Fino all’11 aprile, il museo nazionale Alinari di Firenze ospita la mostra fotografica “Parigi Capitale della Fotografia 1920-1940″, un viaggio nel paese e negli artisti che, nella Francia tra le due guerre, hanno dato vita a un avanguardia fotografica sotto l’insegna del surrealismo e del dada. Parigi, allora, meta di pittori, fotografi, scrittori, ha visto uno dei momenti in cui la fotografia ha raggiunto una delle massime esperienze espressive, tra collage, illusioni ottiche e ritratto dell’inconscio.
Giunge quindi in Italia l’archivio dello storico della fotografia Christian Bouqueret, e in particolare arrivano un centinaio di opere, tutte vintage prints, accompagnate da documenti originali dell’epoca. Tra gli artisti compaiono alcuni di quelli destinati a fare la storia della fotografia, come Henri Cartier-Bresson o Man Ray, ma anche altri, meno noti, ma di grande interesse, come Pierre Boucher, Erwin Blumenfeld, François Kollar e Gisèle Freund.
E Parigi viene quasi perquisita dagli obiettivi dei fotografi: Parigi come icona, come luogo di sperimentazione, di rifugio o libertà: la capitale francese riappare nel suo splendore un po’ decadente ma sempre illuminato dai riflettori. E, quasi a fare da complemento all’indagine sulla città, quella del nudo, in tutti i suoi aspetti: nudo come carne, attrazione; nudo come modello greco, apollineo; nudo come oggetto.
Parigi capitale della fotografia
Continua a leggere: A Firenze, "Parigi capitale della fotografia"
Il dialogo è la costante del progetto “Alla maniera d’oggi. Base a Firenze“, presentato dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Dal 3 febbraio all’ 11 aprile 2010, saranno in dialogo tra loro gli 8 artisti invitati, molto diversi tra loro per tecnica e personalità - Mario Airò, Marco Bagnoli, Massimo Bartolini, Paolo Masi, Massimo Nannucci, Maurizio Nannucci, Paolo Parisi, Remo Salvadori.
È in dialogo il singolo artista con il luogo prescelto. Infatti, ognuno di loro ha avuto l’onore di poter personalizzare la Galleria degli Uffizi, la Galleria dell’Accademia, il Museo di San Marco e altre cinque tra le prestigiose sedi storico-museali fiorentine. Gli artisti fanno parte di un collettivo nato nel 1998, che ha scelto di operare in Toscana e di rappresentare l’arte di oggi. Costante è quindi il dialogo fra il vecchio e il nuovo, tra l’arte storico-architettonica e quella contemporanea e innovativa.
La mostra fa parte del progetto di promozione culturale Toscanaincontemporanea 2009, promosso dalla regione Toscana: il dialogo più bello è proprio questo: quello che viene a crearsi tra gli artisti e le istituzioni, e queste ultime e i cittadini.
Dal 20 febbraio al 25 aprile, il CCCS (Centro di Cultura Contemporanea Strozzina), Palazzo Strozzi di Firenze, aprirà le porte alla mostra “Gerhard Richter e la dissolvenza dell’immagine nell’arte contemporanea”: 11 opere del grande artista tedesco (classe 1932) ne ripercorranno la storia artistica, accompagnate da altri artisti di fama internazionale.
Il concept della mostra, come ben esprime il titolo, è l’inganno, la manipolazione della realtà attraverso l’immagine, e in ultima analisi la capacità dell’arte di “addomesticare” (e falsare) la realtà. Le opere di Richter, realizzate con colori a olio su fotografie o attraverso la pennellata fuggevole, sono la realizzazaione concreta di questo concetto.
Ma non c’è solo la pittura: i mezzi per rappresentare la realtà sono molteplici quanto le sue facce: Xie Nanxing (Repubblica Popolare Cinese, 1970) propone video fotografia e pittura, Lorenzo Banci delle dissolvenze “luminose”, Scott Short dei lavori basati sulla riproduzione di migliaia di fotocopie. E altri artisti contribuiscono a continuare questa riflessione sull’immagine iniziata proprio a Palazzo Strozzi con la mostra “Realtà manipolata“.
Dal 12 novembre al 30 gennaio 2010 si svolgerà allo Shenker Culture Club di Firenze una mostra dedicata a Giorgio de Chirico, dal titolo, che non poeva essere più appropriato, “Il sogno metafisico“. L’esposizione si svolge a Firenze non solo per inaugurare la nuova sede della scuola di lingue Shenker, ma anche perché fu nel capoluogo toscano che de Chirico dipinse il suo primo quadro metafisico, l’ “Enigma di un pomeriggio d’autunno”.
Le opere, che comprendono un arco di tempo che va dal 1941 al 1976, fanno parte della collezione di Brasilia Pellegrinelli, e proprio per la loro natura rendono la mostra particolarmente interessante: opere grafiche, o litografie, colorate a mano da de Chirico, dotate di vita propria ma al tempo stesso prove generali dei suoi quadri più famosi.
La mostra proseguirà poi a Torino e a Roma. Tra le opere più interessante di questo lato grafico di de Chirico, sono senz’altro da segnalare “Oreste e Pilade”, “Le Maschere”, “Lo Sgombero”, “La Fontana del mistero”, “I danzatori”, “Piazza d’Italia con efebo”, “Autoritratto in costume”, “Ettore e Andromaca” e l’ “Interno metafisico” (vedi la gallery). Come si può notare, già solo questi nomi esemplificano la migliore arte di questo grande artista.
Al Centro di Cultura Contemporanea Strozzina - Fondazione Palazzo Strozzi - a Firenze, dal 25 settembre 2009 al 17 gennaio 2010 - è in programma la mostra “Realtà manipolate. Come le immagini ridefiniscono il mondo“. 23 artisti da tutto il mondo (per fare qualche esempio, Olivo Barbieri, Thomas Demand, Elena Dorfman, Osang Gwon, Ilkka Halso, Melanie Wiora) ragionano attraverso fotografie e video (ma non solo) sul concetto di realtà, in un mondo, quello di oggi, dove più che mai la realtà e l’informazione sono definiti dallo sguardo di un obiettivo.
Molto interessanti le opere di Osang Gwon (Corea, 1974), che realizza sculture ricoperte da centinaia di fotografie che vanno a creare così il senso della scultura (vedi la foto in alto); o il “Photo album” di Cody Trepte, un libro “illeggibile” (vedi la foto nella galleria); o, ancora quelle di Thomas Demand (Germania, 1964), che crea l’illusione di spazi reali fotografando modelli di carta costruiti con immagini raccolte dai media.
Insomma, una mostra che rivela l’illusione dell’informazione e del concetto di realtà che su di essa si forma; ma anche, nella bellezza delle opere (che sempre nascondono qualcos’altro rispetto a ciò che è percepibile), il pericoloso fascino dell’immagine. L’obiettivo, ricordiamoci sempre, fa tutto tranne che registrare: interpreta, falsifica, inganna. Una mostra che veramente fa pensare.
Continua a leggere: "La realtà manipolata." A Firenze, fotografie e video sul concetto di realtà