
Oggi si celebrano i 50 anni di Colazione da Tiffany, il film tratto dall’omonimo romanzo di Truman Capote, che ha per protagonista una giovanissima Audrey Hepburn. O meglio, si celebra il film che l’ha resa famosa in tutto il mondo, insieme a Vacanze Romane, come icona di stile ed eleganza. Capita quindi che a Roma venga allestita una mostra proprio in suo onore, che ripercorrerà, in particolare, i suoi 30 anni vissuti nella capitale. Andrà in scena all’Ara Pacis dal 25 ottobre al 25 dicembre e Luca Dotti, unico figlio dell’attrice nonché curatore della mostra insieme Guido Tarlonia e Ludovica Damiani, racconta l’essenza dell’esposizione:
“Il titolo è ‘Audrey a Roma’ E’ un omaggio alla capitale, che mia madre ha amato tanto. Ma il suo sottotitolo, ‘Esterno - Giorno’, è emblematico e vuole sottintendere proprio un aspetto vero della personalità mia madre, che non è quello in cui il pubblico la identifica, ovvero il personaggio sofisticato del film che l’ha resa un’icona di stile, in abito da sera nero, il bocchino, le perle e lo chignon. La vera Audrey è un’altra e io la voglio mostrare al pubblico, con le foto scattate all’improvviso a Roma, dietro ai back stage. Sono ottomila scatti. Inoltre, saranno esposti gli abiti che mia madre amava indossare fuori scena, i cappotti, i tailleur, otto capsule con tre quattro mise ciascuna. Dimentichiamo la Holly di Colazione da Tiffany, un personaggio che l’aveva divertita e che interpretò con gioia. Abbiamo voluto puntare sulla Audrey intima, famigliare. Tanto che sarà proiettato anche un film che raccoglie tutti i superotto dove si vedono le immagini del matrimonio di mia madre con papà. - ha spigeato - La mia nascita, i compleanni. Mia madre è stata una donna reale che nessuno conosce e io voglio svelare.”
Gli incassi dell’esposizione saranno devoluti all’Unicef, come la serata a conclusione della mostra, a Natale, organizzata con Desirè Colapietro, ambasciatrice Unicef e fondatrice del gruppo “Amici di Audrey”. Conclude Luca Dotti:
“Una serata di charity che io spero venga ospitata a Cinecittà e che vorrei diventasse per Roma un appuntamento fisso e prezioso come quello che avviene ogni 25 dicembre a New York. In questa occasione, presenteremo anche un libro edito da Eletta Mondadori i cui incassi andranno all’Unicef”
Via | Ansa

“16 personaggi in cerca d’attore”, oltre ad avere un titolo che trovo geniale (forse per il richiamo a Pirandello), è una mostra fotografica molto originale, la cui genesi è altrettanto interessante. Sarà ospitata fino al 30 settembre dalla Galleria 291 est di Roma (Viale dello scalo San Lorenzo 45) e l’autore è il fotografo Matteo Mignani, che la racconta così:
“Avevo poco spazio, un metro scarso di muro bianco, poco tempo e decine di facce bellissime da fermare e inquadrare in cinque secondi. C’era sempre confusione, fretta e una folla di fotografi. Le condizioni ideali per distruggere ogni posa. Mi attira molto il concetto della fototessera. È un oggetto meta-fotografico, è lo scatto base, il livello zero della fotografia. Sapere che tutti ne abbiamo una in tasca è un pensiero che mi rassicura e mi incuriosisce. Per un curioso gioco tra essere e apparire”
Il contesto di confusione di cui parla Mignani è la penultima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, durante la quale ha ritratto i protagonisti della mostra. In esposizione 16 volti di attori e attrici, registi e vip immortalati tra realtà e finzione, verità e improvvisazione. Tra le celebrities che hanno “sfilato” davanti all’obiettivo del fotografo ci sono: Sofia Coppola e Paul Giamatti, Cristiana Capotondi e Alba Rohrwacher, Silvio Orlando e Giuseppe Battiston, Francesca Inaudi e Dante Ferretti.

Una mostra così, merita di essere segnalata con largo anticipo. Perché Van Gogh in Italia non lo si vede proprio tutti i giorni, anzi, mancava addirittura da ventidue anni. A partire dall’8 ottobre 2010 il Complesso del Vittoriano ospiterà Vincent van Gogh. Campagna senza tempo, Città moderna.
Un allestimento di tutto rispetto, che farà arrivare nella Capitale 110 opere del maestro olandese. Dipinti, acquarelli ed opere su carta, sistemati in un percorso che segna la natura duplice e contrastata di Van Gogh. L’amore per la campagna, con le sue luci, i suoi odori e i suoi colori che si ritrovano ad ogni stagione e il profondo legame con la città, dove c’è la vita, l’amore, gli stimoli e le idee.
La mostra, curata da una delle massime ricercatrici in materia, Cornelia Homburg, nasce da una stretta collaborazione fra le autorità italiane e quelle olandesi.

Il Muro di Berlino è il titolo della mostra fotografica, visitabile fino al prossimo 6 Gennaio 2010 a Palazzo Incontro di Roma, che espone al pubblico 80 immagini che hanno fatto il giro del mondo e che raccontano la storia del Muro di Berlino.
Le foto sono dedicate ai rapporti tra Est e Ovest e a una parte significativa della storia del continente europeo durante il secondo dopoguerra: dalla costruzione del muro di Berlino, nel 1961, alla sua rimozione nel 1989.
La mostra, promossa dalla Provincia di Roma, è curata da Reinhard Schultz della Galleria Bilderwelt di Berlino e l’organizzazione è di Civita con la collaborazione della Camera di Commercio di Roma.
Continua a leggere: Il Muro di Berlino a Palazzo Incontro di Roma

Roberto Coin, celebre firma del gioiello contemporaneo, rende omaggio a due grandissimi artisti: yoko Ono, Leone D’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia, e Mimmo Rotella.
Dal 7 al 17 ottobre 2009 sarà infatti allestita, presso la boutique romana di Roberto Coin, La Mostra del gioiello Contemporaneo organizzata presso l’Università degli Orefici di Roma e patrocinata dalla Regione Veneto.
Nella boutique di via Vittoria 9 tutti i visitatori e appassionati potranno ammirare le opere di Yoko Ono e Mimmo Rotella avvicinandosi all’arte contemporanea attraverso il gioiello.

Dopo la Festa della Letteratura, del Cinema, della Filosofia e della Matematica presso Auditorium - Parco della Musica lunedì 28 settembre 2009 la città di Roma inaugura la Festa dell’Architettura: alle 10.00 lectio magistralis di Paolo Soleri sul tema “La frugalità elegante”; alle 16:00 conferenza stampa; alle 18:00 apertura della mostra “Cities. Places Visionaires” a cura di Camilla Boemio.
Come sottolinea Amedeo Schiattarella, presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma, questo nuovo appuntamento culturale si propone di “promuovere una sensibilità diffusa nei confronti del vivere in città e contribuire a rendere i cittadini consapevoli delle trasformazioni in atto e dell’influenza che l’architettura ha sull’ambiente e sulla vita di tutti noi“. La mostra del 28 sarà invece la prima tappa di una serie di iniziative realizzate dal Laboratorio Architettura Contemporanea, ad animare la sezione “Eventi Collaterali” della Festa che si svolgerà in promavera: le immagini di alcune prestigiose firme della fotografia urbana, fra cui Gabriele Basilico, Damir Ocko, Dmitry Gutov, Marco Zanta, Michael Wolf, Peter Schloer, Shaun Gladwell, ne saranno le protagoniste.
Il 3 ottobre alla Casa dell’Architettura si terrà invece la consultazione-happening “Rome. Nome Plurale di Città”, una no-stop di interventi dedicati al confronto su Roma e il numero degli architetti intenzionati a dire la propria a quanto pare è in continua crescita.
La contraddizione, il conflitto, il contrasto sono categorie tipiche e qualificanti dell’arte contemporanea. La mostra collettiva “Armonie e Contrasti”, che verrà inaugurata il 18 marzo e che potrà essere visitata fino al 29 dello stesso mese presso il Caffè Letterario di Roma, approfondisce proprio il linguaggio dialettico dell’arte contemporanea.
L’esposizione, curata da Sabrina Falzone, analizza i concetti di armonia e contrasto da diversi punti di vista: dalle prospettive del colore, della luce, dell’iconografia, della tecnica e dello stile. La mostra comprende opere di Samantha Abis Bysa, Renzo Blasetti, Irene Brandt, Flora Brescianini, Matteo Casilli, Serena Fazio, Alessandra Ferlazzo, Irene Frenguellotti, Giovanni Ignazzi, Nadia Larosa, Francesca Patanè, Romi, Francesca Sanna, Christian Scantamburlo, Teddy, Valeria Tomasi.

Devo dire che il primo impatto con la mostra “Italian Genius Now. Back to Rome“, al Macro Future di Roma fino al 13 aprile, non è stato positivo. Vedere tanti oggetti disposti in uno dei padiglioni dell’ex Mattatoio, senza un percorso preciso, mi ha dato l’impressione di essere ad una fiera, più che ad una mostra. In realtà ho apprezzato la manifestazione e soprattutto i lavori esposti, man mano che avanzavo nella sala e osservavo ciascuno di essi.
Dato che si tratta di una rassegna che raccoglie mezzo secolo di arte e design italiano, ogni lavoro selezionato è interessante e ha contribuito, con la sua genialità creativa, a modificare lo stile di vita non solo italiano, ma mondiale.
Se vi capita di andarci, vedrete che in qualche modo riconoscerete alcuni degli oggetti di design esposti o delle opere d’arte, perché fanno parte della nostra memoria, ci sono come familiari. Li abbiamo visti da qualche parte e in alcuni casi usati.
Continua a leggere: Italian genius, al Macro Future il genio creativo tra arte e design
Anche il Macro Future di Roma ha voluto celebrare il Futurismo, ed ha scelto un modo tutto suo per farlo, rispetto alle mostre che percorrono il paese. Non ha raccolto dipinti e sculture, bensì manifesti.
In “Futurismo. Manifesto 100×100” dalla sterminata letteratura del movimento futurista nei vari ambiti del vivere civile e di espressione artistica, sono stati selezionati cento manifesti come cento sono gli anni trascorsi dal 1909. Preceduti da una videoinstallazione fatta di 33 piccoli monitor su cui girano le foto di tutti i protagonisti del movimento futurista italiano, sotto teche di vetro sono stati raccolti i fogli originali di questi manifesti. In una sala è stata allestita una video proiezione sul Movimento e su Boccioni (che sfortunatamente era guasta durante la mia visita).
Non posso dire che la mostra mi abbia particolarmente coinvolta, ma il taglio è particolare e l’allestimento, come dice Achille Bonito Oliva, il curatore, ha l’obiettivo di massaggiare il muscolo atrofizzato dello spettatore, rendendo questo spazio frantumato, fluido, continuo, fratturato, catastrofico, con l’esposizione dei 100 manifesti originali. Ma questo non basterebbe, sarebbe come esporre 100 feticci, a noi interessa scongelare, vaporizzare le parole contenute nei manifesti e produrre un’estetizzazione espositiva attraverso un percorso che è senz’altro frutto dalla volontà del curatore ma anche della collaborazione degli architetti che hanno sposato questa necessità.
Anche per questa manifestazione domenica gli spettatori erano tanti, e comunque c’è tempo fino al 17 maggio per visitarla.

Questa nella foto, è la fila di persone che domenica pomeriggio aspettavano di entrare a Palazzo delle Esposizioni di Roma, dove sono in corso in contemporanea 4 esposizioni. A vedere dal numero dei visitatori presenti nelle sale, la mostra che ha attirato tanti visitatori è stata “Darwin 1809-2009“, che celebra il bicentenario del padre della teoria dell’evoluzione. Dopo essere stata nelle più importanti capitali del mondo, la mostra è arrivata anche in Italia in una versione appositamente adattata e ampliata da due grandi evoluzionisti come Niles Eldredge e Ian Tattersall. Fino al 3 maggio la mostra rimane nella capitale, dopo si trasferirà nella sede della Rotonda della Besana di Milano. Si può dire che domenica non è stato solo l’effetto del Futurismo ad attrarre visitatori nei musei romani.
Non è il genere di mostra che preferisco, ma sono stata attirata dalla presenza delle piante e degli animali vivi, che avevano suscitato polemiche iniziali. In realtà lo spazio dedicatogli, benché centrale della mostra, è limitato ma ben curato (ed è per questo che non ci sono stati ulteriori problemi).
Continua a leggere: Darwin: a Palazzo delle Esposizioni mostra per il Bicentenario