
Della mostra di Paladino a Palazzo Reale vi abbiamo parlato circa un mese fa; 30 dipinti più sculture e installazioni che raccontano trent’anni di carriera di uno dei nostri più importanti artisti contemporanei.
Vi mostriamo ora le immagini della mega installazione che accoglie i visitatori in piazzetta Reale, a mezzo passo dal Duomo ecco la “Montagna di sale”, il lavoro forse più monumentale di Paladino. La mostra è aperta fino al 10 luglio 2011.

Da giovedì 24 giugno fino al 19 settembre presso Hangar Bicocca di Milano, sarà possibile visitare la mostra Personnes di Boltanski. Primo evento realizzato da Hangar Bicocca all’interno della singergia con altri tre grandi spazi espositivi mondiali (il Grand Palais di Parigi e l’Armory a New York); la mostra è un evento eccezionale per l’istituzione milanese che si fregia così di ospitare una delle installazioni dall’effetto più dirompente degli ultimi anni.
L’installazione Personnes, che Boltanski ha già presentato a Parigi in occasione di Monumenta, suscitando un forte impatto emotivo sul pubblico, consiste di un cumulo di trenta tonnellate di vestiti che una gru raccoglie e dissemina all’interno dello spazio espositivo mentre in sottofondo - ma molto forte - si ode il ripetitivo e percussivo battito di diversi cuori. Battiti che fanno parte di un altro progetto di Boltanski, chiamato L’archive des coeurs; l’archivio dei cuori in cui Boltanski ne ha già collezionati oltre trentamila.
L’intento dell’opera dal forte carattere empatico è ambizioso infatti, come dichiarato da Boltanski in una conversazione con Teknemedia: “È fondamentale che il pubblico si dimentichi per dieci secondi che si tratta di arte; cosa voglio davvero per i miei lavori è che le persone non siano di fronte a un’opera, ma dentro”. Inoltre, pare che Boltanski abbia adattato la sua opera anche per la compresenza dell’installazione permanente I Sette Palazzi Celesti di Kiefer; cercando un dialogo e un potenziamento del suo lavoro attraverso l’interazione con quell’opera per cui Boltanski ha speso un lusinghiero: “bellissima”.
Metropolis è il titolo della mostra che si inaugura mercoledì 9 giugno (con termine il 22) presso lo Spazio Concept di Via Forcella, 7 a Milano. Curata da Giuseppe Iavicoli, Metropoli’s è una collettiva che comprende ventidue artisti, ognuno con una propria visione, percezione e interpretazione dello spazio urbano e perlappunto metropolitano.
Non solo la natura della mostra è collettiva, ma lo vuole essere anche lo spirito con la convinzione che la rappresentazione di una realtà urbana sia per forza di cose un fatto estremamente soggettivo, uno sguardo individuale su un oggetto volubile e in continuo divenire qual’è la metropoli contemporanea (dall’Hong Kong di Gabriele Buratti alla Manhattan di Tom Porta). Metropoli’s vuole raccontare dal punto di vista “un microscopio personale della macroscopica dimensione urbana”. L’enfasi dunque viene posta sulle modalità di rappresentazione e sullo sguardo dei diversi artisti piuttosto che sull’oggetto che condividono nella loro ricerca.
Tanti i linguaggi, modi e strumenti per parlare delle città presenti in Metropoli’s: dalla scultura, all’installazione, dalla pittura tradizionale alla street art, passando per il fumetto e il neopop. Ultima segnalazione prima di concludere: Metropoli’s non sarà solo arte in senso stretto, venerdì 18 sempre presso Spazio Concept ci sarà spazio per un dj set + party per festeggiare la mostra.

Error Color è il titolo della prima personale italiana di Sosaku Miyazaki che si inaugura giovedì 13 maggio all’Artspace di Via Tortona 17 alle ore 19 con aperitivo. Trattandosi di un artista poliedrico come Miyazaki, l’esibizione sarà votata a una forte multimedialità: in mostra disegni, elaborazioni fotografiche, sculture e due video dell’artista che è uno degli emergenti di punta della scena artistica nipponica.
Interprete naif dell’immaginario del suo tempo, Sosaku, nato nel 1976 e partito dalla street-art, dichiara che “la sperimentazione di linguaggi, tecniche e supporti è uno dei motori principali della mia ricerca” e che il suo principale obiettivo nel fare arte è quello di “rendere visibile la bellezza che si nasconde nella vita di ogni giorno, proprio sotto i nostri nasi.” Alla sua prima personale italiana l’artista si presenta forte di un’esperienza che lo ha visto esporre a Madrid, Barcelona, Berlino oltre a numerosi esibizioni a Tokyo, la sua città.
L’appuntamento, per conoscere il variegato e colorato mondo iconografico di questo artista nipponico è quindi in Via Tortona, per una serata che fa parte di Corto_Circuito una serie di inaugurazioni contemporanee (e di arte contemporanea) che animeranno Zona Tortona il 13 maggio. L’ingresso è gratuito, le Nastro Azzurro, ahimé, pure quindi è da mettere in conto una certa ressa mondana.
Sottilmente inquietante, decisamente ironico e consapevole è il lavoro di Petra Cortright, un’artista californiana che sa come prendersi gioco - ma molto seriamente - dei miti e dei luoghi del web, dei nuovi meda e delle nuove tecnologie in generale.
Come si evince dal video che vi presento qui sopra in cui, utilizzando uno dei new media per eccellenza, Youtube, una tecnica di manipolazione digitale e una semplicissima webcam; Petra ci interroga sulle nuove configurazioni dell’identità del soggetto nell’era del digitale e all’interno dei nuovi paesaggi virtuali.
Un’immagine a cui siamo ormai abituati molto spesso dalla rete: quella del pigro primo piano a favore di webcam si trasforma, attraverso un semplice e lento effetto di bluraggio, in una inquietante e crescente indefinitezza del soggetto umano, sempre più confuso e preso in una trama disordinata e vorticale di pixel.
Continua a leggere: Petra Cortright, l'artista che si prende gioco del web
Tutti lo citano, ma quelli che lo conoscono bene sono pochissimi. Ebbene, a Milano apre una mostra dedicata a Keith Haring, considerato, con Michel Basquiat e Andy Wahrol, il padre della pop-art. Un’occasione per rivivere i migliori momenti dell’ “arte per tutti”.
La Vecchiato Art Galleries, storica galleria di Padova, ha infatti scelto le opere di un artista simbolo dell’arte contemporanea per inaugurare la nuova sede di Milano, presentando alcuni lavori che Keith Haring produsse tra il 1981 e il 1988. Tra gli acrilici, le acqueforti, le opere prodotte in acciaio o con semplice cartone, l’inconfondibile unione di arte e provocazione che lo ha reso famoso in tutto il mondo. Sembra di stare in un fumetto.
Vecchiato Art Galleries, via Santa Marta 3, Tel. 02/39661104.
(dal 9 aprile al 30 giugno; mart.-sab. 10-19,30).

Fino al 10 marzo, presso la Galleria Il Borgo di Milano, sita in Corso San Gottardo 14, si può visitare la mostra internazionale d’arte contemporanea “Volti e storie”, curata da Sabrina Falzone. L’esposizione approfondisce il tema classico del ritratto, occasione espressiva dalle formidabili potenzialità. Attraverso la rappresentazione di volti umani, nelle forme e negli stili più vari, si offre un’ampia, affascinante rassegna di storie, idee, suggestioni e concetti che ben definiscono le coordinate socio-culturali del nostro presente.
Espongono Beatrice Alegiani, Vincenzo Baldini, Paola Bassoli, Ennio Benaia, Boz, Mara Clemente, Mario Cucchi, Enrico Delfini, Gianni Depaoli, Nikka Dimroci, Giusy Fossati, Nicoletta Gamba, Maria Gerardi, Gionica, Domenico Giusti, Sebastiano Longaretti, Elisa Marchese, Amanda Nebiolo, Nemo, Nidasio, Stefano Reale, Maria Pia Rizzardi e Matteo Vars.
La mostra può essere visitata tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle ore 15:30 alle 19:30.
Continua a leggere: Fino al 10 marzo, Volti e storie al Borgo di Milano
Arriva oggi 25 febbraio a Palazzo Reale di Milano la mostra “Samurai“. L’evento si presenta importante perché si tratta della prima esposizione in Italia dedicata al mondo, alla storia e al mito dei samurai attraverso circa 90 pezzi tra armature, elmi e accessori della collezione Koelliker più una serie di opere provenienti dalle Raccolte d’Arte Orientali del Castello Sforzesco. Una illustrazione della storia sociale, politica ed economica del Giappone e della classe sociale che lo governò per quasi settecento anni.
Le armature della Collezione Koelliker, una delle più importanti in Europa, sono in ottimo stato e provengono esclusivamente da samurai di alto rango. I pezzi sono stati realizzati tra il periodo Azuchi Momoyama (1575 – 1603) e il periodo Edo (1603 – 1867). E’ in questo periodo che vissero delle figure leggendarie come Miyamoto Musashi, il più grande maestro dell’arte della spada.
Continua a leggere: A Palazzo Reale i Samurai della collezione Koelliker
Chiara Canali ha scelto tre giovani artisti italiani emergenti sulla scena contemporanea la cui ricerca si sviluppa attorno all’iconografia del ritratto zoomorfo e li ha riuniti nella mostra “ZOOmorphic”, oggi alla Galleria Studio d’Arte Guido Iemmi di Milano.
Una new wave zoomorfa di un tema trattato nella mitologia greca, nel medioevo, nel simbolismo e surrealismo, che trae ispirazione dal mondo della natura, in particolare dal regno degli animali di cui viene imitata la struttura a scopo estetico e metaforico.
L’ibridazione uomo-animale può generare creature mostruose e deformi, ma anche figure divine e potenti. Nel caso di Carlo Ambrosini, il suo amore per l’apicoltura si rivela nelle sue opere animate da universi alieni minacciati dalla scomparsa dell’uomo (-ape). Mirko Canesi, appassionato di videogiochi e cartoni animati, trasforma la figura dell’animale domestico in una creatura che assomiglia al personaggio immaginario dei pokémon. Renzo Marasca offre una pittura violenta che dietro la maschera di scimmie antropomorfe nasconde il degrado fisico dell’uomo.
In contemporanea viene presentata la video-painting di Daniele Girardi dove una sequenza animata di drawings genera una lotta selvaggia tra animali ferini dalla quale risorgono potenziati e moltiplicati.
Inaugurazione stasera alle 19. La mostra chiude il 19 marzo.
Questa mostra farà sicuramente piacere alle Pink Girls e a chi segue i loro post sull’arte della maglia e dell’uncinetto, anche perché il progetto ha coinvolto il Knit Café della Triennale che loro stesse avevano segnalato tempo fa.
Triennale Design Museum presenta dal 24 febbraio al 29 marzo “Dritto Rovescio. Fili intrecciati tra arte, design e creatività di massa”, una mostra che si propone come punto di riflessione sull’intreccio tessile come struttura metaforica del pensiero e della società, e al tempo stesso come mezzo di partecipazione individuale ai processi creativi.
Il tutto nasce dall’esperienza condotta negli ultimi due anni dal gruppo do-knit-yourself e NABA (Nuova Accademia di Belle Arti Milano) che insieme alla Triennale hanno fondato l’appuntamento settimanale del già citato Knit Café, che ha visto la partecipazione di molti appassionati del lavoro a maglia. Attraverso questo luogo i knitters si sono incontrati, hanno allacciato nuove relazioni, hanno realizzato piccoli progetti e soprattutto hanno partecipato alla realizzazione del Family Dress, un grande lavoro che consiste in un abito composto da tanti vestiti saldati tra loro e realizzati con piccoli pezzi tutti diversi per forma, materiale, tecnica di lavoro, colore e che è diventato simbolo del Knitting Made in Italy.
Questo ha portato ad una riflessione più ampia dove arte, design e creatività di massa potessere intrecciarsi e che è sfociata nella mostra.
Dritto Rovescio. Fili intrecciati tra arte, design e creatività di massa - Triennale Design Museum - Milano



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