Per il terzo anno ritorna nella capitale, dal 27 al 30 maggio, Roma. The Road To Contemporary Art. Quest’anno la perdo, e un po’, nonostante la poca soddisfazione dell’anno passato, mi dispiace. Stava quasi diventando una costante.
Quest’anno, 2010, l’evento sarà segnato da un fatto particolare. Negli stessi giorni della fiera d’arte contemporanea, ci sarà anche la presentazione in anteprima dei nuovi spazi del MACRO (seguite le istruzioni sul sito per la prenotazione) e l’apertura del MAXXI (visita per il 29 esaurita ma seguite quanto dice il sito). Che dopo l’estenuante attesa, non è poco. E questo fatto mi mette ancora più tristezza, perché ho visto le varie fasi (dai cantieri alla visita straordinaria fine lavori), ma non il gran finale con opere!
La fiera troverà spazio al MACRO Testaccio, allestita nei due padiglioni del MACRO Future e nell’appena restaurato Padiglione della Pelanda. Sul sito relativo a Roma. The Road…, trovate tutti i dettagli.
Il post è anche l’occasione per mettere le immagini scattate all’anteprima del MAXXI, che ho realizzato grazie all’apertura straordinaria nel mese di novembre 2009. Tempo fa, ma non le avevo mai inserite fino ad ora. Non vedrò nell’imminente il contenuto, ma il contenitore così vuoto rimarrà probabilmente una cosa ancora più rara. E che bel contenitore…

Le acque cominciano a muoversi dalle parti del Macro di Roma, dove dal 19 settembre è prevista una grande mostra sulla scena dell’arte contemporanea newyorchese. Giovani artisti per una scelta coraggiosa, quella del nuovo direttore del Macro Luca Massimo Barbero. New York minute è una serie di istantanee: Street punk, Wild figuration e New abstraction.
A cura di Kathy Grayson , in collaborazione con Departfoundation, New York minute presenta per la prima volta in Europa un gruppo di artisti visivi che confondono e mescolano insieme vita ed arte. Poi concerti e live shows, videoproiezioni, performances per vivere l’evento a contatto con gli artisti.
Dal 19 settembre al primo di novembre sessanta artisti che vivono, lavorano o in qualche modo gravitano intorno a New York. Approcci diversi alla creatività che descrivono la drammaticità, il pericolo, la velocità e il dinamismo nel rapporto con la città.
Continua a leggere: La scena contemporanea newyorchese in mostra al Macro
Con luglio l’estate è entrata a pieno regime e, soprattutto per chi abita in città, non è facile resistere al caldo. Per i lettori di Roma e zone limitrofe segnaliamo che il Macro – Museo di Arte Contemporanea di Roma, organizza una serie di aperitivi al museo. A partire dal 7 e per tutti i martedì del il mese (7, 14, 21, 28) sarà possibile visitare gli allestimenti e magari rinfrescarsi con una buona bevuta.
Dalle 20, 30 e fino alle 23 si potrà visitare gratuitamente la collezione permanente e le mostre in corso (Where the bees suck, there suck I. Installazione dell’artista indiana Hema Upadhyay che vede una ruspa, minacciosa, incombere col suo braccio mobile su un ammasso di piccole casette).
L’appuntamento speciale poi riguarda Mvd – Macro Video Drink. Una serie di videoproiezioni degli artisti del nutrito archivio della mediateca del museo che conta nomi del calibro di Nam June Paik, Bruce Nauman, Mike Kelley, Cheryl Donegan, Paolo Canevari.
Con ieri è iniziato “Roma Art Weekend“, il lungo fine settimana romano dedicato all’arte contemporanea. Per tutti gli eventi in programma vi rimando al sito. In questo post voglio parlare e soprattutto illustrare i cantieri del Macro e del Maxxi che sono stati aperti al pubblico, in via eccezionale, per questo evento. Appuntamento quasi unico quindi, quello che si è svolto nella giornata di ieri.
La mia visita è iniziata prima al cantiere del museo del Macro (altre foto qui), opera di Odile Decq, che avrebbe dovuto essere consegnato a fine anno. Con caschetto ci siamo avventurati in questo spazio, che purtroppo causa fallimento di una ditta appaltatrice dei lavori e altri problemi, sembra essere lontano dal completamento e non si conosce al momento la data di fine lavori. Tempi che si allungano quindi, per un lavoro di ampliamento basato sul contrasto trasparenze e arte bruta, che ospiterà anche due alloggi per artisti. A questo cantiere è seguito, con coincidenza di orari davvero fortuita, quello del Maxxi (altre immagini qui), lavoro più consistente di Zaha Hadid. Senza caschetto, ma facendo attenzione ai detriti disseminati nello spazio, ci siamo addentrati nella protuberanza fantastica della Hadid, che dopo dieci anni dovrebbe essere consegnata il 31 maggio 2009.
Ci sono alcuni elementi che accomunano questi progetti. Entrambi sono lavori di archistar, realizzati per una città difficile come Roma. Entrambi sono stati progettati come una piazza aperta al pubblico, fruibile gratuitamente. Entrambi sono realizzati da due donne, cosa abbastanza rara nel mondo dell’architettura di questi livelli. Ed entrambi sembrano progetti meravigliosamente sorprendenti.
E se non vi siete stufati di vedere immagini di lavori in corso, ci sono anche alcuni spezzoni sia del Maxxi che del Macro.
Roma Art Weekend - Cantieri del Macro e del Maxxi
Continua a leggere: Roma Art Weekend: visita e foto dei cantieri del Macro e del Maxxi
Se amate l’arte contemporanea dovete visitare il Macro di Roma ora che sono in corso i lavori di Ernesto Neto e Gregor Schneider (come si vede sono entusiasta della scelta).
“While Nothing Happens“, l’installazione di Neto, è meno grande e coinvolgente delle aspettative, ma rimane un’opera unica e vitale che si può toccare, attraversare, odorare (il profumo speziato è piuttosto forte), fotografare. Avevo capito che c’erano dei suoni di sottofondo, ma evidentemente sbagliavo. L’opera multisensoriale non coinvolge l’udito.
Ma la sorpresa è stata “Double“, il progetto di Gregor Schneider. Definirlo claustrofobico è poco. Al secondo piano del museo, due sale da un lato e due sale dall’altro, il doppio, sono occupate da questa installazione che riproduce le stanze dell’abitazione dell’artista. Nel buio totale, a parte qualche piccola lampadina che illumina l’oscurità, sono immersi i cadaveri di una donna, di una ragazza e di un uomo. Più o meno lo scenario è lo stesso per ogni lato del museo.
Continua a leggere: Mostre al Macro di Roma: Neto da toccare, Schneider da guardare
Finalmente è arrivata. Aspettavo con impazienza l’installazione multisensoriale di Ernesto Neto, che inaugura la Hall del Macro di Roma il 29 maggio.
E’ la prima personale dell’artista brasiliano in un museo italiano, un’opera site specific studiata per lo spazio romano che, come caratteristica di Neto, coinvolge lo spettatore in un processo sensoriale. Non è la tipica creazione d’arte dove si può guardare ma non toccare. Al contrario, “While Nothing Happens” invita chi guarda ad attraversare i suoi spazi, ad ascoltare il suono di sottofondo e ad odorare i suoi profumi.
E’ un’opera di architettura fluttuante, che avvolge il visitatore con le sue forme organiche e floreali in lycra e il suo profumo speziato. Infatti all’interno di ogni involucro trasparente sono raccolte 5 spezie macinate: pepe, cumino, chiodi di garofano, zenzero e curcuma. Sicuramente un’esperienza da provare direttamente e scoprire il respiro vitale di questo lavoro. Fino al 28 febbraio.
While Nothing Happens - Ernesto Neto - Macro Hall - Roma
Continua a leggere: Macro di Roma: la grande installazione sensoriale di Ernesto Neto
Prima Alemanno vuole rimuovere la teca dell’Ara Pacis, poi Danilo Eccher, direttore del Macro di Roma, rassegna le dimissioni.
La notizia arriva con il numero di Exibart del 2 maggio e, ad oggi, non sembra essere stata confermata ma neanche smentita. Era del 20 aprile, invece, la notizia che la riapertura dello stesso Macro, dopo i lunghi lavori di ampliamento, non sarebbe avvenuta, come previsto, in occasione della Notte Bianca di quest’anno, ma sarebbe slittata ai primi mesi del 2009. Ora che succederà?
Insomma, il Macro a quanto pare non naviga in buone acque. E, a dirla tutta, neanche Roma.
Ne aveva parlato qualche giorno fa Exibart, lo fa oggi il Corriere. La notizia riguarda l’artista Gregor Schneider che cerca volontari che stanno morendo o morti da poco per integrarli nella sua opera pubblica.
Non ne avevo parlato perché mi sembrava il solito artista a caccia di visibilità, e la morte di un cane mi era sembrata sufficiente. La cosa probabilmente non avrà seguito, ma ha suscitato inevitabilmente molte polemiche e a quanto pare minacce.
Se si guarda alla storia dell’artista si vede che non è nuovo a stranezze ma non lo si può neanche definire uno sconosciuto che cerca attenzione. La morte è molto presente nei titoli, nel genere e nell’atmosfera dei suoi lavori. Questo mi porta a rivedere il rifiuto iniziale, suggestionato dal momento. La morte in sé può non essere arte, ma in arte viene trattata e l’arte apre dibattiti. La morte, benché sia un fatto inevitabile spaventa e rattrista e come il caso dimostra fa discutere.
Al Macro Future di Roma c’è stata “Into Me, Out of Me“, al Barbican di Londra c’è “Seduced: Art and Sex from Antiquity to Now“. Cosa c’è in comune tra i due eventi? Il tema del sesso nell’arte e di qui il divieto di entrata ai minori di 18 anni.
Venendo a Londra, in mostra ci sono video, immagini, dipinti che raccolgono 2000 anni di storia in 300 opere di 70 artisti, dalle sculture romane ai manoscritti indiani, passando per le stampe giapponesi e gli acquarelli cinesi, i dipinti del Rinascimento e del Barocco fino alle fotografie contemporanee.
Continua a leggere: Sesso e arte vietata: al Barbican c'è Seduced...

Guerra tra titani? Nella sonnolenta Roma del contemporaneo, il risveglio primaverile porta la fioritura di due belle mostre che si svolgono contemporaneamente nei due grandi spazi della Capitale dedicato al nuovo che avanza nelle arti.
Dal 30 marzo al 1 luglio il Maxxi, Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, che continua a crescere su progetto di Zaha Hadid, propone “Apocalittici e integrati. Utopia nell’arte italiana di oggi”.
Macro al Mattatoio invece allestisce dal 21 aprile al 30 settembre la mega collettiva “Into Me, Out of Me”, con la collaborazione di due prestigiose istituzioni straniere, PS1 Contemporary Art Center di New York e Kunst-Werke Institute for Contemporary Art di Berlino.
Andremo a vedere e vi sapremo dire quali frutti porterà questo scontro tra titani. Nel frattempo intonate con noi una preghiera affinché Roma diventi davvero contemporanea.