Beware the eyes that paralyze and take a picture of them (Fai attenzione agli occhi che paralizzano e catturali in una foto). Con questa frase Ojo Seňor!, collettivo di base a Barcellona, ci accoglie sul proprio sito.
L’attività del gruppo è cominciata nel maggio di quest’anno. L’idea, non nuova ma sicuramente ancora poco sviluppata, è quella di fare street art con piccole luci a LED colorate. Fulminati nel cammino dalla visione del film Il Villaggio dei dannati (pellicola di Wolf Rilla del 1960, rifatto da John Carpenter nel 1995), questi matti catalani hanno cominciato a piazzare i LED sui poster con le immagini tratte dal film.
Le luci sono state applicate in corrispondenza degli occhi dei bambini alieni. Il risultato, soprattutto per chi viene sorpreso da questi poster mentre cammina per strada, è inquietante ed affascinante allo stesso tempo.
Una performance davvero straordinaria quella realizzata da un gruppo di pastori gallesi e dalle loro pecore, forse un po’ militarizzate, ma certamente dall’alto tasso di artisticità nel vello. Non soltanto sono riusciti a rappresentare, unendo i puntini dei pixel lanosi del loro manto, una proporzionatissima maxi-pecora in formato collina, ma quella pecora è risultata docile e obbediente come la migliore di loro, nello spostarsi, sospinta dai latrati degli amatissimi cani, da un lato all’altro di un’altura. La Samsung, che qui voleva promuovere una sua tecnologia a base di led, non poteva davvero chiedere di meglio per un video virale.
Ma non basta: la fase notturna dell’impresa è stata struggente: le creature, stavolta, hanno si sono travestite da luminarie, simulando i pixel della pallina e delle barrette di una versione led art e ovina di Pong, con un risultato che lascerà a bocca aperta anche i critici d’arte più versati nel mondo dei pascoli o in quello dei retrogames. Il gran finale lo lasciamo alla vostra massima curiosità.
“Zygote” è un’enorme pallone interattivo gonfiabile del diametro di un metro e mezzo. Al suo interno è posizionato un semplice dispositivo di LED accoppiati a dei sensori che rispondono al tatto: quando il pallone viene lanciato, abbracciato, accarezzato o semplicemente toccato dal possessore di turno, improvvisamente cambia colore.
L’interazione semplice ed intuitiva, legata alla gestualità tipica del gioco, la leggerezza del pallone che riesce a volteggiare in aria senza difficoltà per diversi secondi, ne fanno un installazione “nomade” capace di aumentare la performance di ambienti come rave party, conerti, discoteche che raccolgono una massa critica di partecipanti: il pubblico, come si vede nel video, va letteralmente in visibilio.
Ed era questo lo scopo di Tangible Interaction quando ha ideato questo psichedelico e sensibile pallone: fare la gioia di tutti i raver. Non a caso, Zygote è stato scelto per l’opening di Sensation White 2008, uno dei maggiori raduni di musica elettronica del mondo tanto da essere recensito su Wikipedia: Sensation di palloni ne ha richiesti ben 20.
[Qui un servizio di foto by Flickr su Zygote Sensation White 2008]
Situata nel cuore di Bruxelles a Place Rogier, la Dexia Tower, con i suoi 38 piani per 145 m, è il terzo edificio per altezza della città. Su 4.200 delle 6.000 finestre sono situate 12 microlampade composte da tre LED (uno verde, uno rosso e uno blu) che accoppiandosi formano uno spettro completo di colori. La torre, di forma trapezoidale, di notte offre uno spettacolo di luce impressionante grazie alle variazioni di forme e colori che possono essere applicate rapidamente a ogni finestra, creando l’impressione del movimento.
Ma non si tratta solo di un giocattolo luminoso dalle dimensioni strabilianti: Dexia Tower è in realtà la più grande installazione interattiva permanente di Bruxelles. Per i prossimi due mesi la torre si trasformerà in un sensore metereologico, aggiornando quotidianamente i cittadini sulle variazioni climatiche: dei colori e dei motivi geometrici riprodurranno temperature, nebulosità, precipitazioni, vento. Mettendo in relazione la temperatura del giorno con la media mensile, una scala di colori consentirà di rilevare le variazioni: viola (-6°), blu (-4°), ciano (-2°); verde (0°); giallo (2°); arancione (+4°); rosso (+6°). Ad esempio: se c’è una variazione di + 2° la torre si colora di giallo, mentre le sfumature del colore (scuro, chiaro etc…) corrispondono al grado di umidità, al cielo coperto e così via. Il progetto, in collaborazione con LAb[au] e con l’Institut Royal de Météorologique de Belgique, fa parte della serie « Who’s Afraid of Red, Green and Blue ».
Pensata per un uso permanente e per progetti speciali come questo, la Dexia Tower è stata inaugurata il 21 novembre 2006, ma il vero lancio internazionale avviene con con l’istallazione “TOUCH” cui si riferisce il video riportato. In quell’occasione, dal 22 dicembre ‘06 al 15 gennaio ‘07, attraverso un touch screen posizionato davanti all’edificio, il pubblico poteva modificare colori e motivi geometrici della facciata attraverso una semplicissima interazione. Il successo del progetto ha portato la Dexia Tower a diventare uno dei nuovi simboli del paesaggio bruxellese accanto all’Atomiom.
Forme di luce nel buio della notte. Sono queste le creazioni del duo tedesco autore di Lightmark, una serie di fotografie create utilizzando e muovendo nell’oscurità fonti di luce di vario tipo, dai LED al fuoco. Il resto lo fa la lunga esposizione, che restituisce immagini abitate dalla presenza evanescente di segni luminosi.
Cenci Goepel, pittore, e Jens Warnecke, proveniente dal mondo del film e dell’animazione, amano stare all’aria aperta ed è lì che nascono le loro creazioni. Tutto è iniziato quando si sono accorti che c’era più luce nel buio di quanto credessero ed hanno deciso di approfondire questo aspetto della natura.
Ogni fotografia ha per titolo le coordinate spaziali del luogo in cui è stata scattata, con lo scopo di esortare le persone a visitarlo, preferibilmente di notte, per vivere un’esperienza speciale. L’altra motivazione è legata al fatto che titoli simili spingono lo spettatore ad interpretare le fotografie in modi diversi, a vedervi le cose più disparate.
Alcune opere di Cenci Goepel e Jens Warnecke



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