electric City, nello stato di Washington. Nonostante un brutto cancro al fegato, Oppenheim aveva continuato a tener duro e lavorare per tutto il 2010. Sue le Radiant Fountains, sculture di luce collocate pochi mesi fa all’entrata del Bush International Airport di Houston, in Texas o l’installazione Still Dancing, sintesi sognatrice di scultura, architettura e teatro.

La sua prima personale era stata a New York nel 1968. Tra public art e concettuale, Oppenheim era stato tra i primi ad utilizzare la performance e la videoarte come modalità di espressione artistica. La sua era una ricerca continua di nuovi mezzi e materiali, che l’ha portato dalla scultura, alla land art, alla fotografia.

Poco propenso a ripetersi, Oppenheim aveva la grande capacità di stupire senza invadere lo spazio pubblico. Non tutti i suoi lavori mi sono sempre piaciuti. Ad esempio non amai la sua installazione nel cortile di Palazzo Ducale a Genova. Mi ricorderò però sempre delle sue Pathways to Everywhere (Sentieri che conducono ovunque), una grande installazione sospesa nell’aria.

Opere recenti di Dennis Oppenheim
Opere recenti di Dennis OppenheimOpere recenti di Dennis OppenheimOpere recenti di Dennis OppenheimOpere recenti di Dennis OppenheimOpere recenti di Dennis Oppenheim

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I giochi di Artsblog: dove si trova #7

pubblicato da Lorenzo Mazza


Per i Giochi di Artsblog eccoci di ritorno con il ‘dove si trova’. Oggi abbiamo a che fare con una serie di opere di land art realizzate niente di meno che…in uno specchio d’acqua. Vediamo quanto tempo impiegate a localizzarle…

I giochi di Artsblog: dove si trova #7
I giochi di Artsblog: dove si trova #7I giochi di Artsblog: dove si trova #7I giochi di Artsblog: dove si trova #7

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Su The Anthropologist, la Land Art su neve di Jim Denevan

pubblicato da margherita

The Anthropologist - Jim Denevan

Ho scoperto di recente il progetto The Anthropologist, sito dedicato all’arte avviato dal brand di moda Anthropologie. Il sito non mostra, almeno fino ad ora, nessun riferimento al marchio. E’ ovvio che il ritorno di immagine c’è, ma diciamo che non è ottenuto sbattendo in faccia loghi e altro.

Scorrendo i nomi degli artisti (ancora pochi, quindi penso sia un progetto abbastanza recente), ho ritrovato quello di Jim Denevan, che avevo rimosso dalla mia mente, a cui nel passato avevo invece dedicato più di un post. E questo perché realizza delle bellissime opere temporanee di land art, di grandi dimensioni ottenute con sabbia ed elementi naturali. Il tema è simile anche in questa occasione, ma invece della sabbia o della terra, ha usato la neve e il ghiaccio.

Sulla superficie del lago Baikal, Siberia, insieme ad un team, l’artista si è messo a scavare, spianare, incidere. Il lavoro è documentato su The Anthropologist sia attraverso immagini, sia attraverso video e qualche testo scritto. Il lavoro è una lotta contro la natura, perché visto il territorio, il tempo è spesso avverso. Ma la filosofia del progetto sta in questo. Un’opera temporanea che dura il tempo che la natura vuole. E il cui valore, non sta nel risultato finale, ma nel cammino percorso per arrivare a quel risultato.

Rigenerante, non solo perché è una virtuale boccata d’aria fresca nell’afa estiva, ma perché dimostra il potere e la bellezza della natura.

The Anthropologist - Jim Denevan
The Anthropologist - Jim DenevanThe Anthropologist - Jim DenevanThe Anthropologist - Jim DenevanThe Anthropologist - Jim Denevan

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Pistoletto ad Assisi per il Terzo Paradiso

pubblicato da Lorenzo Mazza


Con il solco dell’aratro sospinto da Michelangelo Pistoletto sono partiti ufficialmente i lavori di restauro del Bosco di San Francesco ad Assisi. L’iniziativa, promossa dal Fai - Fondo Ambiente Italiano, prevede la creazione di un grande percorso a piedi, tra natura, arte e spiritualità, per riconferire valore ai luoghi in cui il santo visse e mise in pratica le sue riflessioni.

Pistoletto da tempo collabora col Fai e nell’ultima fase della sua ricerca si è spinto ad affrontare le dinamiche che legano l’uomo al sensibile e all’ultrasensibile. Mi piace ricordare il suo “Luogo multiconfessionale di raccoglimento e di preghiera”, una stanza per tutti i credenti posta nell’ospedale di Marsiglia.

Col segno del Terzo Paradiso l’artista di Biella ha aggiunto ‘una pancia’ al segno dell’infinito, per dare una rappresentazione visiva di un nuovo mondo, un paradiso terrestre che segna un ricongiungimento, l’affiorare dell’armonia definitiva tra l’uomo e la natura.

Adesso, mi chiedo in che modo quest’opera di land art potrà essere mantenuta e preservata dalle pioggie…

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GAM age di Emiliano Antinori

pubblicato da penelope.di.pixel

GAMageEmilio Antinori, giovane industrial designer italiano, è l’autore della scultura monumentale GAM age riportata in foto.

Interessato a indagare il riuso e l’azione integrata della materia agricola e industriale assimilando e ricontestualizzando elementi dell’Arte povera e della land Art, l’autore con GAM age riflette sulle conseguenze della trasformazione della materia di scarto sull’organismo umano. I materiali utilizzati sono tutti scarti dall’information technology, quali tastiere, scocche, radio, telefoni, elettrodomestici.

L’opera sarà esposta dal 17 gennaio al 3 febbraio all’interno della mostra CABBAGE a cura di Camilla Boemio, presso gli Antichi Forni di Macerata.

L’ingresso è libero

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Malaspinarte 2009 a Massa

pubblicato da Lorenzo Mazza

Malaspinarte09

Giunge alla sua terza edizione il Festival Malaspinarte, rassegna di arti visive, scultura, pittura, fotografia, land Art ed installazioni che si svolge nella magnifica cornice del Castello Malaspina di Massa, in Toscana.

L’organizzazione dell’evento è a cura di Asart – associazione di artisti versiliese, che quest’anno ha coinvolto anche le docenti Anna Maria Monteverdi e Tiziana Tacconi dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Ecco quindi una sezione espositiva tutta nuova, con videocreazioni e video installazioni (Partecipanti: Thisgasthing, Silvio Combi, Marco Pucci, Carlo Pastaccini, Ramona Linzola, Francesco Bertocco, Ilaria Pezone, Alessandro Rizzo e Andrea Fossati. Special guests: Xlabfactory e Guseppe la Spada).

Da venerdì 31 luglio al 16 agosto 2009 Ma-Arte 2009 a cura di Francesca Sommovigo ospiterà artisti italiani e stranieri in un orario che sicuramente richiamerà un pubblico vasto. Dalle 19 alle 24, nel fresco delle colline massesi. Tra gli eventi collaterali la presentazione del libro di Angelo Tonelli “Sulle tracce della sapienza, Per una rifondazione etica della contemporaneità”.

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