
Eccoci giunti alla seconda parte di questo special su Métamorphose con Francesco Catalano. Personaggio eclettico, creativo e curioso, Francesco è il direttore creativo di Novoceram, ma è anche fotogafo, interior designer e a breve autore di una pubblicazione, che al centro ha la sua ricerca sull’effimero, un tema che abbiamo incontrato più volte nel corso del reportage.
Ma ad un’intervista si può rispondere in tanti modi e questa non è solo il resoconto di un’attività professionale e artistica e l’esplorazione di un evento, ma anche il raccontarsi di una persona che ci regala uno spaccato di sé a molti livelli. A partire dall’immagine di un bambino di 12 anni che aspetta davanti al Salone del mobile cercando per terra un biglietto d’ingresso lasciato cadere da qualche passante, spinto dal desiderio di ammirare forme, oggetti, luci che sono già nei suoi sogni…
Voglio concludere questa piccola introduzione con una nota. E’ mia abitudine chiedere agli intervistati di mandarmi una foto (ma anche un’immagine, un oggetto, un paesaggio) che li rappresenti e così ho fatto con Francesco. Solo che stavolta - ed è la prima volta che mi capita - la foto è stata accompagnata da una densa descrizione che ne ha motivato la scelta e che vi riporto parzialmente sperando che non se la prenda, perché a mio vedere questo è un altro pezzo di intervista.
La foto, un particolare di un allestimento più ampio sulle 5 vie di fuga dalla paura dell’effimero, dunque rappresenta per lui tre cose. Primo, una riflessione sul potere degli oggetti quotidiani (”ultimamente sto ragionando molto sul potere evocativo degli oggetti quotidiani, e osservando la reazione dei visitatori dell’installazione mi sono accorto che quelli rappresentati in questa fotografia sono effettivamente riusciti ad esprimere al pubblico un concetto complesso come quello che intendevo raccontare, alimentando così il mio interesse per questo linguaggio“). Secondo, una soddisfazione (”Isabella Soscia, una delle più fertili ed attente studiose di marketing italiane, mi ha contattato dopo aver visitato l’esposizione chiedendomi l’immagine come copertina per il suo nuovo libro “Emozioni & Consumi“, appena pubblicato da Egea, permettendo così ad un’opera nata per essere effimera di trovare attraverso la propria immagine una nuova vita ed un nuovo pubblico, uscendo completamente dal contesto a cui era destinata… e questo per me è sempre stimolante“). Terzo, un segreto, ma i segreti per loro definizione non si raccontano…
Buona lettura.
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Si svolge oggi a Torino, presso il Politecnico, l’incontro “Supermercati d’artista e guerrilla da scaffale. Nuove frontiere del commercio tra business e cultura”: quattro ore interamente dedicate ad un esplorazione artistica, antropologica e tecnologica del supermercato come location d’eccezione, simbolo e protagonista assoluto delle relazioni sociali ed economiche nel contemporaneo.
L’incontro fa parte del ciclo di seminari “Nowadays” a cura del corso Disegno industriale IV, Laurea specialistica in Design del Prodotto ecocompatibile, tenuto dalla prof.ssa Angela De Marco. Ne discuteranno Simona Lodi, art director del Piemonte Share Festival, Alex Giornano (Ninja Marketing) che approfondirà le tematiche del marketing non convenzionale, Salvatore Iaconesi (Art is Open Source), che analizzerà l’evoluzione del supermercato e di possibili interventi artistici e tecnologici fra interaction design e antropologia, come fondamento teorico alla base del progetto “Squatting Supermarcket”.
In effetti questo incontro-seminario è già una piccola anticipazione della prossima edizione del ToShare (4-8 novembre 2009), che ha scelto di ispirarsi al tema Marcket Forces: “… Il mercato è diventato il terreno di scontro privilegiato per qualsiasi idea o prodotto dove le problematiche riferite al caos e al valore, al significato e alla casualità, alla politica e all’economia si scontrano. Queste astrazioni instabili e complesse hanno effetti concreti sulla nostra quotidianità…“. All’interno del festival infatti “Squatting Supermarcket” sarà un progetto speciale che porterà alla realizzazione e presentazione di prototipi per la creazione sincretica di arte, business e cultura come azione, ricerca a critica di quello che possiamo definire la frontiera del “consumismo performativo”.
Via| ToShare