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Tutti gli articoli con tag metropolitan museum of art

Big Bambù - Una gigantesca installazione sul tetto del Metropolitan di New York

pubblicato da Lorenzo Mazza


Il 27 aprile il Met - Metropolitan Museum of Art di New York aprirà le porte ai gemelli Doug e Mike Starn. Per essere più precisi ad aprirsi sarà il tetto dell’edificio, che ospiterà un’installazione di sustainable art (arte sostenibile) della serie Big Bambù.

I fratelli hanno creato una struttura in bambù per il Roof Garden, una gigantesca costruzione di bambù intrecciato, alta 30 metri e larga 50. Il pezzo incorpora elementi di architettura, performance e scultura, con ponti e passaggi interni, suggerendo la mutevole complessità di un organismo vivente la sua forma si evolverà nel corso dell’estate e rimarrà aperta al pubblico, tempo permettendo, fino al 31 ottobre 2010.

Big Bambu è verde nel vero senso della parola, costruito con 2000 pali di bambù, uno dei materiali più sostenibili in giro, riciclabile e facilmente producibile.

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Modella arrestata per aver posato nuda al Metropolitan Museum of Art di New York

pubblicato da Alessandro

Kathleen Neill

La modella Kathleen Neill è stata accusata di atti osceni in luogo pubblico dopo aver posato nuda per il fotografo Zach Hyman, al Metropolitan Museum of Art di New York. Le foto rientravano in una serie di nudi ritratti negli spazi pubblici della Grande Mela.

Pochi secondi dopo aver tolto i propri vestiti la modella è stata fermata da una delle guardie del museo. Subito dopo è stata chiamata la polizia. Il fotografo si è giustificato, in un’intervista rilasciata al New York Post, spiegando che il suo intento è solo quello di indurre la gente a pensare all’“essenziale dell’arte”. Sarà riuscito nel suo intento?

La foto è tratta dal New York Post.

Via | ArtReview.com

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Michelle Obama incanta New York parlando salvaguardia e promozione dell'arte

pubblicato da Giovanni De Stefano


Ieri a New York, in una sala conferenze presso l’ala americana del Metropolitan Museum of Art, Michelle Obama ha parlato di arte, mandando in sollucchero l’esercito di esponenti dell’intellighenzia nordamericana presenti per l’occasione.

Stilisti come Ralph Lauren, direttrici della stampa come Anna Wintour, ma soprattutto artisti, curatori di musei e gallerie, critici e accademici di disclipline storico-artistiche hanno appresso del 50 milioni di dollari stanziati dal governo Obama, quest’anno, per il National Endowment for The Arts, un’agenzia federale per la salvaguardia e la promozione delle arti visive. Ma a Michelle non è bastato il dato nudo e crudo:

“L’arte non è soltanto una bella cosa di cui disponiamo, ma una cosa che ci definisce come popolo”. […] Io e mio marito crediamo fermamente che l’educazione alle arti sia fondamentale per formare menti innovative”

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The Model as Muse: al Met di New York mostra sulle modelle-icone

pubblicato da margherita

Models in dresses by Charles James, 1948, Vogue - Cecil Beaton - Courtesy of The Cecil Beaton Studio Archive at Sotheby's - Copyright Conde Nast

La moda è fatta non solo di abiti e stili che cambiano, ma anche di icone che definiscono il concetto di bellezza di un’epoca, divenendo in alcuni casi delle muse ispiratrici per il fashion system. E’ con questo ideale in mente che il Met - The Metropolitan Museum of Art di New York ha curato la mostra “The Model as Muse: Embodying Fashion“, da oggi aperta al pubblico. L’esposizione tratta il tema delle modelle attraverso fotografie e abiti che coprono gli anni fondamentali della moda, dal 1947 al 1997, passando dal Dior Look allo stile Swinging London di Twiggy toccando il periodo glorioso delle supermodelle degli anni Novanta e del grunge seguito dall’heroin chic di Kate Moss. Ci sono le fotografie scattate dai più grandi autori di moda come Peter Lindberg, Steven Meisel, David Bailey.

L’esibizione è stata resa possibile grazie allo stilista Marc Jacobs, che insieme alle celebrity del sistema internazionale della moda, erano presenti ieri all’inaugurazione. Le immagini le avrete forse viste, perché hanno fatto il giro del web, in caso contrario, per vedere le bellissime di ieri e di oggi, fate un salto su fashionblog che ha dedicato all’evento diversi post.

Extreme Beauty in Vogue” a Milano sono riuscita a vederla, questa mi sembra davvero impossibile.

Immagini via | nymag

The Model as Muse: Embodying Fashion - The Metropolitan Museum of Art di New York
Naomi Campbell, Linda Evangelista, Tatjana Patitz, Christy Turlington e Cindy Crawford in tops by Giorgio di Sant'Angelo, 1990, British Vogue - Peter Lindbergh - Courtesy of Peter LindbergLinda Evangelista, 1998, Vogue Italia - Peter Lindbergh - Courtesy of Peter LindbergKate Moss in overall dress by Anna Molinari per Blumarine, 1994, Harper's Bazaar - Peter Lindberg - Courtesy of Peter LindbergCindy Crawford, Tatjana Patitz, Helena Christensen, Linda Evangelista, Claudia Schiffer, Naomi Campbell, Karen Mulder e Stephanie Seymour in Gianni Versace, 1991, Vogue - Peter Lindberg - Courtesy of Peter LindbergTwiggy in dress by Yves Saint Laurent, 1967, Vogue - Bert Stern - Courtesy of Bert Stern-Courtesy Staley-Wise Gallery, New York

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Arte e moda: gli stivali Dot di Hirst e Blahnik al Met di New York

pubblicato da margherita

Dot Boots - 2002 - Hirst+Blahnik

Ancora contaminazione tra arte e moda che risale al 2002, quando Damien Hirst e Manolo Blahnik lavoravano alla creazione di un paio di stivaletti a pallini colorati, incontro tra Op e Pop art. Oggi i “Dot Boots” sono entrati a far parte della collezione del Metropolitan Museum of Art di New York e sono in mostra fino al 13 aprile al Met in un evento dedicato alla moda.

I pois (in realta’ pasticche) erano il disegno di riferimento dei lavori farmaceutici di Hirst degli anni ‘90. Il disegno indica ordine, ripetitivita’ ma anche gioco per via della forma e del colore. E allo stesso tempo Hirst aggiunge alla giocosita’ del pallino colorato l’aspetto cupo della pasticca medicinale (se non ambiguo quando rappresenta LSD).

La collaborazione tra Hirst e Blahnik, avvenne pochi mesi prima che Vuitton lanciasse la famosa collezione di borse disegnate da Murakami. Iniziativa che, come dimostra il caso recente di Richard Prince, non si e’ piu’ fermata.

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