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Tutti gli articoli con tag land art

Il Giardino dei Tarocchi di Niki De Saint Phalle

pubblicato da Lorenzo Mazza


Poco tempo fa vi avevamo parlato della mostra itinerante Joie de Vivre, che raccoglie nella Maremma toscana molti lavori di Niki De Saint Phalle. Adesso è giunto il momento di presentarvi Il Giardino dei Tarocchi, l’opera di una vita intera dell’artista franco-americana. Scarsamente conosciuto al pubblico italiano, frequentatissimo dai turisti stranieri che affollano la Toscana, il Giardino è prima di tutto un luogo magico. Ispirato al Parc Guell dell’artista catalano Gaudì, con esso condivide la sorte di essere una delle poche opere di land art al mondo vive e vegete, di successo insomma.

Ma quando parliamo del Giardino dei Tarocchi bisogna stare attenti a parlare di successo, Niki De Saint Phalle l’ha costruito cercando di fuggire la superficialità dei consumi culturali della società di massa. Si tratta anzitutto di un luogo di raccoglimento, destinato all’incontro, alla meditazione, all’esplosione della fantasia e dei sogni. All’ingresso un cartello scritto a mano da Niky ci racconta una storia.

Niky, quando tornava in Italia, era solita darsi appuntamento con il marito Jean Tinguely davanti al Duomo di Urbino. Era un piccolo segreto del loro amore, la contemplazione di questo scenario. Quando durante una loro visita trovarono la piazza davanti al Duomo occupata da orde di turisti, coi pulman che coprivano i monumenti, Niki e Jean decisero, molto dolorosamente, che non ci avrebbero messo più piede. Ecco perché il Giardino dei Tarocchi è un luogo diverso.

Il Giardino dei Tarocchi di Niki De Saint Phalle
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Richard Long: Heaven and Earth, a Londra.

pubblicato da Elisa

Richard Long

Colgo l’occasione della mostra che dal prossimo 3 giugno sarà ospitata alla Tate Britain per parlare di Richard Long, grande esponente della Land Art, vincitore del Turner Prize nel 1988, instancabile camminatore ed esploratore del mondo.

La mostra Heaven and Heart mostrerà circa 80 opere di Long selezionate in 40 anni di lavoro: sculture, grandi installazioni a muro, documenti scritti e fotografici sugli innumerevoli percorsi dell’artista. Infatti Richard Long in nome della sua arte ha compiuto viaggi a piedi in tutto il mondo, dall’Algeria all’Argentina, dal Canada all’Ecuador, e poi in Finlandia, Francia, Galles, Giappone, Grecia, India, Islanda, Italia, Kenya, Korea, Malawi, Marocco, Mongolia, Nepal, Seychelles, Stati Uniti, Turchia, Zambia e in Sud Africa.

Le sue ‘passeggiate’ sono delle vere e proprie performance di lunga durata in contesti naturali isolati, che non comprendono la presenza dell’uomo. Long non interviene sul paesaggio alterandolo, ma “sistema” il naturale ordine di alcuni luoghi selvaggi, ad esempio “ordinando” pietre o realizzando semplici forme geometriche con materiali trovati in loco: linee e cerchi. E ogni linea e ogni cerchio sono diversi perché realizzati in un contesto diverso, e con materiali che appartengono a luoghi diversi.

Il suo lavoro esplora la relazione tra tempo, distanza, geografia, misura e movimento, ed è un lavoro semplice, metodico, universale. La mostra alla Tate Britain è un’occasione imperdibile per gli appassionati di Long, e una possibilità per i curiosi di avvicinarsi al pensiero di un artista che ha radicalizzato la relazione tra arte e paesaggio, innalzando la natura a soggetto della propria poetica. Long porta la natura nei luoghi chiusi, in occasione delle mostre in luoghi istituzionali: fango, acqua e pietre, anche raccolte nelle sue esplorazioni, prendono forma a terra o sui muri, in linee e cerchi primitivi. Magici. Fino al 6 settembre.

Richard Long
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La land art più realistica è fatta coi tulipani, in Olanda

pubblicato da Giovanni De Stefano


Ci sono tutti i colori dell’iride in questi campi di tulipani fotografati dall’alto, tratti dalla rigorosa campagna olandese.

Più di nove milioni di tulipani, e altrettante pennellate naturali, nascono ogni anno, e restano nei campi solo un numero molto limitato di giorni, che toccano il loro culmine ai primi di maggio, diffusi ordinatamente come su una tavolozza per 10.000 ettari.

Se solo a qualche matto venisse in mente di collaborare, e far sfruttare a fini “realmente” artistici il fenomeno della massiccia piantagione (che avviene fra la fine di ottobre e l’inizio di novembre), sarebbe davvero il sogno segreto di ogni pixel artist.

Via | Daily Mail

Tulipani e tavolozze
Tulipani e tavolozzeTulipani e tavolozze

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Carlo Maria Maggia. Quando la moto diventa un mezzo artistico

pubblicato da contemporanea

A cavallo tra performance e land art, The Pharaons Enduro Art Performance è il progetto dell’artista Carlo Maria Maggia, creatore di giardini, autore di libri sullo sfruttamento ecocompatibile delle risorse e ideatore di progetti e interventi artistico-ambientali.

Maggia correrà, dal 5 all’11 ottobre, nell’ambito del Rally dei Faraoni in Egitto, a cavallo della sua moto, passione coltivata dall’età di 14 anni. Nel corso della gara, durante la quale indosserà una tuta specchiante, Maggia raccoglierà materiali che si tradurranno, al termine di ciascuna delle 7 tappe in cui si dividono i 3000 km del percorso, in un’opera o in una piccola performance.

L’operazione si baserà sul concetto di limite fisico e psicologico che un’esperienza del genere impone, legata com’è alla tensione emotiva, alle circostanze della gara, allo sforzo, all’imprevedibilità degli eventi e del clima. Il tutto confluirà e troverà espressione nell’impegno creativo dell’artista che, immagino, darà così fondo alle sue energie.

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Inakadate Land Art. Nel 2008 c'è anche lo sponsor

pubblicato da margherita

Inakadate Rice/Land Art - 2008

E’ già passato un anno e il riso nella regione di Inakadate è tornato a fiorire, trasformando ancora una volta i campi delle risaie in un’opera di land art.

Per l’edizione 2008 però si è presentata una novità inaspettata.

Dal 1993 si porta avanti questa tradizione di arte del riso per attrarre pubblico nella zona, che infatti arriva sempre più numeroso (l’anno passato 240 mila visitatori). Quest’anno si era deciso di sponsorizzare l’evento, per avere un ritorno economico (visto anche l’aumento del costo del riso). E così è stato incluso nel disegno il logo della compagnia aerea giapponese JAL, accanto alle divinità Daikoku (dio della prosperità) e Ebisu (protettore dei pescatori e dei mercanti).

Inakadate Rice/Land Art - 2008
Inakadate Rice/Land Art - 2008Inakadate Rice/Land Art - 2008Inakadate Rice/Land Art - 2008

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Humus Park, Pordenone celebra la Land Art

pubblicato da Barbara

land art pordenone

A Pordenone per tutta l’estate è visibile una mostra a cielo aperto, risultato di un work in progress appena concluso. Nei giorni scorsi, trenta selezionati artisti provenienti da ogni dove, hanno avuto a disposizione 19 ettari di terreno per realizzare opere con materiali presi a prestito dalla natura, celebrando così il “Meeting internazionale artisti di Land Art: Humus Park”.

Opere temporanee, in quanto esposte agli agenti atmosferici, portano echi e profumi dei boschi, dei torrenti e dei prati. Un inno alla Land Art, nata negli USA tra gli anni ‘60 e ‘70, per promuovere l’armonia tra uomo e natura. L’artista interviene sul paesaggio, ma rispettandolo e rinunciando al possesso dell’opera d’arte. Un felice momento, in cui l’ambiente non è succube dell’uomo e per una volta non ne è contaminato.

La città di Pordenone, nota per la particolare attenzione rivolta alle innovazioni nell’industria e nella cultura, promuove inoltre la bella iniziativa dal nome “Abbraccia un albero”, per sensibilizzare il pubblico verso i problemi dell’ecologia. Sul sito si può inviare una foto in cui si abbraccia l’albero preferito.

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Land Art stagionale per le risaie di Inakadate

pubblicato da margherita

Land art in Giappone

Land art stagionale nelle risaie di Inakadate, Giappone. I contadini della città, coltivano piante di riso ma a fogliame diverso, riuscendo così a creare delle vere e proprie opere d’arte che vivono fino a settembre, momento della raccolta.

Sin dal 1993 i contadini progettano un disegno diverso; quest’anno si sono ispirati all’artista giapponese Hokusai e alle sue 36 vedute del monte Fuji.

Inakadate rimane la città più famosa per la decorazione dei campi, ma da poco si sono aggiunte anche Yonezawa e Nishio.

Via | Pink Tentacle

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Land art: villa La Marrana a Montemarcello

pubblicato da Michelangelo

La Villa “La Marrana” a Montemarcello (Sp) è ormai uno degli esempi più interessanti di arte ambientale a livello italiano. Ogni anno nel mese di luglio, nel bellissimo parco che si affaccia sulle Alpi Apuane, si svolge una mostra di qualche artista di fama mondiale.

Attualmente è il momento di Hamish Fulton e Claudia Losi, ma nel corso degli anni sono passati di qui nomi del calibro di Jannis Kounellis, Kengiro Azuma, Luigi Mainolfi, Ettore Spalletti e molti altri, che hanno lasciato una testimonianza della loro arte nel magnifico giardino de “La Marrana”. Se non potete recarvi fisicamente in loco, nel sito è possibile passare in rassegna tutte le opere presenti nel parco che che unisce perfettamente la bellezza della natura con quella dell’arte.

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