Per il terzo anno ritorna nella capitale, dal 27 al 30 maggio, Roma. The Road To Contemporary Art. Quest’anno la perdo, e un po’, nonostante la poca soddisfazione dell’anno passato, mi dispiace. Stava quasi diventando una costante.
Quest’anno, 2010, l’evento sarà segnato da un fatto particolare. Negli stessi giorni della fiera d’arte contemporanea, ci sarà anche la presentazione in anteprima dei nuovi spazi del MACRO (seguite le istruzioni sul sito per la prenotazione) e l’apertura del MAXXI (visita per il 29 esaurita ma seguite quanto dice il sito). Che dopo l’estenuante attesa, non è poco. E questo fatto mi mette ancora più tristezza, perché ho visto le varie fasi (dai cantieri alla visita straordinaria fine lavori), ma non il gran finale con opere!
La fiera troverà spazio al MACRO Testaccio, allestita nei due padiglioni del MACRO Future e nell’appena restaurato Padiglione della Pelanda. Sul sito relativo a Roma. The Road…, trovate tutti i dettagli.
Il post è anche l’occasione per mettere le immagini scattate all’anteprima del MAXXI, che ho realizzato grazie all’apertura straordinaria nel mese di novembre 2009. Tempo fa, ma non le avevo mai inserite fino ad ora. Non vedrò nell’imminente il contenuto, ma il contenitore così vuoto rimarrà probabilmente una cosa ancora più rara. E che bel contenitore…

Collezionista, gallerista, storica dell’arte, lo scorso 24 gennaio si è spenta a Milano Claudia Gian Ferrari. Lascia un’importante collezione, 44 opere sono destinate al FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano e altre 58 al MAXXI di Roma.
A Milano, dove la Gian Ferrari ha costruito il suo Studio di Consulenza per il ‘900 Italiano e l’Arte Contemporanea, la gallerista non è mai andata d’accordo con le istituzioni museali. Ha affidato così al Fai il suo patrimonio legato al primonovecento, in gran parte ereditato dal padre Ettore Gian Ferrari, che l’allestirà a Villa Necchi Campiglio, in corso di restauro secondo il progetto originario degli anni ‘30 dell’architetto Piero Portaluppi. L’amante morta di Arturo Martini, il Ritratto di Alfredo Casella e Oreste ed Elettra di De Chirico, La famiglia del pastore di Sironi e due Nature Morte di Morandi, solo per fare qualche nome di questa parte della collezione.
Il resto è appunto destinato al Maxxi e crediamo che anche il nuovo consulente per le acquisizioni Vittorio Sgarbi non abbia avuto niente da ridire. Marcel Duchamp, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Patrik Tuttofuoco, Charles Avery, Gabriele Basilico, Mattew Barney, Stefano Arienti, Christian Boltansky, Bruna Esposito, Tony Cragg, Lara Favaretto, Anselm Kiefer, Pier Paolo Calzolari, Ettore Spalletti, Pedro Cabrita Reis, Marlene Dumas, Urs Luthi, Vic Muniz, Wolfgang Tillmans, Chen Zhen e molti altri.
Dunque, per quanto riguarda il Maxxi aspettiamo soltanto che questi capolavori, già inclusi nei cataloghi del museo, vengano inclusi in qualche mostra, mentre per il Fai dovremo attendere la fine del restauro della sede. Un ringraziamento da parte di tutta la cultura italiana va all’intera famiglia Gian Ferrari.

Forse il 27 maggio, sebbene sia ancora primavera, si sentirà già aria d’estate. Comunque vada l’importante è che a Roma apre il Maxxi, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, il primo museo pubblico nazionale dedicato alla creatività del nostro tempo, progettato da Zaha Hadid. 27, 28, 29 maggio, tre giorni per inaugurare subito in grande stile: 5 gli appuntamenti espositivi in programma.
Spazio, un percorso attraverso le collezioni di Arte e di Architettura del Maxxi, che presenta 80 opere tra cui Boetti, Kentridge, Penone, Vezzoli, in un dialogo con progetti pensati appositamente per la mostra da dieci architetti e studi di architettura internazionali. Poi Gino De Domiciis. L’immortale, una delle più grandi retrospettive sull’artista, sua cura di Achille Bonito Oliva.
Ancora Kutlug Ataman. Mesopotamian Dramaturgies, 8 video che ripercorrono il rapporto tra Oriente e Occidente; Luigi Moretti Architetto. Dal razionalismo all’informale ed infine Geografie Italiane, una gigantesca installazione video che occupa una parete di 40 metri, a cura di Maristella Casciato, Pippo Ciorra e Margherita Guccione, realizzata da Studio Azzurro. Delle singole mostre avremo modo di parlarvi più dettagliatamente nei prossimi mesi.
[Nella foto Aurora di Mario Airò, Collezione Maxxi]

La notizia è trapelata in serata. Farà molto piacere ad alcuni e ‘rivoltare le viscere’ ad altri. Noi ci limitiamo a darvela. Vittorio Sgarbi, noto presenzialista televisivo, ex Ministro della Cultura ed attuale sindaco di Salemi, è stato nominato curatore del Padiglione Italiano della Biennale 2011.
Gli artisti che rappresenteranno l’Italia nella 54ima edizione dell’evento d’arte più visitato nella penisola, saranno quindi scelti da Sgarbi, nominato da Sandro Bondi. Sempre al Vittorio nazionale è stato poi affidato l’incarico di vigilare sull’acquisto di nuove opere d’arte contemporanea per il nascente Maxxi.

Un progetto ambizioso che dopo 10 anni di lavori finalmente vede la luce: stiamo parlando del Maxxi, il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, uno dei musei di arte contemporanea più grandi al mondo, ideato dell’architetto Zaha Hadid e costato 150 milioni di euro.
Un’architettura d’avanguardia caratterizzata da spazi immensi e luminosi che nei prossimi mesi ospiteranno una collezione permanente di arti visive, mostre e non solo: saranno infatti organizzate manifestazioni, eventi, performance, per una visione dell’arte a 360° che renda questo progetto dinamico e al passo con le esigenze della contemporaneità.
Il Maxxi si aggiunge al progetto del Macro, realizzato sempre dal comune di Roma, e concorre a rendere finalmente la nostra capitale un riferimento importante per l’arte a livello internazionale.
Molto romantico a parole, troppo ambizioso nei fatti. Il progetto di Alberto Garutti “Dialoghi con la città” al Maxxi di Roma passa inosservato, perché nonostante gli sforzi, il bagliore di luci sommesso, ma persistente, che induce a un’attesa io non l’ho notato (e da qualche parte nel paese non era bel tempo). Se qualcuno vuole provare a vedere, l’installazione rimane nella sala del museo al primo piano fino al 17 maggio. Nella stanza collegata con il CESI, sono state allestite 200 lampade alogene, la cui luce subisce un’improvvisa accensione in corrispondenza della caduta di un fulmine in Italia, spegnendosi lentamente una volta esaurito il fenomeno. Questo dovrebbe indurre, chi passa di lì, a pensare al cielo e alla natura (sempre pericolosa).
Con ieri è iniziato “Roma Art Weekend“, il lungo fine settimana romano dedicato all’arte contemporanea. Per tutti gli eventi in programma vi rimando al sito. In questo post voglio parlare e soprattutto illustrare i cantieri del Macro e del Maxxi che sono stati aperti al pubblico, in via eccezionale, per questo evento. Appuntamento quasi unico quindi, quello che si è svolto nella giornata di ieri.
La mia visita è iniziata prima al cantiere del museo del Macro (altre foto qui), opera di Odile Decq, che avrebbe dovuto essere consegnato a fine anno. Con caschetto ci siamo avventurati in questo spazio, che purtroppo causa fallimento di una ditta appaltatrice dei lavori e altri problemi, sembra essere lontano dal completamento e non si conosce al momento la data di fine lavori. Tempi che si allungano quindi, per un lavoro di ampliamento basato sul contrasto trasparenze e arte bruta, che ospiterà anche due alloggi per artisti. A questo cantiere è seguito, con coincidenza di orari davvero fortuita, quello del Maxxi (altre immagini qui), lavoro più consistente di Zaha Hadid. Senza caschetto, ma facendo attenzione ai detriti disseminati nello spazio, ci siamo addentrati nella protuberanza fantastica della Hadid, che dopo dieci anni dovrebbe essere consegnata il 31 maggio 2009.
Ci sono alcuni elementi che accomunano questi progetti. Entrambi sono lavori di archistar, realizzati per una città difficile come Roma. Entrambi sono stati progettati come una piazza aperta al pubblico, fruibile gratuitamente. Entrambi sono realizzati da due donne, cosa abbastanza rara nel mondo dell’architettura di questi livelli. Ed entrambi sembrano progetti meravigliosamente sorprendenti.
E se non vi siete stufati di vedere immagini di lavori in corso, ci sono anche alcuni spezzoni sia del Maxxi che del Macro.
Roma Art Weekend - Cantieri del Macro e del Maxxi
Continua a leggere: Roma Art Weekend: visita e foto dei cantieri del Macro e del Maxxi
Nell’ambito degli appuntamenti organizzati dal Maxxi di Roma per “Net Space: viaggio nell’arte della Rete“, è arrivato “Noi non siamo qui”, l’incontro con Eva e Franco Mattes, il duo di 0100101110101101.ORG.
Domani mercoledì 9 gennaio alle ore 17.30 i due autori racconteranno la loro storia di net artist dai loro inizi, nel 1998, fino ad oggi e quindi delle azioni di appropriazione a quelle di rielaborazione delle opere altrui, che li hanno resi celebri nel mondo. Azioni che hanno portato a mettere in discussione diritto d’autore e comunicazione nell’era di internet.
Oggi sono su Second Life con i loro bellissimi Avatars.

Trecento scatti del grande fotografo Ugo Mulas vengono esposti al pubblico in una grande retrospettiva che inaugurerà oggi alle 18 al MAXXI (Museo delle Arti del XXI secolo) di Roma.
Attraverso quattro sezioni parallele (Biennali, Ritratti, Eventi, Verifiche), sarà possibile percorrere l’evoluzione dell’arte in Italia attraverso lo Spazialismo, l’Arte povera e quella concettuale: l’occhio attento di Mulas, passato dal reportage alla registrazione dello spirito artistico di un’epoca, restituisce quanto avvenuto tra gli anni ‘50 e ‘70, mostrando fra le altre cose anche il legame intimo e personale che ha legato l’artista ad alcuni dei massimi rappresentanti dell’arte del secolo scorso: Burri, Ceroli, Fontana, Manzù, Pascali, Schifano, Twombly.
La retrospettiva romana si svolgerà in concomitanza con quella che aprirà i battenti il 5 dicembre nei locali del Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, per poi confluire entrambe a Torino alla Galleria d’Arte Moderna il 24 giugno 2008.
via | Exibart
Per rimanere in tema di paesaggi, il Maxxi oltre a quelli reali fotografati da diversi artisti, propone anche “Paesaggi elettronici” con il nuovo ciclo di Netspace.
Paesaggi elettronici sconfinati, come può avvenire solo nel cyber spazio, con progetti di artisti internazionali che disegnano scenari architettonici immaginari.
Per chi volesse visitare questi terre direttamente dal proprio pc (che io consiglio rispetto al museo) i net artisti presenti in questo ciclo sono: Qubo Gas, Watercouleur Park, 2007; Vera Bighetti, Stereoscopy Space, 2005; Marco Cadioli, Internet Lanscape, 2003 in corso; Isabel Saij, Meta Pond, 2005; Gair Dunlop e Dan Norton, Cumbernauld Town for Tomorrow, 2003; Ernesto Rios, D.F. Maze, 2006.
Paesaggi elettronici - Netspace viaggio nell’arte della rete, Maxxi, Roma, dal 17 ottobre al 18 novembre.