Fabula, 25 artisti si mettono in gioco inaugura martedì 1 dicembre alle 18 presso lo Studio Angeletti di Roma (interior design, architecture and art - via gregoriana 5). L’itinerario nasce da un’idea di Annalaura Angeletti e conduce i visitatori nel mondo del gioco e della favola con i linguaggi e le idee di artisti del calibro di Bruno Munari, Toti Scialoja e molti altri. Artisti che hanno saputo lavorare con le infinite possibilità della creatività infantile e hanno riportato le loro ’scoperte’ al mondo dell’arte ‘adulta’.
Una piccola wunderkammer, una camera delle meraviglie piena di riferimenti a fiabe, oggetti misteriosi, ironici, paurosi e crudeli. Sono i disegni, le sculture, le filastrocche e i giochi d’artista, del percorso espositivo curato da Andrea Fogli insieme a Francesca Campli.
Ecco la lista completa degli artisti: Alighiero Boetti, Bruno Munari, Liliana Moro, Dante Ferretti, Toti Scialoja, Bruna Esposito, Pino Pascali, Pirro Cuniberti, Felice Levini, Nanni Balestrini, Giosetta Fioroni, Andrea Fogli, Gianni Dessì, Letizia Cariello, Marina Paris, Maurizio Savini, Octavio Floreal, Luigi Mainolfi, Marco Colazzo, Marilù Eustachio, Giacinto Cerone, Umberto Chiodi, Valentina Coccetti, Francesco Bocchini, Giovanni Albanese, Andrea Aquilanti.

La mostra “TOYS“, progetto realizzato dalla galleria CO2 contemporary art a cura di Maria Letizia Bixio inaugurato il 5 luglio al Festival dei Due Mondi di Spoleto, arriva (o forse sarebbe meglio dire “ritorna”) alla galleria romana il 16 luglio, dove rimarrà esposta fino al 21 nei pressi di Borgo Pio.
Un viaggio allegorico attraverso gli oggetti e l’immaginario infantile, che nessun adulto riesce mai ad abbandonare completamente, anche perché il gioco è e rimane simulazione della realtà, oltre che evasione, svago e divertimento. Lo spazio espositivo si trasforma infatti un “parco giochi” dell’arte. Ma nell’atmosfera scherzosa e ludica che lo permea, sugli oggetti si posa lo sguardo inquieto degli adulti: gli artisti, che questi giocattoli li hanno reinterpretati con una lettura matura e consapevole che ci parla di una realtà spesso dura. Come nel caso di Shadi Ghadirian, fotografa iraniana nei cui lavori insieme a bambole e pupazzi compaiono delle maschere a gas a simboleggiare lo stato di guerra e repressione in cui è costretto il suo paese…
Altri artisti in mostra: Ma Liang, Yorgo Manis, Tv Boy, Riccardo Scibetta, Maurizio Savini, EPVS, Tiziano Lucci.
Ingresso libero.
Due segnalazioni per chi ama le sculture in chewingum di Maurizio Savini e la webtv.
Roberto Marsella, per l’Angel Art Gallery, ha realizzato un video che documenta la personale su Savini “Destined for Nothing“, tenuta a Milano, dove è possibile vedere l’artista in azione. Se andate sul sito di Giart.tv c’è il filmato. E questo ci riallaccia alla seconda segnalazione, quella che riguarda Giart.tv.
Giart.tv è un progetto di webtv dedicata agli appassionati e collezionisti di arte contemporanea. Sembra nata da poco, o comunque non la conoscevo, ma è una vetrina in più sul contemporaneo ed è in lingua italiana.
E’ morbido, rosa e fruttato. E’ il chewingum che Maurizio Savini usa dal 1996 per le sue sculture, che conciliano così l’ufficialità dell’arte con la leggerezza dell’infanzia. Architetto, scenografo e membro della fondazione romana Pastificio Cerere, l’artista sottolinea in questo modo l’effimero che caratterizza le nostre vite.
Il contrasto tra la monumentalità delle sculture (alcune raggiungono e superano i 2 metri) e la deperibilità del materiale usato è uno degli interessi di Savini, che ha eletto la gomma da masticare a proprio strumento del mestiere anche in virtù della sua duplice natura pop (il colore e il suo essere accessibile a tutti).
Le sculture in chewingum di Maurizio Savini



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