Valentina Vannicola dà alla realtà una nuova vita che sfocia nella fiaba. Questa volta sarà la periferia romana a rinascere sotto il segno dell’arte. La giovane fotografa del viterbese (classe 1982),che abbiamo visto protagonista già di importanti mostre come quella di quest’anno al Macro di Roma per il Festival Internazionale di Fotografia con la serie ispirata alla Divina Commedia, è già un talento molto apprezzato. Dal 17 Maggio fino al 28 Giugno la troveremo sempre a Roma alla Wunderkarmmern. Nella galleria che già nel 2010 ha scelto Valentina per la serie Su(l)reale presenterà la serie Living Layers III in collaborazione con il Macro.
Living Layers fa parte di un progetto ampio che ha l’obiettivo di interagire con il contesto e la comunità popolare di un quartiere periferico come Tor Pignattara. Le sue serie fotografiche sono riconoscibili per i riferimenti espliciti attinti dalla letteratura e dalla fiaba, come Alice nel Paese delle Meraviglie, Don Chisciotte e la Divina Commedia. Ma se fin’ora ha ambientato le sue scene nella idilliaca Maremma a nord del Lazio, con questa nuova serie ricca di riferimenti al mondo del cinema, sarà il contesto urbano a fare da sfondo e i suoi cittadini ad essere protagonisti con le loro storie.
Esperienza nuova solo in parte per Valentina Vannicola che ha sempre dimostrato di divertirsi a fotografare gli abitanti dei luoghi da lei scelti, quella gente comune, che altrimenti sarebbe rimasta fuori dal circuito, a volte elitario, dell’arte. Non ci sorprenderemo allora vedere tramite queste foto un’assoluta disinvoltura nell’interagire con l’ambiente del quartiere romano.La fotografia di Vannicola, che ha studiato anche come scenografa è una simpatica messa in scena di sensazioni e ossessioni che rimangono chiusi dentro di noi e che ci portiamo anche negli angoli più lontani dallo splendore del centro.
Foto| Dal sito di Valentina Vannicola
Non si smentisce mai la Mondo Bizzarro Gallery di Roma che comincerà il mese all’insegna di una doppia personale dallo stile internazionale. Ron English e Elio Varuna saranno i protagonisti della mostra Pop Rhapsody, curata da Julie Kogler, che si inaugurerà sabato 31 Marzo, per rimanere fino al 29 Aprile. Il movimento del Pop Surrealism non smette di stupire per la varietà degli esiti e la libertà dei linguaggi di cui ogni artista si appropria e che aggiungono nuove note a questa rapsodia pop.
Speravamo nella presenza dell’americano Ron English, ma purtroppo gli impegni d’oltreoceano non ci permetteranno d’incontrarlo. Come consolazione, non di certo esigua, ci rimarranno le sue straordinarie tele. Le 14 opere in mostra, sono state realizzate con tecnica ad olio su tela nel periodo compreso tra il 2010 e il 2012; quest’ultime dei veri inediti. Non si può non riconoscere la mano dell’artista sia per l’incredibile tecnica che converte un tradizionale olio negli esiti dei più sofisticati programmi di grafica digitale, sia per le tematiche. Non mancheranno infatti in mostra nè l’opulento pupazzo del Mc Donald a smascherare il lato più allarmante della società occidentale, cresciuta ad hamburger e ketchup, nè Mickey Mouse che dopo aver abbandonato il mondo Disney è costretto a proteggersi con una maschera a gas per sopravvivere. Ma l’allestimento prevederà tante altre sorprese.
Legato al movimento Pop le sue iconografie trasformate in icone (basti pensare al ritratto Abraham Obama), l’hanno reso celebre in tutto il mondo. Famoso per la campagna contro la Camel, per i suoi bimbi ( ritratti dei due figli Zephyr e Mars) di Four of a Kind (2003), che con aria smaliziata sono lontani da ogni innocenza alla Rockwell e per aver elaborato più di una versione della Guernica di Picasso, dimostrano una vena dissacrante non affievolita dagli anni di esperienza. Ron English non si tira indietro quando tramite la sua arte deve mostrare un’America, emblema della società globale, che tra consumismo, pubblicità e marketing dimentica come il benessere abbia spesso lo stesso volto della decadenza.
Foto: | Grazie alla Mondo Bizzarro Gallery per l’anteprima delle immagini

Una doppia personale sulla pop art, con le opere di due grandi esponenti della scena figurativa mondiale: questa è “Pop Rhapsody”, in mostra dal 31 marzo presso Mondo Bizzarro Gallery, che vedrà esporre fino al 29 aprile l’americano Ron English e l’italiano Elio Varuna.
English - classe 1959 - può essere considerato ad oggi come uno dei principali esponenti del Pop Surrealism americano. Famoso per le sue campagne contro la società consumistica americana, attaccata sempre in maniera ironica e provocante - ne è un esempio il Mc Donald obeso - English ha dato il via al movimento artistico della POPaganda, in cui i miti e i riti della cultura popolare vengono trasfigurati, ribaltati e desacralizzati con vivacità.
Romano doc, ma artisticamente trapiantato a Berlino, Elio Varuna è una vivace personalità del nuovo surrealismo contemporaneo italiano, fatto di paesaggi onirici e figure strambe e fantasiose, come Tuty, alieno dalla forma tentacolare, che compare per le strade su insoliti cartelloni, suscitando curiosità e riflessioni nei passanti.

Arte e misticismo impresso sulla pelle: Mondo Bizzarro Gallery propone una mostra dedicata alle donne tatuatrici. Dopo il successo dello scorso anno con “Le Sante peccatrici”, la galleria propone “Vis Dearum” - la forza delle Dee - un secondo capitolo di opere e bozzetti dedicati alle divinità femminili e più in generale al tema del Sacro, inteso come archetipo ed entità della notte dei tempi.
La mostra, curata da Viola von Hell e Ilaria Beltramme, vedrà l’esposizione dei disegni di 18 tatuatrici provenienti da tutto il mondo,chiamate a rappresentare con china e pennelli la loro dea protettrice. L’inaugurazione è prevista per il 2 maggio a Roma e l’esposizione si protrarrà fino al 27.
Un sabato all’insegna della Street art al Mondo Bizzarro Gallery di Roma. L’apertura della mostra Ananabismo è stata il 10 marzo e ha visto protagonista il giovane street artist romano Hogre che espone le sue opere nell’ambiente per lui insolito della galleria. Tornato a Roma da Milano, mostrerà per due settimane nella capitale i suoi ultimissimi lavori realizzati su supporti di vario tipo, ma caratterizzate dalla solita visione dissacrante e ironica, in cui oggetti entrati nell’ immaginario collettivo sono accostati tra loro in modo del tutto inconsueto.
E’ la seconda esposizione in una galleria per Hogre e sempre a Mondo Bizzarro. Incontrandolo di persona, salta all’occhio il disorientamento di chi è abituato alla libertà tesa sul filo del rischio che dà la strada, ma come ha stesso lui specificato, la galleria rappresenta un modo per dipingere di più, per sperimentare modi diversi di fare arte, ma la strada non si abbandona.
Come Hogre fa dire a Sgarbi nel suo “manifesto-propaganda” all’entrata della galleria: + Hogre x tutti!
Foto: | Video realizzato per la prima mostra al Mondo Bizzarro Gallery nel 2011, Trash Pro Toto.
Dal 30 gennaio al 4 marzo, arriva alla Mondo Bizzarro Gallery di Roma la rassegna UltraErotica; erotismo visto attraverso la lente di artisti contemporanei, e in particolare mediante le opere di Michael Hussar, Zoe Lacchei, Ken-ichi Murata, Roberto Baldazzini, Dorian X, John Santerineross, Atsushi Tani e Makiko Sugawa.
L’aspetto interessante è che gli artisti provengono da culture differenti: sarà curioso vedere come ognuno, attraverso la propria tecnica e il proprio stile, rappresenta il rapporto con l’eros. Si va da Michael Hussar ai lavori a china colata del nipponico Sugawa, allo stile fumettistico dell’italiano Baldazzini, passando dagli scatti di Santerineross, Murata, Tani e Oriol.
Il risultato è, come ci si potrebbe aspettare, molto vario: dalla sensualità di Hussar all’immediatezza di Tani, alla spregiudicatezza di Oriol, artista molto attivo anche in ambito musicale, la mostra ci offre una buona panoramica del modo e delle tecniche di concepire l’arte erotica.