
Un dialogo tutto particolare, divertente e colorato, tra la cultura del pop occidentale e i simboli ancestrali del Giappone. Questo in estrema sintesi il lavoro di Takashi Murakami che ha aperto in questi giorni una personale a La Llotgeta Gallery di Valencia, in Spagna.
Superflat. New Pop Culture è una mostra che raccoglie 21 litografie di varie dimensioni e alcune sculture realizzate da Murakami, considerato uno dei più famosi artisti internazionali contemporanei giapponesi. Superflat è una definizione che riguarda in qualche modo il suo stile, piani di colore piatto e immagini grafiche che richiamano a uno stile fortemente influenzato da anime e manga. Superflat è uno stile artistico che fa il verso alla sottocultura Otaku (おたく/オタク), termine che indica un soggetto ossessivamente interessato a qualcosa, in particolare anime, manga e videogiochi. Un po’ come i nostri ‘nerd’, devoti al consumismo e al feticismo sessuale.
Takashi Murakami seleziona e riassembla pezzetti della cultura di massa, la cultura bassa e li rivende al miglior offerente nel segmento arte dell’arte, del mercato. Quello di Murakami pian piano è divenuto un vero e proprio brand. Dipinti, sculture, video, t-shirt, portachiavi, tappetini per il mouse, bambole di peluche e addirittura una borsa da 5.000 dollari, in edizione limitata per Louis Vuitton.

Dal 22 maggio al 9 agosto 2009, la Fondazione “Louis Vuitton pour la Crèation” sarà presente al Museo dell’arte di Honk Kong con una mostra che combina la documentazione del processo creativo della casa e l’intensa attività di promozione artistica - rinforzata dall’arrivo di Marc Jacobs nel ‘97 - con installazioni e opere d’arte collezionate negli anni dalla Fondazione.
Fra le opere esposte spiccano i nomi di: Jean-Michel Basquiat, Paul Chan, Cao Fei, Yang Fudong, Gilbert and George, Dominique Gonzalez-Foerster, Andreas Gursky, Pierre Huyghe, Jeff Koons, Bertrand Lavier, Christian Marclay and Richard Prince. Ma in un’ottica di apertura e dialogo internazionale, la mostra vedrà la partecipazione di giovani artisti emergenti che vivono e lavorano a Hong Kong, fra cui: Nadim Abbas, Lee Kit, Leung Chi Wo, Pak Sheung Chuen, Tsang Kin Wah, Adrian Wong e Doris Wong.
La mostra è infatti una delle iniziative in calendario per il French May Arts Festival, il più grande evento artistico-culturale che la Francia organizza in Asia.

Banksy sta infliggendo una dura lezione a Koons, mentre lo scontro tra Hirst e Cattelan è sempre più combattuto. Ed ecco un nuovo esaltante confronto: Mimmo Paladino contro Richard Prince.
Paladino, oltre alla mostra “Opera per l’Ara Pacis“, realizzata in collaborazione con Brian Eno, ha ottenuto ottimi risultati all’asta di Sotheby’s a New York del 2 aprile. A giugno, inoltre, è stato inaugurato il suo monumento “Porta di Lampedusa, Porta d’Europa”, in memoria dei migranti morti e dispersi in mare per raggiungere l’Italia. Da ricordare anche le suggestive mostre di Finalborgo (SV) e di Villa Pisani.
Prince, dopo aver disegnato le borse di Louis Vuitton, ha partecipato all’impegnativa mostra di Villa Manin “God&Goods” e ha ottenuto un ottimo risultato anche all’asta di beneficenza “Red” svoltasi da Sotheby’s a S. Valentino. Sempre a febbraio, alcune sue opere sono state vendute a prezzi importanti nell’asta di Phillips de Pury & Co. ed altre hanno ottenuto ragguardevoli risultati nell’asta che si è tenuta il 13 maggio da Christie’s. A confermare il crescente successo dell’Artista l’importante mostra di Londra, svoltasi tra giugno e settembre. Nella lista delle 100 persone più importanti del mondo dell’arte, redatta da ArtReview, Prince figura al diciannovesimo posto.

“Simple Living” è la campagna a favore del Darfur che l’artista Nadia Plesner sta portando avanti da qualche mese. Come si vede dall’immagine è ritratto un bambino con un cagnolino e una borsa simil-Vuitton, realizzata per dare visibilità ad un problema che ha meno attenzione di un accessorio di un personaggio famoso. La vendita del poster e della t-shirt saranno donati alla fondazione “Divest for Darfur”.
L’illustrazione sta provocando problemi all’artista. Infatti si riferisce in modo piuttosto evidente alla starlette Paris Hilton e alla casa di moda francese. La Vuitton, credo a salvaguardia della propria immagine e per l’uso non corretto del suo marchio, ha chiesto in febbraio alla Plesner di interrompere la campagna perché ritiene che il suo marchio sia stato utilizzato nell’illustrazione. A questa lettera l’artista ha replicato con una sua avvalorando la libertà d’artista e il fatto che il suo disegno non si riferisce a Vuitton e il marchio non viene mai citato. La sua è un’opera che si ispira a tutte le borse di moda. La Vuitton dai toni pacati, visto l’atteggiamento dell’autrice, è passata alle vie legali chiedendo un danno di 5.000 euro al giorno se la campagna non verrà interrotta.
Continua a leggere: Il Darfur, Nadia Plesner e la borsa Louis Vuitton
Nell’augurarvi Buone Feste, una notizia di arte e moda.
Richard Prince (fino a gennaio al Guggenheim Museum), ha raccolto l’invito di Marc Jacobs, direttore creativo di Louis Vuitton, e ha disegnato “Big City After Dark”, la collezione borse primavera-estate per il 2008.
Prince e’ cosi’ entrato a far parte del gruppo di artisti che ha collaborato con la casa di moda, come Takashi Murakami (la cui collezione rimane fino ad oggi la serie piu’ venduta).
Big City After Dark - Richard Prince per Vuitton 2008


Continua a leggere: Arte e moda: Richard Prince disegna Vuitton
Si sa che molti personaggi del mondo dello spettacolo e della moda sono collezionisti d’arte.
Se c’è un Hugh Grant che vende un Andy Warhol per investire su giovani promesse, ci sono due stilisti che, posizionati nelle prime file dell’asta Sotheby’s che si è tenuta a New York il 14, hanno comprato lavori di artisti già affermati.
Gli auterevoli stilisti sono Marc Jacobs, il direttore creativo di Louis Vuitton, che si è aggiudicato “Campbell’s Soup Can” di Andy Warhol per la cifra di 8.441.000 di dollari. E poi Valentino, che ha comprato per 2.841.000 dollari “Apolopoprotein A-1″ della serie del 1994 di Damien Hirst, aggiungendo il dipinto alla sua collezione.
Via | Artnet