
Sarà in Svezia che un nuovo capolavoro di Leonardo da Vinci, detto: “La bella principessa”, attribuitogli di recente dalle ricerche del professor Alessandro Vezzosi. La mostra che metterà il luce presso il pubblico mondiale questa “Giovane donna di profilo in veste rinascimentale” avrà luogo a Eriksbergshallen di Goteborg e sarà una delle più importanti realizzate in un paese scandinavo sul tema del Rinascimento italiano.
Il titolo della mostra è “And there was light. The Masters of the Renaissance” ed è dedicata tanto a Leonardo quanto a Raffaello e Michelangelo. Il “nuovo” dipinto attributio a Leonardo è stato riconosciuto ufficialmente come tale per via di una impronta digitale del maestro ritrovata sulla piccola pergamena, di 24×33 cm, e la cosa non lascia alcun dubbio a riguardo. L’impronta è corrisposta perfettamente a quella ritrovata sul San Gerolamo di Leonardo conservato in Vaticano.
Il dipinto, che è stato creduto per secoli di scuola tedesca, era stato venduto nel 1998 per soli 19.000 dollari, per poi essere venduto all’attuale proprietario, canadese, nel 2007, per una cifra non dissimile.

Il New York Times si è posto una domanda molto concreta e accattivante: “Caravaggio ha spodestato Michelangelo?” Ci sono voluti 5 secoli perché il sorpasso avvenisse, ma è avvenuto.
Almeno dal punto di vista delle pubblicazioni scientifiche, come ha notato, statistiche alla mano, uno storico dell’arte canadese, Philip Sohm, dell’Università di Toronto. Dei due Michelangelo della pittura (Caravaggio si chiamava in realtà “Michelangelo Merisi”, ed era originario di un piccolo paese vicino Bergamo: Caravaggio, appunto), il più maledetto, schivo, ardentemente pericoloso dei due, negli ultimi 50 anni vince a mani basse.
Ma, sempre secondo Sohm, non si tratta certo di una sola questione di critici e storici, anche se il fenomeno della “Caravaggiomania” sia senza dubbio partito dai nostri Lionello Venturi e Maurizio Calvesi, che nel corso del ‘900 (prima e seconda metà) tanto hanno fatto per rivalutare un maestro quasi “condannato” dalla storia. Il pubblico va matto per le grandi mostre di Caravaggio, quale che sia il loro tema conduttore, quali che siano gli artisti che gli vengono affiancati.
Ecco cosa significa davvero essere “avanti per i propri tempi”. O essere anticlassici nel proprio tempo, cioè nuovi classici.
Continua a leggere: Caravaggio è più apprezzato di Michelangelo?

Col tempo le montagne prospicenti Carrara sono decisamente diminuite nel volume, ma non nella bellezza. Dall’epoca romana artisti, scultori, architetti sono venuti qui a reperirei blocchi di marmo più pregiati. Poi Donatello, Michelangelo, Giambologna, Bernini e Canova e molti altri.
Presentata in questi giorni, la XIV Biennale Internazionale di Scultura di Carrara si svolgerà nella città toscana dal 26 giugno al 31 ottobre. Quest’anno la mostra nata nel 1957 è a cura di Fabio Cavallucci, ex direttore della Galleria Civica di Trento, coordinatore di Manifesta e promotore di importanti progetti nazionali ed internazionali. La sua personalità può dare un respiro di ampio raggio a questa Biennale.
Il programma quest’anno comprende una selezione storica - Leonardo Bistolfi, Arturo Martini e Fausto Melotti - che aprirà la strada ad opere contemporanee. Autori come Antony Gormley, Cai Guo-Qiang, Damian Ortega, Daniel Knorr e molti altri, chiamati per lo più a proporre opere site-specific a Carrara.
La Courtauld Gallery di Londra mette in mostra una serie di disegni, eseguiti nientemeno che da Michelangelo, che ritrarrebbero un giovinetto di cui il Maestro era innamorato, una sua musa al maschile.
La mostra prende le mosse dal disegno intitolato “Il sogno”, acquisito dal museo londinese nel 1978, e naturalmente grande orgoglio dello stesso. Tommaso de’ Cavalieri - è il nome del giovane - è rappresentato al brusco risveglio da un sogno, avvenuto per mano di uno spirito.
La mostra comprende anche gli autografi originali di alcuno sonetti scritti da Michelangelo per lo stesso Tommaso. E’ aperta fino al 16 maggio e sarà uno degli eventi di questa stagione artistica londinese.
Continua a leggere: In mostra a Londra i disegni che Michelangelo dedicò al suo amante

Pregio e Bellezza – Cammei e intagli dei Medici aprirà i battenti il 25 marzo nel Museo degli Argenti di Palazzo Pitti a Firenze. La mostra riporta alla luce alcune pratiche in voga presso le corti nel Rinascimento, come il collezionismo di gemme, che scatenò il fervore di nobili, papi, e cardinali, pronti ad elargire cifre da capogiro per accaparrarsi cammei e intagli.
Un fenomeno che sicuramente trovò uno dei suoi fondamenti nella maestria degli artigiani orafi e delle pietre preziose di Firenze, capaci di fantastiche incisioni su pietre dure. La collezione dei Medici, voluta da Cosimo, Piero e soprattutto Lorenzo de’ Medici, puntava a riscoprire gemme del passato, come il fantastico Sigillo di Nerone, una corniola con Apollo e Marsia, da cui molti letterati e artisti dell’epoca (Lorenzo Ghiberti, Donatello e Sandro Botticelli, per fare qualche nome), trassero ispirazione.
In mostra ci saranno quindi anche disegni di Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti ed un bellissimo quadro a tempera su tavola, Ritratto femminile, di Sandro Botticelli, proveniente dallo Städel Museum di Frankfürt am Main.
Pregio e Bellezza – Cammei e intagli dei Medici



Continua a leggere: I tesori dei Medici, Leonardo, Michelangelo e Botticelli

Continua il nostro ciclo autunnale di conversazioni con alcune voci interessanti della scena contemporanea. Come promesso vi presentiamo in esclusiva per l’Italia un’intervista al tape artist Buff Diss, che ha recentemento lavorato a Pisa. L’abbiamo raggiunto a Berlino, dove si trova per lavorare al negozio Klebeland.
Durante la conversazione ho colto l’occasione per farmi raccontare che posto è Melbourne e cosa succede nel campo dell’arte contemporanea. Buff ci parla del ruolo della pigrizia e dell’improvvisazione all’interno dei suoi processi creativi. Purtroppo la chiacchierata si è limitata al suo approccio nei confronti dell’arte. Per motivi di tempo non mi sono avventurato a chiedergli da cosa nasca la sua passione per il nastro adesivo, né tantomeno quale tecnica usi.
1) Quand’è che da bambino hai incontrato per la prima volta l’arte?
Probabilmente quando la mia mamma per distrarmi mi mise davanti una matita e un pezzo di carta, una tattica piuttosto efficace!
2) Chi sono i tuoi eroi?
Credo che il mio eroe, nel vero senso della parola, sia Paul Robeson (cantante, attore ed attivista americano n.d.). Uno degli uomini più impressionanti che il secolo scorso abbia conosciuto, non solo per le sue parole e le sue conquiste, ma anche per il contesto in cui le ha ottenute. Poi i miei genitori, che sono passati attraverso molte difficoltà personali, ma soprattutto per essere stati le grandi persone che sono.
3) Quando hai realizzato il tuo primo artwork? (intendo una cosa che volevi far vedere alla gente come un’opera d’arte) Che cos’era ?
Fammi pensare … opera d’arte… in realtà la prima cosa che ho realizzato è stata una stupida scultura in carta ai tempi della prima elementare. Ricordo che la maestra mi chiedeva se fossi un artista e quando io le risposi sì, lei mi lasciò continuare, mentre tutti dovevano iniziare gli esercizi di matematica. Ora che ci penso, questo episodio dice davvero tutto.
Continua a leggere: Intervista a Buff Diss, artista del nastro adesivo

Fa appello al buon senso del Primo Ministro Silvio Berlusconi il Presidente della Regione Toscana Claudio Martini per bloccare la vendita dell’Archivio Vasari ai russi. Un eccezionale tesoro di carte e carteggi di Giorgio Vasari, storiografo, pittore e architetto vissuto nella Firenze dei Medici del quattordicesimo secolo. L’archivio si compone di trentuno faldoni, con le note autografe dell’opera dell’artista, le missive con Cosimo I dè Medici, Piero Aretino, Michelangelo e molti dei grandi uomini che hanno animato la vita fiorentina del periodo.
Sembra che il 22 ottobre l’archivio sia stato venduto ad una holding immobiliare russa per una cifra che si aggira intorno ai centocinquanta milioni di euro. Ha confermato la notizia Il Mibac, Il Ministero dei Beni e delle attività culturali di Sandro Bondi. Il tesoro di Vasari sarebbe alienabile, essendo concluso il termine di protezione previsto dal Codice sui beni Culturali.
L’effettivo proprietario dell’Archivio Vasari, il Conte Giovanni Festari, è morto alcuni giorni fa. Negli anni scorsi aveva lottato duramente per ottenere la restituzione di parte dell’archivio che gli era stato pignorato. Evidentemente gli eredi, i figli Francesco, Antonio, Tommaso e Lenoardo non hanno aspettato molto per liberarsene a peso d’oro. Molti però sono i dubbi sull’operazione a cominciare da quel vincolo pertinenziale che impedirebbe all’archivio di essere spostato dal luogo che lo ospita e cioé Casa Vasari ad Arezzo.
Continua a leggere: L'Archivio di Giorgio Vasari venduto per 150 milioni di euro

Secondo un sondaggio promosso da Grandimostre ad Artelibro, la fiera del libro d’arte di Bologna, l’artista più grande della storia è Michelangelo, o almeno questo è il risultato secondo il giudizio nazional-popolare (ma dei frequentatori abituali dell’arte) dei visitatori.
Una classifica tutta italiana: Michelangelo dunque al primo posto, con il 20,5% dei consensi, seguito a distanza da Caravaggio (19,1%), Leonardo (10,2%) e Piero della Francesca (8,9%). Sempre tra i primi dieci seguono Marcel Duchamp, Pablo Picasso, Raffaello, Tiziano, Cézanne, Velazquez.
Tra il pubblico di casa predomina l’arte italiana, quindi, e per lo più quella rinascimentale (Leonardo, Michelangelo, Piero della Francesca tra i primi quattro), e si nota in genere una certa ostilità per l’arte del Novecento (fa eccezione Duchamp, d’obbligo Picasso). Che la cultura italiana sia ancora troppo legata ai ricordi scolastici? Chi avreste scelto voi?
Continua a leggere: Secondo gli italiani, Michelangelo è il più grande artista della storia

Come promesso lo scorso weekend sono andato a Pisa per l’apertura di God has left the building, prima personale europea del tape artist australiano Buff Diss. Intorno alle 22 sono entrato nella Repubblica di San Bernardo. All’ingresso non ho fatto in tempo a dare un’occhiata all’installazione con la proiezione di F for fake di Orson Welles, che subito Buff si è messo all’opera.
Scotch carta alla mano (si vede che aveva finito quello più buono), l’artista del nastro adesivo ha disegnato in meno di mezz’ora la scena di una mano che frusta l’altra. Sospinto dalla musica dei dj di San Bernardo non sbaglia un colpo, si ferma solo per prendere le misure con la mano. Poi mi giro e pian piano mi rendo conto di quello che già c’è nella ex chiesa di San Bernanrdo.
Al centro campeggia una torre, mentre sulle due pareti principali due grandi rielaborazioni di opere di Michelangelo e Caravaggio. Sembra impossibile che anche questi grossi pezzi siano fatti col nastro adesivo. Non ci voglio credere. Mi avvicino e noto che questa volta si tratta di nastro adesivo con fibra, che permette di essere tagliato precisamente a mano.
Secondo il capo dei restauratori in forze al Vaticano, Maurizio De Luca, dietro uno dei volti sullo sfondo della Crocifissione di San Pietro, opera ad affresco di Michelangelo Buonarroti, collocata nella cosiddetta Cappella Paolina Vaticana, si nasconde un autoritratto fin’ora segreto dello stesso Michelangelo.
L’uomo in questione appare a cavallo, e l’evidente somiglianza con altri autoritratti palesati dal Buonarroti nelle sue opere in Vaticano è venuta fuori al termine di un lungo restauro della Cappella in questione, durato 5 anni.
La Paolina non è aperta al pubblico, essendo riservata al Papa. L’altro affresco riguarda la storia della Conversione di San Paolo.
Continua a leggere: Nella cappella Paolina in Vaticano si nasconde un autoritratto di Michelangelo