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Tutti gli articoli con tag lucio fontana

"Non capisco l'arte contemporanea" a Lecce

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné


Sfido chiunque a dare una definizione chiara e concisa dell’arte contemporanea…e credo che sarebbero in pochi a raccogliere il guanto. C’è una specie di interdetto riguardo agli sviluppi contemporanei di uno dei “settori” nei quali abbiamo eccelso per secoli, un’incapacità di comprensione che spinge spesso ad un distacco ed in certi casi persino al rifiuto. Per ovviare a tale risultato, instillando già nelle più giovani generazioni il desiderio di scoperta, è nato il progetto “Non capisco l’arte contemporanea”. Si tratta di una vera e propria iniziativa di “educazione estetica”, destinata agli studenti delle scuole salentine, promossa dagli assessorati alla Cultura e alle Politiche educative della Provincia di Lecce, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti e i Licei “Banzi”, “De Giorgi”, “Palmieri” e “Virgilio” di Lecce.

L’evento, il cui titolo è ispirato alla dichiarazione dell’ex-ministro della cultura Sandro Bondi, ed articolato in una serie di incontri, è partito ieri con la conferenza di Marco Petroni, teorico e critico del design, Direttore culturale Fondazione Plart di Napoli, il centro dedicato alle materie plastiche del quale vi abbiamo parlato qualche tempo fa, e continuerà con un ricco programma di interventi, fino a fine mese. I colloqui verteranno sull’opera di artisti visivi contemporanei e si susseguiranno in una specie di sottile filrouge in un unico discorso esteso sull’intero arco del XX° secolo. Jackson Pollock, Lucio Fontana, Robert Rauschenberg… Per chi fosse interessato a seguire l’evoluzione dei lavori, è disponibile un servizio di diretta streaming su SalentoWeb.Tv.

Via | otranto.biz

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"La Quadreria", una collettiva milanese tutta particolare

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné

“La Quadreria” è un evento che vede fianco a fianco lavori di natura diversissima. Non si tratta però della solita collettiva, bensì di un’occasione per riscoprire le opere di alcuni tra gli artisti, italiani e stranieri, più significativi del XX secolo, e per rileggerne gli stilemi in una cornice di vicinanza attiva con il dissimile. Una specie di “dialogo forzato”, che mettendo in contatto universi lontani, propone suggestioni inaspettate ed accattivanti:

L’intento è quello di ricreare un’atmosfera abitativa che rappresenti una qualsivoglia “Maison Privé” ispirandosi alle grandi collezioni, dove vengono messe a confronto opere di valore internazionale, il tutto completato da arredi di design e dimostrando come il “vecchio ” e il “nuovo” possono convivere con armonia ed eleganza.

Estensioni spaziali che legano tra gli stessi muri Agostino Bonalumi e Marcello Dudovich, Dino Buzzati e Giancarlo Cazzaniga, Dadamaino e Lucio Fontana, a volte rivelando rapporti insiti, altre volte scavando nell’immaginario collettivo con il più affascinante dei giochi della differenza. E poi, come in un grande museo, Aldo Carpi, Bruno Cassinari, Enrico Castellani, Gianni Colombo, Roberto Crippa, Oki Izumi, Marino Marini, Joan Mirò, Bruno Munari, Franҫois Morellet, Ennio Morlotti, Maria Papa, Serge Poliakoff, Mimmo Rotella, Mario Sironi, Jesus Raphael Soto, Emilio Tadini, Andy Warhol, Clemens Weiss, Karel-Zlin, solo per citarne alcuni.

Appuntamento martedì 29 novembre presso l’Associazione Culturale Renzo Cortina di Milano, per il vernissage nello spazio di Via Mac Mahon, una cornice che “riporta in vita” immagini celebri ed altre meno conosciute, grandi glorie e sussurri, che sembrano bucare a tratti i semplici confini dei loro supporti per incamminarsi verso i presenti in tela e pietra che li circondano. Un rendez-vous inconturnable che sarà ulteriormente allietato dalla presenza di due spumanti metodo charmant forniti dalla tenuta marchigiana La Canosa, nella prosecuzione del “connubio artistico-enologico” con BaccoMilano che ha già dato luogo a momenti di intenso buonumore e profonda fruizione artistica.

Via | cortinaarte.it


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La Collezione Ferrari tra MAXXI e FAI

pubblicato da Lorenzo Mazza


Collezionista, gallerista, storica dell’arte, lo scorso 24 gennaio si è spenta a Milano Claudia Gian Ferrari. Lascia un’importante collezione, 44 opere sono destinate al FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano e altre 58 al MAXXI di Roma.

A Milano, dove la Gian Ferrari ha costruito il suo Studio di Consulenza per il ‘900 Italiano e l’Arte Contemporanea, la gallerista non è mai andata d’accordo con le istituzioni museali. Ha affidato così al Fai il suo patrimonio legato al primonovecento, in gran parte ereditato dal padre Ettore Gian Ferrari, che l’allestirà a Villa Necchi Campiglio, in corso di restauro secondo il progetto originario degli anni ‘30 dell’architetto Piero Portaluppi. L’amante morta di Arturo Martini, il Ritratto di Alfredo Casella e Oreste ed Elettra di De Chirico, La famiglia del pastore di Sironi e due Nature Morte di Morandi, solo per fare qualche nome di questa parte della collezione.

Il resto è appunto destinato al Maxxi e crediamo che anche il nuovo consulente per le acquisizioni Vittorio Sgarbi non abbia avuto niente da ridire. Marcel Duchamp, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Patrik Tuttofuoco, Charles Avery, Gabriele Basilico, Mattew Barney, Stefano Arienti, Christian Boltansky, Bruna Esposito, Tony Cragg, Lara Favaretto, Anselm Kiefer, Pier Paolo Calzolari, Ettore Spalletti, Pedro Cabrita Reis, Marlene Dumas, Urs Luthi, Vic Muniz, Wolfgang Tillmans, Chen Zhen e molti altri.

Dunque, per quanto riguarda il Maxxi aspettiamo soltanto che questi capolavori, già inclusi nei cataloghi del museo, vengano inclusi in qualche mostra, mentre per il Fai dovremo attendere la fine del restauro della sede. Un ringraziamento da parte di tutta la cultura italiana va all’intera famiglia Gian Ferrari.

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A Modena, gli animali nel mondo dell'arte

pubblicato da michele

Pino Pascali, Rinoceronte, 1964

Dal 20 marzo al 18 luglio, la Galleria civica di Modena apre le porte a una mostra tanto inconsueta quanto curiosa, “Pagine da un bestiario fantastico“: opere su carta di artisti italiani che testimoniano la grande attrattiva che questo animale ha e ha avuto nella storia dell’arte di ogni paese e di ogni tempo, a partire, forse, da quel medioevo tanto dedito alla rappresentazione di grifoni e bestie di ogni genere.

De Chirico, Fontana, Mario Merz, Omar Galliani, Enzo Cucchi sono solo alcuni degli autori di questi lavori, con i quali la galleria intende anche promuovere il proprio fondo, la “Raccolta del disegno”, anche se la mostra potrà contare anche su opere provenienti da altre istituzioni.

Una parte della mostra, inoltre, sarà dedicata ai giovani disegnatori italiani, alle “nuove leve”, che così si troveranno faccia a faccia con i maestri più conosciuti e celebrati. Animale com simbolo, animale come metamorfosi, come elemento della natura e come elemento della mitologia: la mostra intende cercare, nei limiti di un argomento sterminato come questo, a gettare un po’ di luce su questo tema e su una tecnica, il disegno, che al giorno d’oggi è spesso considerata minore.

A Modena, un bestiario fantastico

Mario Merz, Lizard (Lucertola), 1982 Bruno Ceccobelli, Carico Volatile, 1989 Wainer Vaccari, Minotauro, 1998

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Da Sotheby's nuovo record di ricavi: cambia qualcosa nel mercato dell'arte?

pubblicato da giovanni de stefano


Sta cambiando qualcosa nel microclima economico legato alle grandi vendite di arte contemporanea? A giudicare dai resoconti delle ultime aste, si direbbe proprio di sì. E quasi sempre i successi sono legati a nomi italiani.

La scorsa sera da Sotheby’s Londra opere di Lucio Fontana hanno contribuito per larga parte al risultato eccezionale di un totale di 54 milioni di sterline. Un record per la casa d’aste: il secondo miglior risultato di sempre per un’asta di febbraio.

Niente male neanche il risultato “personale” di un autoritratto “con l’occhio nero” di Lucian Freud, venduto per 2.8 milioni di sterline, dipinto nel 1978 dopo che l’artista fu aggredito da un tassista.

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Elogio della semplicità, a Milano

pubblicato da Elisa

Elogio della semplicità, Fondazione Stelline

Dopo la mostra dedicata ad Alan Rankle e Kirsten Reynolds, aprirà il prossimo 25 marzo alla Fondazione Stelline una collettiva curata da Giorgio Verzotti sul tema dell’essenzialità nella pratica artistica.

50 le opere in mostra, e i nomi degli artisti non lasciano dubbi sulla “semplicità” dei lavori: da Richard Long a Niele Toroni, da Alberto Burri a Lucio Fontana, da Tony Cragg a Bruce Nauman, da Grazia Toderi a Luca Trevisani. Semplicità nelle relazioni e nei significati, semplicità nei materiali e semplicità nell’approccio creativo caratterizzano da sempre i percorsi degli artisti in mostra, ma le loro opere presentano sicuramente una complessità che emerge nel loro lato concettuale e nella reazione emotiva dello spettatore.

Sulla carta, un’esposizione necessaria e più che interessante, in tempi di espressioni artistiche spesso forzatamente complesse e incomprensibili alla maggior parte del pubblico. Inaugurazione il 24 marzo alle ore 18.30, mostra aperta fino al 20 giugno.

Elogio della semplicità, Fondazione Stelline
Elogio della semplicità, Fondazione StellineElogio della semplicità, Fondazione StellineElogio della semplicità, Fondazione StellineElogio della semplicità, Fondazione Stelline

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A Lissone, Bergamo, e Milano: "Il grande gioco", una mostra si fa in tre

pubblicato da michele

Arduino Cantafora: Veduta di Roma, 1982 olio su tela. Mostra GAMeC di Bergamo,1973-1989

Bisognerà un po’ correre qua e là per vedere la mostra “Il Grande Gioco. Forme d’arte in Italia 1947 – 1989”, che vuole creare un percorso artistico compreso dalla fine della seconda guerra mondiale fino alla caduta del muro di Berlino. La mostra, infatti, è suddivisa in tre spazi che, a partire dal 24 febbraio, si succederanno: dal 1947 al 1958 al Museo d’arte contemporanea di Lissone; dal 1958 al 1972 alla Rotonda di via Besana di Milano; e infine dal 1972 al 1989 alla alla GAMeC di Bergamo.

A Lissone si cercherà di indagare l’arte dal dopoguerra al grande spartiacque della vita culturale italiana, il 1958 (inizio del boom economico). Al centro dell’attenzione, dunque, ci saranno Soldati, Munari, Dorfles, Prampolini, Fontana, e con loro il gruppo Forma 1, Origine, e i movimenti nucleari e spaziali.

Molto ricca la sezione dedicata al periodo ‘58-’72, a Milano. Periodo di grande fermento culturale, che vede perdere il confine netto tra pittura e scultura, e l’affermazione di artisti quali Manzoni, Lo Savio, ma anche l’arte povera, con Mario Merz, Pistoletto, Boetti (tra gli altri).

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A Milano apre Crocevia con la mostra di Francesco Messina

pubblicato da Lorenzo Mazza


La tradizione lega da sempre la città di Milano alle arti sacre. Oggi Milano ha un nuovo spazio in cui il contemporaneo e il sacro possono incontrarsi. Stiamo parlando dello Spazio Crocevia, presso la Fondazione Alfredo e Teresita Paglione, in via Appiani 1 (MM3 - Turati).

Tante sporadiche iniziative andavano già in questo senso, ma mancava un luogo deputato alla valorizzazione della dimensione spirituale nella dimensione contemporanea. Crocevia apre i battenti giovedì 10 dicembre e lo fa con un percorso dedicato ad un grande scultore del ‘900, Francesco Messina.

Una scultura intrinsecamente legata ad un forte valore escatologico, che parla di dolore, sofferenza, speranza e futuro. Una scultura che l’amico Lucio Fontana descrisse come qualcosa ‘di cui non è più tempo’. Ma proprio l’attualità di questa tensione verso il “più che umano”, linstancabile ricerca di una scintilla della bellezza divina nell’uomo danno piena luce al percorso artistico di Messina e lo rendono fortemente attuale nel buio dei nostri tempi.

Francesco Messina
Francesco MessinaFrancesco MessinaFrancesco MessinaFrancesco Messina

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L'arte del Gruppo Zero a Milano

pubblicato da Lorenzo Mazza

Una grande anteprima per la città di Milano. Nei giorni 1 e 2 dicembre a Palazzo Broggi sarà presentata la collezione privata tedesca di opere di maestri italiani del Novecento, la Sammlung Lenz Schönberg Collection, che è stata assemblata dalla coppia di collezionisti Mr and Mrs Lenz. La collezione, soprannominata ‘Zero Art‘, perché raccoglie esponenti del movimento europeo Zero, sarà poi in asta a Londra da Sotheby’s nel febbraio 2010.

Un grande sforzo collezionistico che racchiude circa 50 opere e che si è spalmato nel corso di cinquant’anni include lavori del primo dopoguerra di Yves Klein, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Günther Uecker, Roman Opalka e Victor Vasarely e che dovrebbe realizzare un eccesso di circa 12 milioni di sterline.

Nel panorama degli anni Cinquanta, dominato dalla frattura Realismo / Astrattismo, il Gruppo Zero cercò di costruire a livello concettuale uno spazio per la comunicazione libera, ripartendo appunto da zero. Sperimentare nuovi materiali e nuove modalità espressive proseguendo nel solco di quanto tracciato da futuristi e dada e dialogando con quelle tendenze nascenti come il Nouveau Realisme, la Nova Tendencija, l’Arte cinetica, l’Arte visuale, l’Arte gestaltica, l’Arte immersiva, il Neocostruttivismo, l’Op art, Fluxus.

La collezione di Mr and Mrs Gerhard Lenz è forse la più significativa raccolta proveniente da questo momento storico poco conosciuto ma sicuramente importante per il suo apporto a livello di crescita e consapevolezza collettiva degli artisti che vi presero parte e vi gravitarono intorno.

Gruppo Zero
Gruppo ZeroGruppo ZeroGruppo Zero

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Tra i quadri di Alitalia all'asta, spunta un falso di Fontana

pubblicato da michele

alitalia

Vi avevamo già riferito in questo post, che l’Alitalia avrebbe messo all’asta la sua collezione di opere d’arte,comprendente, tra l’altro, opere importanti di artisti decisamente importanti: per fare qualche nome, Alberto Burri, Gino Severini e Lucio Fontana.

Ebbene, Finarte, che si occupa della messa all’incanto dei quadri, ha voluto fare delle verifiche sull’autenticità delle opere, e ha scoperto che un’opera datata 1964 di Lucio Fontana è un falso. Si tratta di una tela verde di 60 x 70 cm con sei tagli. La stima è (era) di 200mila euro circa. Ora pare sia nelle mani della guardia di finanza, che cercherà di risalire agli autori della truffa.

Immagine: Flickr

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