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"Haunted": fotografia al Guggenheim

pubblicato da michele

Miranda Lichtenstein's

Dal 26 marzo al 6 settempre al Guggenheim di New York si potrà vedere un’interessante mostra fotografica e video: “Haunted: Contemporary Photography/Video/Performance”. L’intento è quello di riflettere sull’ossessione delle immagini, sul processo che, partito dagli anni ‘60 con Warhol, ha riportato la fotografia alcentro della composizione artistica.

Ma l’ossessione è anche (e soprattutto) quella verso il passato: attraverso una sessantina di opere di artisti affermati o nuovi nomi. E la fotografia si sposa, a partire dagli anni ‘70, con la performance: ne crea un repertorio visivo che coglie l’istante che, per la performance più di qualsiasi altra arte, è fuggente.

E così ritroviamo le immagini di performance di Marina Abramovic, Ana Mendieta e Gina Pane; ma anche gli scatti di Spencer Finch, Ori Gersht, Roni Horn, Luisa Lambri. Una mostra che riflette sull’immagine fotografica - la forma d’arte che è più vicina alla sensibilità di oggi - partendo dalla radice, dalle origine, mostrandoci che molto spesso, dietro all’opera d’arte, ci sono delle vere e proprie ossessioni.

Miranda Lichtenstein's Sally Mann's Sarah Anne Johnson

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Tino Sehgal fa svuotare il Guggenheim

pubblicato da michele

Tino Sehgal, performance Tino Sehgal, guggenheim museum

Vedere la grande spirale e la “rotunda” del Guggenheim vuote non è una cosa che capita tutti i giorni, ma così ha voluto Tino Sehgal, artista londinese (classe 1976) ma berlinese d’adozione, per la mostra che il celebre museo di New York ha deciso di dedicargli (fino al 10 marzo).

La sala, in cui venivano esposte le opere di Kandinsky, è stata completamente svuotata per desiderio dell’artista. La performance, “Kiss”, infatti, prevede l’interazione tra Sehgal, stretto in un abbraccio nel centro della sala, e una sorta di coreografia umana, costituita da un pubblico attivamene partecipe all’opera, e quindi libero di aggirarsi per la sala senza che altre opere ne catturino l’attenzione.

Tino Sehgal è un artista molto particolare, innanzitutto perché vuole che la sua arte non lasci traccia, per cui: vietato fotografare e niente comunicati stampa cartacei (l’immagini qui sopra è stata rubata da un telefonino). Non vuole lasciar traccia, e non vuole entrare nel mercato dell’arte, o quanto meno in un certo mercato; perché Sehgal è un’artista molto ricercato: ha partecipato a due edizioni della biennale di Venezia, ed è entrato nell’ICA di Londra e nel Museum of Contemporary Art di San Francisco.

Via: New York Times

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