Gambe coi tacchi a spillo introduco la fotografia di Nicola Kuperus, che gioca con la morte elegante che arriva nelle situazioni più strane. Vittime di assasini e di un destino tragico-comico, le donne senza volto della Kuperus sembrano uscite dalle pagine di una rivista patinata e dai film di Hitchcock. Per loro bellissimi abiti e scarpe lucide.
Le fotografe incontrate fino ad ora che si confrontano con il tema moda, arte e morte con stile sono diverse, ecco un elenco di quelle che sono apparse su artsblog, a cui si aggiunge la Kuperus: Julia Galdo, Chantal Michel, Alex Prager, Kourtney Roy, Izima Kaoru, Melanie Pullen, Daniela Edburg.
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Che siano dessert e dolci o oggetti di moda del mercato del lusso, Mitchell Feinberg restituisce a chi guarda una visione fuori dagli schemi.
L’autodefinizione di fotografo di still life di lusso non è presuntuosa, come dimostra il servizio realizzato per “Muse Magazine”. Non viene fotografato l’accessorio ma un’impronta sulla sabbia, dove il marchio rimane pulito e ben impresso. Un punto di vista apparentemente semplice.
Via | sub-studio
Il più grande fotografo africano, Malick Sidibé, già vincitore del Leone d’oro alla carriera all’ultima Biennale d’arte di Venezia del 2007, ha realizzato 12 scatti per presentare il nuovo store di Pennyblack a Milano.
L’incontro arte e moda ha prodotto un servizio in cui sono ritratte le ragazze di Bamako, città di origine del fotografo, realizzato nella capitale del Mali nel giugno di quest’anno. Dal 29 ottobre al 29 novembre sarà possibile vedere nel negozio di Milano queste immagini più una selezione di lavori degli anni Sessanta e Settanta, mai stampati né esposti prima in Europa.
Oltre al premio ricevuto a Venezia, per la prima volta assegnato alla fotografia, Sidibé ha ottenuto nel 2003 il Premio Hasselblad, e a metà dello scorso marzo dell’ICP Award.
Malick Sidibé per Pennyblack 2008
Continua a leggere: I 12 scatti di Malick Sidibé per lo store Pennyblack di Milano
E’ uno dei più bravi fotografi di moda (tra i miei preferiti in assoluto, altro che Testino, le sue copertine di Harper’s Bazaar sono memorabili), i cui scatti sono apparsi sulle principali riviste di moda da Vogue a Elle a H. Bazaar appunto. Ha fotografato tutte le top model degli anni Novanta da Kate Moss a Linda Evangelista e ha continuato in questi anni con Adriana Lima e le super brasiliane. Ha ripreso Madonna, Lady D e i Clinton. Ha firmato due calendari Pirelli. Insomma le celebrity degli ultimi vent’anni, inclusa la signora Carla Bruni quando lavorava nella moda, spesso senza veli. Patrick Demarchelier si presenta così, con un portfolio incredibile.
Ora Parigi lo celebra al Petit Palais con una personale che raccoglie immagini a colori e in bianco e nero. Una delle tante mostre interessanti su cui però è calato il mistero, tanto da renderlo un evento tinto di giallo ancora più pubblicizzato. Sembra infatti che la fotografia del 1993 che ritrae Carla Bruni e Kate Moss nude, in catalogo ma non alla mostra presentata in anteprima alla stampa, sia stata sostituita da un’altra immagine bella ma meno scomoda, con l’attuale signora Sarkozy vestita in bustier nero. Forse questioni di stato, forse no, ma credo che la presidenza francese si debba arrendere e accettare le numerose foto della signora, dato che ne ha fatte tante, e farle vedere tranquillamente. Cosa ci sarà mai di scandaloso in questi lavori artistici.
Patrick Demarchelier - Petit Palais - Parigi



Continua a leggere: Patrick Demarchelier in mostra a Parigi; giallo su Carla Bruni nuda
Moda e morte si incontrano nell’omaggio fotografico di Paco Peregrin (foto) e Kattaca (digital art) a Mark Ryden. Titolo: “The Blood Show“, lo spettacolo cruento di orsetti senza testa, bistecchine di peluche e lacrime di sangue (lacrime di coccodrillo comunque).
The Blood Show - 2007 - Photo Paco Peregrin - Digital art Kattaca




Continua a leggere: Bistecche di peluche, moda e fotografia. Un omaggio a Mark Ryden
Per la serie c’e’ dell’arte nella moda, alcuni scatti di Julia Galdo, che voleva diventare biologa marina ma si e’ convertita alla fotografia.
Oltre al sito, le immagini si trovano sulla sua pagina flickr.
Non si poggia su di una croce, ma sembra richiamarne il movimento. “Suicide Girls” di Natasja Fourie e’ l’immagine di una donna nuda, a braccia aperte, come su di una croce appunto, molto provocatoria per il soggetto scelto, l’abbigliamento e la posizione. Il riferimento mi sembra orientato verso le donne suicida islamiche, visto il titolo, ma puo’ ricordare anche una madonna.
Le fotografie che compongono il portfolio dell’artista sudafricana ruotano intorno alla moda, sempre ritratta in modo sensuale e alternativo. Anche nei titoli, come nella serie “Whatever You Want Me To Be”.
Oltre al sito, la Fourie ha avviato un blog.
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Aspettando di conoscere i risultati dell’attesissima asta Sotheby’s, escono a meta’ settembre negli Stati Uniti i Levi’s firmati Damien Hirst.
La collezione autunno 2008, che Hirst definisce arte che si puo’ indossare, comprende anche T-shirt, tutto in edizione limitata e contrassegnata da tre elementi, il teschio, gli spot colorati e le farfalle tropicali. Hirst ha lavorato con lo stilista Adrian Nyman, che in precedenza si era occupato di stampare sui jeans l’arte di Andy Warhol.
Non si sa se arrivera’ anche in Europa, e non si conoscono i prezzi. Ma dato che l’artista parla di arte per tutti, dovrebbero essere accessibili.
Via | Cool Hunting
Belle e brava, Alexia Sinclair fa parte di un gruppo di artisti che recentemente e’ stato selezionato per la collettiva “Phantasia” all’ACP di Sydney. Una mostra che ha avuto grande successo, programmata ora in altre citta’ del continente e fuori, incentrata sulla fantasia e creativita’ digitale espressa da giovani artisti australiani.
Sono dedicati quindi alla fotografia australiana i post di oggi, iniziando dalla Sinclair, autrice dallo stile barocco, sospesa tra tradizione e modernita’ digitale. E con quell’attenzione artistica all’elemento moda che mi piace e che le ha fatto vincere nel 2007 il premio “Haper’s Bazaar/Canon Fashion Photography”.
Alexia Sinclair ha presentato nell’occasione della mostra “The Regal Twelve”. Si tratta di una serie di 12 fotografie dedicate a 12 grandi regine della storia, ritratte secondo una simbologia immaginata dall’artista, che si documenta dettagliatamente sulla storia delle sue protagoniste. Dalla loro vita personale, all’educazione, ai loro gusti o attivita’ preferite. In questo modo le ritrae secondo una prospettiva insolita, come la Regina Cristina di Svezia, educata come un ragazzo, mentre pratica lo sport dell’arco, attivita’ appunto prettamente maschile.
Continua a leggere: Le grandi regine della storia fotografate da Alexia Sinclair
Osservando le immagini di Chantal Michel due sono le cose che mi vengono in mente: “Shining” e “The Ring”.
Il primo per gli spazi desolati delle stanze, per la presenza di una o al massimo due donne sempre in posizioni strane e per i giochi geometrici delle fantasie degli arredamenti. Il secondo per la bambina con i capelli lunghi davanti al viso adagiata sul letto o appesa al muro come un oggetto. Entrambi per la sensazione di disagio che provocano.
Protagonista di queste foto, come dei video, e’ la stessa artista che diventa scultura vivente e interprete di ruoli diversi. E che, con la sua figura solitaria, mette in evidenza ancora di piu’ la desolazione e il senso di tristezza che si accompagna a questi luoghi. Gli abiti sono un elemento importante, quasi sempre in stile da party. Sono dell’autrice che ne possiede circa 2000 insieme a 300 parrucche.
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