
La Basilica di Sant’Ambrogio a Milano apre l’Antico Oratorio della Passione per una mostra di arte contemporanea. Dal 6 al 20 Novembre in Scena Arche-Tipi – Le forme in cui il silenzio appare di Gianna Moise.
La mostra, promossa da Arteutopia, è a cura di Alessandra Redaelli. Presenta circa sessanta opere prodotte in esclusiva per l’evento, tra pittura, scultura e installazioni. Si tratta delle ultime serie i cui soggetti sono insetti, pesci, animali. Rappresentazioni che conducono l’artista ad un dialogo con se stessa.
Il lavoro di Gianna Moise attraversa la materia con duplice passo. Da una parte la materia come supporto delle sue creazioni, dall’altra la materia grezza con le sue forme e i suoi simboli naturali. Tra gli ultimi esperimenti della Moise l’utilizzo del cartone per coibentazione edile, su cui l’artista interviene applicando colore puro.

Alessandro Acerra è un giovane talento italiano, classe 1980, dalle diverse sfaccettature e dalla forte curiosità che lo porta a spaziare tra pittura, scultura, eco moda ed eco design in un mix contemporaneo di grande impatto.
Alessandro Acerra - Chi è Talten? è il titolo della personale che fino al 3 ottobre 2009 può essere visionata presso Ca’ Zanardi di venezia e che porta in scena una selezione di opere realizzate negli ultimi cinque anni di attività.
Molti gli estimatori e i critici che hanno tessuto le lodi del giovane talento che si è affermato in particolare grazie all’installazione dal titolo “il mecenate è morto”, opera spiazzante che ha convinto anche Achille Bonito Oliva rimasto colpito dall’opera, per la bellezza e per il valore di chi l’ha presentata.
Insomma se avete in mente un gita nella sempre affascinante Venezia non perdetevi l’occasione di conoscere più da vicino un giovane artista italiano in ascesa…
Continua a leggere: Chi è Talten? personale di Alessandro Acerra

Comincia il conto alla rovescia per l’apertura della mostra Chagall e il Mediterraneo a Palazzo Blu di Pisa. Tra 20 giorni, esattamente il 9 ottobre, nella splendida location del lungarno pisano 150 tra dipinti, sculture, ceramiche e litografie. Tutte opere nate dopo il 1926, anno della prima visita dell’artista russo in Francia, Grecia e Terra Santa. Un viaggio alla scoperta della luce del Mar Mediterraneo, che tantò affascinò Chagall con i colori dei suoi paesaggi.
Tre le sezioni dei dipinti, la Costa Azzurra, la Grecia e la Bibbia, percorse attraverso la magia della fascinazione cromatica che rende poi ogni scorcio un elemento autonomo, un mondo a parte ricco di sensualità e personaggi misteriosi. Conclude l’allestimento una rassegna di sculture e ceramiche, che rappresentano la volontà dell’artista di confrontarsi con l’arte classica e una piccola selezione di collage, ultima testimonianza dell’artista di liberarsi da ogni vincolo espressivo.
La mostra, a cura di Meret Meyer e Claudia Beltramo Ceppi è stata resa possibile grazie alla collaborazione con il Musée National Marc Chagall di Nizza, il Centre Pompidou di Parigi e il Musée Matisse di Le Cateau Cambrésis. Sarà visitabile fino al 17 gennaio 2010. Per il prossimo anno vi anticipiamo che Palazzo Blu sta organizzando una grande retrospettiva su Joan Miró.
Continua a leggere: Chagall e il Mediterraneo a Palazzo Blu di Pisa

Riparte alla grande la programmazione della Fondazione Stelline di Milano. Dal 24 settembre, United artist of Italy. Ventidue fotografi italiani attivi a partire dagli ani sessanta e i loro scatti che ritraggono artisti. Joseph Beuys, Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Sol LeWitt, Pasolini, Calvino, Moravia e molti altri.
Ritratti attraverso gli occhi delle macchine fotografiche di Claudio Abate, Aurelio Amendola, Gabriele Basilico, Sandro Becchetti, Gianni Berengo Gardin, Elisabetta Catalano, Giorgio Colombo, Mario Cresci, Mario Dondero, Federico Garolla, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Gianfranco Gorgoni, Mimmo Jodice, Nanda Lanfranco, Uliano Lucas, Attilio Maranzano, Nino Migliori, Ugo Mulas, Paolo Mussat Sartor, Paolo Pellion, Ferdinando Scianna.
Un racconto della storia delle arti a partire dai volti dei loro protagonisti. Ritratti da differenti angolutare gli artisti lasciano intravedere angoli inconsueti della loro personalità. La mostra a cura di Massimo Minini rimarrà aperta fino al 31 gennaio 2010.

L’Hackney Wick Art Festival, organizzato in collaborazione con il NY Arts Magazine si preannuncia come ‘the most vital art event of the summer’ nella capitale inglese. Il London Borough of Hackney è un quartiere nella parte nord-est di Londra.
Il festival, giunto alla sua seconda edizione, prenderà il via il 31 luglio e coinvolgerà studi aperti di giovani artisti e gallerie. Tra le mostre: The Tomorrow People: artists of the future now (Elevator Gallery a cura di Simon Reuben White e Snoozie Hexagon); Between my Finger and my Thumb (Schwartz Gallery a cura di Kobetsvasey) ed altre alla Top and Tail Gallery, Mission Gallery, Stour Gallery,
L’Hackney Wick Art Festival propone inoltre performance, programmi di artist in residence e una fitta serie di concerti. Per chi si trovasse a Londra fino al 2 agosto, “l’arte è servita”, fresca e vitale.

Inaugura sabato 18 luglio 2009 alle ore 16 la mostra Degli uomini selvaggi e d’altre forasticherie presso il Lab 610 XL un ex laboratorio artigianale a Sovramonte, nel Parco delle Dolomiti Bellunesi. La mostra a cura di Viviana Siviero, da un’idea di Karin Andersen presenta lavori di un nutrito gruppo di artisti internazionali ed alcuni artisti emergenti chiamati a proporre opere site-specific.
Un percorso attraverso la rappresentazione dell’uomo selvaggio, la figura teriomorfa e fitomorfa. Dove finisce l’umano e inizia l’animale, il puro istinto, il contatto simbiontico con l’elemento naturale. L’uomo-animale, il fauno, la divinità, il mostro, lo stregone, l’eremita, il troglodita e il saggio, queste e altre figure abitano i miti dell’uomo selvaggio.
Figure che rappresentano i nostri slanci e le nostre paure nei territori del sensibile, nei confronti del diverso, colui che si scosta dalla norma sociale. Come sostiene Marc Augè: “la fantasia è una “correzione della realtà”; non gioca con essa, se ne sottrae; trova nel presente un’occasione per risvegliare i desideri dell’invisibile”.
Degli uomini selvaggi e d’altre forasticherie




Continua a leggere: Degli uomini selvaggi e d’altre forasticherie

Giovedì 4 Novembre sono stato alla Fabbrica del Vapore di Milano, all’inaugurazione della mostra conclusiva degli allievi del Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Antonio Ratti di Como. Il ‘visiting professor’ di questa edizione - Yona Friedman, ha incentrato il suo ‘cantiere’ attorno al tema Public Improvisation. L’improvvisazione fa riferimento a uno stadio primitivo, ’senza filtri’, del fare arte. Lo spazio pubblico è quello dove l’improvvisazione scardina gli schemi precostituiti e imprime un nuovo ritmo alla realtà. “L’artista, sostiene Friedman alla maniera di Beuys, è in ognuno di noi”.
Al vernissage ho trovato un ambiente accogliente, con gli autori pronti a fare quattro chiacchiere. Video, sculture d’assemblaggio, disegni, fotografie, software… ce n’è per tutti i gusti. Certo, nella maggior parte dei casi non mi sono trovato di fronte risultati finali, piuttosto idee, passaggi, spunti. Tentativi emersi durante i venti giorni di laboratorio a Como. Luogo fisico, dove gli allievi hanno condiviso spazi e urgenze operative. Gestendo gli input e il flusso creativo gli artisti hanno poi fatto di Como anche un luogo dell’immaginario.
Tra le tracce che Yona Friedman ha dato agli allievi c’era uno schizzo, una forma contorta, uno scarabocchio (“gribouilli”), che difatto però è stata la materia grezza da cui partire. Linea che è diventata scultura di metallo dell’artista Elia Cantori, che vi affianca un video con la telecamera che percorre l’opera dall’interno. Esili, fini e pure ‘interni’, dotati di piccole magie i disegni e i microcollage di Giovanni De Lazzeri ci conducono all’interno di mondi in miniatura. Interessante il lavoro che lo svizzero Davide Cascio propone, combinando la materia a partire da unità minime. Andrea Dojmi invece è un regista che utilizza vecchie pellicole, per riportare indietro di trenta anni un filmato girato nel 2008 nel campetto da basket dell’oratorio multietnico di Como.
Continua a leggere: Public Improvisation, fino al 15 Gennaio a Milano
Inaugura questa sera alla Triennale Design Museum la mostra “Le ceramiche di Ugo La Pietra”, progetto curato da Silvana Annicchiarico, che presenta le opere in ceramica dell’artista, architetto e designer, che da cinquant’anni si confronta con varie discipline creative.
E’ un incontro tra cultura del progetto e produzione artigianale il lavoro realizzato da La Pietra, che impiega tecnica, tradizione e creatività. Nella mostra sono presentate diverse tipologie di prodotto realizzate dagli anni Ottanta ad oggi, dalle brocche ai piatti, dai centritavola ai vassoi e salvadanai. I prodotti sono classici del design, interpretati però con ironia.
La mostra prosegue fino all’8 dicembre.
Le ceramiche di Ugo La Pietra - Triennale Design Museum - Milano



Continua a leggere: Le ceramiche di Ugo La Pietra alla Triennale Design Museum
La Triennale di Milano presenta, fino all’8 febbraio 2009, una grande retrospettiva dedicata ad Alberto Burri, uno dei grandi maestri dell’arte del XX secolo, assente dalla città dal 1984 (a causa di una polemica iniziata nel 1989 con l’amministrazione cittadina che aveva autorizzato la distruzione del Teatro Continuo, struttura progettata da Burri nel 1973 nel parco Sempione in occasione della XV Triennale).
Piuttosto ampia, la mostra si estende su due piani, coprendo 2500 mq di superficie dove viene illustrato in modo cronologico il percorso di Burri sia come artista che come uomo. Non sono esposti solo i capolavori più noti degli anni Cinquanta ma anche le opere successive, che mettono in evidenza la sua capacità di rinnovamento e l’impiego di materiali extrapittorici tanto influenti nelle correnti artistiche fino ai giorni nostri. Presentate per la prima volta opere inedite, alcune per l’Italia come il ciclo “Architetture con cactus”, altre in assoluto come la serie dei “Neri”.
La prima parte dell’esposizione documenta la fase iniziale dell’artista attraverso i catrami, le muffe, i gobbi, i sacchi, i legni e i ferri. Le fasi successive sono analizzate sempre attraverso i materiali che si modificano passando alle plastiche trasparenti, colorate e su cellotex, bianchi e neri, ai cellotex monocromi e colorati, neri e oro, cretti e oro.
Dal 14 novembre al 2 dicembre 2008, presso il Caffè letterario in Via Ostiense 83, 95, di Roma, sarà possibile visitare la mostra internazionale d’arte contemporanea Geometrie dell’intelletto, curata da Sabrina Falzone.
Si tratta di un “omaggio alla geometria, intesa come arte intellettuale”. Le opere sono tematicamente dedicate alla rappresentazione artistica di geometrie euclidee e non. Inevitabile il riferimento (e, in qualche caso, l’omaggio esplicito) all’astrattismo geometrico di Kandinskij.
Potranno ammirarsi opere di Irene Taddei, Monia Biscioni, Massimo Mugavero, Edi Sanna, Francesca Nicoli, Jeanette Rutsche Sperya, Hkosmoh, Augusto Orestini, Vincenzo Ventrone, Silvia Nironi, Zoom, Maria Enrica Nardi Menchi, Giacomo Specchia, Christian Milo, Vincenzo Morello, Marialuisa Sabato, Dino Ventura, Alessandro Sansoni, Victor Deleo, Paolo Hermanin, Paola Colleoni, Nemo, Symona Colina, Donato Lotito e Angelo Zuena.
Continua a leggere: Geometrie dell'intelletto al Caffè letterario di Roma dal 14 novembre