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A Pavia i capolavori grafici di Rembrandt il maestro della luce

pubblicato da Eleonora Santonocito

Incisioni di Rembrandt

Soffio discontinuo vagante. Così Longhi, critico d’arte, ha definito la luce nei lavori di Rembrandt. Un’esplosione violenta e vibrante che ci fa percepire il buio non come un luogo fisico, ma come una sensazione. A Pavia, il Castello visconteo espone uno dei tesori più preziosi della collezione Malaspina: in mostra fino al 1° Luglio 40 incisioni del maestro di Leida affiancate da altre di Dürer, al quale Rembrandt si ispirò e che fu il primo ad usare la tecnica dell’acquaforte a metà del ‘400, realizzata spargendo sulla lastra uno strato di cera per esiti vicini a quelli pittorici.

L’incisione è nata con la stampa e si può considerare la sperimentazione più interessante per un artista del tempo, al pari dello stencil o del digitale odierno.Per conoscere davvero Rembrandt non si può prescindere dalla produzione grafica, in quanto oltre ad aver ricoperto un periodo molto lungo, dal 1628 al 1661, mettono in evidenza i suoi veri interessi. Se come pittore lo vediamo cimentarsi con i “soliti” temi e canoni estetici del tempo, nelle incisioni Rembrandt si diverte a ritrarre di tutto, scene di genere, nature morte ritratti e nudi realistici in modo originale e fantasioso. Del resto l’interesse non era quello di studiare i dettagli delle cose, ma gli effetti di luce. Secondo i critici del tempo il risultato era quantomai “bizzarro”.

Rembrandt può considerarsi un vero buisness-man dei nostri giorni: oltre a essere esperto collezionista di incisioni altrui, si occupava personalmente della vendita delle proprie stampe poichè molte acqueforti non presentano l’ indirizzo dell’ editore. Inoltre non realizzava matrici finite: solo in un secondo momento aggiungeva nuovi particolari per opere sempre diverse con il minimo sforzo. Ma per stampe sempre piene di suggestione.

Incisioni di Rembrandt Incisioni di Rembrandt Incisioni di Rembrandt Incisioni di Rembrandt

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Quel demone che spunta dall'affresco di Giotto

pubblicato da Daniele

Un demone nell'affresco di Giotto
Basilica superiore di Assisi, affresco della Vita di San Francesco di Giotto, scena ventesima. Poi dettaglio, zoom: tra il corpo del Santo morto e, in alto, la sua trasfigurazione celeste, un gruppo di nubi dipinte nasconde il profilo di un demone, il volto feroce e le corna nere. A scoprirlo è la storica Chiara Frugoni, esperta di storia medievale e in particolare del francescanesimo, che renderà ufficialmente noto il fatto con un articolo nel prossimo numero della rivista San Francesco Patrono d’Italia.

“Fino ad oggi - dichiara la Frugoni - il primo pittore che pensò di trattare le nuvole era ritenuto Andrea Mantegna che nel suo San Sebastiano, del 1460, mostrò sullo sfondo del cielo un cavaliere che emerge da una nuvola. Ora, questo primato non è più tale”. Sul motivo per cui Giotto abbia raffigurato il volto di un demone tra le pieghe di una nuvola, la Frugoni afferma: “Forse non fu soltanto un’impertinenza sfuggita fino ad oggi all’occhio di tutti. Nel Medioevo si credeva che anche nel cielo abitassero i demoni che ostacolavano la salita delle anime: è un significato ancora da approfondire, ma che sembra destinato a dare buoni frutti”.

Via | Rainews

Un demone nell’affresco di Giotto
Un demone nell'affresco di GiottoUn demone nell'affresco di GiottoUn demone nell'affresco di GiottoUn demone nell'affresco di Giotto

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Il British Museum riporta alla luce disegni di Michelangelo

pubblicato da Lorenzo Mazza

Fino ad oggi la tecnica degli infrarossi era stata applicata soltanto ai quadri. Pochi giorni fa gli esperti del British Museum, analizzando agli infrarossi gli schizzi preparatori della Madonna di Bruges, hanno fatto un’interessante scoperta.

Sulla sinistra appare un disegno cancellato da Michelangelo, un torso di un uomo. Il modello maschile era stato dunque alla base della preparazione della scultura e ciò viene confermato dal fatto che, ai tempi, raramente le donne sedevano come modelle per gli artisti.

Nel Rinascimento la carta era un bene piuttosto caro e i fogli venivano cancellati con la gomma pane e riutilizzati più volte. Lo schizzo di Michelangelo è soltanto una delle otto opere precedentemente sconosciute scoperte nei disegni di grandi artisti con la tecnica degli infrarossi.

Beato Angelico, Leonardo, Mantegna, i nuovi ritrovamenti saranno protagonisti di una mostra che si tiene a Londra dal 22 aprile, Disegni del Rinascimento italiano.

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