Il 25 Marzo si è festeggiato il compleanno di un grande artista contemporaneo Matthew Barney, classe 1967 nato in California. A festeggiarlo “artisticamente” anche lo scultore Barry X Ball con una mostra nella galleria parigina di Nathalie Obadia, dal titolo Matthew Barney / Barry X Ball Dual Portrait, al quale dedica un doppio ritratto. La mostra che durerà fino al 16 Maggio espone le sculture di Barry dalla natura matamorfica, realizzate con diversi marmi colorati e agganciate al soffitto tramite dei cavi. Le due sculture fanno parte di una ricerca artistica che ha avuto inizio nel 1998 e dove convivono qualità tecnica e motivi fantasiosi. Chi meglio del volto di Matthew Barney può prestarsi ad esserne il protagonista?
Se la parte superiore delle teste non richiamasse l’attenzione sulla qualità tutt’altro che malleabile del marmo grazie a una decorazione simile all’intarsio, l’artista riuscirebbe a farci credere che il marmo si possa tramutare facilmente in cera e vinto dalla forza di gravità liquefarsi al suolo. I due volti affrontati terrificanti come il viso di medusa, sia nella versione mansueta che in quella inquieta sembrano l’opera di raffinati artigiani vichinghi.
Matthew Barney poliedrico e criptico artista non poteva che essere il modello migliore anche per il filo conduttore che avvicina la sua produzione artistica a quella di Barry: nella sua serie The Cremaster, seppur di difficile interpretazione, emerge chiaro l’interesse per le trasformazioni del corpo, deformato, ibridato e unico centro di un luogo personale pronto a ridefinirsi. La materia gelatinosa e e gommosa che utilizza Matthew sembra della stessa consistenza del marmo di Barry X Ball. E sembrano racchiudere lo stesso motivo-chiave che vede nella resistenza l’ unico principio che permette la crescita.
C’è tempo fino al 10 ottobre per ammirare l’opera di uno dei più importanti e visionari fotografi giapponesi contemporanei, Daikichi Amano. Lo scenario è quello della galleria di Mondo Bizzarro a Roma, a due passi dal Macro.
Nato a Tokyo nel 1973 Amano studia arte negli Stati Uniti per poi tornare in patria ed avviare una personalissima ricerca che progressivamente lo conduce dal linguaggio cinematografico a quello fotografico. Negli ultimi anni, le sue inconfondibili opere sono apparse più volte su riviste occidentali, contribuendo ad alimentare il suo status di artista di culto, con numerosi fans e collezionisti in tutto il mondo. A Mondo Bizzarro Amano aveva già esposto nel 2009 con una selezione di opere legate al tema del mondo marino, vera e propria ossessione dell’autore.
La nuova mostra comprende invece i lavori più recenti che, sempre all’insegna di una vitalità morbosa e sanguigna, tendono a stabilire connubi tra eros e thanatos e poi di ibridi fra mondo umano e mondo animale. Con una cura estrema dei dettagli e sorprendenti intensità cromatiche, le opere di Amano riprendono la tradizione nipponica delle stampe erotiche e dei paesaggi naturali - quella di un maestro come Hokusai, di cui Amano si sente un erede - per poi estremizzarne il contenuto con una carica visionaria tutta contemporanea, che lo avvicina più a un artista occidentale come Matthew Barney (anch’egli all’opera con suggestioni cinematografiche) che non al connazionale Nobuyoshi Araki, apparentemente più vicino al suo stile e al suo immaginario. Anche se il modo tipicamente giapponese di concepire il rapporto con la natura è molto sentito da Amano e traspare dalle sue parole sui soggetti animali adoperati nelle foto:
“Non buttiamo mai via pesci, rane e crostacei che abbiamo utilizzato negli scatti fotografici. Se possono ancora essere mangiati, finiscono il loro ciclo vitale sul piatto delle modelle e dei miei collaboratori. Un pasto finale come rito, un tributo alle creature che hanno contribuito al lavoro, omaggiandole facendole diventare parte del nostro corpo. Così si chiude il cerchio”.

Dopo l’ottimo successo della passata edizione si propone in versione estiva Lo schermo dell’arte - Film Festival nelle Notti di mezza estate dedicate alla videoarte e al cinema che parla di arte contemporanea. Fino a giovedì 2 luglio (21 – 24) presso l’Altana della Biblioteca delle Oblate, Matthew Barney, Maurizio Cattelan, Jean-Michel Basquiat, Kiki Smith, Bill Viola, Gianni Berengo Gardin saranno i protagonisti delle proiezioni ad iongresso gratuito.
Organizzato da Silvia Lucchesi e curato da Leonardo Bigazzi, il festival propone rarità e approfondimenti con ospiti d’eccezione, come Gianni Berengo Gardin, Maria Grazia Messina (Università di Firenze), Valentina Valentini (Università La Sapienza di Roma), Martino Marangoni, Lorenzo Giusti e Giampiero D’Angeli.
Per il programma completo del festival, fate riferimento a questo sito.

Inaugura il 13 dicembre a Napoli Barock - Arte, Scienza, Fede e Tecnologia nell’Età Contemporanea. La mostra, a cura di Eduardo Cicelyn e Mario Codognato cerca di far emergere quei tratti barocchi all’interno della cultura contemporanea, “dimostrando come e attraverso quali artisti contemporanei siano oggi nuovamente funzionanti e riconoscibili i temi caratteristici della cultura seicentesca barocca”.
Un lungo filo rosso che unisce il diciasettesimo secolo al presente. Il sensazionalismo è la matrice creativa, un’esperienza estetica che mira continuamente a colpire i sensi attraverso la figura retorica e l’eccesso. Immagini forti, violente, sensuali, che escono persino da loro stesse, non si contengono.
Barock sarà visitabile fino al 5 aprile 2010. Un progetto espositivo esuberante e coinvolgente in cui si vedrà anche Heaven di Damien Hirst, il grande squalo tigre immerso nella formaldeide. Questa la lista degli artisti del ‘barocco contemporaneo‘ invitati: Adel Abdessemed, Micol Assaël, Matthew Barney, Domenico Bianchi, Bianco - Valente, Antonio Biasiucci, Keren Cytter, Mircea Cantor, Maurizio Cattelan, Jake & Dinos Chapman, Claire Fontaine, Lara Favaretto, Gilbert & George, Douglas Gordon, Mona Hatoum, Damien Hirst, Anish Kapoor, Jeff Koons, Jannis Kounellis, Shirin Neshat, Carsten Nicolai, ORLAN, Philippe Parreno, Giulia Piscitelli, Michal Rovner, Cindy Sherman, Jeff Wall, Sislej Xhafa.
Divertentissimo video caricato in questi giorni sul canale youtube della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. Una clip che documenta la video-incursione avvenuta nel 2007 ad opera del gruppo-pirata ConiglioViola alla Fondazione. Renato Zero, ospite della Fondazione per un giorno, prende il posto di Patrizia Re Rebaudengo e comincia a girare per le stanze proponendo una versione ad hoc di uno dei suoi celebri pezzi.
Il video diventa l’occasione per una riflessione ironica sulle assurde logiche che compongono il mercato dell’arte.“Trova un artista, un curatore di più, per farmi stare su. Dammi una lambda, dammi un lightbox semmai, dammi i pennelli tuoi. Poi, dimmi che superquotazione hai…”
Se vi piacciono Matthew Barney e Björk o almeno uno dei due, vi segnalo Aperitivo d’arte, presso il wine bar Camponeschi in Piazza Farnese a Roma. Qui, giovedì 6 marzo, dalle ore 20 alle ore 24, verranno proiettati “Drawing restraint 9″ e “De lama lamina” dell’artista americano, più noto per il suo ciclo di corti intitolato “Cremaster”.
“Drawing restraint 9″, ispirato al tema della resistenza «come prerequisito per lo sviluppo e veicolo per la creatività», ci mostra una baleniera giapponese, al largo delle coste di Nagasaki, su cui viene celebrato un matrimonio scintoista tra i due personaggi, marito e moglie anche nella vita. Teatralità, scenografie sofisticate, musiche della cantante islandese sono gli ingredienti del film.
“De lama lamina”, invece, è un film-documentario sul tema della deforestazione interpretato in chiave allegorica. Girato durante il Carnevale di Salvador de Bahia, guarda al mondo della mitologia afro-brasiliana e si concentra su un immenso carro per disboscare le foreste che avanza in un corteo di personaggi emblematici.
L’evento è presentato da Electronic Art Café in collaborazione con Complus Events.