Sarà inaugurata sabato 17 settembre a Lucca la mostra Carte rivelatrici. I tesori nascosti della collezione Peggy Guggenheim, curata dal direttore del L.u.C.C.A. Maurizion Vanni. Attingendo dal patrimonio della Collezione Peggy Guggenheim, la mostra al Lu.C.C.A. porta alla luce opere su carta di alcuni tra i più grandi artisti del XX secolo, quali Alechinsky, Arp, Calder, de Kooning, Ernst, Fontana, Hundertwasser, Kandinsky, Kupka, Man Ray, Masson, Matta, Mondrian, Moore, Picasso, Richter, Rivera, Sironi, Tancredi, Tanguy, Tobey e Vedova. Alcune delle opere furono esposte alla Biennale di Venezia del 1948, altre sono state presentate solo in rare occasioni, mentre altre ancora sono mostrate al pubblico per la prima volta. Per il curatore Vanni:
“L’intento è proprio quello di riscoprire il valore di una collezione su carta non importante solamente per gli autori che ne fanno parte, ma anche per i momenti, umani e culturali, che hanno contraddistinto la raccolta. In un certo momento della sua vita, infatti, Peggy Guggenheim cambiò radicalmente le sue abitudini dedicandosi con tutta se stessa all’arte moderna e alla visita degli studi di quegli artisti che, di lì a poco, avrebbero cambiato la storia dell’arte della propria epoca. Nessuno potrà mai dire con certezza quanto Peggy abbia contribuito al loro successo, ma certamente il Novecento deve molto a questa figura intraprendente, istintiva, sensibile, ma anche passionale, impulsiva, combattiva e lungimirante che ha trasformato un sogno in una meravigliosa ed eterna raccolta di carte rivelatrici di passioni, amori, conoscenze e memorie di un tempo senza tempo. I tesori nascosti della collezione corrispondono alle preziose facce dello stesso diamante che risponde al nome Peggy”.
Inaugura venerdì 26 febbraio a Palazzo Strozzi di Firenze Uno Sguardo nell’Invisibile, un percorso che prende le mosse dall’intuizione metafisica di De Chirico. In un pomeriggio dei primi del novecento in Piazza Santa Croce a Firenze, il pittore ebbe quella visione che avrebbe condensato ne L’enigma di un pomeriggio d’autunno (1909-1910).
La mostra passa in rassegna quei pittori che James Thrall Soby definì after Picasso. Lasciata per un istante da parte la ricerca nel campo della forma, della luce e del movimento, la nuova pittura si nutriva di quella radice letteraria, filosofica, concettuale e fantastica scoperta da De Chirico. Accompagnano De Chirico René Magritte (La condizione umana, Il senso della notte, La chiave dei sogni), Carlo Carrà (Il gentiluomo ubriaco, L’ovale delle apparizioni, Il figlio del costruttore), Giorgio Morandi, Max Ernst (Oedipus Rex, Visione notturna della Porta Saint Denis), Balthus, Arturo Nathan, Pierre Roy, Alberto Savinio, Niklaus Stoecklin.
Curato da Paolo Baldacci, Guido Magnaguagno e Gerd Roos, il percorso si presenta come uno dei più grandi appuntamenti espositivi della primavera (oltre 100 le opere in mostra), visitabile fino al 18 luglio 2010. Assieme alla mostra su Caravaggio e i Caravaggeschi, Firenze ritrova finalmente la sua passione per l’arte moderna.
« Durante un chiaro pomeriggio d’autunno ero seduto su una panca in mezzo a Piazza Santa Croce a Firenze. Non era certo la prima volta che vedevo questa piazza…
Uno Sguardo nell’Invisibile - Palazzo Strozzi Firenze




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“Max Ernst nella collezione Würt” così s’intitola la terza mostra organizzata al Palazzo dei Normanni a Palermo. Organizzata dall’Assemblea regionale siciliana e dalla Fondazione Federico II, è stata inaugurata il 15 febbraio alla presenza di Reinhold Würth e si chiuderà il 15 luglio 2008.
Dopo i successi delle due precedenti esposizioni, nel 2005 “Capolavori dell’Espressionismo e dell’Impressionismo” e nel 2006 “Da Spitzweg a Baselitz”, il Palazzo dei Normanni torna ad essere al centro della scena artistica nazionale ed internazionale.
Le opere, in tutto 63, sono esposte nella Sala Duca di Montalto (piano terra, appena entrati a sinistra) e tra esse vi sono collages, realizzazioni olio su cartoncino, litografie, acqueforti e sculture in bronzo. Tra le opere più pregiate si possono ammirare: “Untitled” del 1923, per la prima volta in Italia, esposta prima della tappa palermitana a Basilea; i disegni appartenenti al ciclo “Histoire Naturelle” e il dipinto “Monosyllabus” come esempi della tecnica del frottage inventata dallo stesso Max Ernst; alcune tavole del primo romanzo-collage dell’Artista “La Femme 100 têtes” e “Maximiliana”, l’ultima opera del Maestro.
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Bello come l’incontro fortuito su un tavolo operatorio di una macchina da cucire con un ombrello.