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Tutti gli articoli con tag manet

L'omaggio a Delacroix in mostra a Parigi

pubblicato da Sara R.

L'omaggio a Delacroix in mostra a Parigi
Fantin-Latour, Manet, Baudelaire. Non solo grandi interpreti della loro epoca, non solo geni intimamente legati per produzione o critica a quel mondo dell’arte che viveva alla metà del XIX secolo uno dei suoi più grandi fermenti, ma anche testimoni di una morte simbolica, quella di Delacroix. Maestro spirituale di un intera generazione di artisti, disposti ad identificarsi senza remore in questa specie di “idolo del cambiamento”, portato avanti come la più rappresentativa delle bandiere e soprattutto nucleo vivente di un movimento di rinnovamento che prosegue “nel suo nome”.

Ecco quindi come proprio Fantin-Latour, deluso come tanti altri dall’immagine ufficiale disposta nell’appartamento del defunto, decide di realizzare la grande tela “L’Hommage à Delacroix” che da il nome all’intera esposizione. Un lavoro che è una specie di “fotografia” dello “stato dell’arte” dell’epoca, nella quale, intorno all’effige del grande artista scomparso, si raggruppano tutti coloro che vi si riconoscono spiritualmente, e i loro nomi ci sono noti ancora oggi. Manet, Whistler, Legros, Bracquemond e un poeta-critico, proprio quel Baudelaire autore del “Pittore della Vita moderna” e di tanti Salons, che lo renderà immortale nelle sue pagine. Ecco che parola e immagine si fondono in queste figure, e nella complicata genesi dell’opera che le ritrae tutte insieme, dando origine alla mostra visitabile fino al 19 marzo presso Museo Eugène-Delacroix di Parigi.

Via | musee-delacroix.fr
L’omaggio a Delacroix in mostra a Parigi
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L'Arte e le rappresentazioni dell'assenzio

pubblicato da Sara R.

L'assenzio nei quadri
L’Assenzio non è solo un distillato dei tempi andati che riporta alla mente l’epoca d’oro della Parigi sulla Butte de Montmartre, del Moulin Rouge, degli artisti e del can-can. La sua è ben più che una storia strana di corsi e ricorsi, è piuttosto una “vicenda singolare” che affascina ancora oggi. Si tratta di un elemento imprescindibile della stessa “atmosfera pittorica” di inizio secolo, di una specie di “ironico accompagnamento” che si trasforma in “bestia nera” della salute e dell’ordine pubblico, pur restando “musa ispiratrice” per una folta schiera di creativi dalle vite “leggermente sregolate”.

Quel che resta di questa misteriosa bevanda, da molti associata per gli effetti leggermente allucinogeni all’ambrosia, il leggendario nettare degli Dei, è una serie di ritratti famosi, di rappresentazioni celebri che gettano uno sguardo storto sui devastanti effetti derivanti dal suo abuso. Sono “cronistorie di un eccesso”, moniti su tela che più che spaventare possono risultare quasi affascinanti. Perché se la solitudine degli sguardi persi dei personaggi di Degas non può non toccare il cuore, il divertimento cieco dei frequentatori del Moulin Rouge descritti da Toulouse-Lautrec, la luce delle “nature vive” di Van Gogh, la sfrontatezza e l’aria sognante del bevitore di Manet, suscitano almeno un po’ di desiderio.

L’assenzio nei quadri
L'assenzio nei quadriL'assenzio nei quadriL'assenzio nei quadriL'assenzio nei quadriL'assenzio nei quadri

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Da Sotheby's nuovi record per Manet, Derain e Bonnard

pubblicato da Lorenzo Mazza

Serata speciale per le vendite all’asta a Londra. Nell’Evening Art Sale di Sotheby’s di ieri sera (134 milioni di euro di incasso complessivo) sono stati realizzati tre nuovi world auction record per Manet, Derain e Bonnard.

Autoritratto con una tavolozza di Edouard Manet ha realizzato £ 22.400.000 (27 milioni di euro). Era stato messo in vendita da uno dei più ricchi magnati del mondo hedge fund, Steve Cohen, che lo aveva acquistato quando aveva iniziato a collezionare arte dieci anni fa. Nel corso degli anni, il dipinto è passato di proprietà fra alcuni dei più noti collezionisti del mondo, a cominciare dall’industriale francese Auguste Pellerin.

Un altro record all’asta è arrivato per André Derain, che con Arbres à Collioure ha totalizzato 16,3 milioni di euro - il doppio del record precedente e soprattutto la cifra più alta mai spesa per un dipinto fauve.

Infine, più di 7 milioni di euro per Pierre Bonnard, Le Petit Déjeuner, Radiateur e notevoli anche i 5,9 milioni di euro per un disegno di Henri Matisse, Etude pour Nu rosa.

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Jeff Koons è anche un grande collezionista d'arte

pubblicato da Giovanni De Stefano



Pare proprio che Jeff Koons stia per inaugurare una nuova carriera: quella di collezionista d’arte altrui. E pare anche che la cosa gli riesca proprio bene, almeno a giudicare da alcune sue recenti acquisizioni.

Il suo appartamento di Manhattan trabocca di pittura di maestri del passato e del presente, attentamente combinati fra di loro e con la carta da parati color rosa salmone. I soggetti religiosi di un fiammingo come Quentin Massys va a braccetto con un Fragonard profano (anche se l’atteggiamento della bellissima donna in questione, che allatta al seno, potrebbe essere facilmente frainteso per sacro).

Non mancano nomi da far girare la testa, in caso di uno degli artisti contemporanei più apprezzati dal mercato: Manet, Courbet, Poussin. Proprio il Courbet è uno dei massimi orgogli di Koons: rappresenta una vacca che guarda verso lo spettatore. Jeff non riesce a vederci un tocco di postmodernismo ante litteram: il dolore del mammifero che va al macello, magari per qualche grande catena di ristorazione. Génie oblige, non c’è che dire.

Foto | New York Times

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La Kunsthaus di Zurigo celebra Picasso

pubblicato da Lorenzo Mazza


La Kunsthaus di Zurigo, dove Picasso ebbe la sua prima apparizione in un museo nel 1932, festeggia il suo centenario con uno speciale programma che celebra l’artista spagnolo. Si parte il 12 febbraio con la collezione dell’industriale Emil Buehrle di Zurigo e, passando per uno spettacolo che segna il 150 ° anniversario della nascita di Carl Moser, architetto del palazzo Jugendstil’s, si arriva alla mostra di Picasso nell’ottobre 2010.

La Buehrle è una delle collezioni private di arte europea più importanti, circa 180 dipinti e sculture tra cui alcune delle opere impressioniste più belle del mondo. Nel febbraio 2008 alcuni banditi mascherati rubarono alcuni Cézanne, Degas, Monet e Van Gogh, per un valore di circa 160 milioni di dollari, una delle più grandi rapine di oggetti d’arte mai realizzata. Solo due delle quattro opere sono state recuperate.

Dal 15 ottobre 2010 al 30 gennaio 2011 il piatto forte alla Kunsthaus sono le 70 opere della Mostra originale di Picasso del 1932, prima retrospettiva che attraversa i primi tre decenni della sua carriera, dai suoi periodi blu e rosa al cubismo e al rapporto con Georges Bracque, afino l suo periodo classico.

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Frase del giorno - Anche i geni, ogni tanto, sbroccano

pubblicato da Michelangelo

Edouard Manet - Bar alle Folies Bergeres

Renoir è un ragazzo senza alcun talento. Ditegli, per favore, di smettere di dipingere.

Edouard Manet

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Edouard Manet: Olympia - il capolavoro della settimana

pubblicato da Michelangelo

Edouard Manet - Olympia

Il grande artista francese realizzò questo dipinto (attualmente al museo d’Orsay di Parigi) nel 1863, negli anni immediatamente precedenti alla stagione dell’Impressionismo. L’opera destò grande scandalo all’epoca più che per il soggetto rappresentato, per il contesto in cui la scena è inserita. Ai tempi di Manet, quadri di soggetto erotico se ne trovavano moltissimi, e talvolta anche più “piccanti” di questo, ma tutti avevano una patina di rispettabilità, ipocrita, dovuta al fatto che si trattava sempre di rappresentazioni di Venere, delle ninfe o altri personaggi dellla storia o del mito. O al limite immagini esotiche.

In pratica il nudo era consentito se inserito in contesti lontani nel tempo o nello spazio, o se riparato dietro la foglia di fico della mitologia. Con Olympia invece Manet ritrae una scena dei suoi tempi: una prostituta nella sua stanza da letto e questo fece scandalo, come due anni prima aveva fatto scandalo le Déjeuner sur l’erbe in cui due allegri compari fanno un picnic con una donna nuda (mentre rappresentare ninfe e satiri intenti ad amoreggiare era considerata una cosa normale).

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