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Tutti gli articoli con tag lionello venturi

Caravaggio è più apprezzato di Michelangelo?

pubblicato da Giovanni De Stefano


Il New York Times si è posto una domanda molto concreta e accattivante: “Caravaggio ha spodestato Michelangelo?” Ci sono voluti 5 secoli perché il sorpasso avvenisse, ma è avvenuto.

Almeno dal punto di vista delle pubblicazioni scientifiche, come ha notato, statistiche alla mano, uno storico dell’arte canadese, Philip Sohm, dell’Università di Toronto. Dei due Michelangelo della pittura (Caravaggio si chiamava in realtà “Michelangelo Merisi”, ed era originario di un piccolo paese vicino Bergamo: Caravaggio, appunto), il più maledetto, schivo, ardentemente pericoloso dei due, negli ultimi 50 anni vince a mani basse.

Ma, sempre secondo Sohm, non si tratta certo di una sola questione di critici e storici, anche se il fenomeno della “Caravaggiomania” sia senza dubbio partito dai nostri Lionello Venturi e Maurizio Calvesi, che nel corso del ‘900 (prima e seconda metà) tanto hanno fatto per rivalutare un maestro quasi “condannato” dalla storia. Il pubblico va matto per le grandi mostre di Caravaggio, quale che sia il loro tema conduttore, quali che siano gli artisti che gli vengono affiancati.

Ecco cosa significa davvero essere “avanti per i propri tempi”. O essere anticlassici nel proprio tempo, cioè nuovi classici.

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Report: Chagall e il Mediterraneo (1a parte)

pubblicato da Lorenzo Mazza

Questo weekend sono stato alla mostra Chagall e il Mediterraneo a Palazzo Blu di Pisa e sono rimasto piacevolmente colpito dall’allestimento. La location è proprio in pieno del centro storico della città toscana, sulle sponde dell’Arno. Il palazzo è stato restaurato con criterio e presenta ambienti ariosi e luminosi. Il percorso espositivo è lungo e ben attrezzato dal punto di vista informativo. Ci sono opere di Chagall che non si sono viste molto in giro, se non altro perché facenti perlopiù parte di collezioni private.

Una frase scritta a caratteri cubitali accoglie lo spettatore poco dopo l’ingresso, è la citazione di un intervento critico di Lionello Venturi: “Chagall ha dato uno dei maggiori contributi alla realizzazione della libertà nell’arte”. La stessa libertà che trafigge il pittore russo a partire dal 1926, ai tempi della sua prima discesa nel Mediterraneo. Nizza e la Costa Azzurra, poi il soggiorno a Peira-Cava, sulle Alpi Marittime. Lentamente Chagall scopre l’autonomia a livello compositivo del colore e della luce e decide di servirsene per dipingere.

Ne escono piccoli gioielli esposti in questa prima sezione della mostra. Litografie su carta finemente realizzate e poi disegni a pastello o acquarelli. Sono scorci delle città costiere francesi, ma soprattutto accenni a quella poetica che verrà. Donna con bouquet, Fidanzati nel cielo di Nizza, La coppia e il pesce. Quadri che sono poesie che parlano di solitudine, bellezza, colori del pubblico e del privato. A vederli da vicino viene da pensare che forse ogni amore ha un animale che lo protegge e in due si vola davvero sui cieli di Nizza.

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