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Tutti gli articoli con tag macchiaioli

A Viareggio il 'Genio dei Macchiaioli' sotto la lente di Mario Borgiotti

pubblicato da Lorenzo Mazza

Il Genio dei Macchiaioli. Mario Borgiotti: occhio conoscitore, anima di collezionista

L’arte moderna italiana vista attraverso gli occhi dei collezionisti. E’ questa, in estrema sintesi, la visione culturale del Centro Matteucci di Viareggio, che, ad un anno dall’avvio delle attività espositive, torna oggi con una grande mostra. Protagonista, a questo giro, la figura di Mario Borgiotti, livornese d’adozione fiorentina.

Definito non a caso un “marchand – amateur” (si potrebbe tradurre come ‘un mercante autodidatta’, ma forse anche come ‘un mercante appassionato’) Mario Borgiotti fu tra i massimi interpreti nel movimento Macchiaiolo, intessendo rapporti con pittori come Lega, Fattori, Signorini, Abbati, Borrani, Cabianca, D’Ancona.

Mario Borgiotti: occhio conoscitore, anima di collezionista porta a Viareggio fino al 13 novembre circa 60 opere, rappresentative della forza del suo sguardo, che seppe influenzare non poco il gusto dell’epoca e quello a venire. Quadri come La scolarina, Maremma, Episodio della campagna contro il brigantaggio e La libecciata a Castiglioncello di Fattori; L’uscita dalla messa di Puccinelli; Tra i fiori del giardino, Le rose della primavera e L’adolescente di Lega; Il Ponte Vecchio a Firenze, Uliveta a Settignano e Bimbi a Settignano di Signorini e molti altri.

Il Genio dei Macchiaioli. Mario Borgiotti: occhio conoscitore, anima di collezionista
Il Genio dei Macchiaioli. Mario Borgiotti: occhio conoscitore, anima di collezionistaIl Genio dei Macchiaioli. Mario Borgiotti: occhio conoscitore, anima di collezionistaIl Genio dei Macchiaioli. Mario Borgiotti: occhio conoscitore, anima di collezionista

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Da Corot ai Macchiaioli al Simbolismo

pubblicato da Lorenzo Mazza


Questo weekend abbiamo visto per voi la mostra Da Corot ai Macchiaioli al Simbolismo - Nino Costa e il paesaggio dell’anima, in corso fino al 1 novembre a Castiglioncello in provincia di Livorno. La sede è quella del Castello Pasquini, una bella reggia vista mare circondata da un fresco giardino.

Chi è Nino Costa? Anzitutto un artista, un pittore nato nel 1826 a Roma e partito dalla campagna di Ariccia a dipingere paesaggi. La pittura dal vero come scelta di un rapporto lirico, intimo e profondo con la natura. Uno sguardo che potrebbe forse essere l’antenato di quello che sta dietro certi bei documentari naturalistici di oggi, dove la poesia passa attraverso un buon rigore formale.

Poco conosciuto in Italia e famoso in Inghilterra, eroe del Risorgimento e combattente garibaldino, Il Costa abitò a lungo in Toscana, a Firenze e sulla costa di Pisa e Livorno. Intellettuale, critico, sempre in viaggio per l’Europa, questa mostra porta allo scoperto anche il suo importante ruolo di mediatore culturale.

Da Corot ai Macchiaioli al Simbolismo. Nino Costa e i paesaggi dell’anima
Da Corot ai Macchiaioli al Simbolismo. Nino Costa e i paesaggi dell'animaDa Corot ai Macchiaioli al Simbolismo. Nino Costa e i paesaggi dell'animaDa Corot ai Macchiaioli al Simbolismo. Nino Costa e i paesaggi dell'anima

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L'identità del Gruppo Labronico

pubblicato da Alessandro

Gruppo Labronico

Il Gruppo Labronico sembra vivere ormai da tempo in quella tipica (e sotto certi aspetti paradossale) condizione in cui finiscono con il trovarsi tutte quelle istituzioni che, nate per garantire gli sviluppi di un movimento rivoluzionario, si riscoprono depositarie di una tradizione non facilmente adattabile alla realtà contemporanea.

Fondato il 15 luglio del 1920 dalla scissione della Federazione Artistica Livornese, avvenuta successivamente alla votazione contraria alle proposte onoranze alla salma del pittore Mario Puccini, il Gruppo si pose quale originario intento quello di conservare e tramandare l’eredità del Fattori (del quale quest’anno - lo ricordo - ricorre il centenario della morte e al quale è attualmente dedicata una bella mostra a Parma) e dei Macchiaioli. Questi ultimi, com’è noto, opposero polemicamente una concezione verista - sintetizzata nella filosofia della “macchia” - al neoclassicismo e al purismo accademico.

Nel secondo dopoguerra il Gruppo Labronico, oltre a portare avanti la lezione dei Macchiaoli e a raccogliere i più autorevoli esponenti post-macchiaoli, aprì le porte ad artisti di diversa estrazione, come, ad esempio, importanti astrattisti. Il Gruppo è ancora attivo (nel 2002 vi è entrato, tra i soci cultori, anche Dario Ballantini).

Gruppo Labronico

Gruppo LabronicoGruppo LabronicoGruppo Labronico

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Centenario Giovanni Fattori. Una mostra a Livorno ricorda il maestro della macchia

pubblicato da margherita

Artiglieri sul Lungarno - 1880/1885 - Giovanni Fattori

Avevamo anticipato quest’evento qualche mese fa, parlando delle sue incisioni a Roma. Ecco che, in occasione del centenario, Livorno celebra Giovanni Fattori con la mostra antologica “Giovanni Fattori tra epopea e vero. Omaggio nel Centenario della morte“, raccolta ai Granai di Villa Mimbelli (Museo Fattori) dal 20 aprile al 6 luglio.

Circa 250 le opere esposte dell’artista che ha segnato il passaggio dalla pittura accademica al vero di natura.

La mostra rappresenta la più grande esposizione tra quelle organizzate in varie città d’Italia e negli ultimi dieci anni, e ripercorre l’intera carriera del maestro della macchia con dipinti, disegni e acqueforti. Oltre ad essere curata da Andrea Baboni, il massimo studioso dell’opera fattoriana, è un appuntamento unico sia per quantità di opere che per qualità. I lavori provengono da musei, banche, collezioni private (Marzotto, Jucker e Taragoni), sia di grande formato che piccolo.

Giovanni Fattori tra epopea e vero. Omaggio nel Centenario della morte - Granai di Villa Mimbelli - Livorno
Artiglieri sul Lungarno - 1880/1885 - Giovanni Fattori La signora Martelli a Castiglioncello - 1867 - Giovanni Fattori Maria Stuarda al Campo di Crookstone - 1861 - Giovanni Fattori

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I Macchiaioli della collezione Taragoni in mostra a Venezia

pubblicato da margherita

Mandriana trascinata da un bove infuriato - 1895/1900 - Giovanni Fattori - Collezione privata

La mostra “I Macchiaioli. Capolavori della collezione Mario Taragoni” fino al 27 luglio all’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Palazzo Cavallo Franchetti, Venezia, si ricollega al collezionismo e al valore dell’arte. Si tratta infatti della collezione privata di Mario Taragoni, una delle poche dedicate all’Ottocento arrivata quasi intatta fino ad oggi, che dimostra la passione verso l’arte dell’uomo d’affari.

Taragoni raccolse questi piccoli capolavori tra gli anni trenta e gli anni settanta concentrandosi nel periodo storico del Risorgimento per amore verso quel momento e quegli autori, non pensando al valore economico delle opere. Valore che è aumentato negli anni, fino a vivere oggi un momento magico, segnato dal susseguirsi di mostre dedicate alla pittura macchiaiola e a Giovanni Fattori.

I Macchiaioli - Palazzo Cavalli Franchetti - Venezia
Mandriana trascinata da un bove infuriato - 1895/1900 - Giovanni Fattori - Collezione privataSosta sotto la pioggia (o Tempo di pioggia) - 1885/1890 - Giovanni Fattori - Collezione privataStrada di paese con contadini e animali (o Sosta nella campagna romana) - 1880/1890 - Giovanni Fattori - Collezione privata

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A Roma le incisioni e i disegni di Giovanni Fattori

pubblicato da odraode


Appena inaugurata la retrospettiva dei Macchiaioli al Chiostro del Bramante, ecco quella dedicata alle incisioni e ai disegni di Giovanni Fattori presso l’Istituto Nazionale per la Grafica, sempre a Roma.
Le due mostre si svolgono in contemporanea per puro caso, eppure si completano bene e visitandole si può immaginarle parti di un unico evento.

Nelle sale dell’Istituto Nazionale per la Grafica, proprio dietro l’affollatissima fontana di Trevi, sono esposte 124 acqueforti e 23 litografie provenienti dalla collezione Franconi, donata nel 1990 all’Accademia Carrara di Bergamo, affiancate ad una ventina di disegni ed un taccuino inedito di proprietà dell’Istituto.

Giovanni Fattori

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A Roma il sentimento del vero dei Macchiaioli

pubblicato da odraode


Come anticipato, a Roma sono tornati i macchiaioli.
Un tema a cui sono state già dedicate innumerevoli mostre (su tutte cito quella organizzata nel 2000 al Museo del Corso proprio a Roma e quella di Silvestro Lega a Forlì, quest’anno), di qualità spesso non esaltante.

La mostra presentata oggi al Chiostro del Bramante, con qualche aggiunta, è la stessa conclusa a giugno a Palazzo Bricherasio, Torino.

In una conferenza stampa devo dire più interessante del solito, merito forse dell’assenza di cariche politiche e soprattutto dei loro interventi al sonnifero, la curatrice Francesca Dini ha fatto notare che l’avventura dei Macchiaioli, intesi come movimento unitario, si esaurisce proprio con la fine del Risorgimento. Quasi a significare che la lotta di questo straordinario gruppo di artisti contro i manierismi della pittura d’accademia, allora caratterizzata dalla sovrabbondanza di dettagli, sia parente stretta di quella combattuta con le armi per l’indipendenza italiana.

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Al Chiostro del Bramante di Roma tornano i Macchiaioli

pubblicato da margherita

Cucitrici di camicie rosse - 1863 - Odoardo Borrani

Un ritorno atteso 50 anni, quello della città di Roma per i “Macchiaioli“, ospitati al Chiostro del Bramante dopo l’ultima esposizione tenuta alla Galleria nazionale d’arte moderna.

La mostra, curata da Francesca Dini, comprende oltre 100 opere divise in un percorso di otto sezioni, dove si analizza il rapporto dei “Macchiaioli con i principi del vero”. Tra i lavori esposti “La scolarina” di Giovanni Fattori, “Carro e bovi nella Maremma toscana” di Giuseppe Abbati, e per la prima volta “Il rio a Riomaggiore” di Telemaco Signorini. Particolarità della mostra è l’aver raccolto opere inedite o difficilmente accessibili al pubblico di Borrani, Sernesi, Zandomeneghi, Lega, Boldini, D’Ancona, oltre agli autori già citati, e tanti altri.

I Macchiaioli. Sentimento del vero, Chiostro del Bramante, Roma, dall’11 ottobre al 3 febbraio 2008.

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