In questo ferragosto caldo c’è chi lavora: due giorni Luther Blisset, nome dietro il quale si cela il celebre collettivo di scrittura Wu Ming e che ha dato vita romanzi come Q (se non lo avete letto lo consiglio: è bellissimo), ha pubblicato su YouTube un nuovo video: Tropic of Cancer.
Un omaggio al grande scrittore Harry Miller, dove si mescolano in un montaggio serrato, riferimenti a Fellini, Antonioni o Anthony Quinn nella Danza di Zorba sulla spiaggia (film del ‘64 in cui venne creato il Sirtaki).

Da qualche giorno è online il blog di una giovane signora, magra, con gli occhiali e un volto spigoloso e appuntito - nel complesso una bella donna - scesa in campo per raccontare le proteste che da più di un mese scuotono il mondo dell’istruzione. Si tratta di Anna Adamolo, la quale sostiene di aver seguito sin dai suoi esordi le vicissitudini della 133. Ma provate a scomporre il suo nome e vi accorgerete subito che Anna Adamolo è l’anagramma di Onda Anomala, nome con cui si identifica il movimento di contestazione sollevato dal decreto Gelmini.
Anna Adamolo è infatti un’eroina virtuale, un’identità collettiva composta attraverso le storie, i racconti e il vissuto di studenti, insegnanti e ricercatori di cui potrà essere la voce. E ci sta anche riuscendo. Il suo personaggio, a cui è associato un volto reale (ci sono foto che la ritraggono scaricabili sul sito), un logo di un bel viola intenso e una firma che compaiono sull’intestazione del suo blog (anch’essi scaricabili: esiste anzi un apposito kit per utilizzare il materiale, dove il logo diventa anche un simpatico stencil) è diventato centrale nei giorni che hanno preceduto il corteo nazionale del 14 novembre a Roma. Dalla diffusione di una campagna indirizzata alla FS (una carta da viaggio Trenitalia a 15 euro valida per raggiungere la manifestazione) fino all’occupazione virtuale del MIUR. Da ieri è infatti in circolazione il sito www.ministeroistruzione.net: aprendolo si arriva su una home del tutto identica a quella originale, che dopo qualche secondo viene sostituita da un video, un ondosa distesa di teste, le stesse che si sono riversate nelle strade e nelle piazze. Sulle immagini, una voce: è la stessa Anna che presentandosi racconta frammenti di storie (studenti, insegnanti, ricercatori) dichiarando che “Voglio portare tutte queste voci dentro il palazzo. Dentro tutti i palazzi…“.