Kan Yasuda è uno scultore giapponese che vive e lavora in Toscana. Ciò che mi ha colpito delle sue sculture è il loro porsi nei diversi ambienti come oggetti “senza tempo”: poste in giardini, piazze e mercati è come se esse diventassero un tutt’uno con l’ambiente, arricchito dalla loro presenza.
Le sue opere sono costruite prevalentemente in marmo bianco di Carrara, bronzo nero e granito; hanno forme semplici e levigate, di varia grandezza.
Sembra che l’obiettivo dell’artista sia quello di stabilire un rapporto con il fruitore dell’opera non solo legato alla visione, ma soprattutto al tatto e qualche volta all’udito.
Un modo di fare arte, quindi, che mira a coinvolgere pienamente il visitatore. Ogni installazione, infatti, porta all’emergere di numerose sensazioni e, più importante, coinvolge il fruitore e ne stimola comportamenti ed azioni: molti visitatori infatti non si limitano a guardare o toccare le sue sculture, ma entrano nei buchi in esse presenti, battono sul bronzo o si fermano ad ascoltare i suoni prodotti.
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