È in mostra a Milano a Palazzo Reale, fino al 16 ottobre, la produzione artistica di Gabriella Crespi, curata da Cesare Cunaccia insieme ad Elisabetta Crespi, figlia della designer e per anni sua collaboratrice. Artista, designer e scultrice, è una figura di grande carisma, che ha ispirato le più grandi maison della moda e che ha portato l’italian style nel mondo. Importanti sono infatti le sue collaborazioni con brand come Dior o Stella McCartney, che nel 2008 chiese alla Crespi una collezione limitata di gioielli che riproducessero il suo design. L’esposizione racconta il percorso creativo di questa artigiana del lusso, nata nel 1922, e che ebbe successo soprattutto negli anni ‘60 e ‘70. Il giornalista Cesare Cunaccia racconta così l’essenza della mostra:
“Il percorso creativo di Gabriella Crespi non è altro che un’ impellenza dell’anima, un moto perfino catartico e necessario, fino a quando Gabriella Crespi, all’apice della propria carriera di artista e designer, decide di abbandonare tutto per ricomporre il dissidio interiore che ne aveva dilaniato da sempre l’esistenza. Non si possono capire fino in fondo questi straordinari mobili, oggetti e sculture, comprenderne la duplice valenza di pura astrazione e specchi emotivi, senza confrontarsi con la storia personale di Gabriella”.
Via | Rinascita Culturale

Inaugura il prossimo 2 ottobre 2009 la prima edizione di byhand, un evento concepito come alternativa ai circuiti ufficiali che si snoderà in un intimo e armonico percorso, privo di interferenze di ordine formale o cromatico, in cui a dominare saranno la luce e le forme delle molteplici creazioni esposte, tutte rigorosamente confezionate “a mano” e a tiratura limitata.
Presso Palazzo Bertalazone di San Fermo, Torino, sarà allestito questo particolare evento incentrato sugli sconfinamenti fra moda e arte, che coinvolgerà atelier selezionati fra i più interessanti del panorama italiano ed europeo.
Gli stilisti, che cureranno personalmente l’allestimento, presenteranno le loro collezioni invernali e saranno coinvolti nella realizzazione di un capo o di un accessorio, ispirato al tema “Tra Arte e Moda”, che sfilerà durante la serata inaugurale e diventerà parte di una mostra in esposizione fino al 10 ottobre.
Era un po’ di tempo che non parlavo di arte, moda e morte, ma ecco che un evento nell’ambito fotografico mi riporta al tema.
In occasione del “9festival for fashion and photography” che si terrà a Vienna dal 9 giugno, la rivista Drome, invitata per l’occasione, ha organizzato un evento che lega la fotografia con il tema della morte di classe. Angelo Cricchi ha realizzato una serie di bellissime immagini, dei ritratti immaginari, di donne che hanno scelto la morte attraverso il suicidio. I ritratti sono frutto della sua fantasia, ma le protagoniste di queste storie tragiche non sono immaginarie. Le donne in questione sono Diane Arbus, Sylvia Plath, Sarah Kane, Jean Seberg, Dalida, Capucine, Didone, Cleopatra e molte altre, che hanno scelto, in tempi diversi, una fine simile (quasi tutte, non sono convinta su Jean Seberg, infatti non è chiara la vicenda della sua morte).
Le immagini saranno esposte al Mak Museum dal 9 al 16 giugno. Il titolo della mostra è “Gloomy Sunday. Imaginary Portraits of Women who chose Death”, con sottofondo musicale in loop di “Saddest song ever written” più video di backstage e installazione di Keramik Papier.
Per farsi un’idea dell’atmosfera cupa e sofisticata, ecco il bellissimo teaser.
Via | WhyModa
Gloomy Sunday. Imaginary Portraits of Women who chose Death - Angelo Cricchi per Drome Magazine- Mak Museum di Vienna




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Gli stili, le tendenze, gli umori che ci sono e i gusti che verrano. La fotografia di moda anticipa e cattura queste emozioni e sensazioni, e forse proprio perché specchio sociale dei tempi, interessa sempre di più. Non è neanche più snobbata come arte commerciale, ma è considerarata come arte e basta.
In varie parti del mondo ci sono già, ci sono state o sono in programma, aste, mostre e festival che la celebrano. “Extreme Beauty in Vogue” a Milano; “Weird Beauty: Fashion Photography Now” (insieme ad altre mostre dedicate al tema moda e fotografia) all’Icp di New York; “The model as muse: embodying fashion” prossimamente al Met di New York (e quel diavolo di Anna Wintour c’è sempre di mezzo in qualche modo. Nel primo caso ha voluto la mostra, nel terzo sarà madrina della serata inaugurale insieme a Kate Moss). Che si parli di bellezza o di modelle, rimane il fatto che ad immortalarle sono stati e sono grandi fotografi che hanno realizzato grandi shooting.
I primi ad aver tradotto questo spirito dei tempi in evento sono stati i moscoviti, che hanno organizzato una biennale dedicata alla fotografia di moda, giunta alla sesta edizione ed in corso con vari appuntamenti e 60 mostre fino al 12 luglio a Mosca. “The Sixth International Festival: Fashion and style in photography 2009“, organizzata da Olga Sviblova direttrice della Moscow House of Photography è intitolata quest’anno “Changing beauty”. Il tema della bellezza che cambia è complesso e vasto, e viene analizzato non solo in termini di codici estetici ma anche come evoluzione della fotografia di moda. Si ripercorrono i gusti a partire dagli anni Trenta per attraversare le diverse tendenze locali e non. Bello che il tema venga visto attraverso le lenti di autori diversi come Jacques Henri Lartigue (uno dei fotografi che in assoluto preferisco, con un tratto molto malinconico), Philip-Lorca di Corcia e Erwin Olaf (molto ricercato negli ultimi anni, che attraversa i generi commerciale e non senza problemi). C’è anche la personale dedicata a Lee Miller, le storie notturne raccontate da Konstantin Semin, la moda di Guy Bourdin e i racconti fantastici di Paolo Ventura e David Lynch. Tanti autori di cui abbiamo parlato nel blog insieme ad altri fotografi che invece ci sono sfuggiti.
The Sixth International Festival: Fashion and Style in Photography 2009 - Mosca




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Ho rubato il post a designerblog, ma ho trovato le illustrazioni di Laura Laine splendide e volevo inserire alcuni dei suoi lavori nella nostra galleria.
Laura Laine realizza disegni per importanti riviste fashion e le ultime illustrazioni create per “Muse Magazine” sono come delle piccole finestre su pezzi reali di collezioni moda. Ho selezionato un paio di lavori significativi, quelli sulla borsa 2.55 Chanel e sulle scarpe Cage di YSL.
Protagoniste di tutti i disegni della Laine sono delle fanciulle-fatine dai capelli lunghi, che per T Magazine si sono trasformate in bellissime dee-guerriere.
Per caso anche questo mio secondo post della giornata è dedicato ad un team olandese, considerato tra i più creativi attivi oggi nell’ambito fotografia-moda. Si tratta di Carmen Freudenthal (fotografa) e Elle Verhagen (stylist), che collaborano dal 1989 in questa doppia veste Freudenthal/Verhagen. Nonostante il trascorrere degli anni, le loro immagini mantengono originalità e freschezza, dote che gli ha permesso di realizzare grandi copertine per riviste come I-D e Dazed & Confused, quando erano al massimo della loro fama negli anni Novanta (periodo d’oro per i magazine inglesi) e di continare a farlo ancora oggi collaborando anche con altri stilisti.
Fino al 18 aprile la galleria Dopolavoro di Milano (via Morimondo, 2/7) ospita in “Freudenthal & Verhagen S/S 1989-2009″ una collezione completa dei loro straordinari lavori, realizzati per riviste varie come Jalouse, Studio Voice, High Fashion, Visionaire.
Via | Cool Hunting
Freudenthal/Verhagen S/S 1989-2009 - Dopolavoro - Milano




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Sono una cultrice di Vogue America e ho sempre trovato i suoi servizi fotografici spettacolari. Inoltre, piacendomi la fotografia in generale, ho spesso pensato che quella di moda, anche se commerciale, si avvicinasse molto alla fotografia d’arte. E sono in tanti quelli che la vedono così, dato che il connubio arte-moda conquista sempre più interesse non solo da parte di collezionisti (e di conseguenza di aste), ma anche da parte di musei (che curano mostre e commissionano lavori fotografici di moda per le loro collezioni).
Ora, se fossi a o di Milano, sarei probabilmente stata una delle prima a visitare “Extreme Beauty in Vogue. La bellezza interpretata dai più grandi maestri della fotografia dagli anni Trenta a oggi“, la mostra fortemente voluta dalla direttrice di Vogue Usa, Anna Wintour, fino al 10 maggio a Palazzo della Ragione. Ma dato che non sono sicura di poterci andare, al momento guardo alcune delle immagini di questo evento, organizzato per il lancio del nuovo make-up Dolce&Gabbana, che tra le altre cose, vanta la direzione artistica di Jean Nouvel. L’esposizione investiga il ruolo della bellezza nella nostra cultura, vista attraverso una serie di immagini scattate per Vogue negli ultimi 75 anni da alcuni dei più grandi fotografi.
Extreme Beauty in Vogue. La bellezza interpretata dai più grandi maestri della fotografia dagli anni Trenta a oggi - Palazzo della Ragione - Milano



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La morte veste l’abito del ballo di fine anno per Tim Melideo, che, isparato dalle trame degli horror movie di genere americano, ha realizzato la serie “Murder on Prom Night”. Morte e abiti eleganti.
Continua a leggere: Tim Melideo. La morte veste l'abito del ballo
Un’editoriale fotografico di Vogue Korea del 2005 realizzato da Oh Jung Seok.
Le prime immagini fanno pensare ad una fiaba invernale, quelle successive ricordano invece le immagini dei paesaggi lillipuziani di Julia Fullerton-Batten.
Altre bellissime fotografie si trovano sulla pagina flickr “Vogue Girl Korea Editorials” di cathastrophe.
Via | Booooooom

Le mitiche pins degli anni Novanta sono diventate un classico nell’epoca del culto del gadget. Perché dunque non servirsene anche in campo artistico? È quello che hanno pensato la curatrice Alice Capiaghi e la galleria Spaziotemporaneo di Milano.
Ideando la mostra “The (He)art of Pin”, hanno sfidato un gruppo di artisti contemporanei a esprimere la loro arte nei pochi centimetri della spilla.
Le spillette, strumento divulgativo potentissimo, servono a veicolare l’appartenenza a ogni genere di gruppo politico, sociale, musicale e ultimamente sono tornate a essere oggetto di moda.
La mostra milanese è un appuntamento simpatico per avvicinarsi all’arte contemporanea o anche solo per fare o farsi un regalo di Natale diverso e da portare sempre con sé. Tutte le spille saranno visibili in galleria dall’11 dicembre e a breve anche sul sito www.heartofpin.com.