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A Venezia, il furore delle immagini

pubblicato da michele in: Fotografia Mostre

Italo Zannier, Riposo, 1960

Dal 16 aprile al 18 luglio, nella sede di piazza San Marco, la Fondazione Bevilacqua La Masa mostrerà le immagini dell’archivio fotografico che Italo Zannier, uno dei massimi esperti di fotografia, ha raccolto in una vita, e che la fondazione ha acquisito nel 2007.

Nella mostra “Il furore delle Immagini” verranno presentate ben 260 fotografie, un’occasione importante per leggere la fotografia italiana dagli esordi fino ai giorni nostri. Si parte dai dagherrotipi di fine ‘800 per giungere, attraverso gli anni ‘30 e ‘40, alla fotografia contemporanea.

Immagini di Gabriele Basilico (quelle di Beirut del 2000), Mimmo Jodice, Mario Giacomelli, Franco Fontana e, tra gli altri, un libro di Nadar con dedica autografa. Insomma, alcuni illuminanti documenti di un archivio che può vantare 12.000 volumi e 1300 fotografie…

Il furore delle immagini

Italo Zannier, Riposo, 1960 Nino Migliori, Il tuffatore, 1951 Franco Fontana, Landscape, 1985

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A Venezia, grande mostra sulla Russia

pubblicato da michele in: Illustrazione Pittura Fotografia Artisti Mostre

Russie!Memoria/Mistificazione/Immaginario

Saranno tre Russie quelle che si potranno osservare alla Cà Foscari Esposizione di Venezia, tra il 21 aprile e il 25 luglio. La mostra “Russie! Memoria/Mistificazione/Immaginario“, infatti, vuole mostrare in oltre cent’anni d’arte la Russia delle avanguardia, quella del realismo socialista degli anni ‘30-’50, fino all’underground e agli anni ‘90.

E lo fa con le opere messe a disposizione da due grandi collezioni, quella di Morgante e quella di Sandretti. Per la parte del realismo socialista, ovviamente, largo spazio troveranno i manifesti, con il quale il potere mistificava, illudeva, creava aspettative paradisiache per il popolo russo. Ma ad affiancare queste opere ci saranno anche preziose opere del periodo prerivoluzionario.

Le più attese, probabilmente, saranno quelle di Chagall e di Kandinskij; ma ci saranno, tra gli altri, anche Benois, Tatlin e Fal’k. Per la parte underground, verrà ricreata una parte di quella che nel 1977 venne definita la “Biennale del dissenso”, e che consacrò l’underground moscovita all’attenzione di tutti. Per la prima volta, tre Russie (diverse? e se sì, in cosa?) ci parlano dallo stesso luogo.

Russie!Memoria/Mistificazione/Immaginario

Russie!Memoria/Mistificazione/Immaginario Russie!Memoria/Mistificazione/Immaginario Russie!Memoria/Mistificazione/Immaginario

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A Venezia, Jana Sterbak

pubblicato da michele in: Digital Art Performance Eventi Artisti

Jana Sterbak, Through the eye of the other

Con il progetto “Through the eye of the other” di Jana Sterbak, artista canadese di origine ceca, continua il programma di “Arte Contemporanea a Teatro” della Fondazione Bevilacqua La Masa - Teatro La Fenice di Venezia. Dal 27 febbraio al 28 marzo, con il cortometraggio “Waiting For High Water” (”Aspettando l’acqua alta”), Jana Sterbak esordirà al celebre teatro veneziano.

Sterbak ha voluto rappresentare in questo video, realizzato nel 2004 e presentato per la prima volta a Praga, una Venezia inondata dall’acqua, ma attraverso un punto di vista particolare, quello del suo cane, che con una telecamera applicata sul corpo si è aggirato nel capoluogo veneziano. La statua del cane farà da contrappunto alla proiezione del video.

La prima pate del progetto era stata presentata al padiglione canadese, di cui è stata curatrice, della Biennale di Venezia del 2003. Ma non è stata quell’occasione ha rendere nota la Sterbak; la sua attività artistica si intensificò tra la fine degli anni ‘70 e ‘80, quando fece parlare di sé soprattutto per “Vanitas”, un abito creato totalmente di carne…

Jana Sterbak

Jana Sterbak, Through the eye of the other Jana Sterbak, Waiting For High Water Jana Sterbak, Waiting For High Water

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A Venezia, le opere di Jim Hodges

pubblicato da michele in: Pittura Gallerie Artisti Mostre

Jim Hodges, Untitled (Love), 2000-2001

E’ la prima personale di Jim Hodges in Italia quella che dal 5 febbraio al 5 aprile 2010 ha organizzato la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia. Verranno esposte circa 60 opere di questo artista americano che in patria è già stato ampiamente riconosciuto ma che, qui in Italia, non ha ancora trovato il giusto spazio.

E’ un’arte minimale, quella di Hodges, che si muove lungo percorsi ben definiti e tecniche molto diverse: dal collage certo, al disegno, dando vita a un’arte che è spesso ispirata alla natura e… all’amore: “Love, eccetera”, è infatti il titolo scelto per la mostra, che lascia presagire altri interessi e altre sperimentazioni.

Realizzata in collaborazione con il Centre Pompidou e il Camden Art Center di Londra, l’esposizione porta finalmente in Italia questo artista. Sta al pubblico (e alla critica) dargli il giusto peso nel panorama artistico contemporaneo.

A Venezia, le opere di Jim Hodges

Jim Hodges, Untitled (Love), 2000-2001 A Venezia, le opere di Jim Hodges Jim Hodges, Chained, 1994

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A Venezia, una mostra celebra Zoran Music

pubblicato da michele in: Pittura Musei Artisti Mostre

Zoran Music. Ida, particolare.© Zoran Antonio Music - by SIAE 2009

Oltre 80 le opere di Zoran Music, tra cui degli inediti, presenti a Venezia, al Palazzo Franchetti, per celebrare il centenario della nascita dell’artista sloveno. Una figura da non dimenticare del Novecento pittorico mondiale: per le sue figure scarne, scabre, essenziali, in un aggettivo: estreme. E splendide allo stesso tempo.

La mostra si divide in nuclei tematici: “Le Origini” (1935-1949), “Il Viandante” (metà anni ’90), “Venezia, ancora” (anni ’80 e ’90), “Figure Grigie” (fine anni ’90), “Sono dovuto tornare a Dachau” (anni ’70), “Lo spazio intenso” (anni ’90), “Variazioni in Ida e Autoritratto” (anni ’80 e ’90), “Il Doppio ritratto” (1983–2001). Una mostra che vuole ripercorrere e in un certo senso fare il punto sul percorso stilistico di Music.

Tra i temi affrontati, particolarmente rilevanti sono i quadri appartenenti al ciclo “Non siamo gli ultimi”, che rievoca la terrificante esperienza di deportazione a Dachau, ma anche i quadri che ritraggono sua moglie Ida, femminile e intensa. Le preziose opere che ritraggono Venezia, città d’adozione dell’artista, ci mostrano finalmente un modo inedito di affrontare lo splendore della città lagunare, che non può che rendergli, con questa mostra, il meritato omaggio.

Zoran Music

Zoran Music. Ida.© Zoran Antonio Music - by SIAE 2009 Zoran Music Zoran Music Piazza S. Marco, Zoran Music. © Zoran Antonio Music - by SIAE 2009

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Alla Biennale di Venezia, un omaggio a Marinetti

pubblicato da michele in: Pittura Scultura Eventi Mostre

Luca Pignatelli, Italia-72815, 2009, colori acrilici, polvere di piombo, ferro, tela, cm 300x400

I curatori della mostra “Collaudi. Omaggio a F.T. Marinetti”, allestita a Venezia in occasione della Biennale d’arte, hanno invitato alcuni artisti italiani e internazionali a reinventare il linguaggio futurista, proprio ispirandosi al loro fondatore. Ne è uscito un vero e proprio mosaico di tendenze e stili: il primitivismo fotografico di Matteo Basilé, i colori accesi di Sandro Chia, le sculture in legno di Aaron Demetz o le composizioni di Luca Pignatelli, create con colori acrilici, ferro, polvere di piombo e tela.

Sono tutti artisti dalla grande personalità (un esempio per tutti, Aaron Demetz). Ebbene, ci pare interessante che questi artisti abbiano dato il proprio contributo (di soggetto e stile) alla celebrazione di Marinetti, perché attraverso le proprie opere insegnano a vedere il futurismo da una prospettiva differente. E non è poco, vista la recente (pur piacevolissima) indigestione di futuristi “doc”.
La domanda da porsi, a questo punto, è: cosa penserebbe di queste opere il “furioso” Marinetti?

Collaudi. Omaggio a F.T. Marinetti.
Dal 7 giugno al 22 novembre
Esposizione internazionale d’arte di Venezia,
Nuovo Padiglione Italia alle Tese delle Vergini dell’Arsenale.

Collaudi. Omaggio a Marinetti

Luca Pignatelli, Italia-72815, 2009, colori acrilici, polvere di piombo, ferro, tela, cm 300x400 Aron Demetz, Senza Titolo, legno di cedro e resina di pino, h 200 cm x ø 50 Gian Marco Montesano, Piacevole paura dell’assalto, 2004, olio su tela, (hxb) cm 150x200

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