
Appuntamento a Napoli alle ore 17.30 di stasera, per una performance a dir poco originale a partire dal nome: Rebellio Patroni. Il Miracolo di San Gennaro di Paolo Consorti con il celebre comico Giobbe Covatta. L’evento comincerà proprio presso la suggestiva cornice del Museo del Tesoro di San Gennaro per poi proseguire all’aperto con una particolarissima processione “di pulizia” lungo Via Duomo fino ad arrivare alla Chiesa di Donnaregina Vecchia (a due passi dal Museo Madre) dove raggiungerà il suo acme durante una “singolare deposizione”.
Sarà proprio Covatta, per le sue origini partenopee e l’impegno sociale più volte dimostrato, ad incarnare il Santo Patrono della città che, come altri suoi “illustri colleghi” si ribellerà alla decadenza delle popolazioni e dei luoghi che protegge. La performance fa infatti parte di un ciclo che mette in scena le opposizioni indignate dei “religiosi rappresentanti” (tra i quali S. Ambrogio per Milano e Santa Giustinia per Padova) che, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, hanno deciso di dire basta ai soprusi che tiranneggiano il loro paese. Un segno di non rassegnazione che San Francesco-Elio delle Storie Tese e Santa Caterina-Veronica Barelli hanno bene incarnato alla Biennale di Venezia.
Un’ottima occasione, che si unisce ad una lunga serie di altre attività espositive e serate d’intrattenimento che si susseguiranno durante tutto l’autunno, per festeggiare il prolungamento dell’orario di apertura dello spazio museale. Una grande novità dopo i venti di tempesta dell’estate scorsa (quando in piena crisi, il Madre ha rischiato seriamente la chiusura) che permetterà di accedere alle sale del celebre museo partenopeo, dalle 10,30 fino alle 19,30 tutti i giorni (tranne il martedì) e la domenica fino alle 23. Una vera e propria vittoria della cultura in terra del Sud!

Apre il primo maggio al Madre di Napoli Urban Superstar Show. Un festival che si compone di quattro appuntamenti espositivi, organizzato in collaborazione con Napoli Comicon e MondoPop Gallery di Roma, si concentra sull’underground art, il pop surrealism e lo stile lowbrow. Curatore dell’iniziativa David Vecchiato (Diavù), che ha contatto circa 50 artisti da diverse parti del mondo. Nomi come Robert Crumb e Basil Wolverton per il fumetto underground, Jamie Hewlett (autore di Tank Girl e delle immagini dei Gorillaz), Dave McKean e Charles Burns.
Poi Gary Baseman, Anthony Ausgang, Buff Monster, Joe Ledbetter, Glenn Barr, Mike Davis, Michael Sieben, Jim Avignon e Jon Burgerman, che proporranno le loro performance dal vivo. A rappresentare l’Italia Diavù , Tokidoki, Camilla D’Errico, Blu, Massimo Giacon, AlePop, Dem, Mr.Wany, Zelda Bomba, Licia Viero, Camilla Falsini e Giò Pistone (Serpeinseno), Prof.Bad Trip, Andrea Pazienza e molti altri.
La prima mostra andrà in scena dal 1 maggio al 14 giugno e si intitolerà Back from Black. Dal luminoso Pop al buio Underground. E ritorno. Si tratta del tentativo di unire sotto un’unica cornice tecniche, stili e concetti afferenti al “calderone” dell’arte underground, che sta lentamente emergendo negli scenari del contemporaneo. Anche nei contesti istituzionali, upperground, molti artisti non rinunciano alla loro libertà espressiva, che diventa il filo conduttore attraverso cui questi artisti si ritrovano. Eros, fumetti, feticismo, angeli e mostri, spiritualità e fiction, pittura, musica, video…tutto questo e molto altro, dal 1 maggio a Napoli.

Inaugura il 13 dicembre a Napoli Barock - Arte, Scienza, Fede e Tecnologia nell’Età Contemporanea. La mostra, a cura di Eduardo Cicelyn e Mario Codognato cerca di far emergere quei tratti barocchi all’interno della cultura contemporanea, “dimostrando come e attraverso quali artisti contemporanei siano oggi nuovamente funzionanti e riconoscibili i temi caratteristici della cultura seicentesca barocca”.
Un lungo filo rosso che unisce il diciasettesimo secolo al presente. Il sensazionalismo è la matrice creativa, un’esperienza estetica che mira continuamente a colpire i sensi attraverso la figura retorica e l’eccesso. Immagini forti, violente, sensuali, che escono persino da loro stesse, non si contengono.
Barock sarà visitabile fino al 5 aprile 2010. Un progetto espositivo esuberante e coinvolgente in cui si vedrà anche Heaven di Damien Hirst, il grande squalo tigre immerso nella formaldeide. Questa la lista degli artisti del ‘barocco contemporaneo‘ invitati: Adel Abdessemed, Micol Assaël, Matthew Barney, Domenico Bianchi, Bianco - Valente, Antonio Biasiucci, Keren Cytter, Mircea Cantor, Maurizio Cattelan, Jake & Dinos Chapman, Claire Fontaine, Lara Favaretto, Gilbert & George, Douglas Gordon, Mona Hatoum, Damien Hirst, Anish Kapoor, Jeff Koons, Jannis Kounellis, Shirin Neshat, Carsten Nicolai, ORLAN, Philippe Parreno, Giulia Piscitelli, Michal Rovner, Cindy Sherman, Jeff Wall, Sislej Xhafa.
Il 29 maggio apre al Madre di Napoli, l’antologica “Francesco Clemente. Naufragio con spettatore 1974-2004″, dedicata all’artista, che torna nella sua città natale dopo la mostra del 1983.
La mostra è stata organizzata in otto sezioni, tante per coprire la produzione dell’artista dal 1974 al 2004, una produzione che risente delle radici partenopee, nonostante l’allontanamento del pittore dalla città (prima a Roma, poi in India e poi negli Stati Uniti). Il percorso segue l’evoluzione di Francesco Clemente, prima come uno dei protagonisti della Transavanguardia, poi come artista solitario la cui ricerca è una riflessione continua e tormentata sulla forma e sostanza delle cose, in cui cerca di riconciliare l’eredità greco-romana con la contemporaneità del presente. Ci sono riferimenti alla simbologia, alla mitologia classica e alle pratiche religiose con immagini arcane, forme ambivalenti, autoritratti deformati. Una sperimentazione che si ritrova anche nella tecnica pittorica utilizzata, dall’acquarello alla pittura ad olio, dall’affresco al mosaico.
Fino al 12 ottobre.
Francesco Clemente. Naufragio con spettatore 1974-2004 - Madre di Napoli





Lo Smithsonian’s National Museum of African Art, lo stesso museo che presenta con orgoglio il ritratto del Presidente Obama realizzato in Tanzania su un tessuto cerimoniale, ha dedicato una mostra al concetto di Mami Wata, madre marina, “dei flutti”, “delle correnti”, e anche un po’ di tutti noi. L’ha simbolizzata in particolare nel dipinto al centro della mostra, e sopra questo post.
Una figura di sirena che apparentemente ha una sola faccia, ma in realtà vive in ciascuna di quelle dei pesci che governa e delle onde che accarezza. Si prosegue per suggestioni naif, per accostamenti classici involontari, per invenzioni che lasciano col fiato sospeso e, cosa rara in una mostra d’arte primitiva, serio desiderio di emulazione. Scultura e pittura.
E’ una mostra molto particolare, che ben si adatta alla natura “discensionale” del museo che la ospita. Il contatto con la terra, scendendo per le scale che conducono alle opere primitive ma già ecumeniche, semplicissime ma imperscrutabili, risulta in fin dei conti molto molto metaforico in rapporto a quello col mare. Questo, almeno, è quello che dice Holland Cotter, il critico del Times che l’ha esaltata in un articolo fuori dal comune.
Via | NYT

Alighiero Boetti è uno degli artisti che hanno maggiormente influenzato la scena artistica contemporanea italiana. La sua figura, che si potrebbe definire sciamanica, è emersa nell’ambito dell’Arte Povera, dalla quale si staccò precocemente. Difficile inquadrare una figura del genere nei confini di un movimento.
Dal 21 febbraio all’11 maggio, il Madre di Napoli propone un evento del tutto particolare, a cura di Achille Bonito Oliva, dedicato all’artista torinese: non una semplice antologica, bensì una mostra dedicata al metodo creativo di Boetti. Significativamente intitolata “Alighiero & Boetti. Mettere l’arte al mondo”, la mostra evidenzia la singolare pluralità concettuale dell’artista, che dal 1972 sdoppiò il suo nome in Alighiero&Boetti.
Per Boetti l’ispirazione maggiore è sempre venuta dal pensiero, che considerava a tutti gli effetti come il sesto senso. Di qui il suo interesse a interagire con matematica, musica, esoterismo e quanto creato dalla mente umana per rimanipolarlo con ironia e narcisismo. Un percorso cerebrale pensato per creare emozione nello spettatore tra arazzi, francobolli, ordine e disordine. Un flusso di coscienza artistico che rende Boetti un artista da conoscere assolutamente.
Continua a leggere: Una grande mostra di Alighiero Boetti al Madre di Napoli
Al MADRE di Napoli nel giorno dell’83° compleanno, il primo senza l’artista, si è aperta “Robert Rauschenberg. Travelling ’70-‘76”.
La mostra, che arriva in Italia dopo essere passata per Porto e Monaco, riguarda la poco nota produzione della prima metà degli anni ’70 ispirata dai viaggi e dalle scoperte di culture lontane. I nomi di alcune delle serie di lavori Venetians, Sor Aqua, Early Egyptians richiamano in maniera evidente i luoghi visitati, ma la serie più sorprendente è quella dei Jammers, realizzata a seguito di un viaggio in India.
Tessuti morbidamente appesi ai muri formano delicate composizioni di colori vivaci a proposito delle quali Rauschenberg diceva: “Non mi sono mai concesso il lusso di quei bei colori brillanti fino a quando non sono stato in India e ho visto la gente andare in giro avvolta in quei colori o trascinarli nel fango. Mi sono reso conto allora che non sono così artificiali”.
A Napoli presso il MADRE fino al 19 gennaio 2009.
Uno dei maggiori esponenti della scuola di Düsseldorf, Thomas Struth, fotografo tedesco, espone fino al 28 aprile al Madre di Napoli.
La mostra comprende 50 fotografie di grande formato che riprendono ambienti museali e la presenza umana di questi spazi. L’attenzione di Struth è rivolta a immortalare l’arte del museo, le persone che visitano le mostre, il gioco geometrico che si forma tra gli spettatori e l’ambiente architettonico. Vengono fotografati gli atteggiamenti concentrati, assenti, distratti a seconda delle circostanze, di chi guarda e di chi viene guardato.
Del fotografo sono famosi i “Family Portraits”, dove le persone ritratte scelgono con l’artista come farsi fotografare e dove. Dal 1989 si è concentrato nei “Museum Portraits”, quelli della mostra del Madre, specchio sociale per capire come si muovono le folle in ambiente culturale.
Ogni anno Piazza del Plebiscito, a Napoli, diventa nel periodo natalizio il palcoscenico di un esponente dell’arte internazionale.
Quest’anno è la volta di Michelangelo Pistoletto, uno dei rappresentanti dell’Arte povera e autore dei famosi quadri specchianti, che ha ideato per il suolo partenopeo una superficie che riproduce la silhouette dei Paesi che affacciano sul Mediterraneo, seguendo il filo conduttore che conduce al progetto “Love difference” (Movimento Artistico per una Politica InterMediterranea), presentato nel 2003 alla 50a edizione della Biennale di Venezia, in occasione della quale l’artista ha anche ricevuto il Leone d’Oro alla carriera.
Eduardo Cicelyn, direttore del Madre di Napoli, nonchè creatore della manifestazione in Piazza del Plebiscito, ha inoltre invitato Pistoletto ad esporre contemporaneamente (dal 22 dicembre al 25 febbraio) anche negli ambienti del museo, dove l’artista di Biella presenterà tre opere di grandi dimensioni, significative del suo percorso artistico.
via | Exibart

Luogo di produzione artistica, oltre che contenitore culturale. Questa vocazione è il valore aggiunto di molte istituzioni museali tanto contemporanee quanto antiche (vedi il caso della romana Galleria Borghese che con “Raphael the Western” di vedovamazzei mette il prima mattone per le sue “Committenze Contemporanee”).
Luogo di produzione è proprio in questi giorni anche il museo Madre di Napoli, che si trasforma in un vero e proprio set cinematografico per accogliere la realizzazione della nuova video opera di Marinella Senatore.
Il film dell’artista, primo appuntamento della nuova project room, curata da Gigiotto Del Vecchio e Stefania Palumbo, consente ai visitatori del museo di osservare da distanza ravvicinata i lavori di pre-produzione e la realizzazione delle riprese. Il museo assume dunque l’aspetto di un laboratorio aperto e permanente (in foto il set cinematografico). Fruibile anche a distanza: i lavori in corso di Senatore si possono seguire in streaming sul sito del Madre.