Questa settimana voglio segnalarvi un libro uscito pochissimi giorni fa, “Da che arte stai?” di Luca Beatrice, che sicuramente è destinato a creare qualche polemica. A garantire che di questo saggio si discuterà, almeno nel mondo dell’arte, lo testimonia anche solo il fatto che Luca Beatrice, l’autore, è stato definito dal “Giornale dell’arte” il peggior critico del 2009, mentre Vittorio Sgarbi ha ribaltato il commento, definendolo il migliore. E sappiamo che le prese di posizione di Sgarbi non esigono compromessi.
Ma andiamo con ordine: Luca Beatrice è un critico d’arte (classe 1961) dall’incontestabile curriculum. Per chi non lo conoscesse, è uno dei critici che più si è occupato di arte contemporanea, e in particolare di artisti giovani che hanno operato negli ultimi anni. Ha curato il padiglione Italia alla Biennale di Venezia dello scorso anno, e altre numerose mostre; ha insegnato all’accademia di Brera, e il suo sito (qui), ci rivela che è “meta-assessore alla beatitudine al comune di Salemi”…
Ora è il momento di parlare del libro. L’ottica con cui Beatrice analizza gli ultimi trent’anni di storia dell’arte è sicuramente dettata da uno spirito revisionista: il critico, infatti, sposta il confine della nuova arte italiana dal ‘68 al 1979, anno in cui la Transavanguardia, coi suoi colori, cerca di superare il concettualismo fino a quel momento predominante. E a partire da questa intuizione, Beatrice ci spiega quali direzioni stia prendendo l’arte contemporanea.
Continua a leggere: Un libro a settimana: "Da che arte stai?" di Luca Beatrice

Chi e cosa decide le quotazioni altissime di alcune opere d’arte contemporanea? Quali meccanismi regolano questo mercato? E’ quello che ci spiega Donald Thompson, economista inglese, in un corposo saggio uscito per Mondadori col titolo “Lo squalo da 12 milioni di dollari” (370 pagine, 18 euro).
Lo squalo a cui si riferisce Thompson è, naturalmente, quello imbalsamato e custodito in una teca realizzato da Daminen Hirst, acquisito dal miliardario americano Steve Cohen nel 2005 per la modestissima cifra di 12 milioni di dollari. Attraverso un percorso che attraversa tutta la filiera, dall’artista all’acquirente, passando per i galleristi, i collezionisti e le case d’aste, Thompson cerca di spiegare il motivo di tanto valore.
Che cosa rende tanto preziosa un’opera d’arte, dunque? Ciò che costituisce il “segreto” del valore di un quadro, una scultura, quel “di più” che le fa raggiungere cifre da capogiro, non è altro che il brand, il risultato di quell’alchimia di comunicazione e marketing che coinvolge tanto i quadri quanto alcune case di moda, la pasta che acquistiamo al supermercato, l’automobile che scegliamo, il cellulare…
Continua a leggere: Un libro a settimana: "Lo squalo da 12 milioni di dollari" di Donald Thompson