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Tutti gli articoli con tag mercato

Marc Fumaroli: "Se questa è arte..."

pubblicato da Daniele


Jeff Koons, Damien Hirst? Nient’altro che impostori. Gente che ha trasformato l’arte in un mercato narcotizzato, in cui, grazie all’intermediazione degli agenti finanziari, l’opera non è più riconosciuta per il suo valore estetico ma solo per quello monetario:

«La cosiddetta arte contemporanea esprime soltanto l’orgoglio smisurato di una ristretta élite che, per esibire la propria ricchezza, usa, oltre alle ville e agli yacht, opere dalle quotazioni astronomiche. I miliardari che acquistano queste opere non sono legati ad alcuna tradizione locale e non si preoccupano di sapere se le opere sopravviveranno nel tempo. Pensano solo al presente e al prestigio immediato, alla messinscena della loro fortuna e del loro successo. E’ un fenomeno senza precedenti, che non è assolutamente paragonabile alla grande stagione dei mecenati italiani del XVI secolo» [da un’intervista sul Venerdì di Repubblica].

Lo storico francese Marc Fumaroli, professore onorario del College de France e membro dell’Académie Française, non va molto per il sottile e il suo giudizio tranchant sull’arte contemporanea è destinato a far discutere. Ora il saggio in cui Fumaroli recita il suo j’accuse, Parigi-New York e ritorno, è stato pubblicato anche in Italia, da Adelphi. Non un semplice libello con intento polemico, ma un lungo ed erudito viaggio di circa 800 pagine nel mondo dell’arte, sorretto da un stile sferzante e coinvolgente. A partire dai suoi spostamenti tra vecchio e nuovo mondo, tra la culla della cultura e il potere imprenditoriale, Fumaroli ha tracciato una mappa della contemporaneità, basata sulla consapevolezza di essere tutti «presi e inghiottiti nell’esposizione universale, a getto illimitato e continuo, delle ultime attrazioni visive dell’arte delle arti contemporanee, il marketing».

Del panorama contemporaneo Fumaroli salva alcuni grandi pittori che, proprio in virtù del loro lavoro giudicato anacronistico, hanno faticato non poco ad emergere. Artisti come Anselm Kiefer e Lucian Freud. Per Fumaroli uno dei tratti essenziali del lavoro artistico è proprio l’aspetto manuale del processo creativo, il rapporto diretto e fisico della produzione, oggi sostituita dalla produzione tecnologica, seriale, industriale, che finisce per accomunare l’opera al feticcio, alla merce, al prodotto pubblicitario. Difficile liquidarla come una polemica sterile, nostalgica o passatista: c’è nel discorso di Fumaroli il nocciolo di una questione difficile da dirimire, che chi si occupa d’arte dovrebbe sentirsi in dovere di affrontare.

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Vip Art Fair - La prima fiera d'arte online

pubblicato da Lorenzo Mazza

Ok, il nome non è proprio simpaticissimo. La Vip Art Fair (VIP sta per Viewing in Private) è la prima fiera d’arte contemporanea completamente online. Il suo ideatore, James Cohan, la presenta come una grande ‘parata’ di gallerie da tutto il mondo. Da sabato 22 a domenica 30 gennaio la rete diventa un punto d’accesso privilegiato, non solo per conoscere gli artisti ed informarsi sulle loro quotazioni, ma per comprare direttamente.

Ci sono dunque degli aspetti, come video, possibilità di effettuare ingrandimenti sulle opere ed approfondimenti biografici, che rendono la partecipazione a questa fiera un’esperienza differente. I clienti possono costruire dei percorsi personalizzati con le opere a cui sono maggiormente interessati e condividerli con gli altri.

Nella lista delle gallerie partecipanti, ci sono molti nomi conosciuti, dalla Gagosian alla White Cube, passando per la Galleria Continua di San Gimignano. Le registrazioni sono ancora aperte, se qualcuno di voi partecipa, ci faccia sapere come è andata!

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Il menù della 20|21 International Art Fair

pubblicato da Lorenzo Mazza


Dal 17 al 20 febbraio 2011 a Londra, al Royal College of Art di Kensington Gore, si terrà la quinta edizione della 20|21 International Art Fair. Un totale di sessanta gallerie provenienti dalla Gran Bretagna, ma anche da Cina, India, Giappone, Russia, Polonia e Ucraina.

Il menù è composto da alcune preziose opere su carta di maestri quali Matisse, Miró, Picasso e Chagall come antipasto, un po’ di arte urbana in salsa americana e, come principale portata, gli artisti inglesi del novecento - Henry Moore, David Hockney, Maria Fedden e molti altri.

Si parte da poche centinaia di euro per arrivare a cifre da capogiro. L’ambiente è circoscritto e l’atmosfera amichevole. L’intenzione degli organizzatori, Gay Hutson e Angela Wynn, che gestiscono anche la 20|21 British Art Fair a settembre nella stessa sede, è di dare voce ad un crescente interesse verso gli investimenti in arte.

Il menù della 20|21 International Art Fair
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A dicembre, la seconda edizione della FIAC a Casablanca

pubblicato da Lorenzo Mazza


La seconda edizione della Fiera Internazionale d’Arte a Casablanca (FIAC) si terrà nelle prossime settimane, dal 2 al 7 dicembre, presso l’Office of Fair and Exhibition di Casablanca. Pour un immaginair commun (’Per un immaginario comune’) è l’evocativo tema alla base di quest’edizione.

La fiera intende aprire uno spazio di incontro a livello artistico, dove tutte le culture visive si incontrino e si confrontino. Promuovere l’arte contemporanea in Marocco e renderla accessibile a tutti. Portare artisti ed espositori internazionali qui, ha un significato molto preciso. Per Moncef Andaloussi, direttore della Fiera, “L’obiettivo di questa manifestazione è quello di coltivare gli occhi del pubblico e dare visibilità ad un nucleo di artisti di qualità che lavorano in diversi stili e su supporti diversi.

Tecnologie, discipline, riferimenti estetici e cognitivi, know-how, valori antropologici, al riparoda ogni forma di fanatismo e di dogmatismo. Infine una nuova modalità di avvicinare il pubblico attraverso nuove esperienze contemporanee che permettono uno scambio con l’artista e forme di comunicazione che portano alla luce tracce importanti del processo creativo autoriale. La Fiac è quindi un evento che mira ad incentivare lo sviluppo di nuovi ambienti creativi. Per parlare della fiera, il critico Abdellah Cheikh cita Jean Dubuffet: “l’arte è un grande piacere per l’uomo. Senza pane l’uomo muore di fame, ma senza arte muore di noia“.

A dicembre, la seconda edizione della FIAC a Casablanca
A dicembre, la seconda edizione della FIAC a CasablancaA dicembre, la seconda edizione della FIAC a Casablanca

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Un falso di Andrew Wyeth stava per andare all'asta da Christie's

pubblicato da Lorenzo Mazza


É ancora tempo di truffe nel mercato dell’arte, ma questa volta il falso è stato scoperto prima che andasse in vendita. Si tratta di Snow birds di Andrew Wyeth, artista scomparso nel gennaio 2009. Il dipinto, una copia veramente ben fatta, stava per essere venduto a New York da Christie’s, per una cifra compresa tra i 200 e i 400 mila euro.

Il quadro girava da tempo sul mercato, ma un mercante d’arte all’inizio dell’estate aveva sollevato alcuni dubbi sull’autenticità. Oggi, dopo che una delle massime esperte di Wyeth, Mary Landa, ha dichiarato che il dipinto è sicuramente falso, la polizia l’ha posto sotto sequestro. Per il proprietario, in procinto appunto di mandarlo all’asta, al momento non c’è nessun risvolto penale.

Le indagini proseguono, visto che si tratta già del secondo falso del pittore realista statunitense scoperto quest’anno. Gli uomini dell’FBI sono all’erta, succede sempre che vengano immessi sul mercato dei falsi nel momento in cui un pittore muore.

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Il sultano del Qatar vorrebbe comprarsi Christie's

pubblicato da Lorenzo Mazza


La notizia ha dell’incredibile. Il sultano del Qatar, l’emiro Hamad bin Khalifa Al Thani, vuole costruire un grande museo per il suo piccolo stato e, per farlo, ha messo nella ‘lista della spesa’ niente di meno che… la Casa d’Aste Christie’s!

“Christie’s ha legami con il materiale che stiamo raccogliendo per il nostro museo” ha dichiarato al Financial Times lo sceicco. Al momento l’emirato non ha fatto alcun offerta per l’azienda di proprietà del francese Francois Pinault.

Il Qatar, non è un mistero, è il più grande esportatore mondiale di petrolio. La famiglia dell’emiro ha già una vasta collezione di opere d’arte, così come i grandi magazzini Harrod’s (aquistati la scorsa primavera per quasi 2 miliardi di euro) e svariate proprietà immobiliari in tutto il mondo.

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Demi Moore mette all'asta due pezzi della sua collezione

pubblicato da Lorenzo Mazza


Forse non tutti sanno che l’attrice americana Demi Moore è anche una collezionista d’arte. Proprio in questi giorni ha annunciato la messa in vendita di un dipinto ad olio di William Bouguereau, pittore realista francese molto apprezzato negli States, dal titolo Frère et Soeur (Fratello e sorella) e di un altro pezzo del pittore belga Alfred Stevens, Mere et Ses Enfants (La Madre e suoi figli).

Entrambi i dipinti dovrebbero fruttargli insieme circa 1,7 milioni di dollari, più di un milione di euro. La Moore li comprò nel 1995, pagando 178mila dollari per il Bouguereau e 200mila per il Stevens. Tra i due è soprattutto il lavoro delle francese ad aver vertiginosamente scalato le classifiche delle quotazioni, da solo dovrebbe fruttare circa 1,5 milioni di dollari all’asta prevista da Sotheby’s a New York il 4 novembre.

Dieci volte di più del prezzo pagato dalla Moore, che però dice di venderlo non per fare una speculazione, ma perché il nuovo assetto degli arredi in casa non lo contempla. Dobbiamo crederle?

Demi Moore mette all’asta due pezzi della sua collezione
Demi Moore mette all'asta due pezzi della sua collezioneDemi Moore mette all'asta due pezzi della sua collezione

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I giochi di Artsblog: l'opera misteriosa #9

pubblicato da Lorenzo Mazza

Oggi, per i Giochi di Artsblog, abbiamo a che fare con un artista poco conosciuto, il cui lavoro però è stato sicuramente importante e rivoluzionario. Questo personaggio cercò di sfidare il mercato dell’arte, realizzando…

Visto che la risposta è stata indovinata…ecco il prosieguo della storia. Pinot Gallizio cercò di scardinare quelli che erano i tradizionali attributi dell’opera d’arte, attraverso l’esperimento della ‘pittura industriale’. Gallizio voleva produrre arte per il popolo - da distribuire a prezzi contenuti, coprendo giusto i costi di realizzazione- e ideò dei rotoli di tela dipinti tramite procedimenti meccanici, da vendere a metri. L’operazione mirava a rendere esplicita la critica nei confronti dell’oggetto d’arte, impoverito e banalizzato all’interno dei regimi di comunicazione imposti negli scambi commerciali, e fu recepita positivamente all’interno del movimento situazionista.

Si trattava di contrapporre ad una relazione basata sul valore economico del bene, un’altra relazione, basata sulla generosità, sulla reciprocità e lo scambio. Una produzione quantitativamente illimitata avrebbe dovuto minare le basi del mercato, basato sull’unicità dell’opera o comunque sull’esistenza di un numero limitato di copie di essa. In realtà i mercanti non si fecero sfuggire l’occasione di potersi accaparrare opere a prezzi così ridotti, annusando la possibilità di poter realizzare in seguito grandi guadagni. Gallizio arrivò a rivestire interi ambienti con la tecnica industriale, ma la forza prorompente della sua idea finì per rivolgerglisi contro, al punto che fu espulso dall’ Internazionale Situazionista, anche in seguito all’epurazione dell’ala artistica da parte di quella teorica, che aspirava a fare del gruppo una formazione puramente politica.

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Da Cristie's in scena l'arte di Shitao. I dipinti cinesi più costosi mai battuti all'asta

pubblicato da Lorenzo Mazza


Il 28 maggio è una data storica per i collezionisti d’arte antica cinese. Christie’s Hong Kong propone alcuni dei più costosi capolavori del maestro Shitao 石涛 (1642-1707), che lavorò sotto la dinastia Ming. Uno dei pittori più influenti della sua epoca, che ha sviluppato la tecnica cinese dell’inchiostratura ed ha lavorato anche col pennello.

La vendita presenta oltre 400 opere di calligrafia cinese valutate in totale più di 30 milioni di euro. Saranno battutti all’asta album come quello che vedete qui sopra, composto da 8 fogli, la cui stima di vendita si aggira intorno ai 15 milioni di euro.

L’ispirazione di questo album deriva dall’esperienza poetica di Du Fu (杜甫), che Shitapo reinterpretò con grande calore e umanità, dipingendo con ricchezza di particolari e semplicità, dando mostra di una delicatezza e una creatività che andava oltre lo spirito del suo tempo.

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Incoraggianti segnali di ripresa per il mercato dell'arte nel 2010

pubblicato da Lorenzo Mazza

Dopo un periodo di incertezza e di buio, il mercato dell’arte sembra essere vicino ad una ripresa. Lo dicono le case d’asta ed i collezionisti, che dopo lunghi mesi di stand by, tornano a registrare cifre di vendita da capogiro.

Volete qualche prova? Basta vedere a quanto è stato venduto un quadro di Salvador Dalì, Donna invisibile che dorme, cavallo, leone. Un olio su tela del 1930, venduto per 9,5 milioni dollari lo scorso mese.

Cosa dire poi dell’ Uomo che cammina, io, di Alberto Giacometti che nel febbraio di quest’anno ha raggiunto i 104,3 milioni dollari, il record per una vendita all’asta? Per adesso la ripresa coinvolge soltanto i grandi maestri, i cui solidi risultati rafforzano la fiducia degli investitori e incoraggiano i proprietari di capolavori a rientrare sul mercato. Che dire…sebbene l’arte sia un sentimento nobile e profondo, il suo mercato risponde sempre alle tristi dinamiche della speculazione finanziaria.

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