
La London Art Fair è la prima fiera nel Regno Unito per l’arte moderna e contemporanea. Giunta alla 22ima edizione, ospita più di 100 gallerie ed un’importante sezione sperimentale, Art Projects, con 25 progetti di artisti emergenti.
L’appuntamento è per la settimana che va dal 13 al 17 gennaio 2010 con alcune delle più importanti gallerie a livello internazionale, Foley Gallery (New York), Galleria Baer (Dresden), Galerie f5, 6 (Monaco), Antena Estudio (Città del Messico), così come BEAR SPACE (Londra), Charlie Smith London, FOLD Gallery (Londra), Monika Bobinska (Londra), Rod Barton (Londra) e Sumarria Lunn (London).
Situata nel Business Design Centre, un posto spettacolare nel cuore di Islington, la London Art Fair è elegante e accogliente e ogni anno attira visitatori con una sincera passione per l’arte, da collezionisti esperti a coloro che acquistano il loro primo lavoro originale.
Ho visto il lavoro di Cig Harvey a “Photo 50″, la sezione fotografica della London Art Fair, dove erano esposte le opere di alcuni artisti inglesi del mondo dell’immagine.
In quell’occasione erano in mostra le fotografie di due serie molto belle che trovate sul sito, “You Look at Me Like an Emergency” e “An Archeology of Distraction“. Ma le mie preferite appartengono alla serie “The Impossibile Tasks“, che sono le immagini raccolte nella galleria del post, un progetto personale di Harvey.
Protagonista solitaria è una donna che fa dei lavori impossibili, appunto, o perché non sono realmente possibili o perché sono cose assurde (come tagliare il prato con un paio di forbici). Oltre al colore, mi piace il tocco di originalità e ironia quasi surreale che l’artista riesce a dare ad ogni situazione (e ora che faccio, mi butto? scavalco? mi arrampico?). E quel senso di leggerezza e semplicità di alcune foto, che guardandole mi fa pensare all’estate.
The Impossible Tasks - Cig Harvey



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Da vicino le toy-sculture di Robert Bradford sono divertenti e attraggono l’attenzione. Dopo aver visto alla London Art Fair il robot fatto di giocattoli fusi avevo cercato notizie su questo artista, ma non avevo trovato niente di interessante (il sito non era quello di ora).
Ora la Mauger Modern Art di Londra ha organizzato una personale sull’artista, “Plastic”, in mostra fino al 2 maggio a Trafalgar Square. L’esposizione raccoglie alcuni lavori recenti e le immagini riescono a rendere l’idea.
Bradford raccoglie giocattolini e li fonde per creare qualcosa di nuovo che è a sua volta il risultato di riciclo, anche se non credo sia questo l’obiettivo dell’artista. Infatti i toys non mi sembrano usati o vecchi ma nuovi e dai colori brillanti. Ricordo che alla fiera un bambino diceva che i suoi giocattoli erano più belli, ma sembrava apprezzare lo sforzo dell’artista che secondo lui doveva averci messo un sacco di tempo per creare il robot.
Via | Baller House
Le toy-sculture di Robert Bradford


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Prima di dedicarsi ai mondi artificiali abitati da giocattoli, Etienne Clément insegnava fotografia per l’architettura.
Poi la svolta artistica che lo ha avvicinato ad un genere diverso, bizzarro, ironico, spirituale. Su sfondo di paesaggi reali, inserisce mini-storie di mini-personaggi di plastica, che possono essere bamboline sexi, cowboy, dittatori, angeli, gesù, madonne, protagonisti di scene con incidenti e disastri naturali.
Però l’evidenza della violenza non è mai visibile nelle fotografie dell’artista francese, non c’è traccia di sangue o di morti.
Continua a leggere: Sono in miniatura, sono in plastica, sono i giochi di Etienne Clément
Come ho detto tra i fotografi più interessanti presenti alla London Art Fair c’era Tom Leighton, rappresentato dalla Cynthia Corbett Gallery.
Giovane ma con diverse esposizioni alle spalle e recensioni su rivista nazionali e internazionali, Leighton rappresenta lo spazio urbano in modo artificiale e familiare allo stesso tempo. Gli ambienti cittadini, con luci, strade, traffico e abitazioni sono riconoscibili ma il modo in cui l’immagine è costruita li rende delle visioni caleidoscopiche.
Continua a leggere: Le illusioni caledoiscopiche di Tom Leighton

La London Art Fair si è conclusa domenica, e devo dire che lo stato dell’arte inglese sta bene.
Molti i visitatori di questa 20esima edizione di fiera locale, orgogliosa di essere molto inglese. Non avrà la mondaneità e i nomi prestigiosi di altri eventi internazionali (anche se lavori di Hirst, Tracey Emin, Freud, Bacon erano presenti), ma per questo è più accessibile e adatta a tutti.
Per quanto riguarda la Bankrobber, nonostante le opinioni discordanti che può suscitare, la galleria conosce bene il mercato e il gusto britannico. Pete Doherty, piace come personaggio, e i dipinti realizzati con il sangue non sono poi così male dal vivo. Stessa cosa per le stampe del cantante e della modella Kate Moss realizzate da Russell Young (tra i suoi ammiratori anche Jennifer Aniston). Accostamento azzardato quello di proporre i due personaggi autodistruttivi come la coppia di assassini Moors, ritratti con colore nero su sfondo argento luccicante (l’immagine del post è una delle versioni in edizione limitata dell’artista ma non quella della fiera). Eppure l’effetto è più affascinante del previsto (le immagini su carta e web non rendono assolutamente), tanto che si dice siano state vendute durante la fiera per circa 28.000 sterline. Kate Moss e Peter Doherty non hanno commentato.
Continua a leggere: London Art Fair: stampe di Kate Moss e Pete Doherty vendute

Uno dei primi appuntamenti che inaugura il calendario fieristico 2008 è la London Art Fair (LAF), arrivata alla sua ventesima edizione. Dal 16 al 20 gennaio Londra ospita l’evento fiera+asta che propone artisti inglesi e internazionali.
100 le gallerie che vi prendono parte. Per il quarto anno ci sarà la sezione Art Projects (20 gallerie che presentano lavori curatoriali su fotografia, video, sculture), e per il secondo anno Photo50, sezione dedicata alla fotografia con messa in vendita delle opere presentate.