Mimmo Jodice è l’ospite d’onore al primo appuntamento de I martedì critici al Pan, Palazzo delle Arti di Napoli. Jodice è un’artista napoletano di fama internazionale, tra i massimi interpreti della fotografia contemporanea da oltre quarant’anni. Ha esposto nei più rilevanti musei del mondo, tra i quali ultimo in ordine temporale il Louvre, dove ha tenuto lo scorso anno una mostra personale e partecipato alle maggiori rassegne d’arte internazionali.
Le fotografie di Mimmo Jodice si caratterizzano tutte, dai primi cicli più sperimentali alle ultime più classicheggianti, per la loro struggente forza evocativa dei differenti stati emotivi dei soggetti rappresentati, siano essi figure umane, statue o paesaggi. Jodice, in altre parole, riesce a cogliere l’eternità di un momento, di un’emozione, di un’idea come quella del silenzio e dell’infinito. Fotografo del reale e del mito, è diventato prima uno dei più grandi “cantori” della napoletanità - Napoli è, infatti, la città in cui è nato e cresciuto artisticamente - e poi di tutta la mediterraneità, a seguito di un lungo viaggio in cui ha toccato le più antiche città bagnate dal “mare nostrum” in cui si è sviluppata la cultura classica. Per la serata de I Martedì Critici, Jodice ripercorre la sua affascinante carriera attraverso una slide show di fotografie dei differenti cicli che hanno dato vita alla sua poetica ricerca.
Ci sono due cose da fare quando si ha voglia di raccontare un territorio carico di storia come il Mediterraneo: descriverlo per immagini, oppure ritrarlo nella sua più intima essenza, ritrovarvi l’eco di tutto quello che si è visto, rivisto e attraversato, nella propria stessa esistenza. E’ un po’ il procedimento seguito da Mimmo Jodice. Le sue fotografie sono quasi degli “squarci temporali”, lumi accesi nelle pupille scavate delle statue, chiaroscuri di colonne che sembrano aver conservato intatte il fascino del tempo che le ha accarezzate.
I suoi sono scorci nel tempo e nello spazio, declinazioni in bianco e nero al limite della vitalità, che sembrano scolpire nuovamente i confini della pietra stessa, rimuovendo gli insulti della dimenticanza e ricreando quella magia che animava le mani del loro creatore. Foto da un “quaderno di viaggio” eccezionale, che sfidano le ingiurie del colore, per ricollegarsi direttamente a quell’epoca che le ha prodotte e riconsegnate attraverso i secoli, agli occhi di un fotografo attento e fedele agli stilemi contemporanei!
Immagini che mi sono arrivate attraverso il profilo facebook di Hypatia et Alexandrea, una pagina dedicata alla carismatica figura di Hypatia: matematica, astronoma e filosofa greca, vissuta ad Alessandria d’Egitto, nel quarto secolo d.C. Tra i pochi casi trasmessi di martiri del Paganesimo, (a causa della sua uccisione da parte di monaci cristiani) e simbolo della libertà indomita del pensiero.

Proprio domani, 1 ottobre 2010, il terzo canale della filodiffusione, Rai Radio 3, festeggia orgogliosamente i 60 anni di vita. Come molti voi sapranno, si tratta di una delle poche realtà nel nostro paese che promuove la musica, l’arte, la cultura e la letteratura con grande competenza e qualità.
Per iniziare i festeggiamenti si apre da oggi a Roma, nel foyer dell’Auditorium parco della Musica, La voce delle immagini, una mostra a cura di Filippo Maggia dove 7 fotografi (Gabriele Basilico – autore della foto qui sopra, Vincenzo Castella, Vittore Fossati, Luigi Ghirri, Mimmo Jodice, Walter Niedermayr e Francesco Radino) si confrontano e portano alla luce il loro particolare rapporto con il mezzo radiofonico.
Se è vero che la radio non si vede è altrettanto vero che le fotografie non si sentono, entrambi sono linguaggi che lasciano spazio ai sensi e all’immaginazione e necessitano in qualche modo di un completamento. A ciascun fotografo è stato chiesto di proporre un insieme di suoni, rumori, parole, oppure un brano musicale, per contribuire a raccontare la propria selezione di scatti.
Dal 16 aprile al 18 luglio, nella sede di piazza San Marco, la Fondazione Bevilacqua La Masa mostrerà le immagini dell’archivio fotografico che Italo Zannier, uno dei massimi esperti di fotografia, ha raccolto in una vita, e che la fondazione ha acquisito nel 2007.
Nella mostra “Il furore delle Immagini” verranno presentate ben 260 fotografie, un’occasione importante per leggere la fotografia italiana dagli esordi fino ai giorni nostri. Si parte dai dagherrotipi di fine ‘800 per giungere, attraverso gli anni ‘30 e ‘40, alla fotografia contemporanea.
Immagini di Gabriele Basilico (quelle di Beirut del 2000), Mimmo Jodice, Mario Giacomelli, Franco Fontana e, tra gli altri, un libro di Nadar con dedica autografa. Insomma, alcuni illuminanti documenti di un archivio che può vantare 12.000 volumi e 1300 fotografie…

Dal 16 gennaio a Parma riapre la sede espositiva di Palazzo del Governatore, che ospita assieme alle Galleria San Ludovico e le Scuderie della Pilotta Novecento, Arte, fotografia, moda, design, architettura. Un’eccezionale mostra che a dieci anni dalla fine del ventesimo secolo prova a tracciarne un percorso che ne mette in luce la straordinarietà.
Più di tremila metri quadrati di superficie espositiva che ospiterà opere provenienti dalla collezione del Csac, Centro studi e archivio della comunicazione dell’Università di Parma Curata da Arturo Carlo Quintavalle la mostra sarà l’occasione per inaugurare lo spazio appena restaurato che nel corso del 2010 sarà animato da residenze d’artista, incontri e performance.
La mostra ci presenta, disposte una accanto all’altra, come una serie di diapositive, opere di artisti come Mario Sironi, Piero Consagra, Mario Schifano, Enrico Baj, Renato Guttuso e grandi maestri della fotografia come i fratelli Alinari, Mimmo Jodice e Man Ray (nella foto).

Ancora una mostra a Monza, dal 24 al 26 in concomitanza col Forum UNESCO per la Cultura e le Industrie Culturali. Questa volta la location è il Serrone della Villa Reale di Monza, la mostra presenta alcuni meravigliosi scatti provenienti dall’archivio di fotografia contemporanea di UNESCOITALIA.
Centotrenta gli scatti in mostra che rappresentano visivamente un percorso nello Stivale e il minimo comune denominatore che appartiene ai suoi territori, la bellezza. In mostra autori non da poco, o meglio, il gotha della fotografia contemporanea.
Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Giuseppina Caltagirone, Luca Campigotto, Dario Coletti, William Guerrieri, Vittore Fossati, Mimmo Jodice, Giuseppe Leone, Marc Lesimple, Raffaela Mariniello, Luciano Romano e Ferdinando Scianna. Fotografi riuniti in una mostra dalla vocazione itinerante, che intende raccontare il patrimonio naturale ed artistico della penisola all’interno degli Istituti Italiani di Cultura italiana all’estero.