Questa mostra farà sicuramente piacere alle Pink Girls e a chi segue i loro post sull’arte della maglia e dell’uncinetto, anche perché il progetto ha coinvolto il Knit Café della Triennale che loro stesse avevano segnalato tempo fa.
Triennale Design Museum presenta dal 24 febbraio al 29 marzo “Dritto Rovescio. Fili intrecciati tra arte, design e creatività di massa”, una mostra che si propone come punto di riflessione sull’intreccio tessile come struttura metaforica del pensiero e della società, e al tempo stesso come mezzo di partecipazione individuale ai processi creativi.
Il tutto nasce dall’esperienza condotta negli ultimi due anni dal gruppo do-knit-yourself e NABA (Nuova Accademia di Belle Arti Milano) che insieme alla Triennale hanno fondato l’appuntamento settimanale del già citato Knit Café, che ha visto la partecipazione di molti appassionati del lavoro a maglia. Attraverso questo luogo i knitters si sono incontrati, hanno allacciato nuove relazioni, hanno realizzato piccoli progetti e soprattutto hanno partecipato alla realizzazione del Family Dress, un grande lavoro che consiste in un abito composto da tanti vestiti saldati tra loro e realizzati con piccoli pezzi tutti diversi per forma, materiale, tecnica di lavoro, colore e che è diventato simbolo del Knitting Made in Italy.
Questo ha portato ad una riflessione più ampia dove arte, design e creatività di massa potessere intrecciarsi e che è sfociata nella mostra.
Dritto Rovescio. Fili intrecciati tra arte, design e creatività di massa - Triennale Design Museum - Milano



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Come molti artisti in questo momento, Sarah Illenberger riproduce il senso macabro che piace nell’arte contemporanea, ma a differenza dei suoi colleghi crea lavori morbidi e caldi.
Il suo cervello, il suo cuore, e il suo intestino non grondano sangue, non pulsano, sono realizzati in maglia mohair che al limite può dare fastidio per via dei pelucchi che lascia ovunque.
Amante dei ferri e originale art director che lavora per diverse riviste di moda, l’artista non è sfuggita alle Pink Lady.
A proposito di lavori a maglia, ecco un progetto bellissimo realizzato da Esmé Valk nel 2000. Le televisioni rivestite in lana, riproducono le immagini di programmi televisivi mandati in onda di notte: Oprah Winfrey, una televendita e un film porno (per l’Italia io aggiungerei anche quella di una cartomante).
Il titolo del lavoro “Are you lonesome tonight?”, fa riferimento ad un fatto di cronaca, da cui l’artista ha tratto ispirazione. Descrive la situazione di un uomo, la cui cassetta delle lettere stracolma di posta non letta è rimasta così per molto tempo perché nessun vicino sapeva che in quella casa abitava qualcuno, dato che l’uomo non usciva mai di casa e teneva le serrande chiuse. Quando le autorità sono entrate nella casa (suppongo per l’odore) hanno trovato il corpo decomposto dell’inquilino seduto su di una sedia. Sulle ginocchia aveva una guida della tv aperta, la cui data faceva riferimento all’anno prima.
Non si può neanche dire meglio soli che male accompagnati.
Via | Valentina Tanni
Il cucito, i lavori a maglia o ad uncinetto, sono stati strumenti attraverso i quali molte artiste hanno creato lavori per esprimere un messaggio e la loro arte.
Mi sembra di notare che l’interesse verso questi strumenti stia assumendo forme sempre più raffinate e originali. Quasi irriconoscibili i mondi microbiologici all’uncinetto di Emily Barletta, molto più esplicite le carcasse di animali da macello di Tamara Kostianovsky.
Il soggetto è chiaro ma la cosa interessante è il materiale con il quale sono creati questi lavori, ovvero patchwork di abiti usati dalla stessa artista. La serie di “Actus Reus” è particolarmente provocatoria e nell’allestimento della mostra alla Black and White Gallery di New York anche grottesca. Gli animali sono appesi a dei ganci nelle sale della galleria, come fossero in un macello. In altri lavori l’immagine è meno violenta, ma in generale le opere realizzate dall’artista comportano l’uso di elementi corporali. Qui i vestiti in altri lavori i suoi capelli.
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