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Tutti gli articoli con tag lowbrow

Glenn Barr, la prima personale in Italia

pubblicato da Daniele

Glenn Barr

Dal 22 ottobre alla Galleria MondoPOP di Roma avrà luogo la prima personale italiana di Glenn Barr, nome storico della Lowbrow Art, tra i fondatori del Pop Surrealismo. Barr è un artista che coniuga in maniera eccezionale l’ironico e l’inquietante ed anche grazie al suo lavoro che il Pop Surrealismo si è imposta come corrente artistica, attirando l’attenzione di pubblico e critica e creando pure un fiorente mercato. Cifra dell’artista è la capacità di mescolare arte alta e bassa: Barr si nutre in modo vorace dell’immaginario dei fumetti (dove ha mosso i primi passi), del cinema, della moda, per restituire oggetti e protagonisti che li abitano in un mondo distorto e irreale.

Col tempo Barr si è conquistato una scena ed oggi è uno dei più celebrati artisti di successo della scena underground di Detroit. I suoi dipinti sono stati esposti nelle gallerie ds Seattle e San Francisco fino a New York City. Suoi lavori sono apparsi in moltissimi comics e graphic novels come Mad, DC Comics e Paradox Press e nelle serie di libri pubblicata dall‘artista stesso con il titolo HEEP. La mostra romana sarà realizzata in collaborazione con la storica La Luz de Jesus Gallery di Los Angeles, culla fin dagli anni 90 delle nuove correnti artistiche Pop Surrealiste, Lowbrow, Urban. Eventi collaterali celebreranno la visita dell’artista a Roma, a Palazzo delle Esposizioni e al Micca Club.

Glenn Barr
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Urban Superstar Show al Madre

pubblicato da Lorenzo Mazza


Apre il primo maggio al Madre di Napoli Urban Superstar Show. Un festival che si compone di quattro appuntamenti espositivi, organizzato in collaborazione con Napoli Comicon e MondoPop Gallery di Roma, si concentra sull’underground art, il pop surrealism e lo stile lowbrow. Curatore dell’iniziativa David Vecchiato (Diavù), che ha contatto circa 50 artisti da diverse parti del mondo. Nomi come Robert Crumb e Basil Wolverton per il fumetto underground, Jamie Hewlett (autore di Tank Girl e delle immagini dei Gorillaz), Dave McKean e Charles Burns.

Poi Gary Baseman, Anthony Ausgang, Buff Monster, Joe Ledbetter, Glenn Barr, Mike Davis, Michael Sieben, Jim Avignon e Jon Burgerman, che proporranno le loro performance dal vivo. A rappresentare l’Italia Diavù , Tokidoki, Camilla D’Errico, Blu, Massimo Giacon, AlePop, Dem, Mr.Wany, Zelda Bomba, Licia Viero, Camilla Falsini e Giò Pistone (Serpeinseno), Prof.Bad Trip, Andrea Pazienza e molti altri.

La prima mostra andrà in scena dal 1 maggio al 14 giugno e si intitolerà Back from Black. Dal luminoso Pop al buio Underground. E ritorno. Si tratta del tentativo di unire sotto un’unica cornice tecniche, stili e concetti afferenti al “calderone” dell’arte underground, che sta lentamente emergendo negli scenari del contemporaneo. Anche nei contesti istituzionali, upperground, molti artisti non rinunciano alla loro libertà espressiva, che diventa il filo conduttore attraverso cui questi artisti si ritrovano. Eros, fumetti, feticismo, angeli e mostri, spiritualità e fiction, pittura, musica, video…tutto questo e molto altro, dal 1 maggio a Napoli.

Urban Superstar Show
Urban Superstar ShowUrban Superstar ShowUrban Superstar Show

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Welcome to Frisco. Mike Giant a Milano

pubblicato da Lorenzo Mazza


Si apre oggi giovedì 25 febbraio 2010 alla Galleria Antonio Colombo Welcome to Frisco, la prima personale di Mike Giant a Milano. Legato allo skate, ai graffiti, al lowbrow e al mondo dei tattoo, Giant presenta a Milano un’inedita serie di disegni originali e multipli in bianco e nero.

Storie di donne in giro per la città in bicicletta, iconografie religiose e fortemente simboliche, visioni da San Francisco. Accompagna la mostra un video sulla vita dell’artista, di Colin Arlen e Sean Patrick, suoi amici e collaboratori e un catalogo in edizione bilingue con citazioni di Mike Giant.

Prima di tutto io sono un ‘vecchio hipster’ e ciò mi sta bene. Dopo aver fatto graffiti per vent’anni, spero che questo movimento non si esaurisca mai. Vorrei che valesse lo stesso discorso delle bici da pista, è cent’anni che ragazzi e ragazze trendy e vanitosi le usano sulle strade di San Francisco! Facci caso. Niente di tutto ciò è passato di moda o è sepolto. Esisterà sempre.

Mike Giant a Milano
Mike Giant a MilanoMike Giant a MilanoMike Giant a MilanoMike Giant a Milano

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Tattoo, graffiti e disegno. Mike Giant

pubblicato da Lorenzo Mazza


Si chiama Giant ma non ha nulla a che fare con il famoso Obey Giant. Mike Giant è un graffitista, illustratore e tatuatore americano. La sua specialità, da buon tattoo artist, sono i disegni a inchiostro nero. Ma che lavori sul cemento, sulla carta o sulla pelle, il suo stile è riconoscibile e influenzato dall’ arte popolare messicana, dall’old school e dal classic style dei tattoo come dall’ illustrazione di matrice giapponese.

Nato a New York e trasferitosi nel New Mexico, a Albuquerque, Giant ha frequentato la facoltà di architettura per poi abbandonarla al quarto anno, quando gli fu offerto un lavoro come graphic designer per ‘Think Skateboards’. Spostatosi a San Francisco, vi ha trovato il suo habitat naturale dove lasciar crescere uno suo stile crossmediale, tra graffiti, fanzines, grafica, e tatuaggi.

La sua prima personale alla WDWA Gallery di New York risale al 2001. Da allora i suoi disegni sono stati a Tokyo, in Giappone, a Vancouver ed anche a Bologna dove ha realizzato un live painting nell’edizione 2008 di Arte Fiera.

Mike Giant
Mike GiantMike GiantMike GiantMike Giant

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Beautiful Dreamers. Il Glocal Pop in mostra a Milano

pubblicato da margherita

M. Dzama Hollie's Canadian Tragedy 2004

La “Superflat” di Murakami, la “Lowbrow Art” californiana; il “New Folk” domestico; la “Spaghetti Pop”. Sono titoli diversi per movimenti artistici che esprimono a livello locale il fenomeno della cultura pop globale. Una cultura in cui convivono in forma infantilizzata o macabra illustrazione, fumetto, toys, street e stile di vita da surfista.

Ivan Quaroni porta alcuni autori di queste espressioni artistiche all’Angel Art Gallery di Milano, dove dal 2 dicembre al 30 marzo (è stata prorogata) ha curato la mostra “Beaufiful Dreamers”.

Precisamente gli artisti sono 13, provenienti da diversi paesi ma tutti accumunati da uno stile semplice e quasi grafico (ambiente da cui molti provengono). L’elenco comprende Ana Bagayan, Nicoz Balboa, Massimo Caccia, Vanni Cuoghi, Marcel Dzama, Greg Gossel, Alex Gross, Kukula, Fulvia Mendini, Takashi Murakami, Aya Takano, Giuseppe Veneziano, XNO.

Beautiful Dreamers - Angel Art Gallery - Milano
Aya Takano for playboyMonferatto - A. Gross

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Dorothy Circus Gallery, la lowbrow art ha trovato casa a Roma

pubblicato da contemporanea

Inaugura oggi a Roma uno spazio espositivo nuovo di zecca, dal nome buffo e un po’ carnevalesco, Dorothy Circus Gallery, nato dalle menti di Alexandra Mazzanti e Jonathan Pannacciò. Nero, bianco e rosa sono i colori di sfondo per un ambiente che si propone di essere centro propulsivo in Italia di quella corrente figurativa nata negli anni ‘60 in America con il nome di Lowbrow o Pop surrealism (ne parlavo anche stamattina nell’articolo su Anthony Lister), una specie di meltin’ pot culturale con un occhio all’underground popolare e uno all’infanzia e al carnevale, il tutto condito da atmosfere noir, fumetto, musica punk, tattoo art, pop art e automatismo psichico surrealista.

Il risultato è un’arte figurativa luminosa e a volte chiassosa, popolata da moderne lolite, figure più simili ad automi che ad esseri umani, buffi animali e scene alquanto visionarie. Un punto di svolta dopo la seriosa stagione minimalista, una corrente volutamente antitetica rispetto alla cosiddetta Highbrow (l’arte alta, quella ufficiale) e a lungo bistrattata e ignorata dalla critica.

Dorothy Circus Gallery la ospita, con l’intento di avvicinarla al pubblico e fornire agli appassionati un punto di incontro e di confronto, in cui scoprire tutte le novità che l’underground è in grado di offrire. L’evento inaugurale, Stories from the Wonderland, è diviso in due capitoli, come dichiarato nel sito, il primo a partire da oggi, il secondo dal 30 novembre. Due mostre in cui troveranno spazio artisti soprattutto americani ma anche europei (e non mancheranno anche nomi italiani).

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Anthony Lister sequestra Batman e gli altri supereroi

pubblicato da contemporanea

Batman legato ad una sedia e imbavagliato: un’immagine inconsueta, certo, quella che Anthony Lister ha scelto per l’opera Hero hostage qui riprodotta. Lister è un ventisettenne australiano, ora a New York, che realizza dipinti e installazioni che strizzano l’occhio al mondo del fumetto, alla pop e street art oltre che all’Espressionismo e alla corrente Lowbrow, sorta all’interno delle arti visive negli anni ‘70 come manifestazione, insieme alla musica punk, della cultura underground.

Lister ha esposto in diverse collettive e in due personali, a New York e Londra. In queste occasioni ha fatto conoscere il suo mondo, abitato dalle icone dell’universo mediatico (la tv e i suoi cattivi modelli al primo posto) in cui tendiamo a rifugiarci, un mondo fatto di immagini ispirate agli aspetti meno seducenti della società, ovvero quella mitologia urbana e politica, urlante e di facciata, in cui siamo immersi, che guida con i suoi codici il nostro vivere quotidiano. E a cui anche un Batman dei nostri tempi non può che soccombere.
Per conoscere Lister un po’ più da vicino vi rimando all’intervista, con tanto di video, comparsa su Fecal Face.

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